I leoni dell’Arsenale

Dove eravamo rimasti?

Come sarà il finale? Lieto, ma per chi? (75%)

La legge del panterino

Quella notte pioveva, il leitmotiv dei peggiori frangenti del capitano Enrico Giustinian.

  • Eh sì, signor autore, la solita fantasia sfrenata.

Enrico lanciò  un’occhiata furtiva verso Sibilla e i battiti del suo cuore accelerarono impazziti. Stava trotterellando depressa al suo fianco, il capo scoperto, le mani affondate nei jeans.

La ragazza scrollò impercettibilmente il capo e una goccia dispettosa le cadde dai capelli, per poi scivolare lenta lungo il collo e insinuarsi nella felpa.

Il capitano deglutì a vuoto, immaginando di essere lui quella stilla malandrina ma poi, sospirando, spostò lo sguardo sul panterino che li seguiva da vicino.

Ma i gatti non odiavano l’acqua? Roba da matti.

Enrico si strinse ancor di più nella cerata, il freddo gli era penetrato nella carne, raggiungendo persino le ossa.

Cosa diavolo doveva fare, andarsene o rimanere?

Guardò il cuore di pietra che serrava tra le mani, l’unica chances per ritornare nel passato. Doveva usarlo o distruggerlo? Voleva davvero tornare alla sua vecchia vita?

Ecco l’Arsenale e i suoi leoni spiritati.

Il capitano si bloccò incerto, guardando Sibilla con angoscia. Accidenti, cosa doveva fare?

  • Signor autore, la smetta d’incalzarmi. Cosa cambierebbe se tornassi a casa e ci pensassi per qualche altro giorno? Nulla.

Il cuore di pietra iniziò a riscaldarsi e a vibrare, rispondendo alle domande di Enrico.

«Accidenti, cosa…»

Un lampo si schiantò a terra con un gran boato, facendo tremare i masegni della riva.

Il panterino, terrorizzato, schizzò in avanti e saltò sulla groppa di un leone.

«Eh no, non su quello» urlò disperato Enrico. «Non un’altra volta.»

E invece il gatto grattò con le unghie affilate sulle rune, mentre i suoi occhi s’infiammavano e la pelliccia inzuppata vibrava come le ali di una libellula.

«No, il mago no.»

Il leone vomitò il solito arco di luce che, concentrandosi sulla sommità del portale, si trasformò in un globo luminoso. Da lì partì un primo fulmine che colpì il leone seduto, e un secondo che centrò in pieno la fiera sull’altro lato del portale.

  • Signor autore, lei è un vero bastardo.

Il panterino, manco a dirlo, si librò nell’aria ed esplose in una nuvola di pelo, trasformandosi nel vecchio Vianello.

Enrico fu assalito da un’ondata collosa di nausea.

«Ma non eri morto?»

«Ragazzo mio, non farla tanto lunga» sghignazzò il mago, accarezzandosi la barba irsuta. «Deciditi: o Fosca o Sibilla.»

Il capitano trattenne a stento la voglia di urlare. «E va bene, allora ho deciso, vattene al diavolo.»

Enrico alzò il braccio in aria e scagliò il cuore con tutte le forze che aveva, facendolo frantumare contro le rune. Mille schegge impazzite si sparsero nell’aria e un gran bagliore innondò ogni dove.

«E bravo il mio ragazzo» esclamò una voce conosciuta di donna. «Hai fatto la scelta giusta.»

Appena il bagliore si affievolì, il capitano notò Graziosa Semolina che sorrideva al fianco del mago.

«Ma cosa…»

Erano entrambi ringiovaniti, vestiti in oro e broccato, così freschi e belli da far invidia ai modelli pubblicitari.

«Siamo stati bravi, non è vero?» chiese il Vianello alla donna.

«Sì, amore, ma che fatica piantare sto baraccone» gorgogliò una sempre più affascinate Semolina.

Il mago gettò indietro il capo e rise. «Le stelle erano state chiare: non poteva sposare quell’arpia di mia figlia Fosca.»

Enrico si voltò di scatto verso Sibilla, in cerca di una spiegazione a quella scenetta tanto smielata quanto assurda.

Anche lei? Sibilla si era trasformata nella donna dei suoi sogni, era così bella, dolce e sexy da fargli venire un infarto.

Per poco la mascella non gli cascò a terra per lo stupore.

«Vostra figlia?» biascicò allibito. «Avete fatto tutto questo per farmi sposare vostra figlia?»

«Sì» tubarono i due piccioncini, stampandosi un sonoro bacio sulle labbra. «Buona fortuna, ragazzi, ci vediamo al matrimonio.»

Poi puff, scomparvero in una leggiadra nuvoletta di vapore.

«E tu, sapevi tutto?» ringhiò il capitano voltandosi di nuovo verso Sibilla.

«Io? Be’, no.»

A quelle parole la riva piombò in un silenzio spettrale, si udiva soltanto il ticchettio della pioggia sui masegni.

«Ma chi se ne frega, che se ne vadano tutti al diavolo» esplose Enrico stizzito, riempiendo lo spazio che li separava.

Raggiunta Sibilla, le prese il capo tra le mani e le sussurrò in un orecchio: «Ti amo»

Poi, sospirando, la baciò, assaporando le sue labbra, il suo respiro.

Ricambiandolo con passione, lei gorgogliò solenne: «Ti amo anch’io, Enrico Giustinian.»

*

«Cari lettori, eccomi qua» miagolò un barcollante panterino, sbucando da dietro il leone per prendendosi la scena.

«Spero di non avervi annoiato troppo con la mia storia» sorrise sotto i baffi bruciacchiati. «Alla prossima occasione, sempre che sopravviva alle minacce dei miei personaggi.»

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143 Commenti

    • Ciao, grazie per essere passata!!! Rivolgersi al lettore? È uno degli “effetti collaterali” di The Incipit. L’ho fatto una volta per scherzo in vecchio racconto e la cosa è così piaciuta che l’ho riproposta in chiave un po’ “comica”, per alleggerire la tensione divertendo.
      Ci vediamo alla tua prossima puntata, buon weekend!!!

  • Wow..che finale c’è proprio la zampata del panterino !!! bravissima Isabella …spero che il Panterino sopravviva ai suoi personaggi e che torni a raccontarci altro … Immaginavo avesse scelto Sibilla …ma ciò non ha reso il finale meno interessante… e poi dai.. lo sai . inconsciamente sono già un fan del panterino …mao 😛 ahahaha
    alla prossima

    • Ciao, grazie!!! E pensare che il panterino era una personaggio inventato al momento e non previsto per dare un pizzico di “scorrettezza” alla storia, proprio come piace a me.
      E lui, visto com’è fatto si è preso tutta la scena… potrei pensare a un ciclo di storie intitolato “Le avventure del panterino”. Vedremo!!! Alla prossima.

  • Ciao Isabella 🙂
    Tia avevo gia’ detto che questa storia andava oltre ogni genere e riusciva ad includerli quasi tutti 🙂
    I capitoli sono stati belli e raffinati e il finale me lo sono goduto proprio 🙂 Lunga vita ai due innamorati 🙂 L’avevo mezzo intuito che il panterino fosse l’autore della storia, ma minacce a parte ha fatto un bellissimo lavoro e ci ha regalato questa bellissima storia 🙂
    Spero tornerai a breve con una nuova storia 🙂
    A presto 🙂

    • Ciao, grazie mille!!! Mi è sempre piaciuto sperimentare, e quando le cose vanno per il meglio, è sempre una gran soddisfazione!!! Eh, nella mia idea iniziale il panterino non era contemplato ma poi, grazie a voi, si è ritagliato un ruolo di peso. A presto, ora vado a leggere la tua nuova storia.

  • Ecco: cosa non si fa per i figli! Spero che Enrico sia felice adesso.
    Hai scritto una storia che vorrei definire soprattutto elegante, forse perché influenzata dal naurale fascino di Venezia. E pure l’arsenale, un angolo di mondo diverso, carico di memoria, che placidamente sta lì come in attesa di un miracolo.
    Grazie Isabella, ti aspetto per una prossima avventura
    🌻🙋‍♂️

    • Ciao, grazie per essere passato e per il commento. Certo Venezia aiuta sempre, e poi con un personaggio/autore come il panterino non si può sbagliare (a parte un “per ” in più alla fine!!!). Eh sì, per la felicità dei figli, i genitori sono disposti a mettere su dei veri “baracconi” di piani.

    • Ciao, grazie. Come ho già detto a Red, molte delle idee me le avete date voi, soprattutto quella del panterino!!! Non so quando scriverò la prossima storia, a questa ci sono arrivata con l’acqua alla gola, lo dimostra l’erroraccio finale!!! Comunque continuerò a leggere le vostre storie, buon inizio settimana!!!

  • CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! Continuare ad oltranza!

    Mi è piaciuto tantissimo questa storia, così come il panterino che, come immaginavo, aveva un ruolo molto particolare (anche se è stata una sorpresa che fosse proprio l’autore). Ti segnalo solo un “per prendendosi ” quando il panterino fa la sua comparsa come autore. Per il resto, ancora applausi e ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao, grazie, grazie, grazie. Devo però condividere i complimenti con voi, strada facendo mi avete dato tante idee, per esempio il panterino, nella mia idea iniziale, non era nemmeno contemplato!!!
      Alla prossima storia, non so ancora quando, ma comunque continuo a leggerti di sicuro!!!

  • Eccoci qui .. le due lettere mi sono davvero piaciute molto …più che una svolta rosa la definerei una svolta “umana”.. hai descritto molto bene attraverso le loro parole questi due personaggi ..già lo avevi fatto nei capitoli precedenti ma così li trovo davvero ma davvero centrati . Bravissima.
    Detto ciò.. dissento sul lieto fine ..a mio avviso sarebbe troppo “scontato”…hai scritto un bellissimo racconto e forse un finale più “drammatico” ,a mio gusto , lo completerebbe meglio …
    aspetto l’esito del sondaggio e sono sicuro che qualunque sia l’opzione vincente saprai “giocartela” molto bene !
    Brava Isabella

  • Ciao Isabella 🙂
    finalmente sono riuscito a recuperare questa storia 🙂 peccato essere solo arrivato al nono capitolo e non averla potuta giocare in corso d’opera 🙂
    ti devo fare i miei complimenti per il fatto che hai creato un’avventura che spazia fra vari generi , c’e’ un po’ di tutto dal giallo al fantasy con i maghi e le streghe , dal romanzo storico a quello futuristico con i viaggi nel tempo e persino una flebile storia d’amore rosa tra Enrico e Sibilla 🙂
    Il fatto che la storia varia e non annoia e’ una bellisiima dote che hai 🙂
    Siccome sono arrivato troppo tardi, chiedo venia e voto con un finale a discrezione del narratore 🙂 mi rimetto nelle tue abili mani 🙂
    Spero di rivederti presto in una nuova storia che potro’ seguire e giocare dall’inizio 🙂
    A presto 🙂

  • Hai la febbre? Che hai mangiato in Puglia?
    La febbre ti si confà ( auguri♥️) perchè il capitolo, molto tenero è un vero messaggio d’amore. Oltre tutto, al di là di tutto c’è sempre l’amore.
    Il lieto fine è annunciato e a questo punto obbligatorio, bravissima come sempre, non ci deluderai.
    Ciao🌻🙋‍♂️

    • Ciao, grazie, in effetti mi sa che la febbre mi ha un po’ ammorbidita, o forse sono sempre così ma sono brava a nasconderlo!!! E vabbè e sia per il lieto fine, ma di sicuro a modo mio, il lupo perde il pelo ma non il vizio!!!
      È vero, qualche peccatuccio di gola l’ho fatto, ma sono stata contagiata a tradimento… magari il panterino ci ha messo la zampa!!! E sì, la Puglia è bella, ma la preferivo quando il turismo non l’aveva ancora snaturata, oggi per goderti una città devi alzarti alle sei di mattina.
      Al gran finale.

  • Lieto. Il per chi ce lo dirà l’autore.

    Le due lettere sono fantastiche. Ed ora hai una bella responsabilità addosso: finirai incenerita od osannata. Oppure ti diranno peste e corna per qualche scherzo che gli farai ma non così cattivo da essere incenerita?

    Al decimo capitolo l’ardua sentenza 🙂

    Ciao 🙂

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