Dove eravamo rimasti?
Il messaggio segreto
Dedica
A te che splendi nell’ora più nera
coronata da decine di stelle.
Selve e campi ti circondano
mentre ti risvegli
portando il tuo dolce suono
di nuove vite,
di antiche avventure.
# Frammento
Una volta spenta la candela, alla fievole luce delle lampade di emergenza, la portatrice di luce sguainò il pugnale e lo pose alla sua sinistra; lasciò chiuso il pacchetto regalo e lo mise davanti a sé, mentre aprì il panno nero e prese il mazzo di tarocchi che conteneva e lo mise alla sua destra.
Prese poi il mazzo dei tarocchi e su mise a mescolare le carte.
‘cosa fate?’ chiese l’uomo col pugnale? ‘stanno arrivando i nostri avversari, non abbiamo tempo, dobbiamo inviare il messaggio’
‘abbiamo tutto il tempo che ci serve’ disse l’impiegato
‘manderemo il messaggio quando l’avremo compreso’ aggiunse il musicista.
La donna alzò lo sguardo verso l’uomo col pugnale: ‘prendi la tua arma e impedisci ai nostri nemici di profanare la tradizione.’ disse al musicista ‘prendi le tre carte che costruiranno il nuovo percorso. Tu, invece, apri il tuo regalo’ rivolgendosi all’impiegato.
Il musicista prese tre carte dal mazzo e le appoggiò sul tavolo, una dove c’era il pugnale, una dove c’era il pacchetto e una davanti all’invito nero.
La donna prese il libro e lo pose davanti a sé.
L’impiegato intanto prese il suo pacchetto e lo aprì.
Dentro trovò due candele, identiche, uguali quella che la donna aveva acceso nell’attesa.
‘se solo foste arrivati prima, avremmo passato la fiamma dalla vecchia candela alla nuova’ disse la donna con tono di rimprovero
‘ciascun uomo è un uomo, ogni fiamma è la Fiamma, da essa è generata in essa ritorna, l’opera, imperitura, divamperà continuamente da una scintilla’ disse l’impiegato, citando una delle frasi segrete.
La porta cedette proprio nel momento in cui entrarono gli avversari. In quell’istante la donna accese una delle due nuove candele.
L’uomo col pugnale si mise tra i nuovi entrati e il tavolino con la candela.
I 4 avversari si fermarono, come pietrificati, nel vedere una candela spenta, una nuovamente accesa, il pugnale sguainato è le carte disposte a triangolo.
La prima ad entrare fu la custode, sua la spallata decisiva a far cedere la porta, dietro di lei i due malconci sicari che avevano fatto esplodere il furgone del musicista. Con loro l’amica della donna della candela; colei che l’aveva accompagnata a quei mercatini dove le era stato consegnato il libro. L’amica di una vita, confidente di ogni segreto che non fosse Il Segreto.
La donna della candela si alzò di scatto dalla sedia ‘tu?! Da quanto sei parte delle forze avverse?’
L’amica si avvicinò ‘Dove non c’è nulla, il vento modula una strada, sempre diversa, sempre uguale: specchio di se stessa.’ da quel giorno in cui mi hai lasciato tra le bancarelle dei libri usati, un signore mi regalò un opuscolo illustrato, separato dal suo gemello. Li dentro c’era abbastanza da sapere come fermare voi dal corrompere l’opera. Il tempo non è ancora giunto, dobbiamo ancora attendere’
‘molte cose vanno perse nell’attesa’ rispose la donna.
L’impiegato disse: ‘Siamo, ogni volta, una nuova processione. Domani non succederà. La vita è oggi.’
Il musicista allora capì ‘l’opera è infinita, per il suo continuo esistere ha bisogno di continuamente nascere, continuamente morire. La lotta tra le due forze non conoscerà mai fine. Le nostre due fazioni sono necessarie per tramandare il segreto, e per mantenerlo. Da oggi sarete voi i messaggeri dell’opera e saremo noi i suoi custodi. Fino al prossimo ciclo.’
Poi guardò i 4 e disse ‘avvicinatevi, devo mostrarvi i vostri compiti’
Attese che i 4 furono vicini e girò le carte.
Per primo si rivolse al più giovane dei due che avevano cercato di farlo esplodere, la carta era l’asso di bastoni: ‘tu sarai il custode del passato, tramanderai all’infinito che ci attende, la memoria di ciò che era. Tu e i tuoi successori non cerchererte la lama del sacrificio ma il seme della creazione. la terra, innaffiata col sangue delle vittime innocenti, darà nuovo frutto.’
Poi prese la seconda carta: la torre. Si rivolse al secondo degli sgherri e disse ‘tu sarai custode del tempo presente, l’opera è in ogni momento al suo inizio e al suo compimento. L’alto della torre brucia come la candela del portatore di luce. Tuo, e dei tuoi seguaci, il compito di perpetrare l’opera e di tramandare la luce.’
La terza fu la custode. La carta: il Giudizio. ‘Non vi sarà nessuna battaglia finale. Le innumerevoli schiere saranno già al loro posto. Tu, o i tuoi seguaci, suonerete le trombe della festa. L’opera sarà finalmente compiuta.’
‘Infine tu, portatrice di luce.’ disse all’amica della donna, ‘tuo il compito più arduo. Dovrai far si che tutto accada secondo il piano. Nei tempi previsti e nei luoghi preposti. Sarai come un cieco che attende, sotto la fioca luce della luna, che gli passi qualcuno accanto per finirlo con la spada.’
La donna con la candela si alzò in piedi:
‘Dove non c’è nulla, il vento modula una strada, sempre diversa, sempre uguale: specchio di se stessa.’

16/05/2026 at 22:55
Finito di leggere. La struttura è intrigante: all’inizio mi sembrava difficile da reggere, ma sei riuscito a destreggiarti benissimo. Capitolo dopo capitolo, ci si appassiona alla storia. Bello l’ultimo capitolo: un vero gran finale.
16/05/2026 at 23:51
Grazie mille, questo è un bellissimo complimento. L’idea iniziale era di scrivere pezzi scollegati, in modo che ciascuno potesse immaginare la propria storia unendoli. Nei primi capitoli infatti non si capisce niente, poi la necessità della trama ha avuto il sopravvento.