Il cacciatore di viverne

Due ospiti inattesi

Jenna girò la manopola del rubinetto e prese il primo piatto sporco dalla pila disposta al lato dell’acquaio. Ah, sono troppo vecchia per fare da sola i lavori di casa.

Ma d’altra parte suo figlio non c’era mai. Quel disgraziato era sempre ad affettare mostri in giro per il mondo. Ah, povera me…

Mise il piatto sotto l’acqua fredda e cominciò a strofinarlo col palmo della mano. I resti di pomodoro incrostati vennero travolti dal getto. Avrebbe potuto lavare i piatti la sera prima, come diceva sempre suo figlio. Ma la sera era troppo stanca, voglio vedere se lui alla mia età sarà ancora così energico.

Tre colpi sordi si imposero sullo sciabordare dell’acqua. Qualcuno aveva bussato al portone d’ingresso. Jenna chiuse il rubinetto. Sono vecchia ma ci sento ancora bene.

Poggiò il piatto gocciolante sull’acquaio, sfilò il panno viola dalla maniglia del forno e si asciugò le mani raggrinzite. Uscì a passi svelti dalla cucina, il piede si scontrò contro qualcosa e il suo corpo franò in avanti. Mise una mano contro la parete per reggersi. Guardò in basso: aveva inciampato sul tappeto rosso dell’ingresso, che si era accartocciato a fisarmonica. Vivo qui da quarant’anni e ancora inciampo, povera me…

Raggiunse la porta, con la mano ancora umidiccia afferrò la maniglia di ottone e tirò a sé. Il legno in noce della porta lasciò spazio a due individui. Erano uno l’opposto dell’altro: uno alto e magro come una canna di bambù, l’altro basso e grasso, come una palla di cannone. Ma chi sono questi? Che accidentaccio vorranno?

“Buongiorno” Jenna sfoggiò il suo miglior sorriso. Forse era uno di quei casi in cui la gentilezza faceva risparmiare tempo.

Palla-di-cannone alzò l’indice e ostentò una erre moscia marcata: “Possiamo entrare?”

“Che volete?” l’operazione gentilezza era già fallita, ma come si permettono di chiedermi di entrare in casa, senza nemmeno dirmi che ci fanno qui?

Canna-di-bambù si passò una mano sulla fronte imperlata di sudore: “Siamo al servizio del granduca, abbiamo un mandato” aprì la borsetta a tracolla ed estrasse una pergamena arrotolata con un nastro rosso. C’era il simbolo dell’aquila con la spada in bocca: il sigillo del granduca. La cosa si stava facendo seria.

“Signora” intervenne di nuovo palla-di-cannone: “so che le richiediamo molto, e di prima mattina per altro, ma potremmo entrare a dare un’occhiata?”

Ci mancava solo questa, e io che speravo di finire presto coi piatti e tornare a dormire!

Ma non aveva scelta, se l’aveva ordinato il granduca… magari era solo un controllo e avrebbero risolto presto.

Jenna si appiattì contro la parete e indicò il corridoio: “Prego, la prima stanza a destra”. Palla-di-cannone le diede una stretta energica con la mano sudaticcia. Che schifo! Canna-di-bambù le prese la mano, la baciò e le lasciò una macchia di saliva sulle rughe del dorso. Ma dove li ha trovati il granduca questi due? Non c’è proprio più la servitù di una volta!

Jenna li seguì nell’ingresso. Se palla-di-cannone inciampasse sul tappeto, rotolerebbe per tutto il corridoio.

Canna-di-bambù dovette chinare la testa per non sbattere contro la cornice della porta. Entrati nella stanza i due si guardarono intorno, come se le pareti fossero fatte di oro massiccio. Al palazzo del granduca non avevano mai visto un salotto?  Lanciavano occhiate indiscrete a tutto. Ma cosa guardano, la polvere sui soprammobili, la muffa negli angoli, le macchie sul pavimento?

Palla-di-cannone si incantò a guardare il quadro appeso alla parete: “Si tratta di un ritratto, non è vero?”, ma lo faceva apposta di usare così tante parole con la erre?

“Sì” Jenna si lasciò cadere sulla poltrona: “è mio figlio Leonard”

Canna-di-bambù si avvicinò al dipinto. Ma come si permetteva di prendersi tutte queste libertà? Un tempo a corte ci stavano persone di classe, ora solo una manica di cafoni. L’uomo infilò le dita nel taschino della camicia ed estrasse un paio di occhiali dalla montatura sottile, li indossò: “Come mai porta una spada? È forse un cacciatore?”

Jenna guardò alla cornice color oro: suo figlio aveva una spada! Quel quadro lo aveva da così tanto tempo che aveva smesso di guardarlo e i dettagli non se li ricordava più.

Palla-di-cannone si accarezzò il mento: “Allora è un cacciatore?”.

Jenna sospirò: “Sì, è un cacciatore”

I due si scambiarono un’occhiata come per dire “già, proprio come temevo”

“E mi dica” attaccò l’altro: “Suo figlio ha mai cacciato viverne?”

Jenna si staccò dallo schienale: “Non lo so, non mi dice mai niente di ciò che fa: mamma, ti preoccuperesti, mamma non riusciresti a capire. Non so quali bestiacce vada cacciando mio figlio.”, affondò le unghie nei braccioli imbottiti: “Ma insomma, cosa sono tutte queste domande? Cosa vuole da me il granduca? Cosa non va in questa casa?”

Canna-di-bambù tirò un sospiro: “Bene signora, sarò diretto” srotolò la pergamena col sigillo: “Una segnalazione anonima è arrivata al palazzo del granduca. Noi siamo disinfestatori. Pare ci siano uova di viverna nella sua cantina”.

Quale animale fantastico apparirà nel prossimo episodio?

  • Homa (25%)
    25
  • Ahool (0%)
    0
  • Fenice (75%)
    75
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22 Commenti

  • Ciao MardoX, voto che sia Jenna a salvare Leonard!
    Ho apprezzato il conflitto di Jenna per il mestiere del figlio, è più che lecito considerando il suo ruolo di guaritrice.
    Sono curiosa di scoprire di più sulla mappa!
    A presto!

  • Ciao MardoX, che bel colpo di scena!
    Il capitolo scorre davvero bene ed è stato molto piacevole leggerlo 😃
    Ho apprezzato tantissimo Jenna, trovo che sia un personaggio ben caratterizzato e coerente
    Sono curiosa di scoprire cosa succederà!
    Voto che sia la mappa a sparire 🙃
    Alla prossima!

  • Ciao, stavo per perdermi la tua storia…
    L’inizio è promettente, mi piace 🙂
    Tra le tre creature, l’Homa mi ispira di più: un uccello leggendario della fortuna che non si posa mai a terra e vive tutta la sua vita volando… Meraviglioso! Magari porta fortuna anche a te 🙂
    Alla prossima.

  • Voto l’Homa perché è la prima volta che lo sento e ho visto che è simile alla fenice 🙂

    Ciao! Non mi arrivano più le notifiche ma tu sei giunto da me e quindi ho potuto trovare te 🙂 Sinceramente palla-di-cannone e Canna-di-bambù mi ricordano Stanlio ed Ollio! 😀
    Ciò detto, non so se vuoi davvero lasciare un tono ironico ma le premesse ci sono tutte per una bella storia 🙂
    Ti seguo 🙂

    Ciao 🙂

    • Grazie, hai ragione, in realtà non ci avevo pensato, l’idea era quella di creare due personaggi che fossero l’uno l’opposto dell’altro. Quanto all’ironia, è frutto del modo di ragionare della protagonista, spero di riuscire a mantenere il suo punto di vista chiaro. Grazie

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