Dove eravamo rimasti?
Alì
Cetonia Aurata, piccola cetonia disperata, caduta sul dorso annaspa, con le zampine strappa il cielo in cerca di un appiglio. Poi una mano viene, la soccorre e la rimette in volo; eppure… la festa di nuovo è già finita, il filo di cotone che quella stessa mano le ha legato segna il confine tra un effimero volo e la libertá.
Madame e Alì. L’uomo era cambiato, non era più il raffinato dai tratti occidentali, manipolatore gentile e spietato. No, era diverso, ora assumeva quelli più famigliari alla gente d’Africa, il volto spigoloso, e lo sguardo penetrante di un assassino.
– Madame! – disse – stai comoda? No? Non preoccuparti, adesso ce ne andiamo, vecchi amici ti aspettano.
– Alì, che vuoi, lasciami andare – supplicò la donna.
– Ok. Andare, ok. Dopo però, quando mi avrai detto chi ha ucciso il mio amico Omar; perché tu lo sai, giusto?
– Io non so nulla!
– Bugiarda, eri e sei rimasta una bugiarda. E il tuo uomo, anzi Omo, che si è messo a fare il difensore dei “Poveri migranti”! Non dirmi che è un cane sciolto, dimmi con chi lavora. Chi ha raccolto quelle foto?
– Hai imparato bene l’italiano – disse Madame – dunque sei rimasto qui. Chissà quante tracce hai seminato. Sei finito. Non mi fai paura, e qui sto comodissima.
– Puttana ingrata! Io ti ho lasciata a lui per essere lasciato in pace, e voi non avete rispettato i patti. Ok, ok! Adesso però la paghi, e il mio amico Russel, hai visto quanto è grosso, si occuperà di te. È una bestia sgarbata, ma vederlo all’opera è un piacere.
Madame guardò l’omone che già si sfilava il maglione giallo, e provò a gridare, ma Alì con un manrovescio le tappò la bocca; poi si accomodò a braccia conserte per godersi lo spettacolo.
Subito Russel le fu addosso. Lei cercò di difendersi graffiando e mordendo, ma contro di lui non aveva chance.
Poi udì qualcosa, una, due voci, un rumore metallico.
Sulla porta c’era Omo con una pistola in mano; e Alì già lo insultava, irridendolo perfino, certo che non avrebbe mai sparato.
– Sei venuto a goderti lo spettacolo della tua puttana che non vedeva l’ora di assaggiare il mio amico? Vuoi guardare poliziotto di merda, o vuoi confessarti così ci salutiamo in amicizia?
– Levati Alì, sono in servizio, e ferma quella bestia o sparo.
– Russel, a cuccia! – disse Alì – adesso ci sparano, che paura!
Russel lasciò Madame; lei respirava a fatica. Omo le si avvicinò di un passo, ma fu un errore. Alì con destrezza lo colpì al braccio e l’arma cadde a terra accanto a Russel che lesto la raccolse e la puntò sul poliziotto.
– Ecco fatto – disse Alì – adesso vediamo chi vince.
Omo guardò la sua donna ferita, umiliata, che pagava per lui, lui che da tre anni agiva nell’ombra in favore dei rifugiati truffati e sfruttati, e delle donne avviate con l’inganno alla prostituzione. Non sapeva chi avesse ucciso all’hotel Ginevra, ma ormai non aveva importanza, ora il problema era uno, e si chiamava Alì.
Iannone, per fortuna era vicino. Lo aveva seguito evitando di farsi vedere ma ora era deciso a intervenire.
Entrò, cauto, puntando la sua Beretta.
– Fermo! – intimò a Russel – Siamo in tanti qua fuori; posa quell’arma o sei morto.
Intanto all’esterno, sul retro, Scacco e Ciccone si avvicinavano all’altro ingresso del capannone.
Ciccone aveva in mano una grossa padella raccattata in un mucchio di rifiuti.
– Ha il doppio fondo. Meglio di un giubbotto antiproiettile. Non si sa mai…
– E certo – ironizzò Scacco – e col giubbotto non puoi certo cuocere salsicce.
Stavano per entrare a loro volta quando là dentro accadde qualcosa. Russel si guardò intorno, aveva i pantaloni aperti e la pistola puntata. Sparò; un colpo, due, poi l’arma si inceppò, e allora la tirò addosso a Iannone e scappò verso il retro, dritto verso di loro.
Il primo vedendolo arrivare puntò l’arma con le braccia tese ma l’altro ebbe una magnifica intuizione. Amava il tennis, e quando fu a tiro, con la sua padella antiproiettile centrò la fronte del bestione innamorato; un mirabile rovescio e due mani… e fu gioco, partita, incontro.
Un’ora dopo, al Policlinico Gemelli, Giusy, con Madame incerottata e Iannone, fu raggiunta dal capitano Campanella.
– Come sta il vostro nuovo agente, già lo avete bucato?
– Tutta colpa mia che l’ho coinvolto – disse la marescialla, la sua Giuditta, arrivata insieme a lui.
– No, tu hai fatto bene – disse Giusy. – Omo è solo ammaccato, non è in pericolo di vita e presto sarà di nuovo in squadra.
– Bene! – disse il capitano – noi Carabinieri siamo a un passo dalla soluzione del caso “Ginevra”, ma lui ci può aiutare, e molto. Speriamo solo che in questi tre anni non abbia fatto nulla di illegale.
– A parte amare me! – disse Madame con gli occhi colmi di lacrime.
Più tardi in macchina con Giusy, Iannone finalmente rilassato aveva voglia di parlare.
– E comunque – ironizzò – anche stavolta non siamo riusciti a chiudere il caso senza finire in ospedale.
– Beh, però non è toccato a me. Peccato, perché potevi giovarti di una accelerazione formidabile di carriera.
– Ah, ah, capo, posso dirlo: sei adorabile!

16/06/2025 at 19:41
Grazie Blank, ho preferito concentrare l’azione nell’ultimo capitolo, per una storia breve che voleva essere non propriamente un giallo o un triller ma soprattutto il racconto di passioni, nelle sua varie forme, tutte comunque a cementare i buoni sentimenti dei protagonisti senza rinunciare all’ironia ( sempre regina di ogni storia)
Grazie, a presto.
15/06/2025 at 18:57
Ciaoooo
Sono molto contento di essere tornato in tempo per questo finale!
Molto carino, di prima lettura vagamente affrettato come il classico di the incipit, ma dopo un po’ di tempo uno si accorge che in effetti fila davvero bene.
Un’altra avventura per Caramella & Co.
Grazie mille per averci reso partecipi, alla prossima!
16/06/2025 at 19:41
Grazie Blank, ho preferito concentrare l’azione nell’ultimo capitolo, per una storia breve che voleva essere non propriamente un giallo o un triller ma soprattutto il racconto di passioni, nelle sua varie forme, tutte comunque a cementare i buoni sentimenti dei protagonisti senza rinunciare all’ironia ( sempre regina di ogni storia)
Grazie, a presto.
04/06/2025 at 13:12
Ciao fenderman 😊
Sono contenta che l’assenza di cadaveri abbia avuto la meglio sulle votazioni 😅
Non si è capito molto che il bestione avevo colpito Omo, si capisce solo quando sono tutti in ospedale, ma immagino che ci sia sempre da fare i conti con il poco spazio a disposizione 🤷🏻♀️
Lieta del happy end 🤗
Chissà se rivedremo Caramella & Co…
Alla prossima storia ♥️
04/06/2025 at 21:43
Ciao Laura grazie per aver seguito fino in fondo.
In merito al ferimento di Omo volutamente non l’ho voluto dichiare, giusto o sbagliato che fosse ho preferito “sospendere” e rimandare la risposta alla succesiva scena.
Appuntamento a presto e grazie ancora. Ciaooo
🌻🙋♂️
03/06/2025 at 13:26
Evvai! Tutto è bene quel che finisce bene!
Devo dire che queste storie rendono bene i rapporti ma il giallo poco, il che non è un male ma è solo una constatazione. Adoro i tuoi personaggi e spero di rileggerli successivamente!
Applausi! E ci leggiamo alla prossima storia 🙂
Ciao 🙂
04/06/2025 at 21:50
Ciao Red, grazie.
È vero quello che dici, questi non sono veri “gialli” quelli che tante volte si è detto non si addicono a the incipith. Un vero giallo si “divora” in una volta sola e non a puntate, oltretutto molto corte, con l’unico risultato di dover ogni volta rileggere,( o riassumere) almeno per ricordare su grandi linee che succede. I miei sono fatti. Fatti che succedono e interessano persone. Il giallo resta sullo sfondo e non è determinante cogliere ogni particolare, ricordarlo perchè essenziale per seguire i fatti.
Grazie ancora, e a presto!
🙋♂️
03/06/2025 at 12:00
Ciao, ormai il finale in ospedale è diventato un appuntamento irrinunciabile, ma almeno stavolta le ferite sono più lievi… non si quelle psicologiche!!! Quali nuove avventure aspetteranno Caramella e il nuovo acquisto Omo? Ci continuerà a leggere lo saprà!!!
Alla prossima.
04/06/2025 at 21:51
Ciao Isabella, è tutto a posto. Quali saranno le prossime avventure? Boh! Grazie, a presto!
🙋♂️🌻