Le avventure di Ugor il mezz’orco

Ugor e il fabbro

L’alba non è ancora arrivata, fuori dalla cella è ancora buio, oppure non c’è abbastanza luce perché filtri dalla feritoia e illumini le quattro pareti di roccia. Non un mobile, neanche un letto. È questione di minuti e il masso che tiene chiusa la cella si aprirà, e verrà fuori quel brutto muso di mezz’orco. Non si dovrebbe pensar male del proprio stesso padre, ma non riesce a farne a meno. Ogni volta che lo vede vorrebbe spaccargli il cranio con un fendente proprio in mezzo agli occhi. Non che non ci abbia provato, ma è sempre finita con qualche frattura scomposta a un braccio o una gamba, merito della gigantesca clava che il padre si porta sempre dietro, e scaglia su chiunque non gli stia particolarmente simpatico, cioè la maggior parte delle creature viventi. Questo è forse il momento più pacifico, quello che precede la sveglia. Qualunque cosa può ancora succedere, il confine della terra degli orchi aspetta solo di essere varcato, il mondo degli umani è a poche leghe a est, dicono che lì anche un mezz’orco possa trovare un lavoro onesto, una nuova vita.
Un rumore di ferro e mandate di serratura si fa strada nella roccia, come un’eco lontano, poi il masso che fa da porta alla cella comincia a scivolare, lento, e lascia passare un filo di luce. Il primo oggetto che riesce a distinguere, mentre riaffiora dall’oscurità, è la mano verde e nerboruta di suo padre, poi il mento prominente contornato da pochi peli neri e sudici, e due occhi neri come la pece.
“Ugor, alzati, sporca nullità. È ora che tu vada a caccia.” La voce del mezz’orco è profonda e sembra il ruggito di una bestia. Fa due passi verso il figlio, ancora disteso sul letto fatto di stracci, e gli tira addosso la spada nel fodero, insieme alla sacca con l’equipaggiamento da caccia. “Entro stasera voglio che tu mi porti carne morta del peso, almeno, di un orso adulto. Se non ti vedo tornare, ti vengo a prendere, e in quel caso ti conviene non farti trovare.”

Fuori dalla cella, la madre di Ugor ha poggiato i grossi piedi pelosi sul tavolo, e con una cesoia trancia l’estremità delle unghie, nere e ammuffite.
Ugor si avvicina al tavolo, su cui riposano delle cosce di struzzo del banchetto della sera prima. La scarsissima cena gli ha dato i crampi allo stomaco per tutta la notte, e spera di rimettersi in forze per la battuta di caccia. Allunga la mano, ma un colpo di cesoie gliela fa ritirare. La madre lo guarda come fosse un cane indisciplinato che ruba dalla tavola dei padroni.
“Cosa fai? Ci rubi la colazione dalla tavola?” La voce gracchiante e sgraziata punge le orecchie ancora addormentate di Ugor. “Ti sfamiamo, ti diamo un tetto sopra la testa, e tu ci ringrazi rubandoci il cibo?”. La madre di Ugor prende una coscia e con un morso ne strappa un grosso pezzo. “Ora… per punizione…” parla mentre trangugia la carne coi pochi denti che le rimangono “…per punizione… mi guarderai mentre me le mangio tutte, dalla prima all’ultima!” Ride e tossisce, un pezzo di carne fininsce sulla faccia di Ugor, che si allontana pulendosi alla meglio. Si mette la spada sulle spalle e corre fuori dalla grotta, fra le urla contrariate della madre.
Per arrivare all’entrata della foresta erbosa, si passa vicino alla casupola del fabbro, Bruton. Il cozzare del ferro sul ferro si sente da lontano già a quest’ora del mattino, e diventa un rintocco netto appena ci si avvicina al cancelletto da cui si accede al giardino della casupola.
Bruton è come al solito davanti alla sua incudine, col martello picchia su un’ascia appena forgiata. E’ uno fra gli orchi più muscolosi del villaggio, le spalle sono larghe il triplo di quelle di Ugor, ed è piuttosto basso e tozzo, sembra tutto spalle, braccia e torace, con due gambette alla base.
Appena Bruton il fabbro si accorge di Udor, fa un’espressione contrariata, come chi deve accogliere un ospite indigesto.
“Che vuoi, Ugor? La spada che mi hai chiesto non è ancora pronta.” E alza gli occhi. Riprende a martellare sull’ascia. “Una spada, ah! Se non mi avessi pagato il doppio non avrei neanche accettato. Un orco che combatte con le armi degli umani, mai sentito.” Le martellate cessano per un momento, poi riprendono. “In effetti, non ci si deve sorprendere, sarà normale… per uno come te.”
Una pietra colpisce il fabbro alla nuca. Si gira e impreca. “Dove sei, scarto d’orco? Te la spacco quella fionda…” Sul tetto della casupola si delinea in controluce un profilo nero, esile, con un braccio dritto e l’altro piegato, a tendere una fionda. Il colpo successivo prende il fabbro in pieno collo. “Putrida impertinente! Uno di questi giorni la paghi, sappilo!” Il profilo nero sul tetto fa un salto e atterra accanto al fabbro, che si gira per sferrare una martellata. Il colpo va a vuoto.

“Non essere scorbutico, papà!” Il profilo si materializza in una giovane orchessa dai capelli neri, lunghi fino ai polpacci. Breshta, la figlia del fabbro, lo ha preso al collo con un abbraccio che sembra più una presa d’arti marziali.

Chi è l'orchessa scesa dal tetto, figlia del fabbro?

  • L'istruttrice di tiro con la fionda del villaggio. (0%)
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  • Un'orchessa che non conosce Ugor, ma un mezz'orco armato di spada la intriga. (0%)
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  • Un'amica di Ugor, che lo accompagnerà nel viaggio verso la terra degli umani. (100%)
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102 Commenti

  • Ciao, qui il mistero delle origini di Ugor s’infittisce, persino i demoni gli sono servitori!!! Sono proprio curiosa di vedere qual è il potere misterioso di Ugor!!!
    Ho votato per uno strano potere si risveglia, la curiosità è femmina!!! Buona domenica e al prossimo gran finale.

  • Ciao Ugor.
    Così il Demone Lupo ha intuito qualcosa circa la spada, forse conosce già qualcuno che ha avuto simili poteri?
    Il capitolo è ben scritto, ma può essere un po’ rifinito.
    Voto per un potere che si risveglia.

    PS: Io sto scrivendo una serie di storie humor che riguardano mostri e creature “particolari”, se ti va facci un salto e dammi un feedback.

    • Ciao Lilitho, sì questa volta mi hanno un po’ tradito le ripetizioni nel testo e la struttura a tratti farraginosa, comunque sono contento che nel complesso riesca a scorrere. Il tutto sarà una continua scoperta anche per il povero mezz’orco in balia degli eventi
      Certo, passo volentieri, anzi ho visto che è proprio la prima in classifica per ora. Purtroppo in questo periodo sono una persona infima che non legge nessuno, ma senz’altro passerò volentieri a darti un parere 🙂

    • Ciao Melania,grazie per le belle parole e, quando vuoi, ti invito a commentare sempre con la massima sincerità, dato che per me le critiche sono la vera materia prima del miglioramento. Mi vado accorgendo man mano che questa prima parte è una sorta di introduzione a questo mondo, quindi sì anch’io non vedo l’ora di procedere con la seconda parte
      Mi spiace non leggere nessuno, per ora, ma spero di rimettermi in pari presto
      A presto

    • Grazie Apollo del tuo feedback, cercare di rendere meno stereotipati i personaggi secondari è dura, perché si tende a descriverli meno, e quindi dare impressioni sommarie. Hai sollevato un punto che mi è molto caro e spero di poter migliorare nel corso della storia
      Purtroppo ho dovuto tagliare il momento dell’avvicinamento del Demone per esigenze di spazio, ma non so se influisca nella “gradualità” con cui entra in scena
      Grazie di leggermi e a presto

  • Ciao Ugor.
    Capitolo molto più scorrevole rispetto ai precedenti, forse perché c’è poca azione e più narrazione.
    Siamo già al capitolo 8 e la storia ha ancora molto da spiegare, ti consiglio di non correre per chiuderla in 10, ma di scrivere con calma e, in caso, creare una parte 2.
    Voto per il Demone Lupo che è lì per un motivo preciso.

  • Ciao Ugor 🙂
    Episodio sicuramente scritto meglio (sei stato più attento? :P) e anche più credibile, per quello che può esserlo un Fantasy 😛
    Da quello che ricordo degli episodi precedenti, si era creata una strana intesa tra Ugor e il lupo. Mi aspetto che sbrani tutti, o li metta in fuga, risparmiando i nostri eroi… Ma vediamo tu che cosa hai in mente… Voto: appare per un motivo preciso.
    Alla prossima 🙂

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