Caduta massi, avviso ai naviganti

Dove eravamo rimasti?

E ora Campo santo (67%)

Terminal Verano

– Guarda guarda – sussurrò il primo uomo alla vista di zia Ersilia e Yun – puoi respirare, qui ci sono solo due che scopano.
– Davvero? – disse l’altro.
– Zitto che ci sentono.
– Fammi vedere.
– Vaffanculo, andiamo via.
– Ma io voglio vedere!
– E allora guarda, che palle; io me ne vado.
Il primo uomo si voltò e uscì giusto in tempo per vedere uno strano bagliore blu profilarsi all’orizzonte.
– Oh, oh, c’è la madama, annamo via, che è mmejo!
– Hai visto che brutti? – ridacchiò il secondo uomo.
– Dici? Non so, a me quelli che trombano me fanno sempre un certo effetto. Armeno pe’ ‘n quarto d’ora se scordano de tutto. Ma te che ne sai, te sei solo svelto de mano.
– …e de cortello, ricordate! – sentenziò il secondo uomo e poi fu solo fuga dalla madama e dalla puzza di broccolo romanesco.

Qualche giorno dopo, dopo una telefonata di Virginia che gli scaldò il cuore; notti insonni di meditazione; altre telefonate misteriose, e certa gente incravattata ricevuta a tutte l’ore, il Catàro convocò er Piccione.
– Amico – disse – accomodati, qui sei a casa. Ti ho cercato perché preso una decisione.
– Una decisione?
– Sì, una decisione; sebbene ultimamente qui qualcun altro sembra aver dimenticato chi comanda. – il Catàro che appariva improvvisamente invecchiato lanciò una significativa, bieca occhiata al compare. – Comunque, andiamo al sodo. Vedi, noi crediamo sia giunto il momento di guardare in faccia la realtà, e concludere la nostra avventura.
– Uhm, che avventura; che vuoi dire? – Al Piccione quel “noi” non era mai piaciuto.
– Esattamente quello che abbiamo detto.
– Chiudere… chiudere? Io, te… ma dai, non ci credo; mi prendi per il culo? Se è per Virginia sappi che la sto cercando, che altro dovrei fare? E poi prima di decidere potevi anche consultarmi.
– Ma è esattamente quello che stiamo facendo.
– Sì, ma cosa?, stai facendo cosa?
– Sto cercando di dirti che la decisione è presa: stop!, capolinea. Si scende – urlò il boss perdendo il controllo. – Ti darò quel che ti spetta, sei qui per questo, e in cambio ti chiederò solo di chiudere l’assedio alla mia casa e alle mie cose.
– Assedio? Ma quale assedio, ma che cazzo di decisione è questa?
– È quella giusta, ed è la mia, l’unica che vale. Chi ha avuto ha avuto, eccetera. Sono stanco, mi ritiro. Ti darò un quarto di tutto, e avrai il controllo degli affari in corso. Il resto è per mia nipote; mentre io sparirò per sempre.
– Un quarto? A me? Ma, cazzo, io so tutto di te.
– Bene; saprai pure che il boss sono io, e che ti lascio un’impresa viva e forte. In questa busta troverai le indicazioni per accedere alla cassaforte, ai documenti e ai conti, quelli che ti ho riservato. Non l’ho fatto in una notte, tranquillo, è tutto ponderato.
– Dunque avevi in mente di scaricarmi chissà da quando, e io fesso che ti servivo…
– Lascia stare, parole sprecate. Io le ultime vorrei spenderle per i nostri ragazzi, quelli che domani saranno i tuoi. Non voglio lasciare morti e feriti dietro di me. Ci sarà qualcosa più del dovuto per tutti.
– E bravo; certo. Peccato che io non ci sto, stronzo! Voglio la metà, o andremo affondo insieme – disse il Piccione; e si alzò di scatto dalla sedia estraendo di tasca un coltello a serramanico.
– Un coltello?! Vuoi fermarmi con un coltello? Ascoltami fesso: Virginia ha in mano tutto ciò che serve per procurarti un ergastolo; scegli. E sa pure di Alberto, mio fratello, sa che lo hai ucciso perchè si scopava la tua donna, sua madre. Tu hai ucciso un uomo, e quell’uomo era mio fratello, e soprattutto suo padre! Io ho provveduto a lei, e anche a te, farabutto, perché allora pensai, farabutto anche io, che avessi fatto bene. Ti ricordi? Dicevano perfino che l’avevo ucciso io; e io zitto…
– Certo!, perché così mi hai tenuto in pugno per vent’anni, sei diventato il boss, il boss dei miei stivali. io faccio schifo, ma tu hai venduto la memoria di un fratello per questo. Tu non sei migliore di me. Virginia: dov’è quella serpe? Scommetto che lo sai.
– È al sicuro. Quel tipo, M., provvederà a lei; è un poliziotto, un infiltrato… perché se non l’hai ancora capito quelli, quelli là fuori, nel mondo reale, ci stanno scavando la fossa. Dammi retta, prendi questa busta prima che cambi idea, e scordati di avermi conosciuto.

Epilogo.

Un anno dopo, Virginia al Cimiteto del Verano prega sulla tomba di suo zio morto suicida. Del Piccione sa soltanto che è fuggito in sud America per consumare una vita dissoluta e senza scopo, forse avvelenata dai rimorsi.
La ragazza porta in grembo il figlio di M., il ragazzo innamorato che dal giorno della fuga con Tommasino non l’ha più lasciata nemmeno per un minuto; si chiamerà Alberto, come quel padre che non ha mai conosciuto.
Ersilia e Yun, invece, presi in pieno dal direttissimo Roma-Pechino, sono felici, e passano molto tempo insieme.

Tutti domani potranno leggere un trafiletto su un giornale on-line: il Piccione, su una spiaggia venezuelana, centrato per errore da un proiettile probabilmente destinato a un omonimo volatile, come quello se n’è volato via.

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105 Commenti

  • Ciao Fenderman 🙂
    bella storia finalmente sono riuscito a leggerla dopo il tuo consiglio 🙂
    Quello che mi piace del tuo modo di scrivere e’ il modo in cui presenti i personaggi, dandoci un idea iniziale e poi caraterizzarli capitolo per capitolo aprendoci un mondo a cui non avevamo minimamente pensato 🙂 Mi piace molto come descrivi soprattutto i personaggi femminili, sempre avvolti da questo luminoso alone di mistero. Come Madame nella tua storia in corso al momento, anche Virginia e’ comparsa come la donna del boss, capace di portare al guinzaglio un Leone, una ragazza forte e piena di carattere, ma una volta tolta dal suo ambiente , o dalla sua confort-zone ecco che la ritroviamo invece una ragazza insicura e con un passato di traumi alle spalle.
    Sono contento che alla fine i cattivi l’hanno pagata e i buoni si sono messi insieme 🙂
    Ma dall’altro lato non mi dispiacerebbe una seconda parte che narra del momento esatto che M e Virginia si ritrovano salvi e decidono di cominciare una vita insieme 🙂
    Sono sicuro che ci porteresti un’altra storia degna di questo nome 🙂
    Mi dispiace non aver potuto giocare con questa 🙂
    Ma noi ci leggiamo da Madame o ds White comunque 🙂
    A presto amico mio 🙂

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