Sogni d’oro Spike
Ciò che Todd si ricordava vividamente on era solo il litro di Becks che si era sgolato il cui alcol ora circolava in ogni cellula del suo corpo. Certo, gli regalava una piacevole anestesia mentale per l’ansia di ricerca lavorativa. Questa era un po’ tipica da tutta la sua famiglia anche se obiettivamente doveva ancora conoscere un suo pari neolaureato in Medicina con specializzazione in Neurologia che si poneva questi problei. Era più forte di lui però subito accantonò questi pensieri tra una bevuta e l’altra e pensò che un profilo così avrebbe aperto le porte persino alle segrete del Vaticano. Durante il suo ritorno a casa sbronzo e salvo da pattuglie indiscrete (e cagacazzi), aveva realmente fantasticato su questo ed era giunto infine alla seguente conclusione. Con buona pace dei fedeli bigotti e stupidi come l’orco per lui Gesù, Maria e forse anche Giuseppe erano in realtà degli alieni con sembianze umane mentre Dio doveva essere un grigio dalle dimensioni ciclopiche, forse anche più grande che stava proprio in una di quelle stanze segrete a San Pietro. E di che cosa si nutriva ? No, non era così violento e volgare da cibarsi di vite umane. Si nutriva invece delle suppliche e preghiere dei fedeli e se ne beava in quanto “Dio Geloso” come recitava l’antico testamento. Attraverso i suoi soprannaturali poteri, elargiva benedizioni ai meritevoli mentre ai disonorevoli infliggevi maledizioni fino alla settima generazione. Sua madre sarebbe stata fiera della sua memoria, un po’ meno delle sue fantasticherie e del fatto che ci vollero quattro tentativi per inserire la chiave nella fessura della porta già graffiata.
Comunque, come detto, non era questo che Todd ricordava vividamente della serata, ma qualcosa di molto meno spirituale e decisamente più carnale: le splendide curve di Veronica, ovviamente. Quando si erano conosciuti al bar, la sua figura era stata la prima cosa che aveva notato, e più tardi in discoteca, quei movimenti seducenti avevano trasformato quella tentazione in qualcosa di quasi irresistibile. Lei si muoveva con una sensualità decisa, mai eccessiva, mantenendo quel sottile equilibrio tra provocazione e riserbo.
Nonostante l’attrazione reciproca, Todd si era trattenuto. Le loro labbra erano rimaste separate per un soffio, e non per caso: era stato lui a evitare il contatto. Sapeva che, giocando bene le sue carte, avrebbe potuto ottenere molto di più in futuro. Voleva mostrarle che non era lì solo per approfittarsi di lei, che c’era spazio per conoscersi meglio e creare qualcosa di più intrigante. E infatti, la strategia aveva funzionato: fu lei a cedergli il numero di telefono, accompagnato dalla promessa di un cinema insieme.
Todd aveva capito il suo modo di fare: non voleva apparire troppo disponibile in quel contesto, dove sguardi curiosi e attenzioni indesiderate erano all’ordine del giorno. Mentre si scambiavano i numeri, lei riuscì comunque a rubargli un bacio sulla guancia, lasciando una traccia di dolcezza su una serata che aveva già superato ogni sua aspettativa.
L’aspettativa però dopo quel paio d’ore divenne molto più facile e auspicabile, ma riuscì a trovarsi dentro a casa sua incolume. Era in casa sua da solo. Per meglio dire la casa in affitto che aveva preso durante quei suoi ultimi 4 anni di specializzazione neurologica. Assieme a lui c’era un altro inquilino Paul, di indole molto più tranquilli e decisamente molto meno notturno. Pure Todd a dire il vero non festeggiava tanto le serate ed aveva la sensazione dolceamara che divertimenti così oramai fossero passati da rari ad ormai impossibili. Il suo giuramento alla vita di Ippocrate lo imponeva, ma era una fede che aveva accettato volentieri. Ed in quanto a divertimenti, avrebbe frequentato ambienti più consoni ad un brillante dottore di medicina: qualche club del golf oppure di tennis. Chissà, magari lì avrebbe trovato pure quella giusta.
Troppi pensieri e troppa poca sobrietà per metabolizzare il tutto. Si era diretto al frigo per prendersi un buon bicchiere d’acqua fresca. Dopodiché cominciò a chiamare
– Spike! Spike! – disse a voce sostenuta. Il suo cane non si era ancora degnato di salutarlo. Un abitudine che ormai con i tirocini si era andata a perdere, forse perché rassegnato di aspettarlo come una moglie o forse perché la cuccia era ancora un rifugio troppo comodo per lui.
Voleva andare a trovarlo almeno per sincerarsi che la ciotola dell’acqua fosse ancora piena. Le gambe però si facevano sempre più pesanti e le palpebre pure. Cominciò a non trovare più così assurdo dormire nel pavimento visto che Paul non sarebbe tornato prima del giorno dopo. Infine con un luccichio vide gli occhi del suo cane ed il suo tenero scodinzolio. La ciotola dell’acqua era piena, gli fu un sollievo perché il suo cucciolone non meritava neanche un millisecondo di sofferenza. Forse per questo il pavimento gli apparve così comodo ed i sogni si plasmarono già dentro agli occhi di Todd Cooper quella notte. Sogni d’oro Spike!
La luce penetrò attraverso la finestra ed illuminò diretta gli occhi di Todd. Però sembrava che l'ambiente fosse diverso, in particolare ...
- per la vista. Cosa faceva Veronica ? Se ieri pareva bella, ora sembrava stupenda. Come un angelo venuta a soccorerlo. -Tutto bene ? - disse (20%)
- per il sapore! Aveva l'impressione di essersi fatto un bagno a Santa Monica, poco distante senza però essersi fatto una doccia. (20%)
- per l'odore! Sembrava sulfureo e forte. Senza averla mai sentita prima d'ora, giurò che quella fosse polvere da sparo bruciata (60%)

26/09/2024 at 17:47
Sorvolo su eventuali errori segnalati già da altri, dico solo, avanti tutta vecchio mio!
08/09/2024 at 11:45
Io voto il sapore!
Ciao! Dei refusi ti hanno già detto; io invece dico che all’inizio ricorda solo la bottiglia e poi sciorina un sacco di informazioni. Non è un errore però mi fa sorridere.
Certo che un medico ubriaco a tal punto, non ce lo vedo bene nella sua carriera ma come dici nell’incipit è se stesso che dovrà affrontare, quindi vediamo un po’ come prosegue 🙂
Ciao 🙂
PS: ed essendo un fantasy mi aspetto che ci sarà qualcosa di fantastico 😉
23/09/2024 at 10:56
Sta comunque festeggiando la fine dei suoi traguardi dai. Lo sa anche lui che birichinate non potrà farne
16/08/2024 at 11:34
Ciao Valerio !
Anche io concordo con il commento di Melania G. ci sono refusi sparsi qua e là anche nella descrizione della trama ma per quanto mi riguarda, cerco di concentrarmi sullo sviluppo della storia e dei personaggi finché questi (i refusi) non compromettono la godibilità e la fluidità della lettura. Soprattutto concordo con la tua filosofia quando dici “meglio fatto che perfetto” in quanto questo posto dovrebbe essere utilizzato più con una sorta di “officina” della scr.
16/08/2024 at 12:21
Hanno ragione ma adesso ti dico una cosa:
Sento, per qualche ragione, di aver interrotto troppe volte la mia fantasie alla ricerca di un testo perfetto.
Adesso, apprendendo che i refusi miei si possono correggere, voglio concentrarmi su concludere qualcosa, dal momento che molti miei racconti sono letteralmente stati troncati.
Mi devo disciplinare in pratica
16/08/2024 at 16:35
Mi trovo completamente d’accordo con te. Mi ci rivedo anche in parte. La maggior parte dei refusi sono evitabili rileggendo un paio di volte con calma prima della pubblicazione. Per cui non ti preoccupare. Per tutto il resto è una questione di “allenamento” , apprendimento, costanza.
16/08/2024 at 09:21
Ciao Valerio avevo già letto ma non commentato questo capitolo, ho preferito che fosse qualcun altro a cimentarsi per primo.
Il perché è nel commento di Melania, che condivido pienamente. La tua sembra più una “bozza” una raccolta rapida di idee, e di cose da rielaborare con calma. Insomma: gli ingredienti ci sono ma la cucina deve lavorare ( e faticare) di più. Comunque sei bravo perché almeno hai la fede e il coraggio di provarci oggi che ben pochi leggono e scrivono… auguri, a presto! Ciao.🙋♂️
16/08/2024 at 11:16
Secondo me non ci sono qua. Rispetto ai fasti di un tempo, il sito è inevitabilmente sceso in termini di lettori ma dovrebbero ancora esistere da qualche parte.
Ho intenzione di terminare l’opera. La forma è importante, vero e rispetto ad un tempo son migliorato. Ma voglio perseguire una idea: meglio fatto che perfetto. Significa che mi impegnerò a fin che arrivi foneticamente e grammaticalmente corretto ma intendo arrivare al termine della storia prima di tutto
16/08/2024 at 08:53
Benvenuto Valerio! Leggendo questo capitolo ho avuto l’impressione che tu lo abbia scritto e caricato in fretta. Ci sono un po’ di errori di battitura, qualche tempo verbale che stona e la punteggiatura manca in alcuni punti. Andrebbe migliorata la forma, ma la base sembra buona. Sono curiosa di leggere il prossimo capitolo 🙂
16/08/2024 at 11:14
Grazie. Si strano che mi è sfuggito qualche errore. Rimedierò nei prossimi capitoli promesso. E da una vita che non pubblico