Da grande sarò bambina

Riflessioni interrotte

Da bambina amavo da impazzire le sorprese. Il brivido di euforia che mi travolgeva al seguito di un evento inatteso valeva più dell’accaduto stesso per me. Certo, c’erano sorprese e sorprese: quelle gradevoli mi solleticavano il cuore, lo facevano contrarre ad un ritmo frenetico, instancabile e colmavano la mia mente di una gioia pura; diverso era il discorso per i brutti imprevisti, di quelli che sì, sono soliti porre le basi per maturare, ma mi trasmettevano una sensazione di angoscia difficilmente removibile dalla memoria. Ora come ora, all’età di diciassette anni e trecentoquarantasei giorni, credo che più si rimanga sorpresi e più bisogni rafforzare il controllo che si ha su di sé. Ed è terribilmente fastidioso che io non riesca a confutarmi, perché vuol dire che sono ormai giunta ad un punto di non ritorno verso l’età adulta, come al confine tra un mondo irraggiungibile, che si fa da parte, ed uno inesplorato che dà tutta l’idea di non avere in serbo il massimo dell’accoglienza per me. Nel mio immaginario, la figura dell’adulto ha sempre rappresentato l’ideale della completezza. È innanzitutto la sua indipendenza, ben oltre quella economica, a rafforzare questa mia supposizione; e poi, c’è tutta quella gamma di cose che è lecito fare solo ai “grandi”, come guidare un SUV, costruirsi una carriera brillante, che non passa inosservata. Insomma, dopo un’adolescenza instabile alla pari di un neonato sulle sue esili gambe inesperte, si ha l’opportunità di raggiungere la costanza, la serena consapevolezza della pienezza. Però, ad essere sinceri, sebbene stia per varcare la soglia della maggiore età, di questa stabilità non avverto neanche l’ombra. Ciò mi fa credere di aver avuto un’impressione sbagliata per anni, di aver conosciuto una montatura piuttosto che l’essenza di quello che sarebbe stato il mio futuro; ma, da un altro canto, mi chiedo se non sia io a non essere pronta per questo nuovo capitolo della mia vita. Più volte, riflettendo, ho dato credito a questa seconda alternativa, perché in effetti sento che qualcosa ancora mi manca. Non è vastissimo il tratto che mi separa dall’equilibrio che cerco, ma ho paura che, a furia di rimandare, potrei finire per non percorrerlo mai. 
Così, impiego le ore insormontabili di questo pomeriggio di giugno, quasi al termine dell’anno scolastico, scarabocchiando qui e là su un foglio di carta bianco, a tratti strappato e consumato, mentre penso senza sosta. Il sottilissimo rumore che la sfera, cosparsa di inchiostro, produce al contatto con la carta misto all’odore di quel liquido blu zaffiro stimola l’attività della mia mente, la spinge ad imbrattare incessantemente il bianco che scompare a poco a poco. La mia mano guida la biro a tracciare una linea dritta, poi a convertirla in una curva stretta e ripiegarla sulla sua lunghezza. Si interrompe solo quando, presa dallo squillo del cellulare, mollo la presa e lascio che la penna scivoli sul foglio; la notifica si ripete a raffica, quasi come stessi ricevendo un messaggio al secondo. Sul display leggo il nome della mia migliore amica, Frida, e mi decido ad entrare in chat prontamente per placare la tempesta di lettere e parole confuse che sta bombardando il mio schermo. Credo che il mio passatempo preferito dovrà aspettare per un bel po’.
“Ma una chiamata veloce no, eh?” rispondo, muovendo agilmente le dita.
“No. Nerea, che domande. Sai che non è nel mio stile.”
“Vero. Dai, che devi dirmi?”
“Ti voglio a casa mia alle sei in punto di questo pomeriggio per scoprirlo. Se non ti presenti, vengo io a prenderti. Intese?”
“Agli ordini, capitano. Conviene che porti anche una busta di popcorn, la cosa si fa intrigante. Ci vediamo dopo.”
Sul display leggo “17:34”. Scendo di corsa dal letto e mi chiudo in bagno per farmi una doccia. Passato un quarto d’ora, sono quasi già pronta. Infilo le scarpe, spruzzo un po’ di profumo qua e là, prendo le chiavi ed esco di fretta. Chissà cosa avrà da dirmi stavolta.

Cosa dirà Frida a Nerea?

  • Frida vorrebbe partecipare ad un convegno per i giovani insieme a Nerea. (40%)
    40
  • Frida vorrebbe iniziare a lavorare e coinvolgere anche Nerea. (20%)
    20
  • Frida sta organizzando un viaggio di due settimane per loro due e altri due amici. (40%)
    40
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7 Commenti

  • Ciao, benvenuta, e brava.
    Come tutti alla tua età ti fai domande, ti tormenti un pò, e poi lo scrivi, perché è di te che parli, o no?
    Mi colpisce che la prima ambizione della lista sia “guidare un suv”… e mi colpisce anche quella busta di pop corn alla fine che ti riporta indietro, alla gioventù, se non addirittura all’adolescenza…
    Mondo di contraddizioni il tuo, mondo infuocato e grigio al tempo stesso. Auguri, scrivi bene, crescerai moltissimo e the incipith, vedrai, almeno in questo ti aiuterà.
    Scelgo il convegno, perché alla fine è ciò che può evitarti di scivolare nel banale…
    Ciaooo
    🙋‍♂️🌻

  • Ciao Rouge,
    Benvenuta!
    Hai inserito questo racconto nella categoria “rosa” ma sia la descrizione che questo primo capitolo contengono riflessioni più “esistenziali” che romantiche. Ma non è una critica: anche io, spesso, ho difficoltà a scegliere il genere di appartenenza per le mie storie perché temo che il racconto prenda una strada diversa che si discosta dal genere che ho scelto.
    Detto questo, mi piacciono un sacco le storie teen / young adult, quindi ti seguirò molto volentieri. Anche io ne sto scrivendo una, che in realtà è la terza e ultima parte di una “trilogia” che parla di tre amiche: ho voluto dedicare una storia a ognuna di loro.
    Voto per il viaggio perché mi sembra l’opzione più interessante.
    A presto!

    • Ciao Flavia! Mi fa molto piacere leggere il tuo commento. Devo ammettere che hai avuto occhio, perchè l’idea di base era di focalizzarmi sul genere di romanzo psicologico/di formazione; purtroppo, non c’è questa categoria tra le opzioni, quindi sto ancora decidendo quale strada far prendere alla narrazione :/
      Ti ringrazio tanto per il tuo supporto. Volo a leggere la tua storia, mi hai incuriosita.
      A presto! <3

  • Ciao rouge.
    Sebbene il genere non sia tra i miei preferiti, la trama mi ha incuriosito. Il capitolo è ben scritto e strutturato, si percepiscono i pensieri della protagonista. Bella la descrizione di lei che scarabocchia il foglio.
    Voto per il convegno, mi sembra la scelta più particolare.

    Ti consiglio di esplorare le storie qui sulla piattaforma e di commentare. In questo modo dai visibilità alla tua di storia e avrai feedback in modo da poter proseguire la scrittura.

    Al prossimo capitolo!!

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