Frammenti di vetro

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo .... Emiliano torna a casa (75%)

Ordinary Day

Varcando la soglia di casa con la mia vaschetta di gelato fui investito da una mitraglia di informazioni e richieste da ogni fronte.

Ogni ritorno a casa dopo una giornata di lavoro equivaleva al caos.

Mia figlia che mi raccontava ogni cosa che aveva fatto durante quella giornata, mia moglie che cercava di fare una normale conversazione fra adulti dato che aveva passato la giornata con una bambina di 3 anni ed un neonato e quest’ultimo che pur non sapendo ancora parlare gorgheggiava o piangeva per palesare la sua presenza e ricordando al mondo che era ora della sua “cena”.

Un caos si, ma un caos abbastanza organizzato in cui ognuno sembrava avere un ruolo . Un caos che faceva calore che odorava di famiglia… un caos che avevo scelto e che amavo ma che in quegli ultimi giorni mi dava sempre più l’impressione di schiacciarmi .

Guardando “otto e mezzo “ in tv pensavo a come potevo sentirmi in quel modo. Non mi mancava niente …tutti guardando la mia vita vi avrebbero visto una famiglia perfetta, una vita serena…una normalità che sembra ormai un sogno solo da pubblicità della Mulino Bianco.

Forse era proprio questo il problema…o forse il problema vero ero solo io. Mancava la passione, il tormento, la sorpresa … mancava l’impulso , l’istinto . tutto era ordinato , incasellato , definito e lineare.

“Se c’è un problema c’è anche una soluzione. Devi solo cercarla” me lo diceva sempre mia madre . Quel suggerimento mi aveva sempre accompagnato ed aiutato a non perdere la testa nel corso della mia vita . Cercare la soluzione dei problemi che mi si presentano è un abitudine ed una dote che poi mi è stata utile sul lavoro. Dovevo solo cercare quella soluzione.

Quella sera cercai di guardare la mia vita da esterno e mi convinsi che il problema era che nè io nè Marta eravamo più le stesse persone che si erano incontrate e che avevano vissuto la prima parte della loro relazione con  leggerezza e non eravamo nemmeno più quei sposi novelli emozionati e curiosi di scoprire cosa significasse avere una famiglia. Ci eravamo chiusi nel ruolo di genitori “responsabili” . Nel nostro rapporto non c’era più nulla di folle, di impulsivo..tutto era programmato e discusso.

Avevo sentito parlare dell’abitudine” nei matrimoni come di una tomba.

Possibile fossimo caduti senza rendercene conto in quella buca tre metri sotto terra?

“Io vado a letto ..mi si chiudono gli occhi” mi disse Marta tornando in salotto dopo aver dato l’ultima poppata a Gabriele “Spero arrivi almeno fino a domani mattina..”

“Se prendessi qualche giorno di  ferie?”le dissi

“Per fare cosa?” era confusa , non si aspettava una domanda del genere

“Qualsiasi cosa …te lo ricordi quando siamo andati a prendere un caffè a Parigi?”

“Si che me lo ricordo .. ma non avevamo due figli”

“Lo so ma…”

“Ma cosa ? Che hai?!”

“Non ti manca fare una follia ?”

“Amore..se vuoi fare una follia prendi dei giorni di ferie per riordinare il garage…sta diventando una discarica. Vado a letto .Notte” si avvicinò per darmi un veloce bacio sulle labbra e poi scomparì su per le scale.

Avrei potuto esporle meglio i miei pensieri ? Sicuramente , ma sembrava un impresa impossibile cercare di dirle il caos che avevo nella testa.

Presi il pacchetto delle sigarette ed una Bud dal frigo ed andai a sedermi nella veranda.

Vedendo il fumo della brace disperdersi nel buio della notte apri dal telefono quella mail del passato che celava il segreto del mio presente.

Facendolo ero totalmente convinto che non avrei trovato la risposta di Emma e vedendola sentii l’emozione di un ragazzino scaldarmi le guance.

“Attendo a cosa proponi perchè potrei accettare ma sono una turista esigente ahaha…scherzi a parte . Accetto solo se non è un disturbo . Torino ,contro ogni aspettativa , mi sta piacendo . La immaginavo diversa”

La mia ragione mi ripeteva “Non rispondere. Non rispondere” ma non persi nemmeno un secondo ad ascoltare il suo appello.

Avevo bisogno di risposte. Avevo bisogno di capire se il problema era l’abitudine o se il solo ed unico problema era quell’insensata attrazione che provavo per quella sconosciuta di nome Emma.

“Disturbi solo se continui a scrivere che non vuoi farlo , non sono abituato a fare cose se mi sento obbligato. Ci vediamo domani verso le 12.30 davanti all’albergo della Convention. Poi mi dirai se sono stato un cicerone all’altezza “

La inviai . Avrei dovuto sentirmi in colpa. Ma la verità è che mi sentivo felice. Una merda si … ma una merda felice.

Ancora non lo sapevo ma fu quello il primo mattone della scala di bugie che mi avrebbe portato a scendere nei luoghi più oscuri della mia coscienza.

Emiliano andrà all'appuntamento con Emma e ...

  • sarà un appuntamento imbarazzato (25%)
    25
  • sarà un appuntamento "animalesco" (0%)
    0
  • sarà un appuntamento romantico (75%)
    75
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18 Commenti

  • Ciao Morrigan, la storia mi ha incuriosito fin dal primo capitolo dove, però, avevo trovato tantissime ripetizioni. Dal secondo è diventato tutto più scorrevole e piacevole e il conflitto che vive Emiliano tra la famiglia e attrazione per Emma è reso molto bene. L’unica frase di questo capitolo a non suonarmi troppo scorrevole è “un caos che faceva calore che odorava di famiglia…” C’è un “che” di troppo, a mio parere.
    Sono molto curiosa di leggere il seguito (ho votato per l’appuntamento romantico). A presto e buon lavoro!

  • Ciao Morrigan,
    è tipico di troppi uomini non riuscire a reggere il cambiamento che comporta il diventare genitori. La donna è stanca, non ha né tempo né voglia di essere sexy e di fare follie e l’uomo si sente solo, messo in disparte e si ritrova desideroso di riprovare le emozioni perdute. Questo perché, con la scusa che lui solitamente continua a lavorare senza interruzioni, non vive del tutto la nuova quotidianità e dunque non è in grado di comprenderne il vero significato.
    Voto per l’appuntamento imbarazzato.
    A presto!

    • Ciao Flavia ,
      non so , mi sembra una spiegazione un pò troppo “semplice” ( concedimi il termine , non ne ho trovato uno migliore ) …ed in realtà non ne ho una diversa da contrapporre perchè sono sicuro che cambi con il cambiare dei casi o delle persone ma non la metterei sul problema uomini vs donne ( per esempio conosco donne che dicono dei loro uomini che non gli fanno mai sorprese o non le portano da nessuna parte ) …immagino sia più una forma mentis … ma l’argomento è così ampio e diversificato che dubito riusciremo a svilupparlo qui 🙂 .. ma sappi che riusciremo mai a trovare una soluzione diventeremo miliardari ahaha… grazie di questo commento ( non è una sviolinata eh …trovo davvero interessante lo scambio di opinioni su cose quotidiane prendendo spunti dai racconti )

  • Ciao Morrigan,
    sei stato bravo a raccontare del colpo di fulmine di Emiliano per Emma. Il fatto che lui le abbia dato un indirizzo email vecchio e nascosto è molto indicativo, perché, scegliendo di non darle quello ufficiale, già sa che l’attrazione che prova per lei è qualcosa di “proibito”. E infatti, alla fine, piange lacrime di coccodrillo pensando alla figlia.
    Voto per il ritorno a casa.
    A presto!

    • Ciao Flavia P.
      scusa se rispondo solo ora …ma non ho avuto molto tempo da dedicare a…più o meno qualsiasi cosa ..ahahah .. comunque .. ti ringrazio del commento ed in effetti si…. la scelta della vecchia mail è piuttosto indicativa …
      di lacrime di coccodrillo poi , come sappiamo , il nostro “eroe” ne verserà molte 😛

  • Ciao Morrigan,
    dalla descrizione del racconto non avevo capito che si trattasse di un prequel del precedente racconto.
    Vorrei farti una piccola osservazione sul capitolo 1. Ma non prenderla male, è solo un parere. Al posto tuo, nella parte iniziale io avrei aggiunto due righe per spiegare una cosa molto importante. Quando una persona dorme, è completamente vulnerabile e dunque non è in grado di dare il suo consenso che, invece, dovrebbe essere manifestato dall’inizio alla fine del rapporto. Bastava anche un semplice “sapevo che le piaceva essere svegliata così”. Purtroppo la questione del consenso è molto spinosa e il lettore potrebbe trovarsi un po’ a disagio.
    Tuttavia nel secondo capitolo abbiamo capito che era una fantasia di Emiliano che aveva sognato Emma.
    Voto per l’abitudine, così potremo capire meglio le circostanze che poi hanno portato Emiliano a innamorarsi di Emma.
    A presto!

    • Ciao Flavia ,
      Non ti preoccupare , non prendo male nessuna osservazione … vorrei risponderti e spero di non farlo con un papiro …dunque SI , mi trovi totalmente d’accordo sulla questione del consenso che è INDISCUTIBILMENTE fondamentale SEMPRE , ma tralasciando che fosse o meno una fantasia , direi che nel quadro descritto dal primo capitolo era chiaro che il protagonista fosse nel letto della sua compagna ( amante , moglie , trombamica ..chiamiamola come vuoi ) non si è intrufolato nel letto della vicina di casa …quindi è piuttosto palese che conosca bene cosa gli piace o cosa no … 🙂
      Detto ciò mi permetto di darti un micro consiglio dato che hai iniziato anche tu un erotico ( e hai detto di non averne molta dimestechezza con genere ) , io ho letto grandi capolavori della letteratura erotica ( che non è 50 sfumature di stacippa ) e quello che ho capito è che “erotico” non è “pornografico” …è una grande distinzione mentale da fare … perchè ? perchè un genere in cui a comandare è “la pancia” ( la passione , l’attrazione …la pelle ) non il mero arrapamento o l’atto fisico…quindi pur avendo ben chiaro che il consenso sia FONDAMENTALE .. credo che inserirlo in un opera erotica ben chiaro o ben palese aggiunge una “razionalità” che fa un pò perdere l’onda del coinvoglimento … sono stato su alcuni siti di racconti erotici e purtroppo molti lo confondo con “pornografia”…l’erotico è proprio un altro campionato …uno dei più difficili per altro , perchè necessita un coivolgimento “emotivo” per chi legge… perchè ogni cosa può essere erotica , non solo l’atto sessuale,… anche un modo di sorridere, di bere … vabbeh.. smetto di annoiarti :P… grazie del passaggio e delll’osservazione che hai fatto .. è sempre costruttivo scambiarne , sopratutto se sono diverse 🙂
      Leggerò la storia del “trio” che mi manca .. a presto !!

      • Ciao Morrigan,
        grazie per i consigli. Comunque, proprio perché è la prima volta che mi cimento con questo genere, voglio sì sperimentare, ma senza esagerare. Come giustamente hai detto, eros non è sinonimo di pornografico ma, se non si presta la giusta attenzione, lo diventa quasi inevitabilmente. Io invece mi auguro di riuscire a non superare quel confine. Concordo sul fatto che sia un genere molto difficile e anche sul fatto che anche un gesto, uno sguardo, un sorriso possano dire molto di più di un atto vero e proprio.
        A presto!

  • Ciao, posso essere sincera? L’argomento mi fa sorgere sentimenti poco piacevoli, visto che in passato sono stata coinvolta contro la mia volontà in una situazione simile!!! Sai, quando non c’entri nulla ma ti tirano dentro è un vero inferno!!! Quindi… d’ora in poi voterò ma non commenterò, preferisco non rovinarmi il sangue con brutti ricordi.

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