Dove eravamo rimasti?
Guardiani
Villa Lockwood era avvolta dall’oscurità. I suoi giardini erano stati vandalizzati, il portone d’ingresso divelto e i frantumi delle vetrate giacevano al suolo. Dallo studio che era stato di Sofia, Aurora osservava in silenzio i fuochi che, in lontananza, illuminavano Fumara. Il silenzio delle carbonaie rimbombava assordante dopo i tumulti che ne avevano sconquassato i quartieri e l’aria, benché libera dai fumi, risultava densa e pesante. Si avvicinò alla finestra, scansando con un piede alcuni libri caduti dalla libreria semidistrutta. Ne raccolse uno. Lo poggiò sulla scrivania e rivolse la propria attenzione nuovamente all’esterno.
«Il re è caduto. Il regno è in ginocchio e fra il popolo stanno cominciando a circolare le voci più disparate sui secolari segreti della famiglia reale» esordì una voce nota dall’altro capo della stanza.
Era la notizia che attendeva. «Abbiamo le immagini?» chiese l’androide.
«Certamente. Dal re che abdica alla nobiltà che fugge di fronte alla folla inferocita» rispose prontamente l’uomo.
«Bene. Ripristina i sistemi di comunicazioni, manda le immagini ovunque, includi l’apertura della biblioteca reale e diffondi le fonti che raccontano ciò che accadde ottocento anni fa» ordinò Aurora.
L’uomo tentennò: «non credi sia troppo presto? Hanno appena visto il loro mondo crollare. Non sono pronti. Se diffondiamo tutto adesso ci saranno altri scontri. Violenze evitabili».
«Perché te ne preoccupi? Il loro mondo non è crollato. Il sistema che hanno costruito ha ceduto sotto il peso delle loro bugie. Qualche morto in più non fa alcuna differenza» rispose freddamente Aurora. Una lacrima le solcava però il viso: «La mia programmazione è tutta rivolta al completamento del piano. Nulla può rinascere se prima non brucia. Questa è la filosofia con cui sono stata programmata. Mi piacerebbe provare, come te, empatia per gli esseri umani».
«L’empatia è un dono pericoloso e tu ne hai dimostrata ben più di quanto fosse lecito aspettarsi» disse l’uomo, addolcendo il tono di voce.
«Questi giochetti non funzionano con me. Sono un androide» rispose, voltandosi di scatto, Aurora.
L’uomo la fissava con un sorriso appena accennato. «Eppure sei stata talmente tanto a contatto con gli umani che certe cose ti infastidiscono» sottolineò, senza uscire dalla penombra. «A proposito di empatia, Elinor Blackthorne?» chiese infine.
Aurora rimane in silenzio per alcuni secondi. Osservò le prime gocce di pioggia battere sul vetro e sull’asfalto: «si è messa alla testa della rivolta e, sotto la sua guida, hanno abbattuto i regimi delle repubbliche più rapidamente di quanto pensassi. Si è dimostrata la degna erede di Gideon: ha eliminato coloro che hanno lottato fino all’ultimo e risparmiato quanti hanno deciso di arrendersi. Il loro destino sarà affidato ad un equo processo. In un certo senso, si può affermare che abbia compiuto la sua vendetta» spiegò Aurora.
«Alcune voci sostengono che abbia accettato di presiedere il nuovo governo delle repubbliche. È la verità?» domandò ancora l’uomo.
Aurora annuì.
«Come hai fatto a convincerla?» rincarò la dose il suo interlocutore.
Si aspettava quella domanda: «ho lasciato che il nostro creatore le desse le risposte che cercava».
«L’hai imbrogliata» la interruppe l’uomo.
«No, le ho detto la verità. Semplicemente ho lasciato che pensasse che a parlarle fosse un altro essere umano. Non un androide» spiegò Aurora.
«Peccato che fossero solo risposte generate da una intelligenza artificiale a cui hai dato in pasto il suo profilo psicologico» puntualizzò l’uomo.
«Vedila come vuoi. Volevo solo concederle una scelta. Probabilmente quelle parole non hanno avuto alcuna influenza su di lei. Nora ha ottenuto la vendetta che inseguiva da sempre. Forse le serviva solo un nuovo scopo per vivere» propose Aurora.
«Forse» sottolineò l’uomo. «Ma si farà molti nemici» continuò dopo una pausa teatrale.
«È la ragione per cui le occorre un consigliere fidato che sappia instradarla quando si troverà di fronte a situazioni complesse e che sia in grado di proteggerla da qualunque minaccia» rispose secca Aurora.
«Dovresti andare tu» propose l’interlocutore, avvicinandosi e poggiandole una mano sulla spalla.
Aurora assaporò il silenzio. «Sarebbe controproducente. Nora sa che sono un androide. Finirebbe per non ascoltarmi. E se anche lo facesse, verrebbe attaccata per questo» rispose placida.
«Puoi togliere tutto ad un essere umano, tranne l’illusione di credersi libero» sussurrò l’altro, accarezzandosi la barba e fissando i fuochi in lontananza. Sospirò: «sarà un grande onore stare accanto alla signorina Blackthorne ancora una volta».
«Parti subito» disse Aurora non appena percepì la mano dell’uomo staccarsi da lei.
«E tu che farai intanto, sorella?» chiese l’uomo, dirigendosi verso l’uscita.
«Siamo entrambi androidi. Abbiamo un compito che ci impone un ruolo. Saremo guardiani: farli sopravvivere ad ogni costo. Anche a loro stessi. Svolgerò la mia parte» sussurrò Aurora.
Alastair Rooney annuì appena, prima di lasciare villa Lockwood.

30/07/2025 at 12:26
Mi è piaciuta la tua storia e anche iil colpo di scena “androidi” per me è stato un bel plus. Riconosco che il limite delle battute costringe chiaramente a dei sacrifici. E’ certamente anche un modo per crescere nella scrittura secondo me.Alla prossima!
05/02/2025 at 11:12
Bene, le storie terminano. Nuove ne nascono.
Con o senza androidi.
Alla prossima.
05/02/2025 at 20:25
Magari non ce ne saranno nella prossima o non saranno così importanti nelle prossime storie che sto preparando.
03/02/2025 at 20:51
Ciao, mi aspettavo di trovarci Nora nell’ultimo capitolo… peccato!
Anche io sono rimasta sorpresa da tutti questi androidi … e, come Red, mi aspettavo più risposte ma va bene anche così, non si deve spiegare per forza tutto 🤗
Alla prossima storia ♥️
05/02/2025 at 20:24
A presto
02/02/2025 at 23:28
:O
Non mi aspettavo che fossero tutti androidi! Mi hai sorpreso parecchio!
Ci sono un paio di cose che sono state sbrigative, forse dovute al limite dei caratteri; ho l’impressione che sotto la programmazione ci sia anche altro, per come ha gestito la situazione: come ha detto lei, l’unica bugia che le ha raccontato è che non era la registrazione di un essere umano.
Mi rimane il dubbio di cosa vogliano fare esattamente perché non l’ho capito un granché ma potrebbe essere colpa mia: ho passato una serie di giornate di fuoco e la mia concentrazione è venuta meno.
Ultimo ma non ultimo, Sofia è sparita: ritornerà in storie future?
Noi ci leggiamo alla prossima storia 🙂
Ciao 🙂
03/02/2025 at 00:19
Grazie! In effetti ci sarebbe ancora tanto da dire: magari in futuro. Ho provato a fare un mini-puzzle degli eventi più importanti. Ho anche lanciato vari spunti: tutte le domande che fai, da Sofia alla programmazione di Aurora potrebbero essere argomenti da affrontare in futuro.
Prossima storia a brevissimo 😉
28/01/2025 at 16:07
Ciao,
Per l’ultimo capitolo non può che esserci la vendetta, ma che Nora accetti di “guidare il nuovo corso della specie umana”. Mi sembra il finale migliore per questa storia.
Bravo 🙂
Ci vediamo al finale.
31/01/2025 at 20:26
Grazie!