Dove eravamo rimasti?
Una bugia non è per sempre
All’uscita di un cunicolo, Viola e Caleb trovarono una manciata di baracche addossate alla montagna e due uomini armati dall’aria minacciosa. I tizi fischiarono e una ragazza in abiti maschili e capelli biondi venne verso di loro e apostrofò Caleb: “Ti avevo detto di non muoverti dalla locanda.”
Viola avvertì il fastidio divamparle nello stomaco. Come si permetteva di parlare così? Era pure bella! Bocca carnosa, occhi verdi e curve morbide che l’abbigliamento non riusciva a nascondere. “È a lei che hai consegnato i documenti di Stanley?”
Caleb annuì a disagio e si rivolse all’altra ragazza. “Stiamo cercando sua sorella.”
La porta di una baracca si aprì e sulla soglia comparve il viso di Lylia, i capelli raccolti in due trecce e un abito azzurro. Si portò la mano alla bocca e corse in direzione della sorella, travolgendola con un abbraccio che sapeva di legna bruciata e pane. Con una voce a metà tra riso e pianto iniziò a parlare. “Come hai fatto a trovarmi? Stai bene?”
Viola si staccò con delicatezza. “Sono io che dovrei chiederlo a te.”
Lylia abbassò lo sguardo con aria colpevole. “Non sono mai stata in pericolo.”
“Ma sei stata rapita dai predoni, nostro padre è rimasto ferito e pure io ho rischiato di morire per ritrovarti.”
Gli occhi azzurri dell’altra si velarono di lacrime. “Papà sta bene? Io non pensavo che sarebbe andata così.”
Una mano invisibile sembrò stringere la gola di Viola. “Così come? Che cosa è successo Lyl?”
La ragazza si voltò verso la baracca da cui era uscita e un giovane spuntò con aria imbarazzata.
“Nico.” Il nome del vecchio fidanzato di sua sorella uscì a Viola come un insulto. “Cosa ci fa qui?”
Lui si avvicinò strofinandosi la fronte. “Il rapimento era una messinscena per salvare Lylia dal matrimonio.” Allargò le braccia. “Non c’era altro modo, vostro padre non avrebbe mai capito.”
“Ma tu non sapevi nulla, vero Lyl?”
Lei deglutì, le parole le uscirono in un sussurro. “Nico mi aveva avvisata, avrei voluto parlarne almeno con te, ma non potevo rischiare.”
“Invece potevi rischiare la vita della tua famiglia e di altri innocenti?” Il ringhio di Viola coincise con una raffica di vento. “Non hai pensato alle conseguenze?”
Lylia iniziò a piangere. “Nostra madre ci ha insegnato a non piegarci al destino.”
“Che cosa ne sai di lei? Quello che ci ha raccontato Saul o quello che non ci ha detto nostro padre?” Viola le andò vicina, le loro fronti quasi si sfiorarono. “Siete uguali voi due, imponete le vostre scelte sugli altri, non siete martiri, ma solo delle egoiste!”
La mano di Caleb le strinse con delicatezza la spalla. Avrebbe voluto scostarsi e intimargli di stare fuori dalle sue questioni, invece inspirò. Il suo sguardo e la sua mano avevano un effetto benefico su di lei, come una coperta rimboccata in una notte gelida o dell’acqua fresca dopo ore di cammino, ma non ne capiva il motivo.
“Dobbiamo parlare.” Mormorò con tono stanco alla sorella. “Ho una lettera da leggerti.”
Si spostarono nella baracca, un unico ambiente arredato con un tavolo malandato, due sedie e dei giacigli di paglia. L’aria gelida si insinuava tra le assi e creava lamentosi cigolii.
“Ho incontrato un’amica della mamma, mi ha consegnato questa e mi ha chiesto di leggerla insieme.” Da una tasca del mantello tirò fuori una busta ingiallita.
Lylia toccò il medaglione che portava al collo, lo sguardo smarrito.
“Bambine mie, lasciarvi è stato come perdere parti del mio corpo nel modo più doloroso possibile, la morte in confronto non sarà nulla. Ma era l’unico modo per darvi un futuro, a voi e a vostro fratello. Lui non sa nulla delle sue origini, l’ho affidato al popolo gitano, vive al di fuori di questa terra. Avrei voluto tenervi per sempre lontano dall’uomo che ha distrutto la nostra famiglia, ma una menzogna non può vivere in eterno. Trovate vostro fratello, non permettete che quel mostro di suo padre lo distrugga. E perdonatemi, vostra mamma Dora.”
Viola non aveva tempo per rispondere a tutte le domande di Lylia. “Il bambino è stato adottato dall’imperatore, ma tutti sono convinti sia il suo figlio naturale. Per questo Stanley, l’uomo di cui parlava nostra madre, ha intenzione di rapirlo e usarlo per un ricatto. E se scoprisse che è il bambino che ha sempre voluto e che credeva morto alla nascita, sarebbe la fine.”
“Ma cosa possiamo fare noi?”
“Scatenare una tempesta e volare nel cuore dell’impero.”
Viola e Lylia tornarono fuori, formarono un cerchio con Caleb. Il Vento sussurrò all’orecchio della Prescelta parole nella lingua degli antichi, che lei ripeté a occhi chiusi con una cantilena sempre più forte. Si formarono mulinelli d’aria, i corpi si sollevarono tra spruzzi di neve e sassolini. Si ritrovarono immersi in un mare di nuvole grigie, una mano enorme e invisibile li scagliò in avanti. La velocità rendeva difficile respirare e il vento schiaffeggiava i corpi. Poi tutto finì e si ritrovarono sdraiati a pancia in giù su un prato.
Viola sollevò la testa e incrociò lo sguardo impaurito di un ragazzino.
Il mondo precipitò nel buio.
Che cosa accadrà nel prossimo episodio?
- Viola e Lylia verranno arrestate e Caleb perderà la memoria. (0%)
- Viola cadrà in un sonno simile alla morte e per salvarla servirà il sacrificio della sorella (50%)
- Viola riuscirà a parlare con il fratello, ma non a evitare il rapimento. (50%)

14/03/2026 at 01:50
Ciao Melania, ho votato Viola cadrà in un sonno simile alla morte. Può essere un sonno rivelatore.
Sono curiosa che fine ha fatto la madre. A presto