Missione Terra 2.0

Nuovo contatto

«Sei sicuro dell’indirizzo?» Nike aveva dei seri dubbi che una veggente vivesse in una tale topaia. «Così dice Facebook» rispose Reebok, mentre armeggiava con il cellulare.

Il suo compagno si era perfettamente adattato al nuovo mondo e, mentre lui amava leggere e informarsi attraverso mezzi più convenzionali, come libri e quotidiani, Reebok preferiva tenersi aggiornato utilizzando i social.

L’insegna, illuminata da LED viola, riportava la scritta: Madame Artemisia – Cartomante e Medium.

Nella piccola vetrina, a fianco della porta oscurata da vernice nera, erano accatastati in maniera caotica oggetti dall’aria tutt’altro che mistica. Una sfera di cristallo giaceva accanto al suo piedistallo – doveva essere caduta e nessuno si era preso la briga di sistemarla – e una mano di vetro, con un occhio al centro e il palmo rivolto verso l’esterno, si ergeva dritta e perentoria, come ad allertare i malcapitati, dissuadendoli dal varcare la soglia. Completavano l’esposizione: qualche gatto nero di plastica scolorita, dei sottopentola con pentagrammi dipinti a mano, e altri oggetti la cui unica proprietà sovrannaturale sembrava essere la loro stoica resistenza all’accumulo di polvere.

Sul vetro della porta erano appesi dei cartelli. Uno elencava i servizi forniti da madame Artemisia: consulenze esoteriche, cartomanzia, aura riding (che Nike immaginò fosse “reading”) e cristalloterapia. L’altro diceva: Scopri il tuo destino – Prima seduta a metà prezzo.

E sotto, ancora: Si accettano carte di credito e bancomat.

Nike guardò Reebok senza dire una parola. Inarcò un sopracciglio e incrociò le braccia la petto.

«Che c’è?» berciò lui. «Mi hai chiesto tu di trovarti una veggente, e questa aveva le migliori recensioni su internet».

«Speravo in qualcosa di più… professionale».

Nike sospirò, poi riportò lo sguardo a quel gioiello di magia mistica, incastonato tra una lavanderia a gettoni e un kebab. Poco più in là, gli avventori di un bar-tabaccheria li stavano fissando. Sospettò che stessero aspettando di vedere cosa avrebbero fatto, probabilmente ci avevano anche scommesso sopra.

«E va bene» borbottò mentre afferrava la maniglia, «del resto, dobbiamo trovare qualcuno prima che Asmodeo utilizzi ancora il corpo di Maddi come canale di comunicazione».

Entrando nel negozio, Nike scorse con la coda dell’occhio uno degli uomini del bar allungare una banconota all’altro. Poi, un eco di risate strozzate.

Un campanellino sopra la porta accompagnò il loro ingresso.

Una zaffata di incenso gli otturò le narici. Reebok esplose in un accesso di tosse.

«Benvenuti nel mio umile santuario». Da qualche parte, nella foschia grigia di quei vapori aromatici, risuonò una voce femminile dal tono solenne. A Nike parve di percepire nell’aria anche un odore erbaceo e terroso, vagamente speziato.

Attraversarono quella specie di affumicatoio fino al bancone, dove li accolse un donnone dai capelli biondo-platino modellati in spirali impossibili che si avvitavano verso l’alto, sfidando la forza di gravità. L’abbondante trucco le conferiva un’età imprecisata tra i quaranta e i sessant’anni. Dietro di lei, accanto a un passaggio drappeggiato da una tenda di perline colorate, una vecchietta era appollaiata su uno sgabello. Stava lavorando a maglia, sferruzzando con aria concentrata una lunga sciarpa di colore lilla. Se non fosse stato per i movimenti rapidi delle mani, che armeggiavano i ferri da lavoro con allenata sicurezza, l’avrebbero scambiata per un qualche animale imbalsamato.

«Oh, siete voi» esclamò la donna dalla grottesca acconciatura. L’improbabile Madame Artemisia allargò le braccia in un gesto di accoglienza. «I miei spiriti guida mi avevano avvisato del vostro arrivo».

Il grinzoso avvoltoio mummificato, intanto, continuava a sferruzzare nell’angolo, indifferente.

«Sai chi siamo?» chiese Nike, sorpreso.

«Certo, siete due anime antiche alla ricerca della verità» disse Artemisia, in tono altisonante.

«Tse!» bofonchiò la vecchina senza distogliere lo sguardo dal suo lavoro a maglia. L’altra la ignorò.

Nike e Reebok si scambiarono uno sguardo tra il divertito e il perplesso.

«Abbiamo bisogno di una medium» tagliò corto Reebok. «Qualcuno che faccia da tramite tra questo mondo e… l’Oltretomba».

«Ah! Capisco». La veggente incrociò le dita delle mani e assunse un’espressione pensierosa. «Dovete contattare un vostro parente defunto. Vi serve una seduta spiritica. Devo avvisarvi: si tratta di una pratica complessa e… costosa».

«Ah-ah» commentò sarcastico l’uccello imbalsamato, dall’alto del suo trespolo. Stavolta Artemisia le rivolse un’occhiataccia di traverso, ma la vecchia sollevò una natica e le rispose con una sonora puzzetta. Per fortuna, la flatulenza venne soffocata dai miasmi mistici che saturavano l’ambiente.

«È possibile farla adesso?» chiese Nike. «Abbiamo un po’ di fretta».

«Mi avete preso per una dilettante?» sbottò la medium con aria offesa. «Serve preparazione e—»

«Piantala, putrida zoccola!» gracchiò la vecchia mummia, interrompendola. La voce era quella di Asmodeo.

Asmodeo crederà alle informazioni rivelate da Nike e Reebok nel negozio di Artemisia?

  • Sì, ma i due demoni dovranno provare di non essersi rammolliti, compiendo un atto efferato ai danni di un umano a loro scelta. (60%)
    60
  • No, rinnoverà le sue minacce nei confronti di Selene e Maddi se non scopriranno le vere intenzioni di Michele. (30%)
    30
  • Sì, si berrà tutta la storia, e per un po’ staranno tranquilli. (10%)
    10
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126 Commenti

  • Buon Natale da un “demone” e miao dal suo cattivissimo capo. Che finale!, questa nostra piccola Terra, con i limiti dell’umanità che la popola è davvero contagiosa. C’è forse vita nell’universo ma la Terra e noi siamo unici, questo è sicuro!
    Gran bella storia, grazie Laura per averla raccontata.
    🙋‍♂️🌻

  • Ciao Laura. Ora che ho un po’ di tempo per scrivere e leggere ho recuperato Missione Terra e Missione Terra 2.0. Mi è dispiaciuto molto non aver potuto giocare insieme a te con la storia.
    Entrambi i racconti sono volati in un batter d’occhio, tanto era scorrevole e piacevole la lettura.
    Mi piace come crei le situazioni, delinei i personaggi e li fai interagire tra loro.
    Spero in una tua prossima storia a breve.

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