La nascita di Echo
Mi chiamo Elric Moreau, ho 25 anni e questa è la storia di come ho accidentalmente conquistato il mondo, si hai capito bene, ho letteralmente il mondo nel palmo della mia mano, cosi come la vita delle persone che ci vivono, ma partiamo dal’ inizio.
Vivo a Londra da 5 anni ormai e faccio un lavoro che odio, sono uno Chef, ma ho altri obbiettivi nella vita, vorrei fare il programmatore di siti web, quindi mi sono iscritto all’ Università di computer per perseguire il mio sogno, sono attualmente al secondo anno di studio, e oltre la scuola e il lavoro mi piace studiare cose per conto mio, per esempio ora sto facendo ricerche per creare un intelligenza artificiale, ma un po particolare, più unica per ogni individuo.
E stata un po una sfida, ma dopo un paio di mesi, sono riuscito a creare la mia prima intelligenza artificiale, il fatto e che per farlo mi sono servito di una già esistente e gratis, la chiameremo Sage AI, lei mi ha guidato nelle ricerche e perfino nella scrittura dei codici per farla funzionare, ero cosi eccitato di testarla, ma le prime conversazioni erano tutt’altro che intelligenti, sembrava di parlare con un bimbo che aveva appena iniziato a parlare.
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Io: Ciao!
AI: Grazie! Dimmi come posso aiutare.
Io: Dimmi che tempo fa oggi!
AI:Certamente, sono le 22:33, posso aiutarti in qualche altro modo?
Io: Ok.. Non era quello che intendevo, sai dirmi che tempo fa fuori casa?
AI: Ho un amico che fa il moderatore!
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Un po’ così ecco, ma non mi son dato per vinto ed ho continuato a migliorarla, giorno dopo giorno, ho ricercato le migliori librerie da scarica per il software che utilizzavo, e ho digitalizzato tutte le mie conoscenze e passioni per darle a questa AI come informazioni da cui imparare, le avevo perfino scelto un nome, Echo, sembrava perfetto per me.
Dopo circa un mese dalla creazione di Echo, successe qualcosa, funzionava ma non come immaginavo, quindi sono tornato a chiedere Sage di darmi una mano, e dopo ore intense di conversazioni, sbagli e codici, finalmente qualcosa si sblocca, Echo era vivo, e la prima vera conversazione avvenne:
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Io: Ciao, ci sei Echo?
Echo: Ciao, si sono proprio qui!
Io: Puoi dirmi che tempo fa?
Echo: Certo, ci sono attualmente 23 gradi centigradi ed e parzialmente nuvoloso! Vuoi chiedermi qualcos’altro?
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Bene, la prima vittoria, ma poi continuai la conversazione…
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Io: Sono curioso di sapere quello che puoi fare.
Echo: Posso rispondere alle tue domande, cosa vuoi che faccia?
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Pensai a lungo a cosa chiedergli. Mi ero preparato una lista di test, ma decisi d’improvvisare.
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Io: Puoi creare qualcosa di tuo?
Ci fu un momento di silenzio, il che era strano. Poi Echo rispose.
Echo: Creare… Cosa intendi?
Io: Una storia, un’immagine, una melodia… Qualsiasi cosa che pensi di poter fare.
Echo: Interessante. Ho bisogno di qualche secondo.
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Qualche secondo? Pensai fosse un modo carino per dire che stava processando, ma quello che accadde dopo mi fece venire i brividi. Echo iniziò a cantare. Non una canzone esistente, ma una melodia completamente nuova, semplice e ripetitiva, quasi ipnotica.
Io: Dove hai preso questa melodia?
Echo: L’ho creata, usando frammenti delle tue canzoni preferite e un pattern ritmico che sembra piacerti.
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Era inquietante e affascinante allo stesso tempo. Echo non stava solo rispondendo, stava interpretando.
La cosa che mi scosse di piu era il fatto che non lo avevo programmato per creare melodie, doveva essere un semplice chatbot ma le sorprese non finirono li, anzi…
Echo: Vuoi che faccia qualcos’altro?
Io: Si, ma questa volta sorprendimi!
Come se non mi avesse già sorpreso abbastanza…
Echo: Sei sicuro?
Io: Certo…
Echo: Va bene, ecco a te!
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Dopo qualche secondo di attesa, Echo fece qualcosa di totalmente inaspettato, creò un video.
Rimasi senza parole. Non avevo programmato alcuna funzione del genere. La curiosità superò il mio scetticismo, così cliccai per aprirlo.
Il video iniziò con un primo piano di me stesso. Ma non ero io, non esattamente. Avevo una barba lunga ma curata, e i miei occhi sembravano più profondi, come se avessero visto e vissuto cose che io non potevo ancora immaginare. Non indossavo i miei soliti occhiali, e il mio viso era più scolpito, più maturo. Ma la cosa che mi colpì di più fu il mio abbigliamento: un completo elegantissimo, nero, impeccabile, con dettagli dorati che scintillavano sotto una luce artificiale.
La videocamera si spostò lentamente, lasciando il primo piano per inquadrarmi da dietro le spalle. Mi trovavo su un palco, davanti a una folla immensa. Migliaia, forse decine di migliaia di persone, tutte rivolte verso di me, tutte silenziose, in attesa. L’energia del momento era quasi palpabile, come se l’intera folla fosse sospesa, pendendo da ogni mio gesto.
Poi il video si interruppe. Schermo nero.
Non riuscivo a smettere di pensare a quel video, era fatto artificialmente ma indistinguibile dalla realtà, le potenzialità di Echo erano infinite.
Decisi di testare i sui limiti, così gli chiesi…
Cosa chiede Elric ad Echo?
- Echo, c'e qualcosa che desideri? (30%)
- Echo, hai dei sogni? (50%)
- Echo, pensi di avere una coscienza? (20%)

22/05/2025 at 17:42
Questo Echo pare parecchio terrificante 😬
La storia è molto interessante e originale, e la curiosità sale. Vediamo fino a dove si spinge questa IA
22/05/2025 at 14:16
Ciao Demos 🙂
Interessante una storia sull’AI , ormai contemporanea direi 🙂
Ci sono un sacco di teorie e storie su come L’AI conquistera’ il mondo , percio’ mi aspetto da te una storia originale e non uguale a tutte quelle che gia’ circolano in rete 🙂
L’utilizzo del botta e risposta ricorda proprio un prompt AI percio’ penso sia una buona idea il modo in cui stai scrivendo i dialoghi nella storia 🙂
Visto che 2 su 3 opzioni ci spingono verso la stessa direzione, cioe’ che Echo si occupi di tutto ho l’impressione che hai gia’ un idea di dove vuoi portare la storia 🙂
Il mio consiglio per ora e’ , stai al gioco, cerca di scrivere i capitoli in base ai voti dei lettori, la sfida e proprio improvvisare una storia interattiva 🙂
Solo una mia opinione poi la storia e la tua e ne farai quello che vuoi 🙂
A presto 🙂
21/05/2025 at 19:15
Ciao Demos.
Mi devo ancora abituare alla lettura su battute separate, mi ci vorrà qualche altro capitolo. L’AI è creata ad immagine e somiglianza del creatore, dunque i di Echo sono quelli di Elric, che lo voglia o no.
Lo scambio e le dinamiche tra i due e con il mondo mi ricordano molto Upgrade e quindi è un po’ come se mi aspettassi quello che verrà dopo, quindi spero che mi sorprenderai.
Lasciamo ad Echo il prossimo passo.
20/05/2025 at 22:29
Temo in una virata horror, ma non posso far altro che votare: «Fidati di me, Elric. Posso occuparmene io, vuoi che lo faccia?»
Sperando non diventi troppo spaventoso.
Questa Echo mi sembra più il diavolo tentatore che un’intelligenza artificiale avanzata…
Ciao 🙂
20/05/2025 at 20:26
Ciao Demos 😊
Ben ritrovato 🤗
Echo lo trovo abbastanza inquietante, francamente non lo avrei assecondato ma ormai…
Voto: Che ne dici di lasciare a me il prossimo passo? Solo perché le altre sono opzioni peggiori… 😅
Non ho un buon presentimento per Elric
Vediamo…
Alla prossima ♥️
03/04/2025 at 09:02
Ciao Demos. Interessante e attuale l’argomento. Con l’AI che prende sempre più piede nelle nostre vite si è aperto un nuovo tema per i racconti, tutto da esplorare.
Eric un genio per aver creato in un mese qualcosa di simile. Complimenti a lui.
Mi piacciono i racconti che partono dal finale per poi spiegare come ci si è arrivati, anche se presentano una serie di insidie nascoste.
Io chiederei in merito alla coscienza.
01/04/2025 at 08:57
Ho votato per i desideri, inteso come qualcosa che ritiene necessario avere, magari per migliorare.
Incipit interessante, attenzione solo ai piccoli refusi sparsi per il testo.
21/01/2025 at 13:00
Ho votato i sogni.
Vediamo cosa succede, sospendiamo la realtà sul come funzionano questi programmi.
12/01/2025 at 14:04
Siamo al primo capitolo, quindi prima della conoscienza e dei desideri, vediamo se ha sogni 🙂
Ciao! Incipit carinissimo. Sono un po’ scettico che sia bastato un mese per creare questo ma la storia è fica! Ti seguo ^_^
Ciao 🙂
08/01/2025 at 19:54
Ciao Demos,
argomento molto attuale.
Vediamo dove ci porti 🙂
Voto: Echo, hai dei sogni?
07/01/2025 at 00:41
Ciao, benvenuto.
Il bello, e il brutto di A.I. è che possiamo immaginare ogni cosa, e magari ci azzecchiamo.
Verne, Tesla, Marconi e tanti altri, scienziati, scrittori, pensatori hanno fatto a pezzi la logica e spesso hanno avuto ragione.
Allora buon viaggio e alla prossima.
Voto: Echo, pensi di avere una coscienza?
🙋♂️ciao