La rivalità tra uomo e la morte

L’avvicinarsi del finire

Una tarda notte, tra le urla dei pazienti di un ospedale psichiatrico, si aggirava un vecchio balbuziente dalla lunga barba incolta e canuta. Ripeteva a memoria i versi dei grandi poeti, e nelle ore buie trascriveva i suoi pensieri e le sue idee traendo spunto dal pronunciare di costoro. Si divertiva nel creare vite immaginarie mai vissute, e così provava a pensare come sarebbe stata la sua se avesse intrapreso una strada invece di un’altra. Si accorse che il mutare imprevedibile degli eventi determinava gli eventi stessi, e che anche una minima differenza avrebbe comportato alla creazione di opposti tanto evidenti che la loro invisibile identità sembrava imperturbabile agli occhi di chi era in stretto contatto con quel presente e sciocca da chi osservava distaccato. E in un mondo che continuava a cambiare il vecchio non riusciva proprio a tenere il passo, a trovare il suo posto, a sentirsi adeguato.Il passato era per lui terreno di rimpianti e ricordi d’infanzia che erano tanto tristi in quanto indelebili ma non rivivibili, il presente era tutto incentrato nel tentativo di distogliere la mente da quella bramosia di gioventù e vitalità, il futuro.. beh il futuro non c’era più, vedeva la morte così vicina che a volte pensava di sentire il suo leggero bisbiglio. Lui diceva di ascoltarla, di poterle parlare, perchè quando cominci a intravedere la fine del tutto dai più importanza alle piccole cose, che di piccolo hanno solo il loro timido manifestarsi; sono quelle cose impercettibili, quelle che ci saranno anche quando noi non ci saremo più. Così capitava di passare affianco alla sua camera e vederlo impegnato a discutere con questa strana identità. Egli si dimostrava gentile con lei, si azzardava negli attimi di sicurezza a sfiorarle il volto e ad ammetterle quanto bella fosse agli occhi di un mortale, quanto irraggiungibile in quanto immortale . Sembrava impossibile che con il suo caratteraccio andassero ancora d’accordo, che non le avesse già alzato la voce in tono di sfida sputacchiando qua e là la poca saliva rimasta in gola. Ma lo aveva talvolta ammesso, mai avrebbe osato interromperla nei suoi lunghi discorsi, non tanto per stima ma per pura paura.
Un giorno fu ritrovato a fissare il vuoto per lunghe ore; alla domanda “cos’è successo Albert” lui rispose che aveva individuato un punto fermo non soggetto al continuo cambiamento, e che questa fosse una grande scoperta. Il povero vecchio aveva completamente perso la concezione del tempo ed era convinto che fossero passati diversi giorni; acclamava con grande stupore, senza mai distaccare lo sguardo, che aveva trovato la soluzione per l’invecchiamento, che il processo si poteva invertire, che rimanendo immobili, impassibili all’avvenire esterno, la morte si poteva sconfiggere! Cominciò ad abbracciare i medici, a gridare di pazza gioia perchè non doveva più temere, non doveva più fingere con quell’immagine demoniaca che tanto odiava. Quella stessa giornata ci fu un’accesa discussione tra i due; il vecchio sosteneva che la razza umana non sarebbe mai più esistita, che qualcosa di più grande stava per sorgere. Tutti avrebbero ottenuto la cura per la vita eterna, e la morte che si nascondeva tra i veli di una così transitoria sicurezza sarebbe diventata la vittima del suo stesso gioco. L’anziano le stava ora puntando contro il dito incerto, soggetto ai tremori di una vita vissuta, le punta dei piedi erano protese quasi volesse slanciarsi sul nemico, il volto rosso, sanguinante di rabbia rafferma, mascherava l’insicurezza di un uomo che stava sfidando la sorte. La voce gracchiante, quale quella dei corvi che si schiariscono le corde vocali al cantar di una serenata alla bella amata, ma qui, per opposizione di termini, risoluto a lasciarla, echeggiava tra le mura ammuffite di quel quadrato senza felici memorie. Come un oracolo stava a pronunciare una profezia: gli uomini, giunti al nuovo grande sapere, avrebbero accolto l’eternità e rinchiuso tra le tenebre la morte che tanto li aveva attanagliati nella loro breve esistenza.

Cosa accadrà ad Albert?

  • Riuscirà a sconfiggere la morte (0%)
    0
  • Verrà punito dalla morte (0%)
    0
  • Troverà il rimedio per l'invecchiamento (0%)
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3 Commenti

  • Ciao Alma,
    gli spunti sono interessanti, ma non vedo la storia. Racconti il tuo punto di vista onnisciente, quello del narratore, ma non ci sono personaggi né trama. Rischi di scrivere un trattato di religione dal tuo punto di vista, e va bene, ma puoi fare lo stesso inserendo le tue idee in testa a un personaggio. L’ambientazione in un ospedale psichiatrico è un ottimo inizio ma questo vecchio sembra vagare in uno spazio vuoto. Niente dialoghi (se non indiretti). Ho avuto l’impressione di ascoltare Alma che parla delle sue opinioni a riguardo, magari anche interessanti e liricheggianti. Probabilmente è il mio gusto personale… ma preferisco lo stile: “Show, don’t tell”
    Non è una critica, però pensaci. I presupposti per una bella storia ci sono. Nei prossimi capitoli, dopo questa digressione, potresti iniziare a “mostrare” qualcosa.
    Ma niente votazione? O è un errore? Spero che tu la continui, io vorrei seguirla 🙂

  • Grazie mille, il testo era partito con l’idea di combinare il tema della morte a quello della critica verso la religione (che qui deve essere ancora accennato). Solitamente mi piace iniziare da un breve racconto inventato per poi fare delle riflessioni sui temi trattati, scrivendo quello che è il mio pensiero. Purtroppo mi viene spontaneo creare periodi molto lunghi, ma mi accorgo che possa risultare pesante, quindi cercherò nei prossimi di sistemare questa cosa 👋

  • Ciao!
    Secondo me il testo ha un sacco di spunti interessanti, ma a tratti rischia di appesantirsi. 😊
    Potresti provare a spezzare i periodi per rendere il ritmo più fluido e, magari, alleggerire le metafore, dando più spazio all’azione rispetto al racconto diretto.
    La prosa alterna momenti molto diretti ad altri quasi troppo poetici, creando un effetto un po’ sbilanciato.
    Però, si vede che hai una grande sensibilità per i temi complessi: con un po’ di lavoro sullo stile, potrebbe davvero fare un salto di qualità. Per essere agli inizi, è una partenza davvero promettente! 😉
    A presto!

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