L’Artista

Dove eravamo rimasti?

Cosa vedremo nel prossimo capitolo? I due detective seguiranno la pista della "Benson's" ma arriveranno ad un bivio (44%)

Bensons’s

Dalle ricerche di Redfield saltó fuori che la Bensons’s era una grande ditta di allevatori in periferia. Possedevano una ventina di macellerie di proprietá e rifornivano supermercati e negozi in tutta l’area urbana. La ditta comprendeva piú cento di persone, non sarebbe stato facile, pensó Dick, ma almeno avevano ristretto il campo.

I dirigenti della Bensons’s si dimostrarono sin da subito collaborativi e disponibili, tuttavia ci volle quasi una settimana per passare al setaccio tutti i dipendenti della ditta.

Le analisi delle scene del crimine indicavano che il colpevole fosse un uomo alto tra i due metri e i due metri e quindici.

Dai controlli effettuati dai due detective non saltó fuori nemmeno un persona che si avvicinasse a quello che stavano cercando, il dipendente piú alto della Bensons’s arrivava a 192 cm.

– Questa pista é un vicolo cieco – disse Redfield con un accenno di rammarico.

– Che vuoi dire? – chiese Dick sorpreso.

– Che la pelle di quella maschera puó averla presa chiunque, non per forza un dipendente della Bensons’s. Tra l’altro generalmente i macellai non scuoiano il bestiame, quindi é improbabile che la persona che cerchiamo sia un macellaio.

– Daccordo – rispose Dick – ma se il marchio fosse stato solo un caso, perché cancellarlo? Nessuno avrebbe comunque potuto risalire all’Artista no?

– Sappiamo che L’Artista é un maniaco dei dettagli, hai pensato che abbia cancellato il marchio perché non stonasse con la sua opera?

– Non possiamo giá abbandonare questa pista, stiamo praticamente cercando un gigante, una persona del genere non passa di certo inosservata. E poi te lo ripeto, sono quasi sicuro si tratti di un macellaio.

– Sei quasi sicuro? É questo che insegnano ora all’accademia? Ad essere quasi sicuri? Ne ho abbastanza. Ho ascoltato con pazienza tutte le stronzate che mi hai propinato, teorie basate sul niente. Ma ora basta.

– Quindi ora non posso nemmeno dire la mia?

– No. Non hai piú voce in capitolo. Sei sollevato da questo caso.

– Non puoi farlo. – rispose Dick arrabbiato e incredulo.

– Posso e lo faró. Levati di qui e trovati qualcosa di piú utile da fare. Prenderti cura di tua moglie ad esempio, prima che ci pensi qualcun’altro.- disse Redfield in tono sprezzante.

Qualcosa in Dick si ruppe. Tutta la frustrazione dovuta al caso e ai problemi con Meredith svaní. Il perenne nodo che aveva nel petto si sciolse, invadendo come magma ogni fibra del suo corpo fino ad arrivare alla sua testa per poi eruttare. Il suo corpo si mosse da solo. Con un passo fulmineo accorció le distanze e scaglió un diretto potente sul muso di Redfield, che per qualche strano scherzo della fisica non perse gli occhiali.

Delle persone intervennero per bloccare Dick prima che potesse colpire di nuovo. Nonstante il colpo subito Redfield non si scompose piú di tanto. Non rivolse nemmeno una parola a Dick.

Semplicemente gli voltó le spalle e andó via.

***

Una volta calmatosi, Dick dovette fare i conti con quello che aveva fatto. In centrale si prese una grossa lavata di capo e si ritrovó sospeso per un mese senza stipendio.

In fondo gli era andata bene pensó.

Decise di proseguire comunque l’indagine, sapeva che era vicino ad un punto di svolta. Non poteva arrendersi proprio ora.

Non poteva ancora tornare a casa, non fino a quando non si fosse messo l’anima in pace con il caso. Affittó una stanza in un motel e cominció a consultare la documentazione in suo possesso.

C’erano tante macellerie indipendenti a cui la Bensons’s forniva i suoi prodotti i cui operai non rientravano nei registri della Bensons’s.

Troppe persone da interrogare anche se non avesse avuto le le mani legate come invece le aveva.

Poi gli venne in mente che forse un modo per restringere il campo c’era.

La catena di distribuzione.

La Bensons’s per le consegne agli affiliati, non usava i suoi camion, si affidava ad un’altra ditta privata.

Una persona alta piú di due metri non passa di certo inosservata, e se c’era qualcuno che l’aveva vista poteva essere nel team delle consegne.

Dick fece un giro di telefonate, ci volle un intero giorno ma trovó quello che stava cercando. Un autista ricordava chiaramente un uomo dalla stazza imponente che lavorava in una macelleria nella periferia a nord della cittá. Alto piú di due metri, sui quaranta, era piuttosto gentile anche se a volte sembrava un sempliciotto.

Ottenuto l’indirizzo, Dick decise di osservarlo per qualche giorno.

Era l’uomo piú grosso che avesse mai visto. Nei tre giorni in cui Dick pedinava Adam Nowak – cosí si chiamava l’uomo – non accadde nulla di particolare. Lavoro casa, casa lavoro. Fu il quarto giorno che qualcosa cambió. Finito il suo turno, Adam non tornó a casa. Salí su un bus che lo portó fuori cittá, fino ad arrivare ad un boschetto semi isolato nei pressi di un cantiere abbandonato.

Adam si inoltró nel bosco fino ad arrivare ad un grosso albero tra le cui enormi radici c’era un’apertura che sprofondava nel sottosuolo, una sorta di caverna.

Si guardó attorno, poi entró.

A debita distanza, Dick lo seguí.

Da quale punto di vista volete vedere il prossimo episodio?

  • Un pó di entrambi (55%)
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  • Adam (27%)
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  • Dick (18%)
    18
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82 Commenti

  • Ciao kingvasu,
    Finalmente il tanto atteso colpo di scena, ben fatto non me l’aspettavo. Ora sono curiosa di conoscere di più sull’anima nera di questo detective. Un piccolo appunto, secondo me non hai reso abbastanza giustizia all’artista meritava anche lui una morte degna di un’opera d’arte.

  • Ciao King,
    dunque Melpomene è in realtà Redfield, ottimo colpo di scena! Ora sarà molto interessante scoprire come è arrivato a manipolare Adam. Da questo punto di vista, è un peccato che l’Artista sia morto già nel capitolo 8.
    Voto anche io per conoscere un po’ entrambi.
    A presto!

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