La dimora delle farfalle oscure

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede ora? Maddalena e Agata vanno a prendere la scatola (75%)

La scatola

Maddalena non avrebbe mai pensato che un giorno si sarebbe trovata terrorizzata all’idea di aprire quella porta. 

“Non devi farlo per forza”, disse sottovoce Agata.

Maddalena non rispose e sollevò la mano chiusa a pugno con l’intenzione di bussare. Sussultò nel rendersi conto di aver fatto quel gesto. E se avesse bussato, cosa sarebbe accaduto? E se sua nonna dall’altra parte avesse risposto, rivelando che si trattava di uno dei suoi pessimi scherzi?

“A volte la sorprendevo a fissarsi il palmo della mano”, disse.

“Cosa? Vuoi dire tua nonna?”, balbettò l’amica con un filo di imbarazzo.

“Sì”.

Tra le due calò il silenzio per qualche secondo.

“Una volta mi ha detto che le era sembrato di scorgere un paesaggio”, continuò.

“Un paesaggio nel palmo della mano?”, chiese Agata, turbata.

Maddalena respirò profondamente, quindi aprì la porta ed entrò nella stanza.

Le tende bianchicce erano abbassate e nel pesante odore di stantio si faceva strada un profumo di rose. Sua nonna era lì, distesa dentro una bara, lucida come il dorso di uno scarafaggio. Emergeva dalla vita in su, le mani giunte, un’espressione vuota. Assomigliava ad un oggetto. Sulla bara, ai suoi piedi, una corona di rose bianche.

Maddalena si avvicinò, ma non provò nulla di particolare.

“Non avevo mai visto un morto prima d’ora”, disse, “sono diversi da come li vedi nei film”.

Agata annuì. “Sì, sono veri…”.

“Non lo so…”, bisbigliò Maddalena.

“Non sai cosa?”.

“Se siano veri… non mi sembra vera”.

“Cosa vuoi dire?”.

“Semplicemente che non è lei, non è mia nonna questa… cosa, sembra finta!”, esclamò.

“Mi dispiace”, rispose Agata, abbracciandola. “Sono diversi da quando sono in vita, sì… capisco cosa vuoi dire, sembrano davvero finti”.

Maddalena si era ammutolita. Non sembrava affatto convinta di quanto diceva la sua amica.

Abbassato lo sguardo, vide l’oggetto per il quale si erano intrufolate nella camera ardente. Si trattava di una semplice scatola di cartone come quelle dei supermercati, vagamente ammaccata.

Senza pensarci due volte, fece un passo avanti e si chinò per raccoglierla. Quindi diede un altro sguardo a quella che, a quanto pare, un tempo era sua nonna e tornò alla porta.

“Sembra fatta di marzapane”, sussurrò.

“Che hai detto?”, domandò l’altra.

“Niente, andiamo…”.

Agata la guardò con vaga preoccupazione, come fosse impensierita dalla reazione che stava avendo la sua amica. Tuttavia la seguì senza aprire bocca.

Maddalena appoggiò la scatola sul tavolo della cucina e vi gsbirciò dentro.

“Perché mi ha lasciato degli oggetti così strani?”.

“Non lo so, non sono oggetti che ti sono familiari?”, chiese Agata.

Maddalena estrasse un piccolo scrigno di legno ricoperto di polvere e cercò di aprirlo, ma evidentemente era chiuso a chiave, così lo appoggiò sul tavolo. Quindi tirò fuori dalla scatola una piccola bambola di porcellana dall’abito rosa e bianco, ornato di merletti.

“Mai viste queste cose…”, commentò.

Quindi trovò un mazzo di fotografie e senza pensarci due volte si mise a guardarle una per una in modo sbrigativo. Alcune ritraevano persone di cui non sapeva nulla, in altre era riconoscibile sua nonna da giovane. In una di queste avrà avuto circa sei anni e si teneva per mano con un uomo dall’aspetto vagamente ricurvo.

“Questo dev’essere suo padre”, disse Maddalena, “non l’avevo mai visto prima… pare sia scomparso misteriosamente. Anche se mia nonna diceva che in realtà non era mai andato via da questa casa. Un altro dei suoi scherzi simpatici…”.

Un tuono assordante come un’esplosione fece tremare i mobili. Le due ragazze si ritrovarono temporaneamente assordate, con un fischio odioso nelle orecchie. Maddalena appoggiò le mani al tavolo, come per sorreggersi. L’amica si precipitò a guardare dalla finestra, ma non vide nulla di particolare. Non era chiaro dove fosse caduto il fulmine. Mentre l’udito gradualmente ritornava, si sentì il cigolio di una porta al di là della cucina.

Perché si sente il cigolio di una porta che si apre?

  • Un gatto si aggira per casa (40%)
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  • Si tratta di una corrente d’aria che ha mosso una porta (0%)
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  • La madre di Maddalena è arrivata (60%)
    60
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14 Commenti

  • Ciao. Come detto la volta scorsa, la storia è molto valida e a me piace tanto.
    Ogni situazione è molto realistica e c’è sempre il dubbio su cosa stia effettivamente succedendo. Maddalena non riconosce sua nonna, nonostante abbiano passato molto tempo insieme. Non riconosce oggetti che invece dovrebbero essere noti alla ragazza. In più ci sono tante incongruenze tra quello che dice la ragazza e la nonna e quella che effettivamente è la realtà.

    Io sto ancora pensando alla chiamata del capitolo precedente. Quindi voto per la madre che arriva portando il necessario per passare la notte.

    Continua così e fatti un giro tra le altre storie per farti conoscere, dato che la storia merita.

    A presto!!

  • Ciao,
    come ti ho già detto, non ho mai voluto vedere una persona deceduta, perché provo sempre molta angoscia di fronte al pensiero della morte, quindi non saprei dire se, effettivamente, una salma possa apparire alla vista come qualcosa di finto oppure se si tratta solo di una suggestione.
    Però povera nonna, paragonata per la sua pelle lucida al dorso di uno scarafaggio! Io l’avrei paragonata a qualcosa di più carino.
    Molto interessante il contenuto della scatola, soprattutto le foto del bisnonno di Maddalena, misteriosamente scomparso. Le bambole di porcellana invece non mi piacciono perché le trovo inquietanti.
    Voto per l’arrivo della madre di Maddalena.
    A presto!

  • Visto che siamo ancora al capitolo 3, io voto il gatto 🙂

    È passato un po’ di tempo e mi sono scordato alcuni dettagli però la storia continua ad essere intrigante. Ora c’è solo da chiedersi se Maddalena sta diventando “pazza” o se la nonna è davvero di “marzapane” 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao, questo racconto mi piace e mi fa venire mille idee diverse circa la scena successiva.

    Una cosa non mi è ben chiara. Nel dialogo Agata-Maddalena nel capitolo 1, “Anche mia nonna mi faceva degli scherzi e mi raccontava delle storie di paura”, raccontò Maddalena, “non è poi così strano forse”, dovrebbe essere la battuta di Agata visto che è poi Maddalena quella a cui la nonna racconta la storia dell’occhio nell’armadio.

    Per il resto bella storia, al tensione sta crescendo tra tutte queste vicende paranormali e gli sguardi nel vuoto di Maddalena.

    Voto per le due amiche che vanno a prendere la scatola.

  • Ciao,
    caspita, molto inquietante il racconto di Maddalena! Sono molto curiosa di sapere cosa è questo “qualcosa” che è uscito dalla cassapanca!
    Povera Agata che, comprensibilmente, non vuole dormire lì ma, alla fine, è quasi “costretta” a rimanere.
    Il fulmine è una buona opzione, ma voto per andare a prendere la scatola e, chissà, la chiave potrebbe essere proprio lì.
    A presto!

  • Ciao, bentornato!
    Dopo una fiaba ci sta proprio bene un horror! Ma, già dal titolo, mi sembra comunque un po’ fiabesco.
    Ha ragione Agata, quando dice che la morte dei nonni è terribile a qualunque età, ma non concordo sul fatto che si debbano vedere i defunti per farsene una ragione e andare avanti: io non ho mai voluto vedere una persona defunta perché non voglio che sia quella l’ultima immagine, a me piace ricordare le persone per come erano in vita.
    Effettivamente brutto quel quadro, direi quasi kitsch, ma ci sono persone a cui piace questo stile!
    Le opzioni mi piacciono tutte e sono un po’ indecisa. Mi piace l’idea che l’occhio ricompaia proprio il giorno della morte della nonna, ma anche la scatola per Maddalena. Ma hai intitolato il capitolo “L’occhio”, perciò voto proprio per l’occhio.
    A presto!

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