Hyakumonogatari kaidankai

Otto candele

Il rumore dei suoi passi rimbombava lungo il corridoio mal illuminato. Samanta si soffiò sulle dita gelide e si strinse ancora di più nel cappotto. Sembrava che la nebbia fosse penetrata attraverso le mura ammuffite, per poi infilarsi sotto la sua pelle e ghiacciarle le ossa. Raggiunse il pesante portone, da dietro il quale proveniva un chiacchiericcio sommesso mescolato a un ritmo cadenzato ed energico. L’aprì e la accolse una forte luce, insieme alla musica e a una stella filante che le arrivò dritta in faccia.

«Ma quanto sei spiritoso» borbottò al ragazzo davanti a lei, il quale si dileguò prima che riuscisse ad aggiungere altro. Samanta si tolse la giacca rivelando una camicia bianca e una spada di plastica. Dopo aver aggiunto la benda sull’occhio e un tricorno il suo travestimento fu completo.

«Wow ti sei sprecata!» commentò una voce alle sue spalle.

«Senti Raffaele, non mi piacciono i travestimenti e lo sai» disse al ragazzo vestito da conte Dracula «Vorrei capire come ti è venuto in mente di organizzare la festa qui. Tra l’altro, è legale? Io sapevo che non si poteva accedere alla villa».

«Esatto! Non è in vendita e non si può affittare, ma mio zio conosce il proprietario e, sai come funziona, scambio di favori di qui, scambio di favore di là, ha accettato di darcela per la serata. E se permetti, quali miglior serata se non Halloween per scoprire se la villa è davvero infestata!»

«Ma quale infestata! È solo una vecchia casa di campagna»

«Non ci credi? Chiedilo a vecchio Erminio allora. Disse a tutti che sarebbe andato alla villa per ispezionare l’impianto idraulico e da allora nessuno l’ha più visto.»

«Conoscendolo se ne sarà andato in Sud America per sfuggire al fisco. Il pericolo più grande qua dentro è che ci caschi un mattone in testa. E poi si gela. Non c’è il riscaldamento?»

«Bhe, c’è stato un problema con quello, ma in compenso ci sono le stufette. E poi non fare sempre la pesantona, vedrai che dopo un bel gin-tonic ti scalderai subito» disse porgendole uno straripante bicchiere di plastica trasparente.

Tuttavia, dopo tre ore nessun fenomeno paranormale si era palesato, sui tavoli non erano rimaste che bottiglie vuote e l’umidità aveva avuto la meglio sugli invitati, che avevano deciso di andarsene in discoteca. Solo otto temerari erano ancora là.

«Direi che è arrivata anche per me l’ora di andare a casa» disse Samanta.

«Ma che dici! Resta ancora un po’, guarda come si diverte Marco» esclamò Raffaele indicando un ragazzo che si dimenava con un’anguilla al ritmo della musica.

«Marco è ancora qui solo nella speranza di fare colpo su Giulia… anche se con quelle mosse è più probabile che la spaventi»

«Sam, se vai via, posso venire con te? Non ho un passaggio» intervenne Ludovica.

«Aspettate! Non disperate, ho un’idea!» intervenne Elisa «Facciamo l’hyakumonogatari kaidankai»

«L’hyamoku che?» domandò Marco.

«Si tratta di un gioco giapponese che era molto popolare alcuni secoli fa. È semplice: si accendono cento candele e per ogni candela si racconta una storia di fantasmi. Alla fine di ogni storia si spegne una candela, così l’atmosfera diventa man mano sempre più buia. Alla fine della centesima storia, secondo la tradizione, apparirebbe un Aoandon, un demone pronto a carpirti per portarti con sé»

Elisa aveva catturato l’attenzione dei presenti e con aria tronfia riprese:

«All’epoca molti, arrivati alla novantesima storia, preferivano interrompere il gioco per paura di cosa sarebbe accaduto arrivati alla centesima, anzi si dice che nessuno l’abbia mai finito, o che comunque nessuno sia sopravvissuto per raccontarlo»

Samanta espirò rumorosamente conoscendo la tendenza di Elisa a esagerare e ad aggiungere dettagli inventati.

«Cento storie? Ma sono tantissime! E poi chi ce le ha cento candele» intervenne Giulia.

«Per vostra fortuna sono venuta preparata» disse tirando fuori delle candele bianche e cilindriche dalla borsa «non sono riuscita a raccoglierne cento, ma pensavo che potremmo fare una versione ridotta del gioco. Siamo in otto: una storia per ciascuno e otto candele da spegnere»

«Mi piace, mi piace molto!» esclamò Raffaele alzandosi dal divano.

Solo Ludovica sembrava scettica e alzò la mano per parlare:

«Ma se siamo in Italia, perché dovrebbe apparire un demone giapponese? Come fa a sapere a cosa stiamo giocando e quello che stiamo dicendo?»

«Ludo, primo non siamo a scuola. Secondo, forse non apparirà un Aoandon, ma potrebbe apparire qualcos’altro, qualcosa che si cela in questa dimora da secoli»

Nessuno ebbe niente da protestare, così gli otto invitati rimasti si sedettero sul pavimento intorno alle candele, avvolti nei loro cappotti. Dopo averle accese, Raffaele si assicurò che tutte le altre luci fossero spente, comprese quella del corridoio e dell’entrata.

Rimasero così seduti alla luce flebile delle fiammelle, mentre alla loro spalle strane ombre si proiettavano sulle pareti.

«Comincio io!» disse Raffaele «E vi racconterò la storia di questa villa con tutti i dettagli, anche quelli che si è cercati di dimenticare»

Quale sarà il tema del primo racconto?

  • Tradimento (33%)
    33
  • Invidia (22%)
    22
  • Amori proibiti (44%)
    44
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82 Commenti

  • Ciao Bluemoon 🙂
    Davvero un bel finale, come quelli che piacciono a me, dove sebbene ci dai una spiegazione logica di cosa puo’ accadere rimane sempre quel piccolo dubbio sul “Ma e la realta’ , o no?” , cosi’ dovrebbero finire tutti gli Horror 🙂
    Ripeto , l’idea della raccolta di storie unite da un filo conduttore ma allo stesso tempo leggibili separatamente e’ il format perfetto per questo sito e tu l’hai sfruttato a perfezione , come Lilitho aveva fatto con L’associazione delle Creature Ridicole. 🙂
    Io sono un gatto che non dimentica e percio’ adesso ti attendo con la nuova storia gialla che avevi promesse qualche commento fa 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao bluemoon. Ho finito di leggere questa raccolta e mi è piaciuta molto. Hai creato una perfetta raccolta di mini racconti horror, ognuno riguardante una specifica “branca” dell’horror (soprannaturale, body horror, grottesco). Mi piace anche come hai collegato il tutto attraverso la festa e il gioco e il finale è molto coerente, lasciando il dubbio se lo spettro sia stato reale o anch’esso un’allucinazione.

  • Beh, devo dire che il finale mi è piaciuto! Tutto torna alla normalità (più o meno) ma qualche spettro in realtà c’era e probabilmente voleva che trovassero il cadavere…

    Per il resto, ti rinnovo i complimenti perché a me gli horror non piacciono ma questa storia mi ha appassionato.

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Bluemoon 🙂
    La vendetta tra vicini, un argomento abbastanza Kingiano direi, ho adorato questo capitolo, a parte per i consigli per il giardinaggio (scherzo XD) come hai trattato il tutto dal punto di vista di Susan, non mi voglio ripetere ma davvero ciascuna di queste storie può diventare una storia a se, brava. Voto il paranormale, anche se vedo che non è la scelta in vantaggio, ma, vediamo che succede 🙂

    • Ciao BlackCat0! Grazie per essere passato anche questa volta e per i tuoi complimenti😁 Sinceramente di King ho letto ben poco, solo “Per Semetary” (che ho amato). Infatti da lì ho preso un po’ ispirazione per il cimitero degli animali, e per i problemi di vicinato sicuramente il mio punto di riferimento è Desperate Housewives, che adoro!

  • Ci sono dei fenomeni paranormali…
    Lo voto perché se non ci fossero ne sarei deluso.
    Molto carino questo racconto in stile “Ai confini della realtà”. Ma in fondo è proprio ai confini della realtà che ci troviamo, o no?
    Ciao, a presto.🙋‍♂️🌻

  • Ciao Bluemoon, hi recuperato con molto piacere tutti gli episodi e ti faccio i miei complimenti. Le storie raccontate non sono male, soprattutto per il poco spazio a disposizione e la mia preferita (vista la mia indole romantica) è quella del faro. La frase sul respiro del male è molto poetica.
    Quello che mi sta tenendo davvero con il fiato sospeso sono i ragazzi bloccati nella villa, con i rumori che aumentano ed Elisa che sembra posseduta. Temo non sia uno scherzo, ma spero che, a differenza degli horror tradizionali, ci sia un lieto fine.
    Bravissima!

    • Ciao Melania! Grazie mille per essere passata e grazie anche per i complimenti🤗🤗
      Scrivere delle storie decenti con così pochi caratteri non è stato facile per me, infatti alcune non mi hanno soddisfatta del tutto, ma devo dire che è stato un esercizio decisamente utile. Spero che anche il finale ti piacerà.
      Alla prossima!

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