Un Inizio Poco Convenzionale
Il vento sferzava impetuoso contro la porta del bar. Ogni volta che qualcuno la apriva, il gelo si faceva strada come una vecchia zia che vuole fare il discorso di Natale: inesorabile e poco gradito. Dentro, un uomo dal volto sconvolto e gli occhi di chi ha visto troppo (o forse troppo poco) guardava con insistenza il suo bicchiere. Il suo nome era Fabio, e quella sera era determinato a non fare nulla di eccezionale. Cosa che, come scoprì, si rivelò essere un errore di proporzioni epiche.
«Un altro giro, Fabio?» chiese il barista, un tipo basso e paffuto con la faccia di chi ha dimenticato come fare il caffè espresso, ma non come farsi una risata alle spalle degli altri.
«Un altro giro», rispose Fabio, senza alzare lo sguardo. La sua vita, in quel momento, sembrava un triste loop. Lavoro, casa, e ogni tanto una birra in quel bar sperduto. Un’esistenza piatta, senza eventi degni di nota. Nulla che potesse cambiare il corso delle cose. Fino a quel momento.
Il rumore di qualcosa che si schianta contro il vetro della finestra attirò la sua attenzione. Un rumore cupo, quasi metallico, che sembrava appartenere ad un’altra dimensione. Fabio si girò, ma non c’era nessuno. Solo il vento che, ostinato, faceva ondeggiare il cartello del bar, che cigolava come se stesse cercando di parlare.
E poi lo vide. Una figura scura, fuori dalla finestra, come un cappuccio che ne nascondeva quasi completamente il volto. Ma Fabio non si spaventò. In effetti, non ci pensò nemmeno troppo. “Forse un altro matto che cerca di vendermi qualche roba strana”, pensò. Decise di ignorarlo. Ma mentre tornava a guardare il bicchiere, qualcosa lo fece rabbrividire. La figura era proprio dietro di lui.
«Ti stavo aspettando», disse, con una voce che sembrava provenire da un incubo comico, ma allo stesso tempo inquietante, come il suono di un cartone animato che si sta rompendo.
Fabio si girò di scatto, e quello che vide lo fece quasi cadere dalla sedia. Non c’era nessuna faccia, solo un vuoto. Un vuoto profondo, come se il mondo stesso fosse stato risucchiato da una fessura di realtà. Il suo cuore batté forte, ma il tutto era talmente assurdo che la sua mente si rifiutò di accettarlo. “Ok, probabilmente ho bevuto troppo”, pensò, cercando di darsi una spiegazione razionale.
«E tu chi saresti?» chiese, cercando di non sembrare troppo imbarazzato. Ma la figura non rispose subito. Si avvicinò lentamente, facendo cigolare le piastrelle del pavimento come se fosse a casa sua.
«Ti stavo aspettando», ripeté, ma stavolta c’era qualcosa di più nei suoi occhi vuoti. Un briciolo di… curiosità?
«Stai scherzando, vero?» Fabio, ormai infastidito, cercò di alzarsi dalla sedia, ma qualcosa lo trattenne. Non c’era nessun filo invisibile che lo teneva bloccato, ma una sensazione forte e penetrante che gli impediva di muoversi.
«Non ci sono scherzi qui. Devi scegliere.»
«Scegliere cosa?» rispose Fabio, ormai incredulo.
La figura fece un piccolo sorriso, che sembrava più una smorfia. «Tre porte. Una di esse è quella giusta. Le altre… beh, vedremo.»
A questo punto, Fabio non sapeva più se stesse vivendo un sogno o se fosse il protagonista di una strana commedia horror. Le cose si facevano sempre più strane. Tre porte in un bar? Perché no.
«Ok, dammi un minuto», rispose, quasi seccato dalla situazione surreale. «Ma non mi piace questo gioco. Chi ti ha mandato? Un clown?»
«Non sono un clown. Sono il Guardiano delle Possibilità», disse la figura con tono grave, ma per qualche motivo la sua voce lo faceva sembrare un personaggio di un film a basso budget.
Fabio fece un respiro profondo. La figura continuò: «Scegli tra tre opzioni. Una ti condurrà verso la salvezza. Le altre due… ti cambieranno per sempre. Ogni scelta ha una sua conseguenza. Non sarà facile.»
«Ok, ok. Facciamo così», disse Fabio. «Dai, dammi le opzioni, vediamo che succede.»
La figura indicò il muro dietro di lui, che misteriosamente si trasformò in una serie di tre porte. O meglio, in tre porte che sembravano fatte di materiali diversi: la prima era d’oro, la seconda di legno scuro e la terza di vetro rotto.
«Opzione uno: Porta dell’Oro – Un luogo di ricchezze e segreti. La tua vita cambierà per sempre, ma con un prezzo. Se hai il coraggio di affrontarlo.»
«Opzione due: Porta del Legno – Un viaggio senza ritorno verso la verità. La realtà non sarà più la stessa. Preparati a scoprire chi sei veramente.»
«Opzione tre: Porta del Vetro – Un cammino di follia e risate. Ma attento, nulla è come sembra. Ogni passo ti avvicinerà alla pazzia.»
Fabio fissò le porte. Ognuna sembrava pulsare di energia, come se stesse cercando di attirarlo dentro. Il respiro si fece più pesante. La figura non si mosse, rimase a guardarlo in silenzio, come se stesse studiando ogni sua reazione.
«Scegli», disse, la sua voce che vibrava nell’aria come una nota stonata. «Il tempo non è della tua parte.»
Fabio si strinse nelle spalle. “Ok. Vediamo se posso risolvere questo casino”, pensò. E con un ultimo sguardo alle porte, si preparò a fare la sua scelta.
Cosa farà Fabio?
- Sceglie la Porta del Vetro, curioso di affrontare il caos che promette. (36%)
- Sceglie la Porta del Legno, deciso a scoprire la verità ad ogni costo. (43%)
- Sceglie la Porta dell'Oro, sperando che la ricchezza possa risolvere i suoi problemi. (21%)

16/05/2025 at 09:12
Ciao Lilitho, finale bellissimo e toccante, con frasi che vanno dritte al cuore. Ho capito che Fabio era morto solo quando si è sdraiato sulla panchina. Ho letto anche tutti i retroscena della storia e l’ho apprezzata ancora di più, hai decisamente fatto un gran lavoro. E, alla fine, sono contenta che Fabio abbia trovato la pace e di nuovo il suo amico.
Complimenti davvero e alla prossima storia!
16/05/2025 at 21:25
Grazie Melania per essere passata e per il commento. Forse Fabio meritava davvero un lieto fine e molti lettori sono rimasti soddisfatti della piega presa dalla storia.
Grazie ancora per essere passata e… alla prossima storia (che forse quando leggerai questo commento sarà già pubblicata).
13/05/2025 at 10:47
Bellissimo capitolo. Non so se è stato il tuo finale preferito ma lo hai scritto da dio suscitandomi emozioni e facendomi ricredere sulla mia votazione di colpevole. Bravissimo e ti leggerò se scriverai ancora
13/05/2025 at 11:36
Ciao Pocahontas. Come già detto rispondendo ad un commento sotto, avevo un’immagine dei tre possibili scenari in base alla votazione. Devo dire che aver avuto costantemente le tre opzioni molto vicine tra loro mi ha spinto ad immaginare tutte e tre le soluzioni in maniera concreta visto che ognuna di esse sarebbe potuta essere la vincitrice. Tendenzialmente se scrivo qualcosa è perché mi piace il concetto, quindi anche questo finale più poetico è stato voluto ed immaginato. È il mio preferito? Sì e no. Forse le altre scelte avrebbero portato a sensazioni differenti a voi lettori. Forse più forti, forse meno. Ma sono contento del risultato dai.
Alla prossima storia!!
13/05/2025 at 07:58
MI ero astenuto dal votare ma mi è piaciuta la piega elegante e poetica che ha preso la storia. Molto bravo
13/05/2025 at 11:30
Grazie Raffaele. Effettivamente rileggendo la storia ho notato che si sente particolarmente lo switch narrativo e quasi del genere. Spero non sia sembrato forzato e che tutto sia risultato omogeneo e scorrevole.
12/05/2025 at 23:33
allora, premetto che io ho l’ansia facile, diciamo che ho letto molti dei capitoli di questa storia con la musica jazz di sottofondo, perchè altrimenti… per me l’horror è un genere veramente complesso, perchè la paura è una emozione che personalmente non amo “indagare” ne “gestire” come lettrice e come autrice. Detto ciò mi piacciono molto le immagini dei “personaggi” che incontra il nostro Fabio durante il suo percorso di scoperta interiore. Secondo me sono molto di impatto, soprattutto il voler “lavorare” con il “vuoto” ( primo capitolo) e poi per es. l’immagine del cadavere del protagonsita e del cihrurgo con dei buchi al posto deli occhi… mi piace!
PRocedo con la lettura 🙂
Eris
13/05/2025 at 11:42
Grazie per essere passata e per il commento, nonostante non sia un genere a te “caro”.
Sulla piattaforma per ora non ho spinto sulla paura vera e propria e sull’horror inteso come “immagine spaventosa che si vede”. Ho sempre cercato di creare qualcosa che dia la sensazione di malessere, una sensazione per cui anche se tutto sembra andare bene c’è ugualmente qualcosa che non va.
Anche questa storia, vuoi per idee nuove e vuoi per scelte dei lettori, ha subito un cambiamento del senso di “horror”. Quindi fammi sapere se continuerai a leggere, altrimenti ti ringrazio ugualmente per essere passata e per avermi dato comunque una possibilità.
A presto!
12/05/2025 at 22:06
Che strazio che mi hai fatto provare. Ero vicina al pianto ma almeno Fabio può ricongiungersi per l’eternità con l’amico
13/05/2025 at 11:28
Ciao Pocahontas, grazie per essere passata a commentare. Suscitare emozioni mi fa sempre piacere e sì, finalmente Fabio è riuscito a ricongiungersi a Leo.
Alla prossima storia (ho già qualcosa in mente, ma devo capire bene)!
12/05/2025 at 15:52
Un gran finale, dove il viaggio del protagonista si completa, togliendosi un grosso peso, quello del senso di colpa. Veramente un bel racconto, complimenti!
12/05/2025 at 18:11
Grazie mille Mirco. Spesso è proprio il senso di colpa che non ci permette di andare avanti.
Alla prossima storia!
12/05/2025 at 12:05
Ciao, che finale poetico, per poco non mi è scivolata fuori una lacrimuccia!!! Dal dramma alla poesia in poche pennellate, è questo che mi piace davvero e che m’infonde pace!!!
Bravo, alla prossima storia.
12/05/2025 at 12:38
Grazie mille per essere passata e per il commento. Mi fa piacere quando una mia storia riesce ad entrare nel lettore e a suscitargli delle emozioni.
Spero di rivederti nella prossima storia (ho già in mente qualcosa).
11/05/2025 at 21:29
Sono rimasto letteralmente incantato dalla prima parte del racconto. Quell’atmosfera dark fantasy che di solito prediligo in altri ambienti come film e videogiochi, è stata rappresentata in maniera spettacolare. Vedevo le marionette, l’aula di tribunale e il chirurgo della verità. Ho letto i 10 capitoli tutti d’un fiato, la seconda parte, quella in cui inizia a parlare di Leo e a ritrovare la verità mi ha preso un po’ meno, ma credo semplicemente per colpa della prima parte che mi ha davvero incantato. Il plot twist finale mi è piaciuto, il tuo modo di scrivere è scorrevole e fa venir voglia di proseguire. Devo ammettere che essendo questo il primo racconto che leggo su questo sito, hai settato uno standard parecchio alto per u prossimi racconti che leggerò. Spero di leggerti nuovamente in qualche storia appena iniziata, voglio partecipare a costruire la prossima storia!
12/05/2025 at 08:56
Ciao Mattia e grazie per aver accettato il mio invito di venire a leggermi. MI fa piacere essere riuscito a farti immaginare gli ambienti e la storia soltanto scrivendo. Capisco anche il tuo essere meno preso dalla seconda parte, lì c’è stato quasi uno switch di genere e quindi ci sta avere un genere preferito rispetto ad un altro.
Spero di riuscire a mantenere alti gli standard allora.
Alla prossima storia!
11/05/2025 at 13:26
Ciao Lilitho! Ti faccio davvero i complimenti per la storia. Una bella storia con un bell’intreccio e, decisamente, un bel finale. Hai fatto intuire benissimo il suo “trapasso” senza dover specificare nulla e la pace che finalmente trova è palpabile. Anche io come lettirce mi sono sentita svuotata dal peso, anche se non era mio.
Ti ringrazio ancora per avermi fatto scoprire la tua storia, anche se alle battute finali.
Ho scoperto per caso questo sito ma mi piace moltissimo: ti permette di superare i blocchi dello scrittore e conoscere tanti punti di vista differenti. E di immedesimarti nelle storie degli altri.
Dunque alla prossima e grazie per aver condiviso il viaggio di Fabio ^^
11/05/2025 at 14:17
Ciao anniegif. Ti ringrazio per essere passata e per il commento. Il bello della piattaforma è proprio dare sempre nuovi spunti, nuovi modi di vedere. E questo secondo me rende anche più facile per il lettore immedesimarsi, soprattutto quando il capitolo segue la scelta preferita.
Io continuerò a leggere la tua storia e spero di ritrovarti sotto le mie storie.
11/05/2025 at 08:29
Ciao Lilitho, bellissimo finale 🙂
Mi spiace essere arrivato un po’ troppo tardi per giocare la storia passo per passo ma almeno ho dato una mano a giudicare l innocenza di Fabio 🙂
Ti dico la verità, inizialmente leggendo la storia (forse un po’ reduce da Persona 5) ho pensato stessi parlando di un metaverso creato dalla cognizione di Fabio (dove in questo caso si sentiva giudicato dal mondo, indi per cui la presenza della giuria) ma avevo intuito fosse morte nel momento dell incontro con Leo, e poi tu me l hai confermato nel tuo commento qua sotto 🙂
Ora sarei curioso di sapere cosa sarebbe successo se Fabio fosse stato giudicato colpevole, avevi pensato a un finale alternativo? 🙂
Comunque, il bello the incipit è che la storia non prende mai la strada che noi abbiamo in mente 🙂 si evolve, Cambia e noi autori stessi la seguiamo come spettatori della nostra stessa opera 🙂
Detto ciò spero di rileggerti presto, dall’ inizio stavolta 🙂
A presto 🙂
11/05/2025 at 10:26
Ciao BlackCat0. Come dici tu il bello della piattaforma è l’adattamento. La storia l’avevo immaginata completamente differente e già dal primo capitolo ci sarebbero state 3 percorsi completamente differenti. Avevo pensato a tre finali alternativi, in base alla scelta della giuria.
Innocente = redenzione. Fabio riesce a perdonare se stesso e si riunisce al vecchio amico
Colpevole = dannazione. Fabio non vuole perdonarsi ed è costretto al nulla totale, al vuoto.
Giuria astenuta = Fabio non riesce ancora a perdonarsi. Quindi avrebbe vissuto in una sorta di limbo, aspettando una nuova chiamata al giudizio.
Queste erano le mie tre idee per i finali. Quando dico che il finale poetico è dato dai lettori intendo proprio questo. Le tre scelte avevano toni e ritmi completamente differenti. Il finale sarebbe potuto essere poetico, così come aggressivo, violento.
Ma è il bello della piattaforma.
A presto!
11/05/2025 at 00:42
Commento per raccontare un po’ di retroscena e aggiungere dettagli in più che magari non sono potuti venire fuori per i caratteri limitati.
Come detto a red il primo capitolo avrebbe portato a storie completamente diverse, ma questa è la storia che voi avete scelto.
!!! SE NON HAI ANCORA LETTO IL CAPITOLO FINALE NON LEGGERE !!!
Iniziamo…
Fabio è morto. Dall’inizio della storia, in quel bar ha inizio il percorso per giudicare la sua anima (scoprendo dunque le verità che nasconde). La porta è quella del legno, simbolo di qualcosa di semplice, ma allo stesso tempo duraturo. Entrato nella stanza trova un libro, in cui è scritta tutta la sua storia e a cui interno, appunto, ci sono anche le verità che ha tenuto nascoste. Qui per la prima volta troviamo la Lettera e capiamo che lì c’è la cosa più importante che permetterà il giudizio della sua anima, inconsciamente Fabio sa, tanto che chiede scusa, ma poi tornando nella stanza fugge ancora da quella verità, volendo andare avanti con le pagine del libro. Durante il “viaggio”, Fabio subisce torture (il chirurgo letteralmente lo squarcia, indicando quando il suo peccato fosse profondo e quanto quella verità è stata nascosta, sigillata). Il chirurgo per la prima volta lo mette davanti alla realtà, non è lui che ha il controllo, non è lui che sceglie quale pagina del libro aprire. Lui deve essere giudicato. «La verità non si sceglie, Fabio. La si affronta.» gli dice.
Questo è rimarcato successivamente, quando Fabio cerca di fuggire in una nuova pagina, ma si ritrova ancora al cospetto del chirurgo che, dopo avergli estratto la lettera dall’interno (ancora una volta simboleggia quanto nel profondo Fabio ha voluto nascondere quello che ha fatto) gli dice che non è ancora disposto ad accettare il dolore e pertanto non potrà leggerne il contenuto.
A questo punto le “indagini” sono terminate. La prova c’è (la lettera ritrovata). Quindi come si procede? Con il processo, ovviamente.
Il Giudice, con la sua maschera, inespressiva, sorridente. Di chi sa che sta giudicando e dunque si sente superiore.
La Giuria: marionette con i fili, ma senza burattinaio. Marionette perché sono controllate da qualcosa, voi lettori lettori nel ruolo di giuria eravate controllati da qualcosa. Ma non il burattinaio, bensì le emozioni, la storia di Fabio. Tra di loro alcune sono concentrate, altre “sembravano sul punto di addormentarsi”, prendendo decisioni a sentimento, senza realmente comprendere.
Il pubblico: esseri deformi che vorrebbero giudicare, ma non è il loro compito. Orecchie spropositate, per ascoltare tutto, ma capire solo quello che a loro conviene, denti come coltelli, affilati, pronti a parlare per far del male, occhi che si muovono indipendenti, per guardare tutti, osservare tutto. Parlano tra loro, spettegolano “come se tutto quello che stava accadendo fosse uno spettacolo comico”. Metafora di alcune persone, sempre pronte a dare giudizio taglienti, ad osservare tutto, ascoltare tutto solo per capire male e spettegolare tra loro, proprio perché sono semplici spettatori delle vite degli altri.
Poi c’è l’Accusa, ovvero Fabio stesso. Perché Fabio (o meglio una sua copia) accusa se stesso? Perché è lui stesso che si sente in difetto, lui sa inconsciamente di essere in difetto, sa di aver nascosto qualcosa talmente nel profondo che ora neanche lui riesce più a leggere cosa.
Il Giudice prova a leggere la lettera, ma non riesce a leggerla. Un’anima può essere giudicata, ma spetta a lei voler essere salvata o meno. Deve lei lottare per la salvezza. Dunque solo Fabio può leggere quella lettera. Solo lui può decidere se affrontarla e lottare per la sua anima, o arrendersi al giudizio del tribunale. E lui cerca di lottare. Ma a prima vista la lettera lo mette ancora più di fronte a qualcosa di grave che può aver fatto. La lettera lo avvolge completamente, ed inizia il vero viaggio interiore.
Rivive il suo passato, i suoi ricordi con Leo. Rivive la sua infanzia, le sue promesse. Il suo peccato.
Ricorda come il peccato lo abbia sempre perseguitato (sogna un bambino che chiede aiuto, ma non ricorda più chi fosse). Ricorda quando ha trovato la lettera scritta dall’amico, ricorda di quando ha ricordato chi fosse realmente e cosa avesse fatto. “Per la prima volta vede chi è davvero. E cosa ha fatto.”
Ora il giudizio può essere dato. Siete stati voi la giuria. Avete letto la sua storia, guardato come ha reagito. La lettera è stata aperta e ora la giuria può decidere.
Il mio è stato un esperimento. La giuria giudicherà Fabio adulto o bambino? Il peccato di Fabio è aver lasciato morire l’amico oppure aver dimenticato? Le emozioni del suo racconto influenzeranno la decisione? O saranno oggettivi?
Non c’è una risposta giusta. Non una risposta sbagliata. Come detto siete state marionette guidate dai fili dell’emozione. Non esiste una giuria oggettiva, proprio perché il sentimento fa parte della natura umana.
Voi avete salvato Fabio. Per voi ha meritato la salvezza. È potuto quindi uscire da quel bar, sentirsi leggero e leggere la lettera di Leo. La lettera dunque diventa metafora di peccato. Se quella di Fabio era l’abbandono di Leo, quella dell’amico era il non essere stato sincero con l’amico tanto che lui parla di “quando CI siamo lasciati”. Per la prima volta si sente grato di aver vissuto quelle emozioni con Leo, è grato di essere stato perdonato dall’amico e dunque lui stesso si è perdonato. È così finalmente può andare dove merita, vicino l’amico. Ha finalmente la possibilità di riunirsi a lui.
“Il respiro si fece più profondo, poi calmo, poi… nulla. Non fu un distacco, ma un’unione. Non fu una fine. Fu un ritorno.”
«Ci sei dovuto arrivare da solo» gli dice Leo. Proprio perché un’anima sarà sempre giudicata. Ma sta all’anima stessa lottare per la salvezza. Leo gli è sempre stato vicino. Il Bambino era lui, ma Fabio lo vedeva distorto, per paura. Di non essere capito. Di essere definito “colpevole” anche dall’amico. Ma è sempre stato lì. Ma non poteva fare niente. Solo assisterlo. Metterlo davanti la sua lettera. È Fabio che deve innanzitutto perdonare sé stesso, per potere essere perdonato.
I due amici sono insieme. Non hanno più fretta di fare. Hanno tutta l’eternità davanti. “Il tempo non era più una gabbia.” E alla loro nuova vita non manca più nulla.
Il finale è un mio piccolo pensiero che ben si adatta alla storia. Fabio non cercava il paradiso, e forse nemmeno è lì. La sua felice eternità si trova in uno spazio senza confini, né ingressi. È lo spazio che ognuno ha quando smette di fuggire dai propri errori, torna in pace con sé stesso e finalmente vive.
11/05/2025 at 21:43
Commento qui!
Le tre porte avevo capito che avrebbero portato a tre storie diverse: tipico trucco (lo uso anch’io) quando non si sa quale storia è meglio scrivere. Sono contento di aver votato la porta di legno perché così, nonostante fosse un horror, è riuscito comunque a piacermi (le ghost story sono molto belle).
Che Fabio fosse morto l’ho capito solo quando è uscito dal bar e non so il perché mentre che la giuria fossimo noi l’ho capito appena l’hai descritta. Sul resto non avevo capito un tubo!
Personalmente io avevo votato “mi astengo” perché non so giudicare le persone e volevo lasciare la palla a te 🙂 Solo leggendo i commenti successivi ho capito che avrebbe portato ad un limbo ed avrei voluto cambiare il voto. Sono contento che abbia vinto innocente, sia perché a me piacciono le storie a lieto fine, sia perché così è uscito fuori un finale poetico che mi è piaciuto.
Ciao 🙂
12/05/2025 at 08:48
Ciao Red.
Sono contento che qualcosa ti sia arrivata anche senza averla scritta direttamente. Un limite dato dai caratteri e dai capitoli è proprio la difficoltà a lasciare tutti gli indizi.
Sono ancora più contento quando hai parlato del tuo voto. Ha “dimostrato” quello che intendevo con giuria-marionetta. Le emozioni controllano molto le scelte e quindi il te di un momento ha scelto di votare astenuto e poi. avendo più informazioni e quindi nuove sensazione, saresti andato su innocente.
Detto questo sono contento che il racconto nel complesso ti sia piaciuto e spero di ritrovarti nelle mie prossime storie (ho già qualche idea in mente).
A presto!
11/05/2025 at 00:39
Ciao Lilitho,
il finale vale da solo vale tutta la storia. Poetico e coinvolgente. Sono contenta che alla fine Fabio sia stato considerato innocente, a parer mio non poteva essere altrimenti, soprattutto perchè in quel luogo senza dolore, come scrivi tu, ci si arriva solo “imparando a perdonare”.
Bravo 🙂
Spero tornerai presto con una nuova storia.
11/05/2025 at 00:45
Grazie mille per essere passata e per il commento. La giuria ha votato innocente e Fabio si è salvato. I merito di questo capitolo viene da voi lettori.
Ho scritto il commento con la “spiegazione” della storia. In cui racconto le analogie ed i riferimenti che ho fatto. Se lo leggerai fammi sapere che ne pensi e se ti trovi d’accordo con concetti/pensieri.
Alla prossima!
10/05/2025 at 23:01
1) ho pianto per la commozione
2) è un finale poetico
3) ci hai fatto penare ma hai tirato fuori il meglio di te in questo capitolo.
Rimane un unico dubbio: ma chi era il tipo che ha dato inizio a tutta la storia? Un altro se stesso? Il fantasma di Leo? O che?
Comunque noi ci leggiamo alla prossima storia.
Ciao 🙂
PS: in alcuni punti horror, in altri comico, in altri drammatico ed in ultimo poetico: devo dire che ci sai fare!
10/05/2025 at 23:16
Ciao Red. Grazie per essere passato a commentare il capitolo conclusivo.
Sono contento che ti sia piaciuto e ti abbia suscitato emozioni intense.
Per quanto riguarda il tipo all’inizio della storia (credo ti riferisca al Guardiano delle Possibilità) all’inizio era pensato diversamente dato che ogni porta creava tre storie diverse. Nell’universo che voi lettori avete scelto Fabio è un’anima che deve essere giudicata. Tutto il racconto narra il suo giudizio. Nel mezzo ci sono tante allegorie tra personaggi e situazione e mondo reale (anche se messo in secondo piano, anche la forma dei personaggi, del tribunale e del resto hanno una spiegazione e non sono lì tanto per). Quindi il personaggio iniziale era l’input che da il via al giudizio, il Bambino alla fine è Leo stesso che è sempre stato vicino all’amico, ma Fabio lo vedeva deformato e spaventoso proprio per la consapevolezza di quello che aveva fatto (prima inconscia e poi conscia). Solo alla fine, dopo aver accettato il suo passato, ha avuto modo di vedere Leo.
Il penultimo capitolo è stata la svolta. Dando a voi la scelta finale il risultato sarebbe potuto essere salvezza, dannazione eterna, o un limbo. Il finale poetico è vero che l’ho scritto io, ma parte soprattutto da voi lettori.
Poi non so, magari se ti interessa fammi sapere e scriverò un commento dettagliato sul perché ho scelto determinate forme dei personaggi, determinate parole (Anche «Ci sei dovuto arrivare da solo» ha un significato).
Detto questo, ti ringrazio ancora e… alla prossima!
10/05/2025 at 23:35
Se la metti così: io voglio sapere tutto! Adoro i retroscena 🙂
Ciao 🙂
11/05/2025 at 00:42
Scritta la spiegazione. Spero non ci siano errori. Fammi sapere che ne pensi e se ti ci sei ritrovato in alcuni concetti/pensieri.
10/05/2025 at 22:10
Eccoci giunti al finale della storia.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno seguito e supportato fino alla fine dandomi continui feedback e spunti nuovi.
Inizialmente sarebbe dovuta essere qualcosa di totalmente diverso, ma il bello della piattaforma è proprio l’adattamento che porta a cose completamente nuove.
C’è tanto da dire su questa storia, se avete curiosità o dubbi chiedete nei commenti e farò del mio meglio per rispondere.
Aspetto di leggere i vostri feedback (sperando la storia non scompaia) e alla prossima!
10/05/2025 at 00:17
Ciao Lilitho 🙂
adoro l’horror e ti devo fare i complimenti 🙂
purtroppo sono arrivato troppo tardi per interaggire con le opzioni della tua storia ma me la sono letta tutta di filia e posso dire che mi ha dato delle vibes miste tra l’horror , il cartunesco e il dramma.
Correggimi se sbaglio ma ho trovato in te delle influenze di Lewis Carroll (Alice in Wonderland) nel pezzo del tribunale impossibile, e anche un po’ di Carlo Collodi (Pinocchio) per quanto riguarda i riferimenti ai burattini e alla coscienza.
Ripeto sono arrivato troppo tardi per seguirti in questo racconto , ma hai attirato la mia curiosita’ e ti seguiro’ se deciderai di portare nuovi racconti sulla piattaforma.
Per ora posso concludere votando l’innocenza di Fabio (In fin dei conti non e’ stato lui a uccidere Leo, salvo colpi di scena nel gran finale 🙂 ) e rinnovo i complimenti per il racconto.
A presto 🙂
10/05/2025 at 01:04
BlackCat0 da quanto tempo. Sei stato tra i primi a commentare la mia prima storia sulla piattaforma (non so se ricordi “L’Oscurità in Me”) dandomi tantissimi suggerimenti e consigli,
Mi fa tanto piacere ritrovarti sotto la mia nuova storia.
So che adori il genere e quindi ogni complimento è come se valesse doppio. Nei miei racconti ho tantissime influenze diverse che fanno dai libri, ai manga, ai film e cerco sempre di fare mio quello che assimilo dagli altri.
Nella scelta finale ho dato completamente ai lettori la scelta circa il destino di Fabio un po’ per “esperimento sociale”. La backstory di Fabio influisce sulle decisioni del lettore? SI giudica Fabio bambino o adulto? Non è stato lui a uccidere fisicamente, ma ha abbandonato l’amico condannandolo di fatto. Ci sono un po’ di soluzioni, tutte giuste nel loro modo.
Spero ti ritrovarti nel capitolo finale e nelle prossime storie che scriverò. Io attendo il prossimo capitolo di Cavalcando il Fulmine.
10/05/2025 at 09:28
Certo che mi ricordo la storia 🙂 ma se non mi sbaglio al tempo avevi un diverso Username vero? 🙂
10/05/2025 at 11:53
Sì, utilizzavo un user diverso. Ma per problemi di accesso ho dovuto cambiarlo.
08/05/2025 at 14:41
ho avuto indecisione per questo ho aspettato prima di commetnare e votare e ho riletto i capitoli per capire meglio, forse mi sono immedesimata troppo nella giuria, e alla fine voto per la colpevolezza di Fabio.
08/05/2025 at 22:00
Grazie per il commento yuppy. Al momento abbiamo “Colpevole” indietro e “Astenuto” e “Innocente” a pari merito. Vedremo cosa voterà la giuria.
07/05/2025 at 11:05
Un capitolo molto bello, toccante, grazie! 😊
Hai lasciato emergere l’emotività nel lettore con naturalezza, senza forzare nulla. Mi è piaciuto molto.
Il bambino è colpevole? Forse. La consapevolezza dell’azione non è secondaria. Il suo punto di vista dell’epoca era limitato. Il Fabio adulto non può riparare in nessun modo, nemmeno “confessando”.
Un crimine “colposo” che gli ha segnato l’esistenza e con il quale dovrà convivere. Un ergastolo in libertà, sì. Ma il carcere più crudele resta quello della memoria.
Bravissimo. 😁
P.S. Curiosità: la terzultima riga al presente, che rompe il flusso, l’hai pensata come uno zoom narrativo? Perché funziona, ma salta fuori dissonante e non so decidere se è un vantaggio o no. 😊
08/05/2025 at 09:42
Grazie Pietro per essere passato e per il commento. Ho creato questa storia pian piano agli occhi del lettori proprio per farlo entrare in empatia con Fabio, creando in qualche modo un legame. Tutto per arrivare all'”esperimento” di lasciare a voi lettori la sorte del personaggio a cui siete “legati”.
La tua è un’analisi corretta, ma come ho già detto non esistono risposte giuste e sbagliate, solo le sensazioni e le emozioni che il racconto ha dato al lettore.
Per quanto riguarda la frase al presente, è messa di proposito. Ho voluto spezzare il flusso per dare al lettore l’idea di presente. Per marcare il focus su Fabio che comprende cosa ha fatto e chi è realmente (un assassino? un bugiardo? un traditore?). La frase al presente l’ho intese come uno stacco per marcare che quello che Fabio ha fatto nel passato, si ripercuote anche sul presente e anzi, forse sono proprio nel presente che le ripercussioni sono più forti.
Ora sono conscio che ci sarebbero potute essere millemila soluzioni diverse per fare la stessa cosa senza rendere dissonante il testo, ma questa è la soluzione che è venuta a me, anche se non la migliore 😂