La trappola
Sono in un bar all’aperto.
Sto sognando.
Sembra essere sera. Sono in fila al bancone, e davanti a me ci sono alcune persone che sono arrivate prima di me e che stanno per essere servite.
Ho la sensazione di conoscerne qualcuna, e che qualcuna conosca me.
Tra queste c’è anche Francesca, che si gira e mi saluta. Ricambio il saluto. È una cara amica. Ci conosciamo fin da piccoli.
Proprio affianco a lei c’è una ragazza, che inizialmente immagino sia una sua amica. Anch’essa mi saluta, ma ha qualcos’altro da dirmi.
Bella, più alta di Francy, con una chioma rossa che le arrivava circa all’altezza delle spalle; uno sguardo amichevole, ma con dentro una punta di fascino che quasi mi spaventa; è giovane, non molto truccata, e mi guarda con due occhi da simpatica, ma che lasciano intravedere una forza attraente che sembra quasi voler tenere a freno, non riuscendo a nasconderla del tutto.
Mi guarda, e poi mi dice qualcosa del tipo: “Come stai? Che bello vederti!”. La voce ha la decisione del violino, la profondità del violoncello e la suadenza del clarinetto. Mi avvicino quasi come fosse per me automatico, per sentire meglio cos’altro ha da dirmi.
Segue un’amalgama di parole, che non riesco a ricordare.
Ricordo bene però che mi suonavano all’orecchio una più armoniosa dell’altra, nella mia bocca come il sapore del miele, con qualcosa del tipo: “Sarebbe bello poterci rivedere, magari passare un po’ di tempo insieme…”, tutte parole che mi suonavano come la melodia del pifferaio ai topolini, che mi attraeva a lei. La cosa strana è che nessuna di queste parole sembrava compromettente per me, perché immaginandomi già impegnato, qualunque parola un minimo più affettuosa o romantica da parte sua mi avrebbe fatto rizzare bene le orecchie.
Invece lei no.
Mi parlava affettuosamente e io niente, non avvertivo fastidio.
Mi invitava a vederci più spesso e io niente. La cosa non mi stonava.
Mi diceva parole dolci ma io niente: per me erano parole comode e per nulla compromettenti.
“E poi a me piace, sai, sentire i tuoi baci sul collo”
Anche difronte a queste parole per me è come se niente fosse, non avverto alcun allarme né necessità di mettere distanze. È come se avesse aggirato i miei sistemi di sicurezza; avesse utilizzato parole specifiche per parlarmi, scelte accuratamente e a lungo prima che ci incontrassimo; parole che in me non suscitavano alcuna sensazione di fastidio o di inadeguatezza.
Aveva eluso le mie difese, aggirato il mio castello, ed era entrata indisturbata.
Si, era entrata, e lo sentivo.
Sentivo che era entrata, era evidente: pendevo dalle sue labbra, volevo che continuasse a parlare, non volevo che staccare i suoi occhi dai miei.
Mi aveva preso.
Ero tutto rivolto verso di lei, attratto solo da lei.
Volevo solo lei.
Con la coda dell’occhio vedevo intanto Francy che mi fissava, con uno sguardo apprensivo, e sento la sua voce che, forse telepaticamente, mi dice qualcosa del tipo: “Non fidarti, questa ti vuole usare! So come fa, e lo ha già fatto con altri!”
A queste parole vengo un po’ scosso, e il mio sguardo sembra cambiare: mentre continuo a guardarla negli occhi e sentirla parlare intravedo nei suoi modi qualcosa di ambiguo, di celato, addirittura di malvagio.
Sento che da lei proviene una strana energia, che mi attira a sé, che attrae il mio corpo verso il suo; è un’energia forte, che ha un dolce profumo.
Ma sento che c’è qualcosa infondo che non è buona, qualcosa che non mi fa bene, qualcosa che vuole rovinarmi.
Ma ormai mi ha preso, sono tra le sue braccia ancora prima di esserlo.
Sono sulle sue labbra ancora prima di esserlo.
Sono tra i suoi capelli ancora prima di esserlo.
Lei continua a parlare, ma, prima ancora di esserlo, sono già dentro di lei.
Cosa succederà?
- Stacco - comincia tutto un altro sogno (22%)
- Il sogno continua e scopriamo come si evolve la faccenda (33%)
- Mi sveglierò, ma magari sarà stato un sogno premonitore... (44%)

22/02/2025 at 09:54
Ciao Bells,
dai ci sta l’idea di usare il sogno per fare brevi racconti piccanti, vada per l’approfondimento del sogno!
Buon lavoro 😊
17/02/2025 at 13:42
Incipit molto promettente ! Hai scelto un genere difficile e lo stai “trattando bene” ti seguo volentieri!
Ho scelto lo stacco …. ma non c’è un perchè specifico era quella che più mi attirava ! 🙂
29/01/2025 at 11:02
Bene, iniziamo bene.
I sogni, le rosse, la distruzione delle difese…
Vediamo come si evolve, questo sogno premonitore.
25/01/2025 at 18:09
Ciao, molto bello il tuo incipit 🙂
Nei sogni, le difese che ci costruiamo nella vita reale, cadono, e spesso le altre persone rappresentano altre versione di noi.
Sembrerebbe che il protagonista, nel sogno, sia attratto da questa ragazza bella e misteriosa, ma le emozioni, quando sono forti e inaspettate, spaventano. Ed ecco allora che l’amica interviene, come il grillo parlante, o la rappresentazione delle nostre paure, a metterci in allerta.
Ma ormai è troppo tardi. Sarà un bene per lui, oppure no?
Voto che si tratti di un sogno premonitore, e sono curiosa di vedere cosa accadrà nella veglia.
Alla prossima 🙂
24/01/2025 at 17:14
Ultimamente sul sito si stanno ripresentando delle buone storie anche di questo povero “eros” spesso qui bistrattato… ché scrivere bene di questo genere è piuttosto difficile senza scadere nel becero p.orno! Devo dire che mi piace il tuo incipit e seguirò volentieri l’evolversi del sogno 😊
24/01/2025 at 15:59
Sedotto e fulminato, all’istante. È la voce che ti fa cedere; quando una donna che ti piace ha una voce come quella che descrivi cominci a sognare.
Vediamo dunque se si è trattato di un sogno premonitore.
Benvenuto
🙋♂️