L’Artista

Dove eravamo rimasti?

Torniamo sull'Artista, alle prese con una nuova vittima, cosa imiterá stavolta? Mi invento un quadro/ scultura e lascio fare al mio estro (60%)

L’angelo di Carne

Quando Melpomene venne al Santuario, Adam vide nel suo sguardo che qualcosa sarebbe cambiato. Gli disse di non ispirarsi piú a opere famose. Quello non era creare, era reinterpretare. Dov’era l’estro, dov’era la fantasia? Avrebbe dovuto usare la sua creativitá piuttosto che affidarsi a quella degli altri. Solo cosí le sue opere sarebbero state davvero sue.

Cosí Adam, si ritrovó nel silenzioso appartamento di Amelia Donnel, a guardare la donna, la sua nuova argilla, che giaceva a terra priva di sensi. Fosse dipeso da lui, avrebbe posto fine alla sua vita immediatamente, e solo allora avrebbe iniziato il suo lavoro. Ma Melpomene diceva che non bastava privarla della vita, la trasformazione, la purificazione vere e proprie avvenivano attraverso il dolore.

E Adam, anche se titubante, non aveva mai replicato. In fondo chi era lui, se non un mero strumento?

Preparó gli attrezzi sotto lo sguardo impassibile di Melpomene, sempre presente quando lui era all’opera. Era tutto pronto.

Grazie alle droghe che le aveva dato, Amelia sarebbe rimasta cosciente ma paralizzata per ore. Sembrava che dormisse. Era di una bellezza ultraterrena, aveva un viso dolce e gentile. Sembrava quasi un angelo. Un angelo… Ma certo! Che splendida idea! Sarebbe stato un modo perfetto per rappresentarla!

Stese un grosso telo di plastica a terra, per contenere il piú possibile il sangue. Vi adagió la donna, prese un lungo coltello – uno di quelli che usava in macelleria – e inizió a tagliare.

Incise una lunga linea dalla base del collo fino a metá della schiena; sentiva la lama raschiare dolcemente contro le ossa. Con un abile movimento del polso fece curvare il coltello, arrivando fino al fianco, per poi risalire verso l’ascella e deviare nuovamente fino a seguire il contorno della scapola. Ripeté l’operazione anche nell’altro lato, recidendo muscoli e tendini. Solo quando si fermó un attimo per fare il punto della situazione udí le grida di Amelia.

Gli dispiaceva per lei, ma non poteva fermarsi ora, prima avesse finito, prima avrebbe smesso di soffrire.

Esploró con la lama la carne sotto le scapole, separandole dalle articolazioni, ottenne due appendici semi rigide come il carapace dei coleotteri.

La parte recisa era piuttosto pesante, perció con un seghetto separó le coste dalla spina dorsale e le fissó ai lembi recisi in modo da supportarli.

Amelia non emetteva piú un suono.

Ora che le ali erano formate, era ora di aggiungere i dettagli.

Adam cominció a disegnare pazientemente delle piume partendo dalle scapole.

Una volta finite, prese Amelia e la fissó su una sorta di piedistallo, uno di quelli che sostengono i manichini nei negozi, utilizzó nuovamente delle fascette per tenerla in posizione, e poi le diede la posa che voleva con una lenza da pesca, giocando con i fili come un marionettista. Posizionó delle luci in modo da creare un piacevole chiaro scuro grazie ad un sapiente gioco di ombre. La posa di Amelia la faceva sembrare una elegante ballerina di danza classica.

L’ultimo tocco, la maschera. Era un peccato coprire un viso cosí bello, ma era importante, era il suo omaggio alla musa, il suo tributo, la sua gratitudine.

Melpomene era ancora nell’angolo che lo scrutava nella penombra, in silenzio.

Non lo avrebbe lodato, non lo aveva mai fatto, ma nei suoi occhi sotto la maschera – un vivido zaffiro e un brillante smeraldo – gli sembró di vedere qualcosa che sembrava del freddo compiacimento.

Ora doveva solo aspettare.

* * *

Dick era a lavoro sul background di Jonah Smith, aveva interrogato amici e parenti, la compagnia per cui lavorava e persino i luoghi che era solito frequentare. Ne risultó che l’uomo era un cittadino modello. Il povero Jonah era anche riuscito a sopravvivere ad un bruttissimo incidente che gli era costato mesi di coma e anni di riabilitazione.

Perché era stato ucciso? Cosa aveva spinto il suo assassino ad eliminarlo?

Fu mentre era nel vivo dei suoi pensieri che venne informato di un nuovo omicidio.

L’Artista aveva colpito ancora.

Arrivato sulla scena del crimine, trovó Redfield che da dietro i suoi occhiali scuri guardava l’ultima opera dell’Artista.

– Neghi anche ora?

Redfield non rispose. Dick prese il cellulare della donna, che era lí in bella vista e come la volta precedente lo sbloccó.

– A chi si é ispirato stavolta?

– A nessuno a quanto pare.

Nessun dipinto. Per qualche motivo l’Artista aveva deciso di cambiare, e questo non era un bene.

Ispezionarono la scena in lungo e in largo ma nemmeno stavolta trovarono niente di utile.

Dick cominciava a sentirsi frustrato, voleva risolvere il caso prima che ci fossero altre vittime ma, egoisticamente, anche per tornare il prima possibile da sua moglie.

Forse a causa ti uno spasmo muscolare, la maschera sul volto di Amelia cadde a terra graffiandosi.

Della vernice era venuta via dalla pelle animale di cui era fatta. Quasi invisibile, come se avessero tentato di cancellarlo, si vedeva qualcosa, forse lettere, o forse simboli.

Marchiati a fuoco.

Il prossimo capitolo proseguirá con i due detective: cosa succederá?

  • Scopriremo sul marchio/simbolo (44%)
    44
  • Scopriremo qualcosa sulla maschera (44%)
    44
  • Scopriremo cosa collega le due vittime (11%)
    11
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

82 Commenti

  • Ciao kingvasu,
    Finalmente il tanto atteso colpo di scena, ben fatto non me l’aspettavo. Ora sono curiosa di conoscere di più sull’anima nera di questo detective. Un piccolo appunto, secondo me non hai reso abbastanza giustizia all’artista meritava anche lui una morte degna di un’opera d’arte.

  • Ciao King,
    dunque Melpomene è in realtà Redfield, ottimo colpo di scena! Ora sarà molto interessante scoprire come è arrivato a manipolare Adam. Da questo punto di vista, è un peccato che l’Artista sia morto già nel capitolo 8.
    Voto anche io per conoscere un po’ entrambi.
    A presto!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi