In Veritas

Un mondo migliore

La luce limpida del mattino filtra attraverso le vetrate della classe e trasforma i vecchi banchi di legno in una scacchiera di luce e ombre. Maya siede composta, le mani sulle ginocchia, attenta a non far rumore. La maestra Maat detesta il minimo rumore.

La donna statuaria cammina lenta davanti alla lavagna, con il tablet stretto in una mano. I capelli corti e nerissimi contrastano con l’uniforme candida dei Guardiani della Verità, la bilancia dorata cucita sul petto. In oro, perché la verità è un dono prezioso. Maya guarda con ammirazione e paura dentro il freddo di quegli occhi blu. Non sa mai cosa aspettarsi da lei.

“Oggi è un giorno importante bambini, celebriamo il ventesimo anniversario del Risveglio.” annuncia la maestra, fermandosi al centro della stanza. La sua voce è ferma, sicura. Ogni parola è scolpita nella pietra. “Chi sa dire cosa è successo venti anni fa?”

Maya alza la mano prima ancora di pensarci. Il cuore accelera mentre la maestra le fa un cenno con il capo. Si alza di scatto, sistemandosi la divisa. Le treccine nere ai lati della testa ondeggiano come ali.  “Il Risveglio è iniziato nel 2030, quasi dieci anni dopo la pandemia del virus COVID-19 che lo ha causato.” 

Maya prende fiato velocemente. “Prima le persone potevano dire le bugie e dire cose che non erano vere senza provare nulla. Poi è successo che l’infezione ci ha lasciato qualcosa che ha cambiato i cervelli. Mentire è ora impossibile. Chi ci prova sente un dolore terribile.”

La maestra annuisce. “Esatto. E cosa è successo dopo?”

Maya si morde il labbro. Sa la risposta, ma per un attimo teme di sbagliare. “Tutto è… si è fermato. I governi, le aziende e le famiglie si sono spaccate. Sono morte tante persone. La gente non poteva più nascondere i segreti. Tutti stavano zitti e nascosti oppure litigavano sempre. Per più di due anni non si è capito niente.”

“Molto bene, puoi sederti.” dice la maestra. “E cosa ha salvato il mondo dal caos? Chi lo sa?”

Miguel, il bambino seduto accanto a Maya, alza la mano con esitazione. “Il giorno 31 gennaio del 2032 tutto il mondo si è unito insieme e sono nati i Guardiani della Verità. Loro ci hanno salvati e hanno creato le nuove leggi e costruito un mondo meglio.”

“Si dice migliore!” La maestra gli scocca un’occhiataccia, poi fa scorrere lo sguardo sulla classe. “E qual è l’unica legge che ci governa tutti adesso?”

“Non mentire, mai.” rispondono i bambini all’unisono.

Maya sente un brivido. Le hanno insegnato questa regola fin da piccola, ma ogni volta che la ripete sente un peso sul petto che non riesce a spiegare.

“Chi sono gli Immuni?” chiede la maestra. Un silenzio gelido avvolge la classe. Nessuno risponde. Maya abbassa lo sguardo. Sa la risposta, ma non vuole dirla.

“Gli Immuni,” dice infine la maestra, “sono coloro che il virus non ha cambiato. Possono ancora mentire senza provare il giusto dolore. Sono pericolosi. È per questo che i Guardiani li cercano e li neutralizzano. Per la sicurezza di tutti.”

Maya sente un nodo nello stomaco. Non ha mai visto un Immune. Forse sono come gli spettri delle storie che la mamma racconta prima di dormire. La maestra si avvicina ai banchi della seconda fila. 

“Klauss,” dice la maestra, “non hai mai alzato la mano. Dimmi, hai studiato la lezione?”

Klauss sussulta, si guarda intorno confuso, il volto sbiancato mentre annuisce lentamente. “Io… io…” Maya sente il suo respiro farsi più corto.

La maestra inclina la testa, gli occhi stretti. “Hai studiato? Bene. Allora dimmi: qual è stata la prima nazione a crollare?”

Klauss apre la bocca, ma non esce nessun suono. Maya vede le sue mani tremare, le unghie premere sulla stoffa dei pantaloni.

La maestra incrocia le braccia. “Non è difficile, Klauss. Hai studiato o no?” Il battito del cuore di Maya rimbomba come un tamburo nelle orecchie.

Klauss abbassa la testa. “Io…” La voce del bambino si spezza. Le sue spalle iniziano a scuotersi. “Io… sì. Ho studiato.”

Un suono acuto esplode nella stanza. Klauss si porta le mani alla testa, il respiro mozzato da un lamento soffocato. Poi si piega in due, vomitando sul pavimento. 

Alcuni bambini si ritraggono, altri restano immobili, con gli occhi spalancati. Miguel copre le lacrime con le mani. Qualcuno ridacchia piano e un brusio riempie la classe. Maya sente la nausea salire, ma non osa muoversi. 

La maestra Maat schiocca le dita. Silenzio assoluto.

La donna osserva la scena senza scomporsi. “Questo è ciò che accade quando si tenta di mentire. Il corpo non lo accetta. La verità deve essere sempre chiara, sempre limpida. Non c’è spazio per le bugie.”

Klauss è a terra, tremante, il volto coperto di lacrime e sudore. Nessuno si avvicina per aiutarlo. La maestra si volta, tornando alla cattedra come se nulla fosse successo. “Imparate da questo errore. Non c’è nulla di più importante della verità.”

Maya fissa Klauss. Vuole dire qualcosa. Vuole muoversi. Vuole aiutarlo. Ma sa che non può. Il suo corpo resta rigido, la gola chiusa.

Sa che la maestra ha ragione. La verità è tutto.

Ma vale tutto quel dolore?

Cosa vogliamo esplorare nel secondo capitolo?

  • Gli Immuni (25%)
    25
  • I Guardiani della Verità (25%)
    25
  • Il mondo di Maya (50%)
    50
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92 Commenti

  • Mi dispiace non aver seguito gli ultimi tre episodi quando li hai pubblicati ma ho appena recuperato tutto. Ribadisco che è davvero interessante il mondo che hai costruito, tra l’altro può essere tranquillamente scenario di altre storie, grandi come quella di Maya e sua madre o piccole. Nei tre capitoli finali ho trovato che tutto sia al posto giusto, c’è il giusto pathos, i nodi vengono al pettine e anche la nota di speranza finale, specialmente in questi tempi, è di buon auspicio

  • Ciao! Dì la verità: avevi voglia di concludere subito oppure volevi il pareggio delle opzioni 😀

    Mi è piaciuto molto il salto scena, anche se ho capito che Maya era diventata adulta solo quando dici che abbassa lo sguardo su sua figlia; fino ad un attimo prima, la immaginavo ragazza 🙂
    La storia ha un buon finale, anche se non si è capito che fine ha fatto Maat. I dubbi su che ruolo avevano gli Umanisti in tutto questo mi sono rimasti, anche se tutto quadra come un orologio. Forse con un capitolo in più, l’avresti spiegato. Comunque io ho adorato lo stile di questa storia 🙂

    Naturalmente ci leggiamo alla prossima 🙂

    Ciao 🙂

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