Sbalzi d’amore
Erano due giorni che Salvatore era arrivato, e ancora nella testa di Paride non s’era spenta l’estasi. Sua moglie gli appariva circondata da un’aura misteriosa. Era calda, profumata; era ai suoi occhi la quintessenza dell’amore familiare, del sereno equilibrio di forze che regge l’universo di un uomo: madre e moglie, amante, dannazione e spasimo… “Solo chi l’ha provato lo sa” pensava “agli occhi di un uomo la donna che partorisce suo figlio è una madonna, e sparge petali di rose”.
Ora se lo rimirava il suo marmocchio dormicchiare tranquillo dopo la poppata. Tra le braccia di Agata era con lei una cosa sola. Anche lei lo studiava, volando planava fino a sfiorare le dolci colline vergini, incontaminate della sua pelle, fin nelle più piccole pieghe, e come suo marito pensava:
“E mo’ questo naso a patatina di chi è?”
*
Di Salvatore, giovane geometra di bell’aspetto, Agata aveva perso le tracce. Dopo l’ultimo incontro nove mesi prima, non lo aveva più visto. Non lo aveva mai inseguito, ma da quando s’era scoperta incinta ne era ossessionata, al punto che ogni giorno si sforzava di ripassarne i tratti a memoria, ché ogni volta qualcosa di lui le sfuggiva. Ne ricordava benissimo le braccia forti, e il collo teso sulle spalle più da carpentiere che da geometra; il sorriso franco, e poi varie altre cosette come i fianchi solidi, mani, ginocchia, glutei, e quel profumo denso, di maschio… il sesso… Ogni volta però c’era qualcosa che non tornava, come per esempio il naso: era o non era a patatina?, forse no, lo avrebbe ricordato; o forse sì, visto come glielo schiacciava quando lo divorava di baci.
Intanto Paride, in orbita, non s’accorgeva di quei tormenti; si riscopriva innamorato, e le sorrideva contento.
Agata rispondeva stancamente, e intanto passava e ripassava tutti i momenti di un lontano pomeriggio, con l’incontro casuale, il temporale improvviso, e l’alberghetto alla stazione, quando il caso e il destino avevano deciso di marcare un punto nella sua vita: “dare-avere!” Vuoi un figlio? Lo vuoi davvero? Bene, te lo do. Ma dovrai pagarlo col dubbio, e con una felicità incompiuta, perché il padre lo decido io.
Anche Salvatore ogni tanto ripensava ad Agata, non ne era stato mai innamorato, ma affascinato sì, perché era sincera, e non aveva paura. Al tempo gli parlava apertamente dei suoi trascorsi giovanili, degli amori saffici, del matrimonio affrettato per dare un taglio alle proprie insicurezze. Anche se era una donna complicata, doppia, misteriosa, nella relazione con lui liberava i suoi demoni, e la cosa ancora oggi lo eccitava da morire…
Il tempo tuttavia era passato e ora Salvatore aveva una ragazza, Vanessa, una “scapicollata” fuori di testa, divertente e imprevedibile, come tutte quelle che pare fosse suo destino incontrare.
Dopo Agata ci mancava lei, e non poteva snobbarla visto che era la figlia del suo capo, un noto imprenditore edile; così si sforzava di assecondarla, rinunciando a capirla e giudicarla.
Lei, egoista ed egocentrica, amava esibirsi in giochi fisici, corse, arrampicate; parlava di amore libero, ma la cosa valeva solo per sé, e non si concedeva se non nei momenti più improbabili; amava gli animali e snobbava le persone, soprattutto i parenti; aveva pochi amici, ed erano sempre loro che dovevano cercarla, per estrarla come un gheriglio di noce dal suo guscio, attenti a non farle male… Aveva un occhio di riguardo solo per i poveracci, ma non sempre, solo se le andava, come quella volta in cui Salvatore la vide intestardirsi a regalare una banconota da 200 euro a un barbone, e di fronte alle perplessità di quello, che non sarebbe mai riuscito a cambiarla, era andata in banca, aveva fatto la fila allo sportello, l’aveva scambiata con pezzi da dieci, e venti, li aveva consegnati tutta eccitata al pover’uomo, e poi col fidanzato sbigottito, in un negozio aveva rubato un rossetto; e una volta fuori s’era tinta le labbra a bell’e meglio di rosso carminio per baciarlo appassionatamente e recitare tutta seria:
– Hai capito con chi ti sei messo?
Salvatore in verità, no, non aveva capito bene; lei era fresca e viva, ma al tempo stesso gli faceva paura piena com’era della sfacciataggine che le veniva dal censo, e dalla certezza di poter fare e disfare a piacer suo ogni cosa.
Un giorno d’Aprile in cui la guardava nuotare nella piscina appena riaperta di casa sua, squassando l’acqua fredda, e riempendo l’aria di strilli per quel primo bagno fuori stagione, rivide Agata, gli occhi umidi, il pianto, e quei capelli fradici sotto un ombrello di pioggia che sembravano i suoi.
Gli venne una improvvisa grande voglia di rivederla davvero, e andò a curiosare sui social.
Quello che trovò lo lasciò incredulo: tanti messaggi di auguri e felicitazioni si susseguivano sulla pagina del suo profilo, tutti conditi di cuoricini e bacetti. Tutti erano per la nascita di… Salvatore!
Si alzò; non sentiva più i richiami gioiosi di Vanessa; si spostò nella sdraio sistemata sul prato all’inglese e iniziò a comporre un numero.
Cominciamo. Viriamo su:
- La commedia nera con sfumature rosa, e profumi dell'orto. (38%)
- Il drammatico in salsa fanta-avventurosa (25%)
- Il giallo erotico, oppure nelle declinazioni che vorrete (38%)

16/09/2024 at 08:28
Ciao, Fenderman.
Finale coriandoloso per una storia colorata, nonostante gli argomenti trattati. Bello poter viaggiare per i mondi e rinascere, anche se questo mondo sta diventando un po’ ostile. Come sempre, hai confezionato un racconto perfetto: personaggi, dialoghi, ambienti ed emozioni, tutto al proprio posto, tutto messo a disposizione della storia per intrattenere il lettore.
IO ho letto a spizzichi e mozzichi, come si dice dalle tue parti, ma conosco il tuo stile e mi è risultato facile comprendere che hai ancora una volta fatto centro.
Perdona il ritardo enorme, so che non sono giustificabile, la verità è che questa piattaforma ha perso smalto e io (esclusi i presenti, ovviamente) ho un po’ perso interesse. Forse dovrei mettermi d’impegno e tirare fuori un racconto e riprendere a pubblicare, anche solo per farmi tornare la voglia di leggere e di scrivere.
Grazie per la pazienza, grazie per la storia e perdonami per non esserci stata.
Alla prossima!
16/09/2024 at 20:54
Ciao Keziarica, è un piacere rileggerti. Anche io sto accusando una certa disaffezione al sito ormai ridotto ai minimi termini, e non so se e quando scrivere ancora. Le stagioni passano, e seguono altre stagioni. Vedremo come andrà, per intanto ti ringrazio e mi auguro che tu possa presto tornare. Ciao!🙋♂️🌻
20/08/2024 at 23:43
YEEE! La fantascienza entra a gamba tesa nel mondo di Paride, Palmi e Giusy. E Carlotta è sempre una bellissima bambina dalle capacità fenomenali. Fa diventare matti ma ho voglia di riempirla di baci ^_^
Noi naturalmente ci leggiamo alla prossima storia 🙂
Ciao 🙂
20/08/2024 at 17:37
Ciao, mi piace come scrivi: chiaro e senza fronzoli.
Bello il titolo che allude al bivio…
Posso farti una domanda? (magari te lo hanno già chiesto ma me la sono persa)
Avevi già in mente l’intreccio di base oppure sei partito con un’idea e il resto lo hai improvvisato strada facendo, basandosi anche sulle scelte dei lettori?
Alla prossima storia:)
20/08/2024 at 21:35
Ciao, grazie del commento🙂.
Io parto da uno spunto, che mi do al primo capitolo; poi seguo le indicazioni dei lettori. Le tre scelte che propongo sono spesso sfide per me stesso, perché mi diverto troppo a districare situazioni complicate. È un esercizio anche questo. In questa storia che viene da molto lontano, visto che è partita tre anni fa ( sett. 2021 con “La meraviglia di doverti raggiungere) e che ormai somma una decina di storie concluse, gli spunti sono innumerevoli e i personaggi ipercollaudati. Insomma ripeto: parto con un’idea e poi navigo a vista. Grazie ancora, ciaooo🌻🙋♂️
18/08/2024 at 12:03
Ciao, in certe case non regna proprio la noia!!! gli indiani dicevano che la vita è come un cerchio, capperi, a volte quel cerchio prende percorsi davvero assurdi!!!
Ah, ti segnalo un “Per tenersi aveglia”. In effetti rende meglio il concetto in romanesco!!! Buona domenica e speriamo che questo caldo abbia davvero le ore contate e che il maltempo non faccia troppi danni!!! Alla prossima storia.
16/08/2024 at 00:42
Attendiamo sviluppi. Se mi lasci dire però le possibilità non mi sembrano adeguate. Il racconto non è male ed è abbastanza carico ma lascia pure delle possibilità al lettore di poter scegliere davvero. Con affetto
16/08/2024 at 09:14
Ciao Valerio, grazie del commento. Peccato tu sia arrivato solo sul finale per poter incidere col tuo voto (e commento) sullo svolgimento della vicenda. Ma ci saranno, se vorrai, altre occasioni.
Grazie, ciao🙋♂️
09/08/2024 at 20:43
Capitoli sino al 9)
Ciao Fenderman!
Mi dispiace non essere riuscito a seguire il resto della storia, ma riesco ad arrivare almeno per il finale!
Continuo a invidiarti la capacità di introdurre personaggi in meno di 5000 battute, riuscendo comunque a farli risultare interessanti per il lettore. Complimenti! 😁
C’è una straordinaria malvagità nelle sue gemelle, di quella che mette rabbia. Carlotta risulta sempre brillante.
C’è un salto temporale sulla litigata, e ci può stare, anche se rimane un po’ di curiosità sul battibecco. Potresti sfruttare la cosa per un vero e proprio nuovo racconto, perché c’è del potenziale con tutti i personaggi presenti. 😉
È sempre bello tornare a leggerti.
Alla prossima!
11/08/2024 at 00:22
Ciao, bentornato quaggiù, e grazie.
Effettivamente andare a scovare i personaggi là dove si nascondono e portarli alla luce, direi alla ribalta fosse anche solo per un momento spendendo così poche parole, mi intriga molto. La vita intorno a noi è densa di “gemelle inquietanti” e uomini piccoli-piccoli, ma anche del contrario. Dunque vediamo cos’hanno da dirci; è un bell’esercizio di scrittura e, quando ne trovo, anche di lettura.
Ti auguro buon fine settimana ( e Ferragosto, ovvio! ). Ciaooo🙋♂️