Potevo diventare uno STALKER vol 2

Dove eravamo rimasti?

e moh? si (100%)

Sardegna, tra vibrazioni e farsa

Ho finito le citazioni

(Marcus)

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(“Ah, ragazzi, pensate che il nostro Ciccio pasticcio stia per andare in un luogo paradisiaco, giusto? E invece no. La Sardegna non è il sogno che si immaginano tutti. No, questa è una versione in cui i cliché vanno a farsi benedire. Ma andiamo con ordine.”)

Il viaggio per la Sardegna non era proprio una fuga romantica. No, Ciccio e compagnia dovevano andare là per un lavoro, o meglio, una specie di missione impossibile. Un cliente aveva pagato il viaggio per mettere a posto un’abitazione. E immaginatevi il resto. Non era la tipica vacanza che ti vendono nei pacchetti. Il posto, sinceramente, non era così invitante come te lo raccontano nei cataloghi. I sardi, poi, non erano proprio i tipi più accoglienti. Un po’ di razzismo in più, un po’ di distanza, ti guardano sempre come se fossi un alieno in visita.

(“Ragazzi, scommetto che i sardi pensano che tu stia arrivando per rubare l’anima di qualcuno. Ma non è nemmeno tanto quello. È che Ciccio, il nostro protagonista, stava cercando di fare il turista in un posto dove nessuno lo voleva.”)

E poi c’era la roccia. Una strana vibrazione emanava dalla terra, o forse era solo la sua paranoia che si stava intensificando. Ad ogni modo, non c’era nulla da fare. Il posto era desolato. Zero divertimento, zero sballo, e anche zero opportunità di divertimento con le bitch.

“Ok, Ciccio, dove pensi di andare a divertirti qui?” gli chiesi. La risposta? “A casa del cliente. Che bellezza.” Ogni tanto, tra una battuta e l’altra, si scambiavano messaggi con la ragazza, ma certo, non si mandavano foto, che schifo. Come si fa in una relazione, no? Giusto, ma lei ogni tanto lo ascoltava. Che dire, stava cercando di capire che pensieri passavano per la testa del suo fidanzato. Un po’ strani, un po’ deviati, ma tutto questo lo portava a sentirsi ancora vivo. Anche se in fondo, le sue conversazioni finivano sempre per toccare il tema di “ammazzare qualcuno”. Ma non preoccupatevi, era solo una fase.

(“Comunque, un consiglio per le donne sarde: se vedete qualcuno che vi sembra carino, non state a fare le timide! Fatevi avanti, cazzo! Quindi Silvia, ascoltami bene, quando torni da quella terra arida, spero che tu non faccia più la finta disinteressata.”)

E quindi, dopo un mese di peripezie (sì, perché il nostro Ciccio è un esperto in farsi il culo senza combinare un cazzo), finalmente arriva il momento del ritorno. Di nuovo nella sua città, un po’ più scarico mentalmente, ma comunque solido nelle sue convinzioni. A lui non gliene fregava una mazza di quello che era successo con Giulia, o chi stesse frequentando ora. Quello che contava era l’illusione che stesse migliorando, stesse diventando qualcuno di più. Ma la realtà? Quella è sempre lì, pronta a schiaffarti in faccia. Giulia non c’era. E non sarebbe tornata mai più. E lui? L’eroe del giorno? Lui ritorna a casa, fiero, come se fosse in qualche modo cambiato. E la farsa continuava, ragazzi.

(“Perché la vita di Ciccio, come quella di tanti, non è mai davvero cambiata. Lui si è sempre messo la maschera, ma sotto c’era sempre lo stesso schifo di persona. Eppure, ragazzi, il sogno di riconquistare la sua ex era ancora vivo. Non c’era più la vicina, non c’era più il sogno di un amore perfetto, ma c’era una costante: l’illusione che bastasse fare qualche cambiamento stupido per sistemare le cose. Ma come finisce questa farsa? Restate sintonizzati.”)

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