MISSIONE: TERRA

Dove eravamo rimasti?

Cosa volete che accada? La storia prosegue perché vi sta divertendo leggerla. (75%)

Ora iniziano i problemi

«Asmodeo non ci cascherà mai» esordì Reebok, una volta usciti dalla casa dell’Arcangelo. «È un’assurdità!»

«Hai un’idea migliore?»

Mentre tornavano, Nike pensò ad altre possibili soluzioni ma, per quanto si scervellasse, non gli veniva in mente nulla di altrettanto credibile. Stavano per entrare in casa, quando Nike notò un tizio dall’altra parte della via. Era uno qualunque, dall’aspetto anonimo, ma un alone nero circondava il suo corpo.

Un’aura rossastra distingueva i demoni sulla Terra, mentre gli esseri umani che avevano stipulato un patto con i demoni dell’Inferno, privandosi della propria anima, spiccavano in mezzo ai propri simili per quella peculiare ombra scura che li avrebbe accompagnati fino all’aldilà: uomini e donne destinati alla dannazione eterna, senza possibilità di redenzione. Nessun mortale era in grado di individuare quelle energie mistiche, a meno che non possedesse “la seconda vista”.

Il tizio si accorse di essere stato scoperto e fece finta di niente. Nike non distolse lo sguardo e quello si innervosì. Iniziò ad allontanarsi fingendo di guardare il cellulare.

«Ehi! Tutto bene?» chiese Reebok fermo davanti alla porta.

«No, credo che ci stiano tenendo d’occhio».

«Come? Non ho visto altri demoni nei dintorni».

«Credo che Asmodeo stia usando degli umani» disse Nike, indicando il tizio con un rapido cenno del mento.

«Ci penso io» ringhiò Reebok partendo in quarta, pronto all’inseguimento. Nike lo bloccò afferrandolo per un braccio.

«Non ha visto nulla, ad eccezione di noi due che uscivamo dall’appartamento dell’Arcangelo» disse Nike, senza smettere di osservare il tizio che, ormai smascherato, stava tirando dritto, a passo spedito.

«Dopo tutto, seguire Michele è quello che ci ha chiesto Asmodeo. Non abbiamo fatto nulla di sospetto. Lasciamolo andare».

Colti da un improvviso presentimento, si scambiarono uno sguardo allarmato.

«Vado a vedere se Maddi sta bene». Reebok non finì la frase che aveva già varcato la soglia di casa.

«Selene dovrebbe essere ancora al lavoro» gli urlò dietro Nike. «Le vado incontro».

Mentre si avviava verso la metro, Nike fu investito da uno strano malessere. Il cuore aveva iniziato a battere più veloce, come se volesse spronarlo ad accelerare, e l’aria che respirava gli sembrava insufficiente. Era come se tutto il suo corpo sapesse qualcosa che lui ignorava, e stesse facendo di tutto per farglielo capire. Immaginò si trattasse di qualcosa di simile alla paura, o forse all’ansia, non avrebbe saputo dirlo. Strinse i pugni in un gesto istintivo, e affrettò il passo.

***

Selene si sentiva più leggera. Aveva terminato il suo mese di preavviso e finalmente oggi aveva dato le dimissioni. Nella sua mente stava già organizzando il suo futuro: un futuro pieno di buoni propositi da realizzare. Avrebbe ripreso gli studi, stavolta seriamente; avrebbe smesso di bere troppo, e di fumare; e, soprattutto, avrebbe avuto solo relazioni sentimentali sane. Mentre camminava lungo via Torino, si specchiava nelle vetrine ad ammirare la nuova Selene: più adulta e più responsabile. Si fermò a sistemarsi il cappotto che nella fretta aveva abbottonato storto. Nel riflesso di una vetrina colse lo sguardo di un uomo dall’altra parte della strada. La stava fissando. Pensando fosse solo la sua immaginazione non ci prestò troppa attenzione e riprese a camminare. Non sapeva perché, ma cominciò a sentirsi inquieta. Percorsi un paio di isolati, fece finta di allacciarsi le scarpe e scrutò il marciapiede dietro di lei, al di sopra della spalla. L’uomo che aveva visto nel riflesso era a pochi metri di distanza; fece una brusca virata e si appostò alla fermata del tram. Un picco di adrenalina le schizzò alla testa e le mani le cominciarono a tremare. Iniziò ad accelerare il passo. Urtò qualche passante, e rischiò di cadere un paio di volte; imboccò una via laterale per tentare di seminarlo. Lui le stava appresso. Era ormai a pochi passi da lei quando pensò di mettersi a urlare, ma andò a sbattere contro qualcosa di duro e quasi cadde per terra. Due mani l’afferrarono con forza e lei alzò le sue, in una reazione istintiva di difesa.

«Selene, calmati. Sono io». Riconobbe quella voce familiare, smise di dimenarsi e alzò lo sguardo. Il viso di Nike, solitamente calmo, era teso. Le sue mani la stringevano con urgenza. Nei suoi occhi Selene colse il suo stesso turbamento e, senza che se ne rendesse conto, scoppiò a piangere. Si prese il volto tra le mani e appoggiò la testa contro la giacca del demone, singhiozzando senza controllo. Sentì l’esitazione dell’altro attraverso gli strati degli abiti che li separavano. Poi, lui le avvolse le braccia attorno, e la strinse a sé.

«Va tutto bene» sussurrò Nike, respirandole tra i capelli.

«È successo qualcosa?» sbiascicò lei.

«Niente che non si possa risolvere» disse lui, ma Selene percepì un tremolio nella sua voce, attraverso gli indumenti. Un brutto presentimento le si incastrò in gola, e non gli fece altre domande. Si rilassò tra le braccia di Nike, facendosi cullare dalle sue bugie.

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172 Commenti

  • Ciao Laura!
    A causa di vari problemi, sono riuscita a recuperare solo adesso gli ultimi capitoli di Missione Terra: che dire se non stupendi?
    Ho amato il tuo stile e i tuoi personaggi, Nike e Reebok sono singolari e unici!
    Vado a leggere Missione Terra 2.0!

  • Ciao Laura, nessun commento particolare mi viene da fare giusto che ritroveremo i nostri “tuoi” amici molto presto, senza una vera soluzione di continuità. Ti rinnovo invece i complimenti per aver saputo coinvolgere tanti autori-lettori in un viaggio nuovo, audace e molto divertente.
    Molto bella l’espressione “smettere di bere troppo”. Sembra la perfetta premessa di un fallimento. 🙂 Ma, vedremo.
    Ciaooo
    🙋‍♂️🌻

  • CLAP! CLAP! CLAP! Anche senza un cliffanger esplicito, direi che è un’ottima fine prima parte 🙂

    Nike e Reebok stanno diventando sempre più “umani” anche se i loro poteri sono ancora presenti. Avendo a che fare con esseri umani, loro non dovrebbero avere problemi; ma Selene e sua madre? Beh, abbiamo giusto gli interrogativi necessari per la seconda parte… e chissà se rivedremo anche Max perché ho l’impressione che potrebbe avere una parte importante…

    Ciao 🙂

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