Hyakumonogatari kaidankai

Dove eravamo rimasti?

Arrivati al gran finale, sta a voi decidere qual è la verità: Non c'è nulla di paranormale, ma i ragazzi svelano comunque un mistero (57%)

Epilogo

Raffaele spense l’ultima candela, ormai quasi consumata, e la stanza piombò nel buio.

«Qualcosa mi ha toccata!» urlò Giulia.

«Usciamo! Buttiamo giù la porta se serve!» gridò Ludovica alzandosi.

Il rumore dei suoi passi rimbombò nell’oscurità della villa.

«Aspetta!» disse Antonio seguendola «È la direzione sbagliata! L’uscita è di là»

Nel subbuglio generale nessuno pensò di accendere la torcia del telefono.

«Ragazzi, non dividiamoci» esclamò Samanta, ma le rispose solo la sua eco, perché nel frattempo tutti si erano dileguati.

Sentì un respiro gelido vicino all’orecchio e dal panico per poco non vomitò.

Accesa la torica, vide che il salone era deserto e anche il rumore dei passi si era attutito.

All’improvviso la lenta cantilena di un violino mai sentita prima attirò la sua attenzione. Come ipnotizzata, salì lungo lo scalone. La paura sembrava averla abbandonata e attraversava stanze e corridoi sconosciuti con passo quasi baldanzoso.

Si ritrovò in un vicolo cieco, una stanza che forse una volta era stata un salottino privato, ma la musica sembrava proseguire oltre la parete. Si avvicinò e appoggiò l’orecchio al muro: ora la musica si distingueva bene, era triste e ricordava dei singhiozzi. Spostò il piede e per sbaglio premette un tassello di legno che fece scivolare di lato un pannello della parete. Dietro, attraverso il fascio di luce intravide una stanzetta piena di fogli e di libri ammuffiti alle pareti. E poi un’ombra bianca, simile a un denso vapore, comparve davanti a lei. Samanta non riusciva a distinguerne i dettagli se non per gli occhi, rabbiosi e pungenti come spine, e un medaglione appeso al collo.

La ragazza urlò finché non le cominciò bruciare la gola. Gli altri accorsero.

«Sam, cosa succede?» disse Raffaele abbracciandola.

«Era Argene, lo so! Mi guardava con una tale rabbia… vuole che ce ne andiamo, ci farà del male!»

«Tranquilla! Guarda! Non c’è nessuno»

«Era lei, te lo giuro»

Raffaele la strinse ancora di più non sapendo come reagire a una Samanta così suggestionata.

«Non badarci Sam, è tutto nella tua testa, devi aver bevuto troppo gin» disse Elisa.

«Hey! È tornata la luce» li interruppe Marco premendo più volte l’interruttore.

La luce penetrò nella stanza segreta e a fissarli trovarono le due orbite vuote di uno scheletro seduto ai piedi di uno scaffale.

Samanta impallidì.

«Argene!»

«Impossibile» rispose Fabiola avvicinandosi cautamente al corpo.

Il cadavere era quasi del tutto decomposto se non per qualche brandello di pelle e delle ciocche grigie rimaste attaccate al cranio.

«Ma è Erminio!» gridò Antonio «Mi ricordo di quel maglione, lo indossava sempre!»

«Allora non era scappato in Sud America»

«Dite che sia rimasto bloccato nella stanza e che sia morto… di stenti?» chiese Giulia.

«Sulla porta non mi sembra che ci siamo segni di una persona che ha provato a liberarsi»

«Forse gli è preso un colpo. In fondo era veramente decrepito»

Nessuno rispose.

«Che silenzio»

«Già, dove sono i rumori, le ombre… e i demoni?»

«Aspetta Elisa… come fai a essere sicura che Sam se lo sia immaginata e cosa c’entra il gin?» chiese Fabiola voltandosi di colpo.

«Ehm…»

«Ti conviene parlare, perché ne ho abbastanza!»

«Vedete, quando ho visto che la festa non stava decollando, mi sono detta “perché non aggiungere un po’ di brio?” e allora… potrei aver messo dell’LSD nel gin»

«Tu cosa?!»

«Doveva essere roba leggera per sollevare gli animi. Ne ho presa un po’. Però poi, visto che dopo mezz’ora non aveva ancora fatto effetto, ho abbondato»

«Ecco perché non la smettevi più di bere gin lemon!»

«La botta è arrivata tutta insieme durante la prima storia e da lì è stato il delirio. Mi sono convinta che l’hyakumonogatari kaidankai fosse vero e, se vi può consolare, pensavo che saremmo morti sul serio»

«Tu sei completamente suonata! Ti rendi conto di che notte abbiamo passato?»

«Già! E poi dove l’hai presa quella roba? È sicura? Potevi mandarci tutti in ospedale!» gridò Fabiola.

LSD. Una risposta molto concreta per una nottata a dir poco ultraterrena. Ma Samanta non riusciva a togliersi dalla mente la figura vista nella stanza segreta. Di gin ne aveva bevuto poco e l’effetto doveva essere passato da un po’, eppure sembrava troppo reale. Cercò Argene Vanzini su Internet e, trovato un vecchio ritratto, notò subito il medaglione al collo, lo stesso che aveva visto sullo spettro.

“Avrai già visto il ritratto tempo fa e adesso la droga te l’ha riportato alla mente” pensò ricacciando indietro la paura.

Tornarono al portone principale: era ancora bloccato. Tirarono e tirarono finché non si sbloccò con un sonoro schiocco.

Fuori cominciava ad albeggiare e il cielo era diventato di un blu meno intenso rischiarando i campi sottostanti.

«Vista da fuori la villa fa ben meno paura» constatò Raffaele.

«Già, ma io non ci torno mai più» rispose Ludovica dirigendosi verso le macchine parcheggiate.

Samanta la seguì senza dire nulla, consapevole che neanche lei sarebbe mai tornata alla villa. Nella parte più profonda di sé sentiva che ciò che aveva visto non era solo un’allucinazione.

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82 Commenti

  • Ciao Bluemoon 🙂
    Davvero un bel finale, come quelli che piacciono a me, dove sebbene ci dai una spiegazione logica di cosa puo’ accadere rimane sempre quel piccolo dubbio sul “Ma e la realta’ , o no?” , cosi’ dovrebbero finire tutti gli Horror 🙂
    Ripeto , l’idea della raccolta di storie unite da un filo conduttore ma allo stesso tempo leggibili separatamente e’ il format perfetto per questo sito e tu l’hai sfruttato a perfezione , come Lilitho aveva fatto con L’associazione delle Creature Ridicole. 🙂
    Io sono un gatto che non dimentica e percio’ adesso ti attendo con la nuova storia gialla che avevi promesse qualche commento fa 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao bluemoon. Ho finito di leggere questa raccolta e mi è piaciuta molto. Hai creato una perfetta raccolta di mini racconti horror, ognuno riguardante una specifica “branca” dell’horror (soprannaturale, body horror, grottesco). Mi piace anche come hai collegato il tutto attraverso la festa e il gioco e il finale è molto coerente, lasciando il dubbio se lo spettro sia stato reale o anch’esso un’allucinazione.

  • Beh, devo dire che il finale mi è piaciuto! Tutto torna alla normalità (più o meno) ma qualche spettro in realtà c’era e probabilmente voleva che trovassero il cadavere…

    Per il resto, ti rinnovo i complimenti perché a me gli horror non piacciono ma questa storia mi ha appassionato.

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Bluemoon 🙂
    La vendetta tra vicini, un argomento abbastanza Kingiano direi, ho adorato questo capitolo, a parte per i consigli per il giardinaggio (scherzo XD) come hai trattato il tutto dal punto di vista di Susan, non mi voglio ripetere ma davvero ciascuna di queste storie può diventare una storia a se, brava. Voto il paranormale, anche se vedo che non è la scelta in vantaggio, ma, vediamo che succede 🙂

    • Ciao BlackCat0! Grazie per essere passato anche questa volta e per i tuoi complimenti😁 Sinceramente di King ho letto ben poco, solo “Per Semetary” (che ho amato). Infatti da lì ho preso un po’ ispirazione per il cimitero degli animali, e per i problemi di vicinato sicuramente il mio punto di riferimento è Desperate Housewives, che adoro!

  • Ci sono dei fenomeni paranormali…
    Lo voto perché se non ci fossero ne sarei deluso.
    Molto carino questo racconto in stile “Ai confini della realtà”. Ma in fondo è proprio ai confini della realtà che ci troviamo, o no?
    Ciao, a presto.🙋‍♂️🌻

  • Ciao Bluemoon, hi recuperato con molto piacere tutti gli episodi e ti faccio i miei complimenti. Le storie raccontate non sono male, soprattutto per il poco spazio a disposizione e la mia preferita (vista la mia indole romantica) è quella del faro. La frase sul respiro del male è molto poetica.
    Quello che mi sta tenendo davvero con il fiato sospeso sono i ragazzi bloccati nella villa, con i rumori che aumentano ed Elisa che sembra posseduta. Temo non sia uno scherzo, ma spero che, a differenza degli horror tradizionali, ci sia un lieto fine.
    Bravissima!

    • Ciao Melania! Grazie mille per essere passata e grazie anche per i complimenti🤗🤗
      Scrivere delle storie decenti con così pochi caratteri non è stato facile per me, infatti alcune non mi hanno soddisfatta del tutto, ma devo dire che è stato un esercizio decisamente utile. Spero che anche il finale ti piacerà.
      Alla prossima!

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