Dieci Piccole Storie

L’ultima scena

Tito armeggia rumorosamente in bagno; ogni tanto si blocca con la bocca schiumosa di dentifricio, guarda allo specchio come per interrogarlo, sembra ispirato… Ogni volta, dopo il teatro ecco il solito teatrino, l’eccitazione; l’adrenalina che ancora gli ribolle in corpo, lo fa sentire invincibile, irresistibile, dannatamente comico; sorride a una nuova battuta che, forse, sarà presto dimenticata, visto che scuote la testa e riprende a spazzolare i fulgidi incisivi, la massa rocciosa di Dover che gli serve per incantare il pubblico e farlo ridere anche senza parlare, solo spalancando le fauci mobili, bocca di rana, culo di gallina.
L’acqua scorre; rumorosamente si perde inghiottita senza gloria dal gozzo di una fogna ingorda; lei cristallina e benedetta, dopo un lungo viaggio, i salti, la luce e la gaiezza scopre d’essere solo un intermezzo, l’inutile comparsa in una scena; e si prepara a morire contaminata e offesa. Cadendo lancia un lugubre addio, che l’uomo distratto non sente, non percepisce.
Da trent’anni ogni volta dopo lo spettacolo in teatro è così: centinaia di repliche di una recita tutta privata e a una voce sola, a casa o in una camera d’albergo, mentre sua moglie Lucia dalla stanza accanto sopporta.
La donna, mentre si prepara per la notte, prova a volte a dire qualcosa, svogliatamente perché lui, lo sa, non sente, o finge, di certo non ascolta, e non risponde.
Anche lei cerca lo specchio, come d’abitudine; conta le rughe, spazzola i lunghi capelli di un improbabile biondo cenere; sfila gli orecchini pendenti coi falsi rubini, e indossa chissà perchè due autentiche timide perle; sistema il colletto della camicia di seta, sbottona e riabbottona; non è nervosa, no, solo attenta; è meticolosa, seria; seduta con le mani sulle ginocchia apre un cassettino di quelli del tavolo da notte che ha davanti a sé; non muta espressione, spegne una luce e nella penombra infila la mano, prende una cosa.
“Tra un istante sarò morta, qualcuno sentirà un gran botto, e sarà finita; ci sarà sangue dappertutto e lui avrà il suo da fare.., forse davvero stavolta si accorgerà di me, perché io lo sorprenderò; si affaccerà da quella porta con aria incredula, si avvicinerà e incontrerà lo sgomento che gli riempirà lo sguardo; chinerà il capo sulla sua rosa appassita, e mentre il suo intestino cederà, io starò già volando e finalmente potrò compatirlo”.
Lucia ha un’arma in mano, la guarda con ammirazione, da vicino, perché deciderà senza appello del suo destino, e quindi merita rispetto e attenzione. Tra un momento potrà liberarsi da quell’uomo di cui è stata per una vita la moglie fedele, e gli ha voluto bene, anche se non meritava, anche se non l’ha mai fatta ridere, se non per mestiere.
La pistola, un piccolo arnese di acciaio e madreperla, un gioiello che può dare la morte sparando il suo cuore metallico, sta in una mano di donna come in un guscio.
Lucia la osserva ancora, attenta, la soppesa, una piega ironica disegna le sue labbra. Porta la canna alla tempia, si accomoda sulla sedia, e chiude gli occhi; poi ci ripensa, e la punta sotto il mento.., in bocca.., in un orecchio. “Cazzo, com’è difficile!”.
– Cara – la sorprende Tito affacciandosi dalla porta – ma sei al buio? Che dici se domani al secondo atto butto là la storiella della monaca e del camionista? Troppo spinta? Greve? Inadatta? Che ne pensi?, è una storia fortissima.
– Uhm… – Lucia nasconde la mano armata, è seccata, taglia corto.
Lui ci ripensa, scompare di nuovo, e torna ai suoi gorgoglii.
Lucia ha deciso: si sparerà in bocca, è più sicuro, non si può sbagliare. Il dito indice tocca il grilletto, lo copia alla perfezione; sarà tutto tremendamente facile. Comincia a tirare, il meccanismo si muove… ci siamo.
– …oppure quella del somaro e l’onorevole… ti piace quella eh? Ti piace? – Tito non demorde. Sta creando, lui ogni sera crea, e sua moglie deve dire solo bravo, se no non dorme.
Va avanti così per un po’ mentre la mano di Lucia comincia a unimidirsi di sudore. La morte la tira per la gonnella ma l’idiozia di suo marito la trattiene ancora sulla Terra: è in balia di quell’uomo, prigioniera senza scampo.
Poi arriva un momento di silenzio, e finalmente la morte prende il sopravvento. Un colpo, un gemito, un tonfo.
Lucia si solleva, guarda intorno, cerca Tito, per vedere com’è adesso che la morte li separa, ora che tra loro è caduto un diaframma e un altro, nuovo si frappone.
Lui ancora in bagno sta muto, con la bocca da ranocchio che ha una piega strana. I suoi occhi sono aperti, persi nel vuoto; c’è una domanda in quello sguardo: “Perché a me, perché adesso?”
Un corpo incastrato tra il water e il box-doccia è tutto ciò che rimane di un artista, uomo ridicolo, marito cieco e assente, morto d’infarto nel momento sbagliato.
Lucia non è felice, anzi è delusa. Già sa che comincerà a sognarlo, lui e il suo stupido ultimo scherzo.
“Anche la morte mi hai rubato, maledetto stronzo!”

Prossima storia

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105 Commenti

    • Ciao Melania, grazie.
      L’amore con la A maiuscola, quello coniugale messo alla prova dagli anni nella vita insieme… Mi intriga molto, ha spesso esiti imprevisti e implacabili, del tutto difformi dai sogni giovanili.
      Questa storia l’ho scritta col cuore, attentissimo a calibrare ogni parola o situazione perché tutto avesse espressione e un significato, anche se non del tutto esplicito al primo sguardo.
      Grazie per averlo letto e appuntamento, spero, a presto.
      🙋‍♂️🌻

    • Ciao Myth, grazie, grazie.
      Anche se non dovrei, confesso che quel modesto tributo all’estro creativo, ( quasi “divinatorio”) di certi fortunati “esseri”, il dono che hanno coloro che definiamo artisti, mi è venuto da dentro, e quindi condivido il tuo giudizio appieno.
      Speriamo di ritrovarci presto su queste pagine e grazie ancora
      Ciao
      🙋‍♂️

  • Grazie Laura, confesso che le tematiche di coppia e/o famigliari sono la mia passione, e ne ho anche ampiamente approfittato in passato, anche qui su the incipith.

    Grazie per avermi seguito e spero di ripartire presto con altre storie.

    Ciaoo🙋‍♂️🌻

  • Molto carino! Quei due in realtà si amano e si punzecchiano continuamente. Se sarà pronta per un figlio, non lo so, ma secondo me continueranno ad amarsi.

    Ciò detto, se io facevo un tema di due righe, prendevo 2 indipendentemente da quello che avevo scritto 😛
    La ragazza “innamorata” del prof. è un classico. Mentre Fido che preferisce i temi al roastbeef mi ha fatto ridere 😀

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, grazie per esserci sempre…
      Sì, ovvio si amano, ma del resto si voleva parlare d’amore!
      Chissà se avranno un figlio, boh!, certo avranno per sempre un autore affezionato che si ricorderà di loro..
      Grazie, ciaooo🙋‍♂️

    • Grazie Laura, confesso che le tematiche di coppia e/o famigliari sono la mia passione, e ne ho anche ampiamente approfittato in passato, anche qui su the incipith.

      Grazie per avermi seguito e spero di ripartire presto con altre storie.

      Ciaoo🙋‍♂️🌻

  • Ciao,
    Eh… io voterò sempre per il dramma. 😅
    Spero tanto che Cesare, prima di andarsene e farsi una vita vera, le urli in faccia tutto ciò che ha tenuto dentro per anni: il tradimento, la disillusione, la noia del loro amore appassito. 🤦‍♂️
    Bella storia, scritta bene, come sempre.
    A presto!

    • Caro Myth il nostro Cesere non è, ahimè, quello delle Gallie… Tuttavia forse riesce ad amare più di quello, tenta di ricostruire, e sa pure che la vita si può affrontare meglio con un buon bagaglio di ironia.
      E, dunque, fuoco alle polveri e andiamo al finale.
      Grazie, ciaooo🙋‍♂️

    • Ciao bluemoon, grazie anche a nome di Z-wy e W-wsz, porterò loro i tuoi saluti.
      Ora ci confrontiamo con ben altra realtà, molto meno marziana ma sicuramente insolita (spero) e interessante. Non perderti il finale. Ciaooo
      🙋‍♂️🌻

    • Ciao Melania, grazie.
      Ogni autore anche il più piccolo prima o poi si ritrova al cospetto del sentimento dei sentimenti, l’amore (appunto), e lo racconta a modo suo. Questa storia è una delle tante che l’amore, bontà sua, suggerisce, ed è un piacere condividerla.
      Grazie ancora, a presto, ciao
      🌻🙋‍♂️

    • Ciao Manola, “breve e intenso” è ovviamente il traguardo dei traguardi, soprattutto quando si trattano certi temi…
      Grazie per l’input positivo, e adesso il problema è chiudere degnamente. Ci proveremo. A presto, ciaooo
      🌻🙋‍♂️

  • Ciao, non so se provare simpatia o pena per il professore… ma forse è un misto delle due!!! Perché mi chiedo, la sua è gelosia giustificata o gli piace pensare male per non doversi “agitare” troppo nel caso avesse ragione? A volte i paracaduti mentali, però, non servono a nulla!!!
    Ho votato per non scelgo, ma perché voglio vedere se in un tema dei suoi studenti il professore ha trovato finalmente una risposta!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, il prof vive un momento difficile ma ha visto nei ragazzi una chiave sensazionale per aprire la porta del “riscatto” di un amore malato. Riuscirà? Non lo so, spero di sì.
      Ci leggiamo al finale.
      🙋‍♂️🌻

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