Dove eravamo rimasti?
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Amylee rimase immobile, il cuore martellante nel petto. Il ristorante sembrava essersi cristallizzato attorno a lei. Un silenzio innaturale si era posato come un velo pesante, rotto solo dal lento avanzare del cameriere. Gli altri clienti, che fino a poco prima erano figure indistinte immerse nei loro mondi ovattati, ora la fissavano con occhi completamente neri. Il loro sorriso era sbagliato, troppo largo, troppo fisso, una maschera di cera sul volto.
Il cameriere si avvicinava con calma, ogni passo scandito da un’ombra che sembrava piegarsi attorno a lui, come se il mondo stesso si adattasse alla sua presenza. E poi cambiò.
Il viso mutò, i lineamenti si affilarono, la pelle si scurì come velata da un’ombra impalpabile. Capelli neri come la notte incorniciavano un volto pericolosamente affascinante, con occhi altrettanto scuri e profondi come pozzi senza fondo. Il suo sorriso, lieve e perfetto, voleva essere rassicurante, ma non lo era. No. Era il sorriso di un predatore che aveva appena affondato i denti nella carne della sua preda.
Con movimenti lenti e studiati, afferrò il coltello ancora conficcato nel petto di Damien e lo sfilò con una facilità innaturale. Il corpo dell’uomo sussultò, un gemito strozzato gli sfuggì dalle labbra. Amylee sentì il sangue colarle sulle mani, caldo, denso, come una carezza oscena.
“Non devi sentirti in colpa,” le disse lo sconosciuto con voce suadente, mentre con grazia posava la lama sulla gola di Damien. “Hai solo fatto ciò che meritava.”
Il movimento fu rapido, preciso. Un gesto di pura eleganza. La gola di Damien si aprì con un sussurro umido, e il sangue schizzò ovunque, macchiando la tovaglia immacolata, le sue mani, il suo viso. Damien emise un rantolo soffocato prima di crollare a terra, abbandonato come un burattino senza fili. Il suono del suo corpo che colpiva il pavimento fu assorbito dal silenzio innaturale che ancora aleggiava nella stanza.
Lo sconosciuto posò il coltello con un gesto misurato e si sedette di fronte a lei. Estrasse un fazzoletto bianco e con meticolosa lentezza si pulì le mani sporche di sangue, quasi fosse un rituale. I suoi movimenti erano calmi, controllati, ma Amylee percepì l’eccitazione che lo attraversava. Quell’uomo era contento. Soddisfatto.
“Piccola Amylee, non devi temere,” disse infine, sollevando lo sguardo su di lei. “Io ti sto solo liberando da tutti i pesi che credi di dover portare.”
Amylee si sentì svuotata, come se il mondo intero si fosse ridotto a quell’uomo e alle sue parole.
“Chi sei?” domandò, la voce un soffio tremante. “Come fai… come è possibile tutto questo?”
Lo sconosciuto sorrise. Si sporse leggermente in avanti, i suoi occhi scuri incatenando i suoi.
“Pensaci, Amylee. Tu sai chi sono… Mi hai cercato. Io sto solo rispondendo alle tue richieste.”
Il battito nel petto di Amylee accelerò. La stanza attorno a loro si fece sfocata, irreale. Aveva davvero cercato lui? Quale parte oscura di sé aveva evocato quell’essere?
Un brivido le corse lungo la schiena.
Non poteva distogliere lo sguardo da lui.
E, per la prima volta, si chiese se voleva davvero farlo.
Stranamente, si sentì calma. Non più in pericolo. Il terrore che aveva provato un attimo prima sembrava svanito, sostituito da una strana sensazione di sollievo.
“Quando ti avrei cercato?” chiese, la voce un soffio tremante. “Non ricordo nulla.”
L’uomo inclinò leggermente la testa, un lampo divertito nei suoi occhi scuri. Poi, con un gesto fluido, infilò una mano nella tasca della giacca ed estrasse un libro. Lo posò delicatamente sul tavolo, facendolo scivolare verso di lei.
Amylee lo riconobbe all’istante. Un brivido le attraversò la schiena.
“Questo…” mormorò, incapace di distogliere lo sguardo.
Lo aveva comprato in un vecchio negozio di cose usate durante una gita a Salem, poco prima di Halloween. Era per la sua tesi. Il libraio le aveva detto che era il “Libro del Comando” di una vecchia strega, un falso turistico senza valore reale. Eppure, l’aveva affascinata. Ricordava di averlo sfogliato quella notte, nel motel, di aver sorriso leggendo un rituale per evocare il Diavolo. Un gioco, nulla di più.
O almeno, così aveva creduto.
Il respiro le si bloccò in gola. Sollevò lo sguardo sullo sconosciuto.
“Tu…” disse a fatica. “Sei il Diavolo?”
L’uomo sorrise.
“Molti chiedono il mio aiuto,” rispose, con un tono quasi annoiato. “Disperati, senza spina dorsale, rifiuti che nemmeno l’Inferno vuole davvero. Perdite di tempo.” Si sporse leggermente in avanti, il suo sguardo incatenandola con una forza ipnotica. “Ma tu, Amylee… tu potresti essere grande.”
Amylee trattenne il fiato, il cuore martellante nel petto. Il Diavolo – perché ormai non poteva più negarlo – la osservava con quel sorriso quieto e letale.
L’uomo infilò una mano nella tasca interna della giacca e ne estrasse qualcos’altro.
Il suo cellulare.
“Scegli tu come usarlo,” mormorò lui,
Scegliere. Poteva farlo davvero? La libertà era a portata di mano,
Il Diavolo la fissava con la certezza di qualcuno che conosce già la risposta.
Quale decisione prenderà Amylee ?
- continuerà a parlare con il Diavolo cercando di capire cosa voglia esattamente da lei (67%)
- Affascinata ed incuriosita deciderà di rileggere il libro di quella strega (11%)
- Userà il cellulare per chiamare qualcuno (22%)

01/04/2025 at 14:10
Interessante storia e capitolo. Voto per il dialogo col diavolo
27/03/2025 at 20:17
Ciao Nocturn.
Parto col dirti che l’horror è uno dei generi che più adoro leggere.
Leggendo la trama mi aspettavo una storia diversa, ma la piega che ha preso mi sta piacendo. Mi piace lo stile e il tuo modo di scrivere, le descrizioni sono scritte molto bene e, soprattutto, inserite nei punti corretti.
La scena del cameriere/Diavolo che “finisce” Damien è molto, molto ben scritta, con un corretto bilanciamento tra “azione” e descrizione.
La scelta del Diavolo è un po’ inflazionata, ma comunque da una stessa base possono partire infinite possibilità, quindi non lo vedo come un punto negativo. Quello che penso è che tu abbia voluto creare la sensazione della protagonista che da “imprigionata” diventa “auto-imprigionata”.
Per quanto riguarda le scelta, credo che la Amylee userà il cellulare; fossi in lei non sentirei i bisogno di rileggere il libro e potrei già immaginare cosa il Diavolo voglia da me, l’ho chiamato io…
Al prossimo capitolo!
PS — anche io sto scrivendo una storia horror, se ti va passa per una lettura e un feedback
19/03/2025 at 16:01
Ciao, ho finito di leggere il primo episodio, mi piace l’ambientazione e il ritmo, insieme al linguaggio evocativo che condisce gli eventi con un effetto soprannaturale. Ti seguo e continuerò a leggere!
18/03/2025 at 21:51
Ciao, non la trovo una scelta banale quella del diavolo, anzi a me ha stupito. Ho scelto che Amylee rimanga a parlare con lui. Brava!
13/03/2025 at 14:32
Ciao,
A parte “il brivido che corre lungo la schiena” che, al di là di essere un po’ troppo inflazionato, hai ripetuto due volte, per il resto è scritto bene.
Cavoli! Il Diavolo in persona! Sarà dura uscire da questa situazione per Amylee … 😱
Anche se chiamasse qualcuno al cellulare non le servirebbe a molto, visto che ormai è lì tanto vale capire cosa vuole il diavolo e magari se riesce a individuare spiragli per uscire da questo casino 🤷🏻♀️
Vediamo come la porti avanti
Alla prossima ♥️
13/03/2025 at 17:37
Ciao laura M, devo stare attenta al “brivido lungo la schiena” proverò a trovare altri termini perchè hai ragione li ripeto spesso . grazie molte per i tuoi commenti
13/03/2025 at 12:39
Siamo al capitolo 6, quindi continuerà a parlare con il Diavolo cercando di capire cosa voglia esattamente da lei.
Mi è venuto mal di pancia a leggere il capitolo: la scena è abbastanza disgustosa. Però è ben scritta. Poi… non so: forse ho trovato scontato il diavolo evocato per gioco… o forse mi aspettavo che la risposta di chi era comparisse più avanti…
Ciao 🙂
13/03/2025 at 17:36
Ciao Red, forse in seguito capirai perchè ho fatto arrivare la risposta così “presto” , sul gioco per evocarlo mi rendo conto sia banale ma mi piaceva l’idea che Amylee che prima credeva d’essere stata catturata arrivasse a realizzare che si è “imprigionata” da sola giocando con cose molto più grandi di lei . grazie per resistere a questa storia
13/03/2025 at 04:01
Essendo due votazioni al 50 ho scelto per quella che avrebbe “aperto” un pò le porte al mistero che c’è dietro a Blackmorr manor , dato che mancano pochi capitoli .
06/03/2025 at 22:22
Ciao, mi piacciono sempre molto le tue descrizioni, arricchiscono le scene. Anche secondo me la prova non è stata superata. Il cameriere non è un tipo qualunque, credo possa essere il carceriere. Molto brava!
13/03/2025 at 03:58
ti ringrazio molto . mi auguro che possa piacerti anche il seguito .