Il Dono

Dove eravamo rimasti?

Elizabeth si trova a dover fronteggiare una nuova realtà dove verrà sottoposta a una sfida, ma quale? Evadere da una stanza (40%)

Un nuovo mondo

«Ti sei persa?» sobbalzo quando una voce spezza il silenzio.

Mi volto lentamente con l’erba biancastra che si strofina sulle mie gambe tremanti. Mi sono svegliata fradicia e infreddolita, stesa in questo campo deserto. Non so da quanto tempo sto vagando senza meta.

«D-dove siamo?»

Il suo sguardo si sofferma sul mio viso. Immagino che faccia che ho. Sento ancora i capelli appiccicati alla fronte e i vestiti sono diventati una seconda pelle, tanto attillati che mi sembra di non respirare.

«Nel regno di Ralien» si avvicina riducendo lo spazio tra noi a una manciata di passi, «stai bene?» il suo tono traballa titubante.

Ralien. Non l’ho mai sentito. Chissà quanto mi sono allontanata dal villaggio. Solo il pensiero mi apre una voragine nel petto. L’ultimo ricordo che ho è il mio tentativo di fuga, quella figura sinistra che mi trascina lungo il terreno e l’acqua che mi travolge.

Più rifletto, più ho la sensazione che qualcosa mi stia sfuggendo, un ricordo, un dettaglio, nonostante i miei sforzi, non riesco a capire cosa sia.

«Come raggiungo Dorman da qui?»

«Non è facile da spiegare, ma conosco qualcuno che potrebbe aiutarti. Vieni con me» mi porge la mano. Osservo il suo braccio disteso e l’espressione sorridente, come se fosse a suo agio.

Percepisco migliaia di minuscoli spilli che mi punzecchiano la pelle, danzando insieme ai dubbi che si insinuano nella mia mente. Una parte di me è quasi ammaliata dalla sua gentilezza, così simile a Sia, sempre pronta ad aiutare gli altri. Eppure, qualcosa mi frena.

«Grazie ma-» una forte raffica di vento mi interrompe, abbattendosi su di noi.

Il cielo si ingrigisce e le correnti aumentano.

Ci girano attorno ingabbiandoci nelle loro spire violente. Istintivamente mi aggrappo a lei, reggendomi appena da sola.

«Che cos’è?» mi ritrovo a urlare parandomi con il braccio.

«Non lo so» replica stringendo la presa sul mio polso.

Di colpo la tempesta si annulla.

Non arrivo a fiatare che lei porta il dito alle labbra, fissando qualcosa alle mie spalle.

Con gesti veloci, si accovaccia sfilando un oggetto dallo stivaletto destro.

Ogni mio muscolo si pietrifica alla vista della piccola falce che tiene in mano.

In poco tempo si ingrandisce e lei rigira il manico tra le dita serrando il pugno. Seppur con uno sforzo, paralizzata da un brivido che mi scorre lungo la schiena, mi giro scrutando una sagoma nera.

Anche se non lo distinguo nella sua interezza, non ci metto molto a collegare la creatura a un enorme cavallo. Solo che tutti quelli che ho incontrato finora, non hanno mai avuto un paio di ali piumate.

Un singolo istinto prevale in me: scappare.

La ragazza scuote il capo come se avesse letto i miei pensieri. Si sposta davanti a me.

Dalla poca visuale che ho, vedo la belva che ci guarda in attesa, il manto scuro in contrasto con gli occhi completamente rossi. Emanano una luce tetra.

«Al mio segnale, corri e non girarti. Hai capito?» le sue parole si propagano nella mia mente. 

«Ora!» urla. Punto verso un bosco poco distante, nella speranza che il mio corpo non ceda.

Sento il cavallo nitrire e gli sforzi della ragazza nel contrastarlo.

Ma poi mi fermo.

Dall’oscurità degli alberi, un fumo di un blu intenso avanza verso di me. Corro nella direzione opposta incrociando lo sguardo di Lei. Lui approfitta della sua distrazione e la sposta, lanciandola a diversi metri di distanza.

Provo ad andare nella sua direzione per soccorrerla, ma l’animale si ferma davanti a me impedendomi di andare oltre.

Porto una gamba più avanti dell’altra, alzando le braccia per mostrargli di essere disarmata.

«Non voglio farti del male. Vedi?» tento di trattenere il tremore alle mani percependo il cuore che batte all’impazzata.

Si muove lentamente verso sinistra e mi ritrovo costretta a seguire le sue movenze feline, attenta a non dargli alcun segnale di attacco.

“Fa che stia calmo, fa che stia calmo” vedo la ragazza sollevarsi lentamente con la coda dell’occhio.

Lui si avvicina. Inizia a ruotare attorno a me, il passo lento e sicuro. Si ferma proprio dov’era prima, sollevando il muso in segno di sfida.

Qualcosa si smuove dentro di me. Una parola che non ho mai conosciuto occupa ogni mio pensiero, quasi in modo ossessivo, obbligandomi a pronunciarla.

«Zoid» una leggera scossa si riverbera nel mio corpo.

Lui pare soddisfatto. Si abbassa in un profondo inchino lasciandomi un po’ attonita e vola via.

In fretta e furia, la ragazza riesce a raggiungermi zoppicando appena.

«Come stai?» lascio che si appoggi a me. Lei tiene il capo chino e l’arma stretta nella mano. Non risponde.

Un secondo dopo, mi getta in ginocchio.

«Che cosa sei?» ringhia vicino al mio orecchio.

Sento la lama fredda contro la gola.

E ora? Cosa scopriamo?

  • Elizabeth riesce a fuggire nel bosco, ma la ragazza la segue. Scopriamo di più sul fumo blu. (22%)
    22
  • Elizabeth viene salvata da un terzo personaggio. Scopriamo perché è arrivata a Ralien. (33%)
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  • La ragazza risparmia Elizabeth ma decide di volerla tenere sotto controllo. Scopriamo di più su Zoid. (44%)
    44
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32 Commenti

  • Ciao Artemis ,
    ho ripreso adesso il tuo racconto e ne ho letto i primi tre capitoli , e mi hai decisamente colpito.
    Credo che hai gia’ una direzione ben precisa prefissata in mente per il tuo racconto ed e’ proprio qua che dovrai metterti in gioco in quanto , ho sperimentato io stesso sulla mia pelle, dando una scelta ai lettori potrebbe stravolgere completamente la storia che hai in mente ora e crearne un’altra, proprio questo e’il bello di the incipit :). non ho nulla da aggiungere per ora a tutto cio’ che ti e’ gia’ stato detto dagli altri lettori prima di me. siccome sono rimasto colpito dalla fuga di Elizabeth e dalla misteriosa figare che l’ha trascinata per i capelli, personalmente ho votato per scoprire di piu’ sul motivo per cui e’ arrivata a Ralien, e ti ho anche mandato in pareggio , vediamo cosa ci tiri fuori con le opzioni piu’ votate 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao Artemis. Attirato dalla trama ho iniziato a leggere la storia.
    Hai tante idee interessanti e credo tu abbia chiara la struttura che vuoi dare al racconto. Riesci a descrivere in pochi passi il mood del villaggio, ed ti assicuro che è una cosa non da poco. Anche i dialoghi mi piacciono, ma attenta che i dialoghi spezzati e brevi si adattano meglio alle scene veloci e meno alle scene più “discorsive”.
    La scena del cavallo alato e del fumo l’avevo immaginata correttamente, Elizabeth si trova “a tenaglia” tra il fumo e il cavallo e decide di affrontare quest’ultimo. Quello che proprio non avevo capito è che “Zoid” è il nome dell’animale. Io credevo fosse una specie di formula/parola magica che servisse a calmarlo.

    Detto questo voglio anche farti notare il MA del tuo racconto: i dialoghi. Se da un lato mi piace molto il contenuto del dialogo, dall’altra qualche errore di punteggiatura e qualche incongruenza fa sì che non sempre si capisca bene chi sta parlando, mentre altre volte il corso de racconto sembra interrompersi. Ti faccio qualche esempio:

    —
    <> trasalisco voltandomi di scatto. Mamma si dirige verso il tavolo posando la balestra. (Un lettore immaginando lo scorrere del racconto qui vede Elizabeth che trasalendo si volta e dice “Anche io ero preoccupata, sai?” Ma a chi o dice? E quindi deve interrompere l’immaginazione e rileggere, capendo che è la mamma che fa la battuta)
    —

    Quello che posso consigliarti (per quanto valga il mio consiglio) è di immaginare la scena durante i dialoghi. Ogni virgolettato + descrizione va in una frase. Il resto è un’atra. Nell’esempio di prima:
    —
    «Anch’io ero preoccupata, sai?»
    Trasalisco voltandomi di scatto. Mamma si dirige…
    —
    Come vedi terminando la frase del virgolettato, iniziando un nuovo periodo andando a capo, c’è uno stacco e quindi anche il lettore immagina lo stacco e quindi che è una voce “esterna” che arriva (o almeno la mia mente funziona così).

    Come ho detto prima questi sono consigli e accorgimenti che uso io, ma ognuno deve trovare il proprio modo di scrivere. Per questo ti consiglio di leggere e dare anche tu dei feedback alle storie, in modo da avere nuove idee su come un qualcosa possa essere scritto e sia per avere persone che ti diano dei feedback.

    Scusami tanto per il blocco di testo ma la storia mi piace molto e quindi se già è godibile in questo modo, immagina quanto possa essere scorrevole e piacevole sistemando i “blocchi” nei dialoghi.

    Al prossimo capitolo!

    • Ciao Lilitho! Ho letto con immenso piacere il tuo commento e ti sono estremamente grata per il tempo che mi hai dedicato.
      Per quanto riguarda Zoid, sto lavorando al prossimo episodio con l’augurio che ci possa essere una maggiore chiarezza.
      Passando ai dialoghi, non posso che dare ragione a te e agli altri utenti che mi hanno fatto notare la difficoltà riscontrata nel capire chi sia il personaggio che parla: andando a rileggere lo scambio di battute tra Elizabeth e la madre nel primo episodio, dopo il tuo commento, ho realizzato che io stessa avrei immaginato la battuta detta da Elizabeth piuttosto che dalla madre.
      Infine, cercherò di seguire il tuo consiglio riguardo ai dialoghi 😄.
      A presto! 🙃

  • Ciao,
    anche io ho fatto un po’ fatica a seguire la dinamica con l’animale, anche perchè non viene descritto molto… Si confonde con il cavallo e con il fumo blu… O sono la stessa cosa?
    Comunque seguo la storia di Elisabeth e voto il fumo blu, così capisco cos’è 🙂
    Alla prossima 🙂

    • Ciao Laura!
      A quanto pare non ho saputo descrivere bene la scena e mi dispiace!
      Per dissolvere il tuo dubbio: l’animale, Zoid, è diverso dal fumo blu.
      Nella scena, Elizabeth si trova dietro la ragazza, quando quest’ultima le da il segnale, Elizabeth si gira e corre, mentre la ragazza sconosciuta si getta in avanti verso l’animale (il cavallo alato) e lo affronta.
      Quindi abbiamo Elizabeth che corre verso il bosco da una parte e nel lato opposto la ragazza che lotta con il cavallo.
      Una volta che Elizabeth è vicina al bosco, un fumo blu esce da lì, avanzando verso di lei: a questo punto, è costretta a girarsi nuovamente e correre verso la ragazza e il cavallo.
      Spero di aver chiarito i tuoi dubbi!
      Grazie di leggermi!
      A presto 🙂

      • Si, ora si 🤗
        Un consiglio: quando si scrive si ha in mente qualcosa che a noi è noto, abbiamo la scena chiara nella nostra mente, ma spesso si dà per scontato che anche per il lettore sia lo stesso… prova a lasciare sedimentare quello che hai scritto per un paio di giorni e poi tornaci sopra, e cerca di rileggere mettendoti nei panni del lettore, vedrai che se ci sono delle cose non chiare queste emergeranno più facilmente.
        Capita a tutti 😉 quindi mi raccomando… Vai E spacca!!! 💪🏻

  • Votando un po’ a caso, decido di saperne di più su Zoid.

    3 mesi dall’ultimo capitolo: non è che mi ricordassi poi molto. Comunque la storia sembra prendere una piega completamente diversa da quella iniziale, mi chiedo se è voluto o meno. Ti segnalo che c’è qualche difficoltà a capire il bestio che hanno affrontato perché parli prima di un cavallo e poi di un felino. Però mi ha colpito il fatto che sembrava si aspettasse la reazione di Elizabeth!

    Ciao 🙂

    • Ciao Red!
      Comprendo che dopo tutto questo tempo non si possano ricordare gli episodi precedenti e mi dispiace di aver pubblicato i capitoli con così tanta distanza: purtroppo per diversi alti e bassi degli ultimi mesi, non ho avuto modo di dedicarmi alla storia, come invece avrei voluto fare.
      Per quanto riguarda Zoid, ho usato l’espressione “movenze feline” per indicare che si stesse muovendo con gesti fluidi ed eleganti come se fosse un felino, ma ti confermo che la creatura è un cavallo alato: desolata di non averlo descritto nel modo migliore!
      Sono felice che continui a seguire la storia di Elizabeth!
      A presto 🙂

    • Ciao Melania!
      Perdonami se non ti ho risposto prima, ma per vari problemi ho preso una pausa da The Incipit.
      Sono davvero felice che la mia storia continui a piacerti e mi auguro di far uscire il nuovo capitolo quanto prima, sperando di ad aver migliorato alcuni aspetti.
      Grazie per leggermi! ❤️
      A presto!

  • Ciao, prima di tutto auguri per il nuovo anno.
    Ti vorrei dire del modo scelto per raccontare, in particolare quella prima persona singolare e le frasi spezzate fhe funzionano alla grande nelle scene concitate, più drammatiche ma che alla fine a mio parere stancano un po’ e rendono tutto frammentato e slegato. I dialoghi poi, sono difficili da scrivere quando si usa questo modo di raccontare e ogni tanto non è immediato comprendere chi parla.
    Per il resto tutto bene ma non dimentichiamo mai che chi legge non sa e non vede la scena che l’autore ha in testa e si deve fare del tutto perché sia facile e immediato capire ciò che è scritto.
    Voto “evadere…”
    Ciao, alla prossima.
    🙋‍♂️

    • Ciao fenderman, auguri di buon anno anche a te!
      Ho scelto di raccontare “Il Dono” in prima persona perché è l’unico modo in cui scrivo le mie storie, raccontandole dal POV del protagonista. Non mi sono mai avventurata con il racconto in terza persona, ma credo che in futuro sperimenterò ;)).
      Come hai sottolineato, la capacità di immedesimarsi nel lettore quando scriviamo è fondamentale e sto cercando di maturarla, in modo da migliorare sempre di più le mie storie!
      Per il resto, ti ringrazio per aver letto il Dono!
      A presto! ❤️

    • Ciao Laura, auguri di buon anno!
      Mi dispiace di non aver descritto in modo chiaro la scena: sì, Liz è stata lanciata nel pozzo!
      Nel prossimo episodio si scoprirà qualcosina in più…
      Grazie per leggere la storia, a presto! ❤️

  • Forgiare un’arma lo ha già fatto (il pugnale), evadere da una stanza mi sembra banale, quindi rimane la creatura magica (che poi son sempre le mie preferite).

    Devo segnalare che ogni tanto sbagli ad indicare chi parla, rendendo un po’ confusionario il capitolo. Faccio un esempio
    §§§§§§
    «Dannazione Sia, mi hai fatto prendere un colpo» deglutisce a occhi chiusi.

    «Non si direbbe» lancia un’occhiata all’arma, <> annuisco rimettendolo in tasca mentre mi allontano.
    §§§§§§
    Deglutisce, non deglutisco, quindi chi sta parlando? Rileggendo si capisce che in realtà è un errore, ma rompe la scrittura altrimenti fluida 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, innanzitutto auguri di buon anno!
      Ti ringrazio per avermi segnalato l’errore che purtroppo durante le riletture mi è sfuggito :/. Cercherò di fare più attenzione nei prossimi episodi!
      Per quanto riguarda le creature magiche sono anche le mie preferite e per il momento sembra l’opzione più votata, salvo imprevisti dell’ultimo momento!
      Grazie di seguire la mia storia, a presto! ❤️

  • Ciao Artemis,
    L’incipit è carino e scorre abbastanza bene. I dialoghi sono naturali e l’ambientazione si intuisce senza troppi dettagli, il che funziona. Lo stile è quasi immersivo, suggerirei di coinvolgere di più il lettore, soprattutto nelle emozioni di Elizabeth e nella descrizione del pozzo. 😉
    Mi associo al commento di Laura… Se non riesci con le caporali, meglio le virgolette alte, almeno.😅
    A presto!

    • Ciao Pietro 😃
      Grazie per i suggerimenti, purtroppo non è la prima volta che riscontro difficoltà nell’esprimere le emozioni del personaggio al lettore e sto cercando di lavorare su questo aspetto.
      Riguardo alle caporali, vi ringrazio entrambi per avermi segnalato l’errore. 😅
      D’ora in poi userò le caporali o le virgolette. 🙃
      A presto!

  • Ciao, Artemis 🙂
    Benvenuta!
    La storia del Dono dal pozzo (immagino che sia qualcosa di magico o legato a una divinità…) come cerimonia di iniziazione è carina.
    Ci sono un po’ di refusi e devi stare attenta alla punteggiatura, ma la cosa più importante è l’uso corretto delle caporali nel discorso diretto: non si usano <>, che sono i simboli di maggiore e minore, ma « … » Qualsiasi editor storcerebbe il naso… : /
    Leggii un po’ in giro, o segui storie e autori, così da acquisire visibilità, come hai fatto con me 🙂
    In questo modo, altri scopriranno te e la tua storia.
    Ti seguo 🙂
    Alla prossima

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