L’Artista

Dove eravamo rimasti?

L'inseguimento prosegue in un cantiere abbandonato. Cosa succederá? Adam viene ferito gravemente (75%)

Fine della Caccia

Nonostante lo stordimento il detective riuscí a lanciarsi all’inseguimento di Adam. Lo vide, claudicante, entrare in un vecchio palazzo abbandonato e salire ai piani superiori. Dick salí le scale piene di detriti, poggiandosi per un attimo al muro fatiscente.

Un improvviso giramento di testa lo portó a rigettare il suo pranzo. Si pulí la bocca e riprese a salire con piú decisione, ignorando il fatto che probabilmente aveva una commozione cerebrale. Non poteva fermarsi proprio adesso. Adam nel frattempo aveva raggiunto il sesto ed ultimo piano di quell’edificio pericolante.

Il peso dei muri crollati si era portato dietro svariati piani di pavimento in una sorta di effetto domino, creando una pericolosa voragine.

Dick aveva l’impressione che de avesse respirato troppo forte, quel palazzo si sarebbe accartocciato su se stesso.

Ultimo piano.

Adam era li in attesa da qualche parte, non sarebbe rimasto nascosto a lungo, e non poteva scappare senza affrontarlo.

E Dick, con il cuore in gola e il sangue che gli martellava nelle tempie, era pronto.

Una penombra perenne riempiva quel luogo in cui il silenzio gridava al pericolo.

Dick si fece strada tra i detriti, arma puntata in avanti, cercando di stare il piú possibile lontano dall’abisso al centro della stanza.

Nonostante gran parte del pavimento fosse crollata, c’erano molti nascondigli e punti ciechi da cui Adam avrebbe potuto aggredirlo. Il detective mosse qualche passo e colse del movimento alla sua sinistra. Fece finta di nulla, in modo che l’ Artista uscisse allo scoperto per attaccarlo.

Adam saltó fuori brandendo un grosso tubo di ferro, muovendosi con sorprendente velocitá nonostante la gamba malconcia. Dick si giró di scatto nella sua direzione e prima che l’uomo potesse coprire la breve distanza che li separava, esplose due colpi in rapida successione, colpendolo prima alla spalla e poi ad una gamba.

L’uomo rovinó a terra vittima del dolore e del peso del suo stesso corpo in corsa.

– Perché mi fai questo! – disse l’Artista tra le grida di dolore.

– Hai ucciso delle persone Adam. Dovevo fermarti prima che tu lo facessi di nuovo. Persone innocenti, che si erano rifatte una vita, sopravvissute a traumi terribili.

– Sopravvissuti? Quelle persone sarebbero morte a breve! Io ho salvato la loro anima! Ora hanno l’immortalitá dell’arte!

Io servo un bene superiore, la musa stessa dell’ispirazione ha guidato la mia mano. Io sono solo uno strumento sotto lo sguardo smeraldo e zaffiro della musa. É l’incarnazione stessa dell’ispirazione a fornirmi l’argilla che io modello nell’immortalitá!

É a me che appare nei sogni, quando sono a casa o a lavoro! É me che guida!

– É qui con te adesso?

Adam, lo guardó con gli occhi di un cane bastonato ma non rispose.

– Va bene. Lo prendo per un no allora. Ma nel frattempo – disse Dick mentre gli metteva le manette – é meglio se chiamo i soccorsi, o la prossima volta che ti fará visita dovrá portarti dei crisantemi.

Fece per spostarsi nella stanza accanto per chiamare, visto che li il segnale era piú forte, quando si imbatté in Redfield che varcava la soglia.

– E tu che ci fai qui?

– Avevo come l’impressione che non ti saresti arreso, quindi ho deciso di tenerti d’occhio. E ti devo delle scuse. Ho esagerato. Tu stavi solo seguendo una pista, l’unica che avevamo. E a quanto vedo – disse indicando Adam – si é rivelata valida. Ora va chiamare i soccorsi, nemmeno tu mi sembri messo bene, io lo terró d’occhio.

Dick perplesso e ancora un pó sorpreso entró nell’altra stanza mentre Redfield andava da Adam.

Non fece nemmeno in tempo a togliere il telefono dalla tasca che che sentí uno sparo provenire dalla stanza accanto.

Si precipitó immediatamente per vedere cosa fosse successo e vide Adam immobile, dal cui petto sgorgava una enorme quantitá di sangue.

Redfield con la pistola ancora fumante e l’espressione affannata sconvolta, si rivolse a Dick.

– Ha cercato di attaccarmi, ho dovuto difendermi!

Dick rimase in silenzio, guardando Redfield con espressione seria. Si era tolto gli occhiali per vederci meglio nell’oscuritá di quel luogo. Non lo aveva mai visto senza.

E ora capí il perché. Ogni pezzo tornó al suo posto. Quella sensazione che gli sfuggisse qualcosa, svaní completamente.

– Cosa mi ha tradito? – chiese Redfield ricomponendosi e puntandogli contro la pistola.

– I tuoi occhi. Poco fa Adam ha fatto un commento sugli occhi di Melpomene. Zaffiro e smeraldo. Come i tuoi. Blu e verde. Immagino fosse l’unica cosa che vedesse visto che indossavi una maschera.

– Questa? – disse togliendola da una tasca della giacca.

Era incredibilmente simile a quelle che Adam metteva alle sue vittime.

– Fa sempre comodo avercela appresso.

– Perché gli hai sparato? Ti ha riconosciuto?

– Si. Come te ha visto i miei occhi. Meglio non lasciare testimoni.

– Immagino mi toccherá la stessa sorte.

– Esatto.

– Ho solo una domanda. Perché?

– Perché… Bella domanda…

A questo giro mi tocca fare lo S****zo, quindi, cosa succederá in questo capitolo?

  • Un pó di entrambi (75%)
    75
  • Ne sapremo di piú su Redfield (25%)
    25
  • Ne sapremo di piú su Melpomene (0%)
    0
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82 Commenti

  • Ciao kingvasu,
    Finalmente il tanto atteso colpo di scena, ben fatto non me l’aspettavo. Ora sono curiosa di conoscere di più sull’anima nera di questo detective. Un piccolo appunto, secondo me non hai reso abbastanza giustizia all’artista meritava anche lui una morte degna di un’opera d’arte.

  • Ciao King,
    dunque Melpomene è in realtà Redfield, ottimo colpo di scena! Ora sarà molto interessante scoprire come è arrivato a manipolare Adam. Da questo punto di vista, è un peccato che l’Artista sia morto già nel capitolo 8.
    Voto anche io per conoscere un po’ entrambi.
    A presto!

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