Nora
I fumi delle carbonaie rendevano l’aria fetida. La visibilità era ridotta e Fumara, la città poco distante, appariva grigia e priva di vitalità sebbene fosse pomeriggio inoltrato.
Con il cappuccio sulla testa e il mantello che ne avvolgeva completamente la figura esile, Nora spronò il suo destriero. Si intravedevano solo gli occhi neri e un naso sottile, mentre procedeva a velocità sostenuta. Non voleva perder tempo, specie se il paesaggio da contemplare era così tetro.
Era in sella a quello stallone nero ormai da diverse ore ma, mentre cavalcava a perdifiato per seminare la guardia cittadina della capitale, non aveva avuto modo di riordinare gli eventi del giorno precendente e i propri pensieri. Ora che il freddo l’aiutava a schiarirsi le idee e cominciava a sentirsi ragionevolmente al sicuro, non riusciva a trovare una spiegazione diversa da quella che più la infastidiva e che la spingeva a lavorare da sola quanto più possibile. Uno dei suoi compagni l’aveva tradita. Forse era stata ingenua a pensare che, per una volta, avrebbe potuto fidarsi di qualcuno. Scosse il capo e imprecó silenziosamente.
“Questo mondo non è un bel posto” le ripeteva spesso suo padre quando era solo una bambina. Poi, morendo, lui non soltanto l’aveva abbandonata ma aveva anche smesso di elargire buoni consigli.
«Non può essere andata diversamente» disse Nora tra sé e sé. D’altro canto, il piano che aveva elaborato per rubare una pietra di grande valore dalla casa di un importante politico della capitale si basava totalmente sull’effetto sorpresa. E invece, ad essere sorpresi dalle guardie della città, mentre cercavano di fare irruzione nell’abitazione del ministro, erano stati lei e i suoi compagni. Colti sul fatto e costretti a reagire, si erano, infine, dati alla fuga in ordine sparso. Probabilmente non li avrebbe più visti. Non poteva affermare di essere dispiaciuta da ciò.
Nel tumulto, Nora era riuscita a intrufolarsi in una stalla e a fuggire in sella a un cavallo. Aveva lasciato qualche chip di credito nel box in cui era tenuto l’animale. Per un po’ aveva sentito alle sue spalle i fastidiosi ronzii di droni e le voci dei militari. I primi erano ammassi di ferro vecchio che funzionavano a stento; gli umani non si sarebbero mai addentrati in un bosco fitto per inseguire una ladruncola che non era nemmeno riuscita a portare a termine il colpo.
Così, Nora si era ritrovata sulla strada per Fumara. Una cittadina prettamente industriale, come tante altre nel paese. Di recente formazione, meno tecnologica delle città del passato. Nora conosceva abbastanza bene la storia di quei luoghi e di Fumara, in particolare, ricordava che venisse denominata dai più come “il piccolo inferno”, tanto per il calore e fumi emessi dalle carbonaie che ne costeggiavano i quartieri orientali, quanto per le condizioni di vita dei cittadini dei quartieri popolari.
Non le piaceva granché l’idea di passare del tempo in un posto così, ma nei sobborghi avrebbe trovato un posto per dormire, un piatto caldo e, con ogni probabilità, del lavoro adatto a una ladra con le sue capacità.
All’improvviso rabbrividì. Il vento freddo cominciava ad insinuarsi tra le pieghe dei suoi abiti e stava iniziando a piovere. Si strinse nel mantello. Tirò le redini, facendo rallentare il cavallo.
«Buono» disse senza troppa convinzione, accarezzando dolcemente il collo dell’animale.
Estrasse il palmare dalla tasca della blusa. Non c’erano segnalazioni di nuove taglie. Se lo aspettava ma preferiva esserne certa prima di varcare i cancelli della città.
Le guardie, appostate all’ingresso principale, non fecero domande. Nora seguì la strada maestra, che tagliava in due la città, fino al punto in cui essa non si incrociava con la via commerciale, dove le luci al neon dei locali squarciavano il grigio e gli odori del cibo si miscelavano con l’aria stantia. Cominciava ad avvertire la stanchezza per la lunga cavalcata. Smontò di sella e si addentrò nel distretto commerciale alla ricerca di un posto per la notte. Mentre osservava le vetrine e le insegne luminose avvertì di essere seguita.
Una voce profonda alle sue spalle la chiamò: «Signorina Elinor».
«Lei chi è?» chiese, senza voltarsi. Non voleva mostrare al suo interlocutore l’espressione sorpresa che le si era dipinta sul volto. Non sentiva quel nome da un’eternità, sembrava affiorare da una vita passata.
Un signore piuttosto anziano, dai lunghi capelli bianchi, con una barba ben curata ed un abito elegante completamente fuori contesto. «Non è importante, ciò che conta è il messaggio che ho per lei» rispose.
Nora osservò lo schermo del proprio palmare.
«Un ballo?» domandò, arricciando il naso. L’uomo non rispose. «Cosa volete da me?» continuò la ragazza.
«Saprà, a tempo debito. Il mio compito è informarla che c’è una stanza a sua disposizione nella locanda poco più avanti e il sarto, che trova sempre su questa via, ha già realizzato un abito per lei» furono le ultime parole dell’uomo che si dileguò tra la folla, in silenzio, così come era arrivato.
Come si comporterà Nora?
- Userà il ballo per infiltrarsi nell'alta società di Fumara (0%)
- Accetterà di andare al ballo per scoprire di più sullo strano invito (100%)
- Ignorerà l'invito al ballo (0%)

30/07/2025 at 12:26
Mi è piaciuta la tua storia e anche iil colpo di scena “androidi” per me è stato un bel plus. Riconosco che il limite delle battute costringe chiaramente a dei sacrifici. E’ certamente anche un modo per crescere nella scrittura secondo me.Alla prossima!
05/02/2025 at 11:12
Bene, le storie terminano. Nuove ne nascono.
Con o senza androidi.
Alla prossima.
05/02/2025 at 20:25
Magari non ce ne saranno nella prossima o non saranno così importanti nelle prossime storie che sto preparando.
03/02/2025 at 20:51
Ciao, mi aspettavo di trovarci Nora nell’ultimo capitolo… peccato!
Anche io sono rimasta sorpresa da tutti questi androidi … e, come Red, mi aspettavo più risposte ma va bene anche così, non si deve spiegare per forza tutto 🤗
Alla prossima storia ♥️
05/02/2025 at 20:24
A presto
02/02/2025 at 23:28
:O
Non mi aspettavo che fossero tutti androidi! Mi hai sorpreso parecchio!
Ci sono un paio di cose che sono state sbrigative, forse dovute al limite dei caratteri; ho l’impressione che sotto la programmazione ci sia anche altro, per come ha gestito la situazione: come ha detto lei, l’unica bugia che le ha raccontato è che non era la registrazione di un essere umano.
Mi rimane il dubbio di cosa vogliano fare esattamente perché non l’ho capito un granché ma potrebbe essere colpa mia: ho passato una serie di giornate di fuoco e la mia concentrazione è venuta meno.
Ultimo ma non ultimo, Sofia è sparita: ritornerà in storie future?
Noi ci leggiamo alla prossima storia 🙂
Ciao 🙂
03/02/2025 at 00:19
Grazie! In effetti ci sarebbe ancora tanto da dire: magari in futuro. Ho provato a fare un mini-puzzle degli eventi più importanti. Ho anche lanciato vari spunti: tutte le domande che fai, da Sofia alla programmazione di Aurora potrebbero essere argomenti da affrontare in futuro.
Prossima storia a brevissimo 😉
28/01/2025 at 16:07
Ciao,
Per l’ultimo capitolo non può che esserci la vendetta, ma che Nora accetti di “guidare il nuovo corso della specie umana”. Mi sembra il finale migliore per questa storia.
Bravo 🙂
Ci vediamo al finale.
31/01/2025 at 20:26
Grazie!