Gomi
Le stelle.
Kyo le guardava continuamente sin da quando era bambina. Restava immobile per ore a fissarle e sognava di viaggiare tra quegli ammassi di materia incandescente.
Quando qualcuno la stuzzicava scherzosamente, asserendo che i suoi piccoli occhi avevano assunto quella forma allungata a causa delle lunghe giornate passate ad osservare il cielo, Kyo rispondeva che ne valeva la pena perché se vivi su Gomi non puoi sperare di posare lo sguardo su nulla di più bello.
Ne erano consapevoli quelli che, ormai sempre più di rado, guardavano il cielo solo per citare le fatiche e gli orrori vissuti dai loro antenati quando, durante la Guerra, quella con la G maiuscola che non più di trecento anni prima aveva devastato l’intera galassia, non vivevano ancora su quel pianeta-discarica. Lo sapevano anche tutti coloro che non perdevano occasione per ribadirle che quella immensa distesa di immondizia, che chiamavano casa, non era poi così male.
Kyo non dubitava che molti temessero l’ignoto e preferissero una dura vita di lavoro tra i rifiuti, negli impianti o nei laboratori di ricerca di Gomi, alla perdurante instabilità assicurata da una esistenza da nomade nell’universo. Non riusciva però ad accettare che la propria esistenza fosse vincolata da regole stabilite centinaia di anni prima della sua nascita e la fede cieca che la maggior parte degli abitanti di Gomi, compresi tantissimi suoi coetani, riponeva in esse. In fondo, era consapevole di amare il suo pianeta natale e che, in ogni caso, vi avrebbe trascorso diversi periodi della propria vita ma non concepiva di essere vincolata a restarvi contro la propria volontà. Su Gomi c’erano grandi progetti e ciascuno dei suoi abitanti era un ingranaggio la cui assenza avrebbe potuto bloccare la macchina. O almeno, così si insegnava nelle scuole. Non era la verità. Di sicuro, però, in un luogo ostile come Gomi era decisamente più difficile rimpiazzare qualcuno che nei mondi su cui sorgevano stermiante megalopoli. L’immobilismo sociale era l’anima del pianeta-discarica. Ciascuno era formato a seconda delle proprie capacità e inclinazioni.
Ogni volta che Kyo parlava dei suoi progetti di lasciare il luogo su cui era nata e cresciuta, soprattutto i più anziani le sorridevano con accondiscendenza ma chiudevano la conversazione dicendo che era ancora troppo giovane per capire. La ragazza si era spesso chiesta cosa intendessero.
“E poi chissà cosa si nasconde tra le stelle”, la canzonavano di continuo. “L’immondizia è più semplice. Tra i rifiuti si celano minacce gestibili per chiunque sia nato su Gomi. E infinite opportunità. Puzzano. Ma l’odore è sopportabile, soprattutto se essi rappresentano la tua unica fonte di sostentamento”.
Su Gomi lo erano, da quasi tre secoli. Per migliaia di anni, quel pianeta non aveva avuto nemmeno un vero nome. Era un mondo per lo più desertico, disabitato e inospitale, a cui gli esseri umani si avvicinarono solo per scaricare prima i detriti spaziali, prodotti in secoli di esplorazione della galassia, poi anche i rifiuti prodotti sugli altri pianeti abitati del sistema.
All’indomani della seconda guerra galattica, nota su Gomi semplicemente come la Guerra, il neonato Consiglio Galattico decretò che i membri della fazione sconfitta, in particolare anziani, donne, bambini e quanti non avessero preso parte a scontri e crimini, potessero continuare a vivere sui loro pianeti di origine esclusivamente a patto di rinunciare ai propri diritti civili e politici. L’alternativa: l’esilio su pianeti disabitati della galassia stessa o al di fuori dell’Ellittica. Tutti ebbero un anno di tempo, durante il quale furono considerati prigionieri e alla fine del quale lo sarebbero rimasti per tutta la vita, per comunicare la propria decisione.
Pur privati di ricchezze e diritti, la maggior parte dei popoli sconfitti rimase sui propri pianeti natali. Lasciare la galassia equivaleva allora a una condanna a morte. La ricerca di un pianeta colonizzabile ed adatto alla vita ad una utopia con scarsissime probabilità di vedere la luce. Tra i pochi a scegliere la terza via ci fu un gruppo di ingegneri, biologi e chimici.
Alla base della decisione una idea semplice solo sulla carta: stanziarsi sull’arido pianeta-discarica, all’orlo estremo della zona di abitabilità dell’Ellittica. Un impresa resa improba non solo per la scarsità di mezzi di sostentamento a loro disposizione ma anche dall’unica richiesta avanzata al Consiglio Galattico: l’intera galassia doveva continuare a depositare su quel mondo i rottami spaziali e i rifiuti prodotti. Nessun altro pianeta dell’Ellittica avrebbe avuto una discarica fino a quando anche una sola comunità avesse vissuto sul suolo di Gomi. L’accordo sancì la partenza di un gruppo di donne e uomini che misero a rischio la loro stessa esistenza pur di non vivere da schiavi.
Nonostante la rarefatta atmosfera, l’attrazione gravitazionale piuttosto bassa e la scorsa illuminazione naturale, cinque anni dopo la Guerra, su Gomi nacque il primo insediamento umano.
Cosa desterà Kyo dalla sua sessione di osservazione del cielo?
- delle urla in lontananza (0%)
- una nave cargo giunta su Gomi per scaricare rifiuti (80%)
- un animale che si muove tra i rifiuti della discarica (20%)

26/05/2025 at 22:57
Carino!
Peccato per la lunga pausa ma è venuta fuori una bella storia. Kyo è un personaggio simpatico. Heinbury continua a lasciarmi perplesso…
Noi ci leggiamo alla prossima storia 🙂
Ciao 🙂
PS: Era una giraffa!
27/05/2025 at 18:44
La pausa non era voluta ma è stata forzata, alla fine un episodio a settimana si può scrivere senza troppe difficoltà quando non si incastrano impegni di tutti i tipi in modo strano.
PS: esattamente, contento che si capisse 😃
26/05/2025 at 18:00
Ciao Nome A Caso 🙂
Hai scritto davvero un racconto interessante e piacevole, i miei complimenti 🙂
La ricostruzione alla fine era quella del pianetta terra, a noi cosi’ vicino ma ai tempi di Kyo cosi’ lontano 🙂 E bello perche’ ti provoca una certa nostalgia di un qualcosa che a dir la verita vediamo tutti i giorni (bravo in questa ci hai saputo fare 🙂 )
Un po’ sorpreso sulla scelta di Kyo alla fine, ma sono contento che il finale non sia chiuso, anzi, e’ una vera e propria rampa di lancio per un continuo, o comunque un’altra storia che veda Kyo protagonista 🙂
Io comunque rinnovo i complimenti e ti aspetto con la prossima storia 🙂
26/05/2025 at 18:02
Grazie mille!
26/05/2025 at 08:02
Ciao, 🤗
Devo dire che la scelta di Kyo mi ha sorpreso in senso positivo, non è stata una scelta facile😊
Bella scelta di finale ♥️
26/05/2025 at 18:02
Grazie, in realtà, ed è il motivo per cui non ho proposto un sondaggio sul finale, per le scelte fatte nel corso dei vari capitoli e il personaggio che si è andato delineando mi sembrava l’unica scelta veramente sensata (e dire che poteva finire molto male se avessimo percorso altre strade 😀)
22/05/2025 at 22:11
Io voto Hard Sci-Fi perché ne ho letti pochi di decenti.
Ciao! Sinceramente non so cosa aspettarmi da questo Heinbury: al posto di Kyo non saprei se essere emozionato o terrorizzato…
Il resto dei commenti, dopo il finale 🙂
Ciao 🙂
22/05/2025 at 23:47
Grazie!
22/05/2025 at 11:50
Ciao Nome a Caso 🙂
ci vuoi lasciare sulle spine a un passo dal finale 🙂 Bravo questo e’ lo scopo del gioco 🙂 Facci soffrire cosi’ adesso dobbiamo aspettare una settimana per sapere di cosa parla Heinbury (O Henbury come hai scritto nel titolo , qual’e’ il suo nome allora? XD )
Sono contento che gia’ stai lavorando ad una nuova storia , un po’ meno che hai messo come opzioni la scelta per la prossima storia, io avrei aspettato all’ultimo capitolo,magari scriverlo come messaggio sotto la storia, sembra che il finale sia gia’ deciso e che ormai non hai piu’ interesse in questa storia e ti stai dedicando gia’ alla prossima,mentre noi vogliamo ancora giocare con questa e poi pensare alla prossima 🙂
Un’altra cosa secondo me hai dedicato troppo spazio alla descrizione di questo grattacielo e poco spazio all’incontro tra Kyo e Ray che doveva essere la chiave portante del capitolo 🙂
Comunque sono solo punti di vista di un gatto pignolo 🙂
Io adoro i gialli e credo che tu ci sai fare con i misteri , percio’ voto per il giallo sci-fi 🙂
E ci si lege al finale 🙂
22/05/2025 at 23:52
In realtà non è affatto disinteresse. Il finale era, insieme all’inizio, l’unica parte “pensata”. Ho dato con le scelte dei vari capitoli la possibilità di stravolgere totalmente quello che avevo pensato (esclusa la natura del progetto di Heinbury… il nome corretto a proposito è con la i) ma per le scelte fatte decretate fino a questo punto credo che la cosa più coerente fosse evitare di dare un quesito del tutto secondario, se non fuorviante. Diciamo che questo nono capitolo è la parte 1 del finale all’atto pratico. In ogni caso, il prossimo progetto (qualunque scelta vinca) è solo una idea senza ancora forma concreta
22/05/2025 at 09:15
Ciao NomeaCaso 😊
Sono veramente curiosa di scoprire qual’è il progetto a cui sta lavorando lo scienziato che spero non sia trasformarla in una delle sue mosche 😅
Si vede come la tua scrittura migliora se scrivi più spesso…
Comunque ho votato per cambio genere 😁
Bravo 😊
Alla prossima ❤️
22/05/2025 at 23:47
Grazie, in effetti tenere il ritmo aiuta. Peccato non sia sempre possibile
21/05/2025 at 17:48
Ciao nomeacaso.
Ho recuperato la tua storia attirato dalla trama e mi dispiace non aver potuto partecipare attivamente con i miei voti. Concordo con quanto detto da BlackCat0, la storia ha potenziale ed è molto ampia, cerca quindi di non affrettare troppo le cose e magari se ti senti stretto fai un sequel.
Cerca di farti vedere di più in giro. Più ti mostri, più persone ti vedranno sotto i loro racconti e quindi ti daranno dei feedback che ti aiuteranno a scrivere meglio o a darti nuove idee.
Voto per l’enorme grattacielo.
21/05/2025 at 18:49
Grazie, seguirò il consiglio.