IL GRIMORIO

Lasciami in pace

Un’ombra tentacolare si insinuava lungo le pareti, come un presagio.

Scesi di sotto per rintanarmi in cucina prima che potesse raggiungermi. Ci avrebbe messo qualche minuto a scovarmi. Avevo con me l’acqua benedetta, dovevo solo trovare qualcosa in cui versarla, per poi colpirlo. Sarebbe stato più sicuro iniettargliela. Avrei avuto una sola occasione, non potevo sprecarla.

Iniziai a rovistare nei cassetti alla ricerca di qualcosa di adatto. In un kit per la decorazione dei dolci, trovai una siringa da pasticceria abbastanza grossa. Era in acciaio inossidabile e aveva una chiusura a baionetta con un meccanismo di bloccaggio, così non avrei perso il contenuto per sbaglio. Cominciai a miscelare l’acqua benedetta con della pasta di zucchero.

Davvero, Alex? Una siringa per dolci? Visto che ci sei, potresti farcirlo di crema con una sac à poche.

«Adesso non ho tempo per te» gli sibilai contro, facendo attenzione a non alzare troppo la voce. «Vattene dalla mia testa».

Mi concentrai sull’impasto. Un ringhio basso e gutturale risuonò nel corridoio. Aveva sentito il mio odore. Dovevo fare in fretta.

Te lo avevo detto di lasciar perdere quel libro, ma non mi hai dato retta. Sapevi che era pericoloso.

Lo ignorai. Di solito, se non gli prestavo attenzione, se ne andava. I farmaci con lui non funzionavano mai.

Infilai il composto dentro la siringa. Il beccuccio era a punta fine, in acciaio inox. Avrei dovuto solo centrarlo al primo colpo. Doveva funzionare.

Mi posizionai a fianco della porta, a ridosso del muro, in modo da rimanere nascosto dietro l’anta quando si sarebbe aperta verso l’interno.

«E per la cronaca: non mi hai avvisato che quel libro era un cazzo di grimorio» sussurrai mentre sollevavo la mano impugnando la siringa, pronto a colpire.

Aveva la copertina nera con un pentagramma inciso sopra. Cosa avevi pensato che fosse? Un libro di ricette di cucina?

Non avevo tempo di discutere con lui, avevo ben altro di cui occuparmi. Un odore pungente di putrefazione mi invase le narici. Mi aveva trovato.

La porta si aprì.

Alex riuscirà ad affrontare l'entità misteriosa e sopravvivere?

  • Succede qualcosa che distrae la creatura dall'entrare nella stanza. (50%)
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  • Proprio nel momento in cui la creatura entra in cucina, la siringa gli sfugge dalle mani e rotola sul pavimento. (0%)
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  • La creatura entra e Alex riesce a colpirlo con la siringa, ma non funziona. (50%)
    50
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141 Commenti

  • Posso dire solo : Wow!! Hai un modo di scrivere ed una fantasia nel farlo che mi fa “bene” !! Era parecchio tempo che non leggevo qualcosa di così …. Avvincente ! Hai fotografato perfettamente ogni personaggio ed ogni momento con una “semplicità” chirurgica ! Bravissima davvero !!
    Avrei voglia di non votare per vedere dove ci porterà la tua inventiva MA Lele regole prevedono che scelga quindi ho scelto. Be avrà le sue risposte … dai se le merita poveretto ( anche se non gli piaceranno )
    All’ prossimo capitolo

  • Un altro bel capitolo. Io ho votato che le risposte non gli piaceranno: povero Alex, ha fatto qualche scelta sfortunata, ma forse non si merita tutto quello che gli sta succedendo. Sono curioso!

  • Uno dei pochi racconti del genere che davvero mi ha incuriosito molto . Sono contento d’essere arrivato al quinto capitolo e lo devo ammettere “il custode” è il mio personaggio preferito al momento !! bellissima storia e bellissima esecuzione….
    ho votato per qualche risposta in più…anche se ero parecchio indeciso anche sulla trappola…
    Buon lavoro e sicuramente tornerò a leggere il seguito !!!

  • Ciao Laura, molto bene direi, tutto molto scorrevole e piacevole. Il tono di sufficienza della “voce” è un assillo davvero, basta quella per rendere il dramma che c’è dietro il tono vagamente da commedia.
    Nuove prove aspettano il nostro eroe e dunque altre complicazioni.
    Vera l’osservazione sull’effetto che fa vedere qualcuno una volta dismessa la divisa… ottimo lavoro, brava.
    Ciao🙋‍♂️🌻

  • Più domande che risposte mi sembra il caso. Una trappola è banale così come una risposta in più 😛

    Ciao! Il capitolo a me è piaciuto molto: la voce che parla con il ragazzo è sempre fautrice di sorrisi. Il fatto che il demone lo stia cercando perché è il suo padrone e come tale lo deve uccidere, mi dà ad intendere che il libro sia definitivamente una fregatura!
    Anche a me dispiace per la donna delle pulizie, ma continuo a chiedermi perché non si è pappato il poliziotto ma si è nascosto per non farsi trovare. C’è qualcosa che sfugge.

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,
      i grimori sono sempre una fregatura di fatto:)
      In realtà, se Alex riuscisse a controllare il demone evocato magari questo non si pappa più nessuno.
      Forse non si è fatto uno spuntino con il poliziotto perché è stato troppo poco in casa ed era davanti a un pubblico (volanti polizia e curiosi fuori). La donna delle pulizie, sempre se è stata effettivamente vittima della creatura, sarà rimasta di più in casa per pulire e rassettare.
      Grazie di continuare a leggermi:D
      Alla prossima.

  • Molto bello anche questo capitolo. Mi permetto solo di segnalarti l’unica parte che A ME è fluita poco:

    > (1) «Quindi tu sei il Custode» bisbigliai al soffitto. Anche se avessi parlato a voce alta dubitavo che il mio compagno di stanza mi avrebbe sentito.
    > (2) Ma no, che dici? Per quale bizzarro ragionamento saresti arrivato a questa conclusione?
    > (3) Ero sicuro che fosse il preludio a una delle sue freddure. Sospirai e attesi.
    > (4) Passavo da queste parti, ho visto il vuoto nella tua testa e ho pensato bene di abitarci per un po’di tempo. Sei così rilassante…

    mi viene da dire che (2) e (3) si potevano evitare, a me sono suonate un po’ forzate.

    Ma sono dettagli. Brava!

    • Grazie, sono felice che ti sia piaciuto questo capitolo. A proposito dei passaggi che citi, non saprei… Magari non aggiungono niente alla storia, ma nel contesto del loro rapporto di mutua sopportazione sì, dai… 😜 La verità è che mi diverto così tanto a sentire i loro battibecchi mentre li scrivo da pensare che si diverte anche chi li legge. Ma posso sbagliarmi , eh?! “Forzati” magari no, forse da un certo punto di vista “inutili”?!
      In ogni caso, grazie delle tue osservazioni. E grazie soprattutto di seguirmi 👋🏻
      Alla prossima ♥️

  • :«Noi qui non usiamo termini come “fuori di testa”» precisò (la dottoressa) con una punta di biasimo nella voce.
    :«È da due mesi che una voce non mi lascia un attimo di tregua» (dissi), e picchiettai con le dita un lato della testa.
    :spiegai ignorandolo (chi?)
    :Capisco» disse (lei) senza battere ciglio. Prese una penna da uno dei cassetti e iniziò a scarabocchiare qualcosa su un foglietto.
    :”Beh” dissi “forse è meglio che le spieghi tutto dall’inizio»
    – Mi raddrizzai sulla sedia riprendendo possesso delle mie braccia.–
    – Invece di riprendere a scrivere, si mise a osservarmi. Stavo gesticolando.–
    ( Queste due frasi in particolare sembrano intarsi, puntualizzazioni, per essere rivolte direttamente al lettore e mi fanno un pò l’effetto di leggere una sorta di resoconto, o testimonianza. Il rapporto diretto col lettore poi si somma a quello altrettanto diretto con la “voce” e tutto ingenera una sorta di spezzettamento del racconto che invece starebbe tutto nel drammatico confronto con la dottoressa.
    È molto difficile esprimere esattamente quello che vorrei dire, spero che mi perdonerai; se lo faccio è perché mi pare che il tuo potenziale sia molto alto e degno di attenzione.
    Ciaooo🌻🙋‍♂️
    L’ultima parte va, secondo me, molto bene, nulla da evidenziare.

    • Ciao fenderman,
      Grazie delle precisazioni ☺️
      Capisco cosa intendi. Credo che in realtà si capisca lo stesso chi dice cosa (alla fine in scena ci sono solo la psichiatra, la voce nella testa e il punto di vista in prima persona) ma, come fai presente tu, il fatto che ci devi mettere anche solo qualche attimo per attribuire il detto o il fatto a un soggetto possa rallentare il ritmo. Per gli incisi, in realtà è il PdV che parla in termini di fraseggio interiore ma anche qui forse avrei dovuto specificarlo meglio o trovare un modo più efficace di scriverlo.
      Ti sei spiegato benissimo ☺️ e ti ringrazio ancora.
      I tuoi sono sempre commenti preziosi 😊
      Sono contenta di essermi iscritta a theincipit, è proprio quello che cercavo per crescere ♥️

  • Ciao Laura, complimenti, ancora un cap. molto centrato, col vento in poppa.
    Peccato (per me, solo per me) che ogni tanto incappo in un piccolo inciampo che sta sempre in quei soggetti impliciti di cui abbiamo già parlato e, aggiungo, in brevi frasi che interpreto come dei veri e propri incisi che, però, non sono evidenziati con lineetta, parentesi o virgola; che si traducono in una frenata nel ritmo del racconto.
    Ribadisco che qui si tratta di una mia pura osservazione, o fisima, decidi tu, tuttavia te lo devo segnalare nello spirito di the incipit.
    Voto “Qualcos’altro”… che sarà?
    Ciao 🙋‍♂️🌻

  • Concordo che tra tutti i capitoli ci sia il più bello. È anche vero che pian piano si entra sempre di più nella storia. Ha un bel ritmo e apprezzo molto l’ironia del dialogo “a tre”

  • Questo capitolo cattura immediatamente l’attenzione con una combinazione di ironia e tensione sottile. Il protagonista, Alex Lunardi, introduce una nota di sarcasmo che rende la narrazione dinamica Il dialogo scorre fluido, lasciando intravedere un intreccio interessante tra la professione di Alex e la sua situazione attuale,

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