IL GRIMORIO

Dove eravamo rimasti?

Ho scelto: la siringa sfugge e rotola sul pavimento. Quella che per prima è stata scelta anche se dichiarata solo in chat. Alex viene ricoverato in un reparto di psichiatria. (75%)

NON SONO MATTO

La zona di fronte a casa era punteggiata da piccoli capannelli di curiosi intenti ad osservare la scena, in gruppi di due-tre pecore dalla mimica molto eloquente. Una vasta gamma di espressioni sfilò sulla passerella dei loro volti: dalla pietà alla curiosità, per passare dallo sconcerto fino al franco disprezzo. La mia vicina ficcanaso troneggiava in mezzo a loro in vestaglia e bigodini: la regina del gregge. Erano giorni che si lamentava dei rumori e più volte aveva minacciato di avvisare le autorità.

Ricordandomi d’un tratto dell’inquietante ospite della mia cucina, mi voltai verso la porta d’ingresso e cominciai a dimenarmi tra le braccia del poliziotto, urlando come un ossesso.

«Mi lasci! C’è demone dentro casa che mi perseguita» urlai, indicando l’uscio spalancato.

Uno dei poliziotti entrò con la mano appoggiata alla fondina della pistola. Il suo compare, quello che non accennava a mollarmi, mi lanciava sguardi tra l’infastidito e il condiscendente. Dopo qualche minuto, il collega riemerse dal buio dell’ingresso, richiuse la porta e si diresse verso di noi con un’espressione di professionale distacco.

«Dentro non c’è nulla di strano. La casa è vuota» disse con un tono di sconfortante scetticismo.

«Ok, amico» disse l’altro con un sospiro stanco. «Ora andiamo a fare una visitina in ospedale e vedrai che si sistemerà tutto per il meglio». I due si scambiarono un’occhiata complice che diceva: “Falso allarme. Questo è il solito matto fuori di testa”.

Cosa pretendi? Un uomo schizza fuori da casa sua a piedi scalzi e con la faccia e la camicia imbrattati di sangue, urlando: “al demone!” Cosa vuoi che pensino? È già tanto se non ti arrestano.

Una donna si avvicinò con aria annoiata. Mostrò delle carte ai poliziotti e fece un cenno con la testa in direzione dell’ambulanza. Un uomo con una divisa arancione le passò una siringa, lei la prese e mi iniettò nel braccio il contenuto con la rapidità di mano di un croupier. In pochi attimi il mondo iniziò a vorticare come se fossi su una giostra.

Se ci fosse stata lei al tuo posto in cucina, forse adesso sarebbe tutto finito. Lei sì che le siringhe le sa maneggiare.

Furono le ultime parole che sentii prima di perdere i sensi.

 «Dici che proveranno a estrargli la sonda dall’ano?» Una voce maschile si insinuò torbida nel silenzio bianco che circondava il mio cervello.

«Ma che sonda anale! Ci risiamo con la stronzata del rapimento alieno» si intromise qualcun altro. Il suo tono acuto mi perforò i sensi ovattati con la forza di un martello pneumatico. Spalancai gli occhi.

«Ehi, amico. Ti sei svegliato finalmente». Era il primo tizio a parlare, quello della sonda anale.

«Ti hanno dovuto contenere» si inserì l’altro. «Un consiglio: non agitarti. Se tiri troppo le cinghie rischi di lesionarti qualche tendine». Mi girai verso di lui e nel farlo il collo mi fece un male cane, come se qualcuno ci si fosse rimasto seduto sopra per ore. Era un uomo sulla quarantina, così magro che sembrava fatto di spigoli.

«Ciao, io sono Fausto» disse il primo, che si inserì con prepotenza nel mio campo visivo. Era alto e massiccio, e dal viso bonario. Lo sguardo era quello di un grosso bambinone non tanto sveglio.

«E lui è Mario» disse indicando il compagno dalla forma sghemba. «Non ti preoccupare… Coso. Qui sono tutti molto gentili. Vedrai che ti guariranno».

«Ma io… io non sono matto» riuscii a dire. Avevo la gola talmente arsa che faceva male, tanto che sospettai di aver espulso chiodi invece delle parole.

«Certo, certo» fece Mario serio. «Come tutti noi».

«Lasciatelo in pace voi due». Una voce femminile dal tono autoritario ci raggiunse.

«Oh, buongiorno dottoressa Alfieri» l’accolse Fausto in tono cerimonioso, accennando un inchino. Mario si limitò a borbottare qualcosa e si eclissò.

«Vedo che la nostra bella addormentata si è degnata di onorarci della sua presenza» disse la donna mentre mi puntava una luce negli occhi, sollevandomi le palpebre e scrutandoci dentro con perizia, come se cercasse chissà quale mistero. Mi trattenni dal far presente che se avevo dormito tutto quel tempo era a causa dei sedativi che mi doveva aver somministrato lei.

«Le va di fare due chiacchiere signor Lunardi?»

«Sì, volentieri, dottoressa». Lei mi guardò per qualche secondo, come a valutare il da farsi, e poi chiamò due infermieri professionali dall’aspetto di due lottatori di wrestling.

«Levategli la contenzione e portatelo da me».

Lo studio della psichiatra era tinteggiato di quel colore verde acqua tipico degli ospedali. La scrivania era di metallo e totalmente anonima. Niente matite, fotografie o qualsiasi oggetto che potesse trasformarsi in un’arma improvvisata. Un lavandino privo di specchio era inserito in un angolo. Le inferriate alle finestre mi ricordarono che non sarebbe stato così semplice uscire da lì.

Ah, che malinconia… sospirò nella mia testa. Mi ricorda vagamente la fortezza-prigione del Castello sull’ile d’If, di fronte alla costa di Marsiglia. Che tempi!

Come andrà il colloquio con la psichiatra?

  • Qualcosa di inaspettato... (45%)
    45
  • Alex farà un gran casino e la sua permanenza in ospedale si prolungherà? (45%)
    45
  • La psichiatra crederà alle parole di Alex e lo dimetterà? (9%)
    9
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141 Commenti

  • Ciao Laura!
    Come promesso, ho recuperato la storia prima di saltare al nuovo capitolo di Missione Terra, anche se in ritardo rispetto ai miei piani.
    Letta d’un fiato, scrittura scorrevole e personaggi ben caratterizzati!
    Credevo fosse un po’ più horror, ma onestamente l’ho preferita così com’è perché non sono un’amante del genere.
    Ho adorato Alex ed Ermy, soprattutto l’umorismo di quest’ultimo! 😂
    Non vedo l’ora di poter recuperare il nuovo episodio per ritrovarli, sperando di riuscirci entro domani 😊.
    Come sempre, i miei complimenti! 🥰

  • ( te lo scrivo qui sotto un vecchio racconto : mi sono sbagliato e ti ho commentato con un’altro profilo che uso per … chiamiamolo esperimento …ed aiuto nelle opzioni ) scusami . Comunque ermy è sempre il meglio ! Scusa ancora )

        • Sto facendo del casinò 😂😂 come al solito 😜
          Non ringraziarmi mi piace davvero come scrivi e cosa scrivi …
          Cercherò di non sbagliare a votare 😂😂😂 se ti va ho appena aperto un blog sul sito chatta.it ( che non ti consiglio per la chat essendo un covo di gente strana ma con la pagina dei blog molto carina … ) mi trovo come morrigan1974 … così magari mi dici anche il commento che è andato in moderazione !! 😜😜 scusa ancora per il caos !!

  • Finale perfetto!!! Da fan di Ermy se dovessi pensare ad un ipotetico sequel ti dico già che se Alex si separa da lui lo odierò per sempre ! 😀
    Bellissimo davvero … servirebbe una colonna sonora degno di questo finale ma al momento non me ne viene in mente nessuno che ci stia d’incastro!!!
    Oscillo tra “Vacanze Romane” e ” con un deca” … passando per “Ectraterrestre” quindi diciamo che quando scriveranno qualcosa di adatto te lo farò sapere!!
    Applausi !!

  • Cial Laura, mi stavo perdendo il finale, davvero simpatico, molto piacevole.
    Vedo a leggere la nuova storia e per questa vorrei solo dire che il tempo verbale al passato nel brano iniziale: È dal giorno prima che non tocco (…) ma poi mi sono fatto tentare dalla verde tranquillità del parco. Non l’ho capito tanto. Mi sarebbe piaciuto di più restare sul presente.
    Detto questo ti faccio i complimenti per un debutto di successo, tutto merito tuo, che vieni a rinforzare la squadra di the incipit! Ciaooo🙋‍♂️🌻

  • CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! Finale molto carino per una storia che è riuscita a prendere!

    Devo dire che la storia di horror ne ha poco ed è meglio per me, altrimenti non sarei riuscito a seguirla 🙂
    Per il resto “Ermy” ed Alex sono una bella coppia, nonostante tutto.

    Noi ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

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