il destino dei due spaventapasseri

Rose e Fish

Il saggio diede vita a due creature invisibili agli occhi degli umani. Rose nacque dalla natura, dal bocciolo di una splendida rosa, mentre Fish venne creato da un pesce in un fiume limpido. Sebbene ancora piccoli, i due dimostravano già grande potenziale: amavano profondamente la natura, e questo rincuorava il vecchio saggio. Li teneva lontani dagli esseri umani, poiché quella sarebbe stata la loro ultima e più difficile lezione.

Il tempo passò, e Rose e Fish crebbero, apprendendo ogni forma di vita sulla Terra. Un giorno, il saggio decise di lasciarli esplorare il mondo da soli, ma li avvertì con parole sagge:
“Mi raccomando, miei giovani figli. Gli esseri umani portano con sé un’ombra, un’oscurità. Non lasciate che la curiosità vi spinga verso di loro, o sarete perduti.”

Per la prima volta, Rose e Fish partirono senza il saggio. Le loro alette trasparenti e luccicanti, simili a quelle delle libellule, li rendevano invisibili agli uomini, che li vedevano solo come semplici insetti. Volarono leggeri sopra campi coltivati e pascoli di pecore. Rose fece una smorfia disgustata, infastidita dal forte odore degli animali, mentre Fish rideva divertito osservando la sua reazione.

“Che puzza orrenda!” esclamò Rose, aggrottando il naso.

“Hai ragione,” disse Fish ridendo, “il tuo profumo è ben diverso dal loro.”

“Io profumo come una rosa, per fortuna non sono nata da uno di loro!” scherzò Rose.

“Siamo stati davvero fortunati,” rispose Fish ridendo.

Continuando il loro volo, si imbatterono in un pupazzo di paglia.

“Che cos’è?” domandò Fish incuriosito.

“Somiglia a un essere umano,” rispose Rose, “ma senza occhi, né bocca.”

“Già, è strano… Cosa ci farà qui, in mezzo alla terra?” si chiese Fish.

“Stasera ne parleremo a nostro padre, lui potrà dirci di più su questo essere di paglia,” disse Rose, pensierosa.

“Ok! Riprendiamo il volo. Ora tocca a me scegliere la direzione!” esclamò Fish, indicando con il piccolo dito. “Andiamo di là!”

Così ripresero il loro tragitto, senza accorgersi di allontanarsi sempre di più. Quando il sole tramontò, decisero di fermarsi per la notte. Si accamparono su un grande albero e mangiarono i frutti di un ciliegio, dolci e rossi.

“Ci siamo spinti troppo lontano… ora nostro padre sarà in pensiero se non ci vedrà tornare,” disse Rose, con una punta di preoccupazione.

“Stai tranquilla, Rose,” la rassicurò Fish. “Nostro padre è un saggio. Se ci fosse capitato qualcosa, l’avrebbe già saputo.”

“Hai ragione, Fish. Mi preoccupo sempre troppo per lui,” ammise Rose, con un sorriso affettuoso.

Si sedettero insieme su un ramo, godendosi il silenzio della notte e le stelle che cominciavano a brillare. Lentamente, cullati dal cielo stellato, si addormentarono.

All’alba, Rose e Fish ripresero il loro cammino. A un certo punto, Rose si fermò di colpo, i suoi occhi fissarono qualcosa sotto un albero.

“Perché ti sei fermata?” chiese Fish, confuso.

“Guarda lì, sotto quell’albero. C’è un altro pupazzo di paglia, e sta sopra a quella cosa che gli umani chiamano bicicletta,” rispose Rose, indicandolo con cautela.

“Hai ragione! Andiamo a vederlo da più vicino!” esclamò Fish, pieno di curiosità.

“No, aspetta! Nostro padre ci ha messo in guardia dagli umani,” lo avvertì Rose, preoccupata.

“Ma non ci sono umani vicino! Sono tutti indaffarati a vendere frutta e verdura, non ci faranno caso,” disse Fish, indicando il mercato lontano.

“D’accordo,” sospirò Rose, “ma se vediamo un umano avvicinarsi, dobbiamo andarcene subito. La loro negatività potrebbe prenderci.”

Si avvicinarono all’albero, guardandosi intorno per assicurarsi che non ci fossero umani nei paraggi. Con cautela, si accostarono al pupazzo, osservandolo con curiosità. Indossava un vestito viola a fiori bianchi, un cappello di paglia ornato di fiori viola, e scarpe con i tacchi, poggiate sui pedali della bicicletta. Rose rimase affascinata, scrutando quella faccia senza volto.

Improvvisamente notarono due persone avvicinarsi. Spaventati, si rifugiarono sotto il vestito del pupazzo, rimanendo in silenzio mentre ascoltavano la conversazione.

“Moglie, i clienti ti fanno molti complimenti per aver addobbato il pupazzo di paglia. ” disse l’uomo con un sorriso.

“Ho immaginato nostra figlia, se fosse ancora qui, le sarebbe piaciuto questo vestito e questo cappello. Ti ricordi quanto amava i cappelli da piccola?” rispose la donna, con un velo di tristezza nella voce.

L’uomo le si avvicinò, sorridendole affettuosamente.
“Adorava i cappelli, anche i miei. Oh, guarda, un altro cliente. Andiamo,” aggiunse ridendo, mentre si allontanavano.

Rose, ancora nascosta, aveva ascoltato ogni parola con attenzione. Quando le due persone si allontanarono, lei e Fish uscirono dal loro nascondiglio e si affrettarono a tornare verso il campo.

“Voglio tornare a casa da nostro padre,” disse Rose, agitata.

“Va bene, abbiamo tante cose da raccontargli,” rispose Fish.

“Già…” mormorò Rose, mentre le parole della donna continuavano a risuonare nella sua mente, accendendo un’idea

quale raccomandazione diede il saggio ai due folletti?

  • parlare con gli umani (0%)
    0
  • di non avvicinarsi agli umani (0%)
    0
  • di occuparsi degli animali (0%)
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32 Commenti

  • Ciao, finale che è un inizio di percorso nuovo. Una paura, una riscossa e una vita che inizia.
    Mi hai fatto sorridere là dove il saggio si presenta …sono il saggio… ( i veri saggi di solito sono molto modesti, e non ostentano la propria peculiarità, anzi la negano). Detto questo,incolore particolare, ti faccio i complimenti e aspetto la prossima storia.
    Ciao
    🙋‍♂️🌻

  • Ciao! Finale molto poetico e carino. Però mi ha lasciato un dubbio: sembra che il saggio sia molo più potente del folletto maligno; questo fa sorgere una domanda: perché non gli ha tolto i poteri prima? Oppure perché il folletto maligno questa volta ha affrontato il saggio invece di fuggire alla contesa?

    Ciò detto e come detto, il finale mi è piaciuto. Rose e Fish mi erano simpatici e mi è dispiaciuto che siano morti ma se fai un seguito, ci sarò a leggerlo (notifiche permettendo).

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Manola,
    rispetto ai primi episodi hai migliorato molto la scrittura, ci sono ancora degli errori che potresti evitare rileggendo più volte quello che hai scritto… Ma va meglio 🙂
    Mi è spiaciuto tanto per Rose, e adesso per Fish…
    Voto: troveranno un nuovo scopo.
    Aspetto il gran finale 🙂

  • Ciao, brava, nella vita monotona dei due spaventapasseri ( i passeri esistono ormai solo nelle fiabe) irrompe il dramma, ma spero che il bene prevalga.
    Bella storia da leggere ai bambini, e quasi non disturbano le tante ripetizioni (ad esempio della parola folletto) perché ai bimbi queste cose piacciono.
    Se invece non sono volute ti consiglio una bella lettura finale ad alta voce prima di pubblicare e certi difettucci salteranno fuori…
    Brava, voto il rivale.
    🌻🙋‍♂️ ciao

    • si hai ragione non ho accurato bene i primi capitoli ma non si può piu correggere. infatti questo racconto mi è giunto nella mente mentre in estate andavo in moto con mio marito a peschiera e tra strade e campagna notai i due personaggi di paglia uno uno nell’Emilia Romagna e l’altro nel mantovano e in me si sono scatenati delle visioni e piano piano mettendoli insieme ho creato la loro storia.

  • Sì, ma…

    Ciao! Quattro capitoli tutti di seguito! Dato che cerco nuove storie ogni settimana, suppongo che stai andando troppo veloce! Devi dare il tempo alla gente di leggere e commentare, in modo tale da avere voti su come far andare avanti la storia. Per farti conoscere, inoltre, dovresti fare un giro sulle altre storie, vedere quali ti piacciono, leggere e commentare, così la gente sa che sei presente 🙂

    La storia, eccetto qualche frase, scorre bene, ha i canoni di una fiaba e si presta ad un sacco di cose… Vediamo cosa ci riservi, ma non scrivere così veloce: il gioco consiste anche nel proseguire la storia secondo i voti 😉

    Ciao 🙂

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