Dove eravamo rimasti?
Sospeso
Parte 2 — Ritorno
Il file si è aperto. Ma non è quello giusto.
Non c’è testo. Nessuna parola. Solo un avviso.
“Il contenuto che stai cercando è stato rimosso per eccesso di realtà.”
Mi viene da ridere. Mi viene da urlare.
Mi viene da vivere.
E allora lo faccio. Urlo.
Così forte che la crepa si spezza.
Non il muro. Lei.
La crepa. Il burattinaio. La musa. Il tormento. L’algoritmo. La voce. L’influenza. La maledetta seduttrice dalla voce sarcastica e il culo metafisico.
CRACK.
Un rumore come quando si spezza una costola mentre stai ancora respirando.
Si frantuma in milioni di frammenti vocali, ognuno con una delle sue frasi di merda:
“Scrivi meglio.”
“Più digeribile.”
“Chi ti credi di essere?”
“Questo è vendibile.”
“Ti leggo da sempre ma…”
“Non hai più mordente.”
“Troppo strano.”
“Meh.”
Le voci esplodono come vetro in bocca.
Silenzio.
Poi, una porta.
Non nel muro. Non simbolica. Non metaforica. Una porta vera, di legno marcio, col pomello storto e l’odore di piscio antico.
La apro. E cado.
***
Sono nella mia storia. Ma è stata saccheggiata.
Tutto è stato preso. Spiegato. Smontato. Derubricato.
Ci sono resti sparsi ovunque:
– un dildo d’oro spezzato.
– una tastiera fatta di capezzoli bruciati.
– pupazzi con gli occhi cavati.
– la voce della crepa che balbetta da una radio rotta: “pu…bli…ca…”
Il racconto è stato scopato a morte.
Ogni parola ha smesso di fingere. Sono nude. Sporche. Stanche.
E in mezzo a tutto questo, io.
Tak. Nudo.
Ma finalmente senza filtro.
Sento un battito. Non è il mio cuore. È qualcosa sotto la pelle.
La voce originale. Quella che avevo prima di voler piacere.
Quella che scriveva con rabbia e non per guadagnare il cuore rosa di uno sconosciuto.
“Alzati,” dice. E io mi alzo.
Cammino.
A piedi nudi tra i detriti del mio ego.
E poi lo vedo.
Un bambino. Piccolo. Sporco. Le ginocchia sbucciate. Sta piangendo mentre strappa pagine da un quaderno.
Lo riconosco.
Sono io.
Il primo Tak.
Quello che scriveva frasi brutte con la biro blu. Quello che si eccitava per un aggettivo nuovo.
Quello che non sapeva di non sapere.
Quello che non voleva pubblicare: voleva solo sopravvivere.
«Mi hai lasciato qui,» dice, senza guardarmi. «Mi hai venduto per una reaction.»
Cado in ginocchio. Non so cosa dire.
«Ogni volta che clicchi su “Pubblica” senza crederci… io sparisco un po’.» Poi mi porge un foglio.
Una frase. Scritta malissimo. Sgrammaticata. Sanguinante.
Ma è vera.
È l’unica cosa vera in tutta questa storia.
Esco.
Dal sogno. Dal loop. Dalla saga. Dal sistema.
Sono nel mio salotto.
Ma tutto è diverso. Il divano è strappato. Il muro è sporco. Il computer ha lo schermo lercio, ma il cursore lampeggia ancora.
Mi guarda.
Ti guarda.
Ora so che sei lì.
Che mi leggi.
Che aspetti qualcosa.
Non ti darò un finale.
Ti darò un coltello.
Apri il racconto.
Squartalo.
Trovaci dentro il tuo Tak.
E se non c’è, scrivilo tu.
Io ho smesso di obbedire.
Ho smesso di pubblicare.
Ho smesso di sperare nel tuo like.
Perché scrivo. E basta.
Non per diventare virale.
Ma per non diventare morto.
Il cursore lampeggia.
Una.
Due.
Tre volte.
Poi si spegne.
E io sono ancora qui.
Intero.
Non ottimizzato.
Non vendibile.
Non leggibile.
Ma maledettamente vivo.

19/07/2025 at 13:09
Ciao Pietro,
mi ero persa il finale!
Mi è piaciuto molto, autentico e graffiante.
“Cammino.
A piedi nudi tra i detriti del mio ego.” 🙂 Tak è uscito da questa storia recuperando il sé stesso sepolto sotto un macigno di “like” e pronto a mettersi in gioco.
Bello!
Alla prossima storia 🙂
07/07/2025 at 23:14
Mi è un po’ dispiaciuto che non ci hai lasciato la scelta nel capitolo finale, ma devo dire che te la sei cavata.
La parte più carina per me è stata quella del bambino.
E mentre Tak mi manda solennemente a cagare, noi ci leggiamo alla prossima storia!
Ciao 🙂
07/07/2025 at 21:43
…Eh, certo il bambino che c’è in fondo, dentro ognuno di noi è custode dei valori fondamentali, e anche della creatività. Il nostro protagonista ha vinto la sua battaglia, ha ritrovato se stesso e ora è libero. Niente più paure, solo sogni da oggi in poi.
Ci hai proposto un dramma, difficile e a tratti angosciante, ma hai colto il segno. Bravo, grazie. Appuntamento alla prossima avventura.
🙋♂️
30/06/2025 at 12:56
Ciao Pietro,
altro ottimo episodio contraddistinto da colori a contrasto, vividi e abbaglianti.
20/06/2025 at 19:50
L’ultima frase mi ha decisamente colpita, in senso positivo. Ora sono davvero curiosa di capire cosa sia la crepa. Ottimo capitolo, come sempre, crudo e graffiante. Complimenti e alla prossima!
18/06/2025 at 15:55
Ciao Pietro, capitolo intenso e direi anche crudo sotto un aspetto psicologico. Il protagonista si trova a dover fare i conti con una debolezza di quelle toste e stavolta viene seriamente messo a dura prova. Anche in questo episodio scrittura magistrale.
17/06/2025 at 16:10
Ciao Pietro,
un altro bel capitolo 🙂 Sempre molto intenso e spiazzante (in senso positivo).
Anche io adesso voglio sapere cos’è la crepa.
Alla prossima 🙂
17/06/2025 at 00:14
Ciao Pietro 🙂
Capitolo davvero intenso, una spinta ulteriore per il nostro Tak
Ci mostri la vera natura della perversione insita in quella maledetta crepa, la sete umana di conquistare qualcosa che in cuore suo sa essere proibita 🙂
Beh adesso che ce l’hai presentata vogliamo a tutti i costi sapere Cos’e’ la crepa 🙂
A presto 🙂
17/06/2025 at 00:04
Com’è cambiato Tak lo lasciamo per l’ultimo capitolo. Per il penultimo io scelgo “Cos’è la crepa?”
Devo dire che sono rimasto senza parole mentre leggevo il capitolo: cinico, veritiero e puntuale come un orologio svizzero. Ho trovato carina l’idea della bella donna che in realtà è “altro”. Un po’ fastidiosa la scena su Youporn, forse perché fine a se stessa.
Ciao 🙂
16/06/2025 at 14:15
Un divano, una birra calda, un corpo che si arrende. Poi qualcosa si muove nel muro.
E Tak scopre che il vuoto, a volte, ha le gambe e il profumo sbagliato.
Forse il capitolo più duro, che mette a “nudo” la storia.
Grazie a tutti per i commenti e l’apprezzamento.
Spero di riuscire a tornare presto.
Ciao!
09/06/2025 at 11:22
Ciao Pietro,
ho letto tutti gli episodi in un colpo solo. Mi unisco ai complimenti che ti hanno riservato tutti i lettori. L’esperienza di lettura è stata caleidoscopica e molto stimolante. Più volte mi è tornata in mente una serie tv di qualche anno fa che si chiamava “Room 143”: episodi da 20/30 minuti e trame tipo “Ai confini della realtà”. La tua scrittura vulcanica, multicolore e piena zeppa di cose, mi ha ricordato anche la copertina di “Stg. Pepper …”. Poi mi è piaciuto particolarmente il secondo episodio, quello dei ricordi. Insomma, giudizio positivo. Complimenti.
03/06/2025 at 22:39
Cosa c’è sotto?
Questo capitolo è da trip! A parte che non ho fatto altro che ridere, per chi ci si trova in mezzo deve essere una sorta di veglia allucinogena. Bellissime tutte le reazioni!
Non so dove hai trovato l’idea del centro Coccolistico ma potrei riciclarlo! Grazie ^_^
Ciao 🙂
02/06/2025 at 00:01
Tra il baldacchino e il divano c’è un mondo, flash di emozioni incontrollabili, indecifrabili. Un campo minato d’amore polimorfo da attraversare saltellando a casaccio senza fare bum!
Bravissimo, complimenti al tuo cellulare.
Ciao, voto ne ho abbastanza.
🙋♂️
01/06/2025 at 11:37
Ciao Pietro 🙂
Un altro capitolo scritto bene con la giusta dose di pazzia in esso cosi’ come ci hai abituato nei precedenti capitoli 🙂
Ma cosa rappresenta veramente questa crepa? Io un’idea me la sarei gia’ fatta ma vorrei vedere che ruolo tu hai in mente per lei 🙂
Anche Tak, sembrerebbe un pazzo,ma secondo me non lo e’ 🙂
Ad ogni modo prima di scopreire tutto nel gran finale, io direi che un ultimo viaggio nella crepa ci vuole 🙂
A presto 🙂
31/05/2025 at 20:36
Ciao Pietro,
Anche questo davvero un bel capitolo, scritto bene e folle al punto giusto.
Voto per un ultimo viaggio nel muro.
31/05/2025 at 20:23
Ciao Pietro! 😊
Divertente e folle, ammetto di essermi immedesimata in Tak 😁
Complimenti 🤗 mi è piaciuto molto anche questo episodio 😊
Voto: cosa c’è sotto
Alla prossima ♥️
31/05/2025 at 19:10
Ciao Pietro! Il capitolo è veramente folle e delirante, ammetto che anche io avrei avuto molto disagio come Tak, che è stato anche troppo calmo e pacato 😅
Belle descrizioni e capitolo scorrevole 😊
Ho votato un ultimo viaggio, magari sarà quello più lungo e importante.
Ancora complimenti e alla prossima! 😊
31/05/2025 at 16:32
Grazie a tutti per i commenti. Perdonatemi ma non riesco a leggere molto in questo periodo.
Questo capitolo l’ho scritto tutto sul telefono, quindi perdonate anche eventuali orrori.
La storia di Tak è arrivata a un punto cruciale. Spero che questo folle capitolo sia di vostro gradimento.
A presto, spero.
Un abbraccio a tutti.
20/05/2025 at 00:32
Ammetto che al dildo dorato ho riso abbastanza ^^’ però tutto il resto del capitolo è stato un bel pugno nello stomaco, in senso positivo!
Ciao Pietro! Complimenti, bellissimo testo! Ho apprezzato tantissimo questa versione della lussuria.
Ho votato accidia, in fondo la rabbia l’abbiamo già vista e confrontata. Vediamo però cosa deciderà di fare Tak.
Alla prossima!
18/05/2025 at 22:10
…una folla di sentimenti, un delirio. Potente e ossessivo. Non una lettura leggera… il dolore sovrasta ogni cosa, fa male. Quel “come pelle viva” ripetuto brucia.
Voto avarizia e spero in un cambio di registro ( lo dico per te, non per me ).
Ciaooo
🙋♂️