La festa più pazza del mondo

Che questo compleanno sia epico!

Il ventuno di giugno, ovvero dieci-quindici anni or sono, era il mio compleanno, il dodicesimo compleanno di Emma Berger, la sottoscritta. Organizzai una festa in tre tappe: pomeriggio al parco acquatico, cena e pigiama party. Invitai le mie sette compagne di classe: Lena, la più dolce, Eva, l’adorabile mattacchiona, Elisabeth, la più normale, Katharina, la più sensibile, Rosel, la più intelligente, Sophie, la più cara e Margaret, la più creativa. Insomma, avevo un bel gruppo di amiche con cui festeggiare. Verso le quattro iniziai la mia festa al parco acquatico. Facemmo diversi scivoli alti e pieni di curve, tutti molto emozionanti. Nuotammo un po’ e facemmo dei bei tuffi nel lago, che a giugno è ancora… fresco. Infine, quando eravamo ormai stanche, mangiamo il gelato al bar, offerto da Sophie. Tornammo a casa mia verso le sei e mezza per mangiare. Prima di cena, tutte quante ci lavammo e ci sistemammo in modo da essere presentabili a cena. Presentabili, non eleganti, cosa che Meg evidentemente non aveva capito, altrimenti dubito che si sarebbe messa il suo abito a fiori colorati, una fascia viola e le maniche a sbuffo enormi, così come non si sarebbe appuntata un fiore nei capelli raccolti in uno Chignon. D’altronde, la mia amica era una tipa fuori dal comune e adorava le cose eleganti e retrò. Ma in fondo non era poi tanto importante, solo che non era pratico. Comunque, ci sedemmo a tavola intorno alle otto in veranda per mangiare la pizza, sciorinando pettegolezzi di ogni tipo e parlando del più e del meno. “Sapete che Sabine Müller, la bionda di terza media fidanzata con Arnold Bauer, è andata ad una festa e ha pomiciato con Florian Huber?” Iniziò Elisabeth. “Oh, lo faceva per ripicca, lui la tradiva con Greta Gruber.” Rispose Rosel. “Avete sentito che Frederick Gruber, il fratello maggiore di Greta che va al liceo, è il più popolare della sua scuola. Aveva così tante ragazze che gli si gettavano ai piedi che lui si faceva servire e riverire da loro. E diceva a tutte esattamente ciò che volevano sentirsi dire“Ma perché per i maschi, avere una ragazza equivalente ad avere una macchina o una bella casa?” Chiese Meg, che in quel periodo era fissata con i libri sul femminismo e sul suffragio femminile ottocentesco. La conversazione si stava facendo noiosa, quindi, in quanto festeggiata, dovevo intrattenere le mie ospiti come si deve. “Giochiamo a Obbligo o verità?” chiesi io. Le ragazze accettarono volentieri e una volta finita la pizza, decidemmo come giocare. “Allora, uno comincia e domanda a qualcuno a sua scelta <“Obbligo o verità?> Non si può scegliere due volte di fila la stessa cosa. Si hanno a disposizione cinque verità e sette obblighi , ovvero nei quali si collabora, chi rifiuta di fare qualcosa deve fare per penitenza obbligo sconcio…” Iniziò Elisabeth. “Cosa?” Chiese mamma. “È meglio non saperlo” Disse Meg con tono sostenuto. Mia madre convenne che, sì, era meglio non saperlo. Cominciammo subito a giocare. In quanto festeggiata mi fu rivolto oltre primo “Obbligo o Verità?” “Verità” risposi io. “Qual è la cosa più imbarazzante che ti è capitata?” Chiese Meg. “Quella volta che Martin, Fredy e Christoph ci hanno sorprese a scrivere storie erotiche e ironiche su di loro.” Risposi io. Scoppiammo a ridere ricordando quella storia. Meg rideva più forte di tutte. Aveva una risata lunga, acuta e quasi isterica, ciò la faceva una gallina matta. Sophie, allora le chiese con un sorriso malizioso: “Obbligo o verità?” “Mi butto su obbligo” Rispose lei, pentendosi all’istante della sua scelta. Complotammo un po’, infine Sophie le disse: “Canta una canzone sexy” Meg pensò a cosa cantare, poi attaccò:

Seduce me tonight, se-se-seduce me tonight

I’ll play acts at the stage, dim the lights, and baby seduce me tonight” Applaudimmo tutte, anche se, non tutte noi conoscevamo la canzone Seduce me tonight di Flashdance. Giocammo altri quindici minuti, durante i quali io e Sophie ci esibimmo in un balletto divertente, Katharina rivelò di essersi innamorata di un cugino quando frequentava l’asilo, Lena uscì e rimase sotto la pioggia (perché si era messo a piovere) per un minuto, mentre noi la osservavano dalla veranda. Infine, Eva ci spiegò come sarebbe il suo matrimonio ideale e che avrebbe sposato il suo gatto. Dopo cena, aveva smesso di piovere e andammo a fare una passeggiata. Andammo in centro, seguite da il mio gatto Potter. Era ormai tramontato il sole quando ci trovammo nel centro di Hallstatt. All’improvviso di fronte a noi comparve un portale trasparente e luccicante. “Entriamo?” Proposi io. Tutte acconsentirono, tranne Katharina, la quale disse con un filo di voce: “Ma…ma…ma nei film questo porta sempre guai…” “Beh, allora resta qui, a fare da guardia.” Replicò Meg. L’ultima cosa che voleva Katharina era separarsi da noi, così attraversammo il portale…

Cosa ci sarà dall'altra parte del portale?

  • Luna park abbandonato (67%)
    67
  • New York deserta (33%)
    33
  • Un bosco incantato (0%)
    0
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6 Commenti

  • Ciao Autore,
    a dire il vero questa versione mi sembra quasi uguale alla precedente.
    Ti rinnovo il consiglio di prestare maggiore attenzione ai dialoghi, andando a capo come ti ha suggerito anche Red.
    Anche stavolta voto per il luna park.
    A presto!

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