Dove eravamo rimasti?
Il progetto
«Posso farle una domanda, Ray?» chiese Kyo. L’uomo annuì, mentre l’ascensore cominciava delicatamente a salire e a lasciarsi il caos allle spalle.
«Quanti piani ha il grattacielo?»
Heinbury rise: «Qualcuno dei progettisti potrebbe saperlo ma la verità è che abbiamo costruito un certo numero di piani secondo l’idea iniziale e, ad un certo punto, abbiamo iniziato ad aggiungerne altri in base alle necessità».
Dal vetro dell’ascensore si scorgevano laboratori di tutti i tipi, officine e sale controllo e analisi dati.
«Di cosa vi occupate qui?» chiese ancora Kyo.
«Di ciò che è necessario per vivere su un pianeta inospitale come questo. Ingegneria, fluidodinamica, chimica, biologia, medicina, genetica e biotecnologia» rispose quasi distrattamente l’uomo.
«In che modo la genetica e biotecnologia sono d’aiuto nella colonizzazione un pianeta?» domandò la ragazza.
Un sorriso beffardo si dipinse sul viso dell’uomo: «quelle forse servono più a me. A permettermi di vedere realizzato l’ultima fase del progetto. Ho novantasette anni»
«Novantasette?!» esclamò esterrefatta Kyo. “Impossibile” pensò. Che fosse anziano si intuiva. Che fosse così vecchio sembrava semplicemente una menzogna. Kyo avrebbe fatto molte domande se l’ascensore non si fosse fermato. Non era in grado di dire che velocità avessero raggiunto ma la porta si aprì su un attico. L’altezza era enorme. Dalla loro posizione era possibile osservare le cupole e, dopo che Heinbury digito un codice sul palmare, cosa fosse contenuto al loro interno.
In ognuna regnava un diverso ambiente: sulla sinistra si estendeva un deserto non troppo dissimile dal resto del pianeta ma i cui colori indicavano che la sabbia fosse composta da silicati e corbonati. E c’erano piccoli animali e qualche raro cespuglio che non poteva sopravvivere su quel pianeta inospitale. Era un ambiente controllato. Poco più avanti una distesa d’acqua si estendeva a perdita d’occhio. Kyo si voltò confusa verso Heinbury ma ciò che riuscì ad esclamare fu: «che diavolo è quello?»
Heinbury osservò sorridendente il quadrupede maculato, alto almeno cinque metri, con collo allungato e zampe lunghissime ma esili rispetto alla stazza che bruciava le foglie di quella che assomigliava ad una foresta: «È un animale molto antico».
«Non capisco» tagliò corto Kyo.
Heinbury la scrutò comprensivo: «sono certo che se le chiedessi la storia degli esseri umani lei penserebbe immediatamente alle guerre, alle ingiustizie subite dai suoi antenati, ma ce ne sono state tante di cui non abbiamo persino memoria. Ad esempio, quelle che hanno costretto il genere umano a lasciare il proprio mondo natale. Se le chiedo quali sono le origini della nostra specie saprebbe rispondermi?»
Kyo non fiatò. Heinbury continuò: «Secondo lei, noi e gli abitanti di un’altra galassia proveniamo da antenati comuni oppure specie con caratteristiche simili si sono sviluppate in maniera del tutto indipendte su mondi diversi?»
Kyo rimase in silenzio alcuni istanti, pensierosa. Infine diede voce all’unico affermazione sensata che riuscì ad elaborare: «devo supporre lei abbia le risposte».
Heinbury rise: «Diverse fonti fanno risalire gli esseri umani ad un unico pianeta, sperduto in una galassia decisamente periferica rispetto a quelli che oggi sono considerati i centri nevralgici dell’universo»
«Tutti gli esseri umani su un solo pianeta?» ribatté Kyo stupita. Non ci aveva mai riflettuto ma le sembrava impossibile che gli abitanti di Gomi e coloro che li avevano costretti al doloroso esilio potessero provenire dallo stesso luogo.
«Proprio così, lo chiamavano Terra,e noi qui lo stiamo ricreando. Animali, piante, biomi interi e persino le strutture di cui abbiamo trovato abbastanza informazioni» continuò Heinbury.
«Nonostante ciò continua a non essermi chiaro cosa faccia io qui» insistette Kyo, vedendo una strana luce negli occhi dell’uomo.
«Non voglio ricreare solo il pianeta ma anche gli esseri umani che lo abitavano, erano un unica specie ma di razze diverse. Ciascuna aveva caratteristiche peculiari» rispose Heinbury.
«I miei occhi» continuò Kyo, pensando a come le si era presentato l’uomo.
«Esattamente. Se vorrà restare qui non le faremo mancare nulla, non abbiamo nessuno qui con i suoi bellissimi occhi» esclamò Heinbury.
«E se dovessi rifiutare, potrei andare perché in tutto il tempo trascorso qui avrò lasciato sufficienti tracce di DNA da cui ricostruire in laboratorio le caratteristiche desiderate» concluse Kyo esausta.
«Non posso assicurarle che non lo faremo ma lei è una donna perspicace e in un progetto così ambizioso ci servono persone come lei» insistette Ray.
Kyo non rispose.
«Kyo, abbiamo un mondo da ricreare» continuò Heinbury.
Kyo si ritrovò a pensare al pianeta su cui era nata e cresciuta. Pensò alla fatica quotidiana per far sopravvivere la piccola comunità di Gomi, le tornarono in mente le parole di Arthur prima ed Herbert poi, e forse per la prima volta capì davvero: «qui non state ricreando. State ricostruendo. Non posso restare. Stiamo ricostruendo anche noi»

26/05/2025 at 22:57
Carino!
Peccato per la lunga pausa ma è venuta fuori una bella storia. Kyo è un personaggio simpatico. Heinbury continua a lasciarmi perplesso…
Noi ci leggiamo alla prossima storia 🙂
Ciao 🙂
PS: Era una giraffa!
27/05/2025 at 18:44
La pausa non era voluta ma è stata forzata, alla fine un episodio a settimana si può scrivere senza troppe difficoltà quando non si incastrano impegni di tutti i tipi in modo strano.
PS: esattamente, contento che si capisse 😃
26/05/2025 at 18:00
Ciao Nome A Caso 🙂
Hai scritto davvero un racconto interessante e piacevole, i miei complimenti 🙂
La ricostruzione alla fine era quella del pianetta terra, a noi cosi’ vicino ma ai tempi di Kyo cosi’ lontano 🙂 E bello perche’ ti provoca una certa nostalgia di un qualcosa che a dir la verita vediamo tutti i giorni (bravo in questa ci hai saputo fare 🙂 )
Un po’ sorpreso sulla scelta di Kyo alla fine, ma sono contento che il finale non sia chiuso, anzi, e’ una vera e propria rampa di lancio per un continuo, o comunque un’altra storia che veda Kyo protagonista 🙂
Io comunque rinnovo i complimenti e ti aspetto con la prossima storia 🙂
26/05/2025 at 18:02
Grazie mille!
26/05/2025 at 08:02
Ciao, 🤗
Devo dire che la scelta di Kyo mi ha sorpreso in senso positivo, non è stata una scelta facile😊
Bella scelta di finale ♥️
26/05/2025 at 18:02
Grazie, in realtà, ed è il motivo per cui non ho proposto un sondaggio sul finale, per le scelte fatte nel corso dei vari capitoli e il personaggio che si è andato delineando mi sembrava l’unica scelta veramente sensata (e dire che poteva finire molto male se avessimo percorso altre strade 😀)
22/05/2025 at 22:11
Io voto Hard Sci-Fi perché ne ho letti pochi di decenti.
Ciao! Sinceramente non so cosa aspettarmi da questo Heinbury: al posto di Kyo non saprei se essere emozionato o terrorizzato…
Il resto dei commenti, dopo il finale 🙂
Ciao 🙂
22/05/2025 at 23:47
Grazie!
22/05/2025 at 11:50
Ciao Nome a Caso 🙂
ci vuoi lasciare sulle spine a un passo dal finale 🙂 Bravo questo e’ lo scopo del gioco 🙂 Facci soffrire cosi’ adesso dobbiamo aspettare una settimana per sapere di cosa parla Heinbury (O Henbury come hai scritto nel titolo , qual’e’ il suo nome allora? XD )
Sono contento che gia’ stai lavorando ad una nuova storia , un po’ meno che hai messo come opzioni la scelta per la prossima storia, io avrei aspettato all’ultimo capitolo,magari scriverlo come messaggio sotto la storia, sembra che il finale sia gia’ deciso e che ormai non hai piu’ interesse in questa storia e ti stai dedicando gia’ alla prossima,mentre noi vogliamo ancora giocare con questa e poi pensare alla prossima 🙂
Un’altra cosa secondo me hai dedicato troppo spazio alla descrizione di questo grattacielo e poco spazio all’incontro tra Kyo e Ray che doveva essere la chiave portante del capitolo 🙂
Comunque sono solo punti di vista di un gatto pignolo 🙂
Io adoro i gialli e credo che tu ci sai fare con i misteri , percio’ voto per il giallo sci-fi 🙂
E ci si lege al finale 🙂
22/05/2025 at 23:52
In realtà non è affatto disinteresse. Il finale era, insieme all’inizio, l’unica parte “pensata”. Ho dato con le scelte dei vari capitoli la possibilità di stravolgere totalmente quello che avevo pensato (esclusa la natura del progetto di Heinbury… il nome corretto a proposito è con la i) ma per le scelte fatte decretate fino a questo punto credo che la cosa più coerente fosse evitare di dare un quesito del tutto secondario, se non fuorviante. Diciamo che questo nono capitolo è la parte 1 del finale all’atto pratico. In ogni caso, il prossimo progetto (qualunque scelta vinca) è solo una idea senza ancora forma concreta
22/05/2025 at 09:15
Ciao NomeaCaso 😊
Sono veramente curiosa di scoprire qual’è il progetto a cui sta lavorando lo scienziato che spero non sia trasformarla in una delle sue mosche 😅
Si vede come la tua scrittura migliora se scrivi più spesso…
Comunque ho votato per cambio genere 😁
Bravo 😊
Alla prossima ❤️
22/05/2025 at 23:47
Grazie, in effetti tenere il ritmo aiuta. Peccato non sia sempre possibile
21/05/2025 at 17:48
Ciao nomeacaso.
Ho recuperato la tua storia attirato dalla trama e mi dispiace non aver potuto partecipare attivamente con i miei voti. Concordo con quanto detto da BlackCat0, la storia ha potenziale ed è molto ampia, cerca quindi di non affrettare troppo le cose e magari se ti senti stretto fai un sequel.
Cerca di farti vedere di più in giro. Più ti mostri, più persone ti vedranno sotto i loro racconti e quindi ti daranno dei feedback che ti aiuteranno a scrivere meglio o a darti nuove idee.
Voto per l’enorme grattacielo.
21/05/2025 at 18:49
Grazie, seguirò il consiglio.