La Famiglia Otonoki: il segreto di Mamma e Papà

Dove eravamo rimasti?

Riusciremo a scoprire il segreto di mamma? Ovvio che sì! O quasi... (56%)

Il lavoro di Mamma!

Oggi è il giorno di Open Day al lavoro di papà: tu, i tuoi fratellini e sorelline ed Akami, nonché Mamma siete presenti. Quello che ti attrae di più, è il reparto Ricerca, Sviluppo e Marketing: loro raccolgono dati da ovunque, mandano persone a fare indagini e cercano di capire di cosa e di quando ci può essere bisogno. Ora capisci perché la Mamma lo chiama “Intelligence”: non è lei la spia, lo sono loro!

***

Sei di nuovo a casa, seduta su un ramo, agitando le gambe, rifletti sulla Mamma: lei aiuta la gente; se fosse solo questo, perché non lo vuole dire? Forse perché non è quello il lavoro ma solo un “effetto collaterale” ben voluto del suo vero lavoro. Quindi deve essere qualcosa di cui si vergogna oppure di pericoloso. Una poliziotta magari?

In quel momento senti del trambusto. Ti butti a testa in giù, tenendoti solo con le gambe. Avevi sentito giusto: c’è la Mamma e sta correndo per i corridoi sbraitando ordini:

«Mi serve la mia cassetta d’emergenza, subito!»

Noti una Maid arrivare con un fagotto in mano.

«La sua tuta da combattimento» dice.

“Tuta da combattimento?” pensi più perplessa che mai.

La Mamma annuisce, afferra il fagotto e senza perdere tempo, butta via i vestiti mentre corre per poterla indossare.

Ti lasci scivolare a terra e cerchi di raggiungerla senza farti vedere.

Come avevi immaginato, stava andando verso la sua camera. Ora ha indosso una tuta nera aderente. Noti, sul retro della tuta, il simbolo di una testa di pantera, sormontata da un’aureola e con due ali. Hai l’impressione di aver già visto il simbolo ma non sai dove. La Mamma raggiunge un quadro e preme una certa sequenza su di esso. Le sue dita si muovono rapide e veloci e non riesci a capire la combinazione. Il quadro si apre rivelando un incavo da cui Mamma tira fuori una grossa pistola! Trattieni il respiro. Mamma la controlla velocemente e la carica! Infila la pistola in fondina. Recupera qualcosa che a te ricorda un telecomando e poi richiude il quadro. Arriva la Maid con una cassetta che ti sembra del Pronto Soccorso ma è rinforzata. La Mamma l’afferra, fa un inchino e corre fuori. Ti appiattisci per non farti vedere!

La Mamma ti oltrepassa. Vorresti seguirla, ma probabilmente ti scoprirebbe prima di subito. Attendi che si sia allontanata e poi salti dentro. Se la mamma è davvero una poliziotta o qualcosa di simile, ci deve essere qualcosa che l’ha messa in allarme. Magari un telegiornale può aiutarti. Fai lo stesso percorso della Mamma ma all’indietro. Quando passi da una stanza (chissà quale: qui le cambiano sempre) inchiodi! C’è un TV acceso, sintonizzato su un programma. Non sai quale: non c’è il logo. Sembra più una ripresa fatta in tempo reale. Ci sono persone che parlano. Alcune hanno delle uniformi con i Simboli degli Angeli.

“Gli Angeli della Strada” ti viene da pensare.

Stanno parlando di qualcosa che è successo nella palazzina ripresa. Sembra che ci sia qualcuno intrappolato, forse qualcuno che sta male, ma sembra che ci sia qualcuno che spari a chiunque si avvicini. Hanno chiesto l’intervento delle Pantere. Parlano di ragazze, di bambini, di un qualche traffico ma non riesci a capire l’insieme: le frasi giungono alla telecamera frammentate. Sembra più importante che la telecamera inquadri la palazzina, piuttosto che le persone. Poi arrivano decine di macchine, tutte con lo stesso simbolo che hai visto alla Mamma.

Scendono diverse persone, tutte in tuta nera, tutte con una maschera, tutte con la voce alterata elettronicamente: impossibile capire chi sono. Col loro arrivo la situazione precipita: qualcuno sfonda le finestre ed inizia ad aprire il fuoco! Istintivamente spegni il TV! Ti ritrovi a pensare a quanto sta succedendo: la Mamma è davvero lì? Accendi. La palazzina è in fiamme! Ci sono ancora spari. Spegni di nuovo. Ti ritrovi a pregare. Riaccendi. È tutto finito. Le “Pantere” stanno aiutando varie persone. Noti un ragazzo che sembra urlare contro una delle Pantere e questa improvvisamente l’abbraccia. Quello si agita, poi si calma, l’abbraccia a sua volta e si mette a piangere. Qualcosa nella fisionomia o nel modo di fare te la fa riconoscere: Mamma.

Abbandoni tutto e corri in biblioteca: ti sei appena ricordata dove hai sentito parlare degli Angeli della Strada e delle Pantere Nere. Recuperi il libro e leggi:

Angeli della Strada: Operatori di Strada che si occupano di aiutare le persone in difficoltà. Sezione Pantere Nere: corpo degli Angeli della Strada che interviene quando vi è una situazione pericolosa. Sezione Mediatori Culturali…

Chiudi il libro: ora sai che lavoro fa Mamma e perché non può dirlo.

***

Quando Mamma ritorna tu corri ad abbracciarla.

«Sei un Angelo ed una Pantera» le dici facendole l’occhiolino.

Mamma sorride.

«Sei in gamba» ti dice.

Ti allontani soddisfatta.

Mamma va a recuperare il chip che aveva messo nella TV!

«Quando le dirai che era il tuo precedente lavoro?» le chiede una Maid.

«In un certo senso lo è ancora, visto che ogni tanto mi chiamano, anche se adesso preferisco la Mediazione Culturale…»

FINE

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142 Commenti

  • Ciao Red.
    Una cosa insopportabile del sito è quella di far scomparire le storie conclude, ed ogni volta rischio di perdermi i capitoli finali.
    La storia mi è piaciuta molto: ha una narrazione fluida e coerente con sé stessa e, nonostante i tagli che sono certo hai dovuto fare, non si ha la sensazione di “manca qualcosa”.
    Quindi la mamma è una supereroina (o meglio ex-supereroina) che interviene dei momenti di crisi cittadina. Il sogno di molti bambini, credo.
    Davvero un buon lavoro e… alla prossima storia.

  • Ciao Red, complimenti. Sei riuscito a tenerci sul filo fino all’ultimo.
    Tifavo per la mamma e avevo ragione, ora la ragazzina é più serena e la possiamo finalmente lasciare ai suoi giochi e ai suoi sogni. Mamma “la pantera” veglia su di lei.
    Esperimento riuscito, e ora si torna ai vecchi amori, e dunque bravissimo, e buon viaggio (di ritorno).
    Ciaooo
    🙋‍♂️

  • Ciao Red 🙂
    Io penso che ti sei trovato alla grande in questa sfida , e che fosse la storia che ti aspettavi o che la storia abbia volto verso un clima piu’ fantasioso l’importante e’ che ti sia divertito a farla e che hai creato dei personaggi fantastici che potrebbero un giorno essere protagonisti di una nuova avvincente storia 🙂
    Tornando a bomba su mamma , mi e’ piaciuta la storia degli angeli, sai che qua dove vivo io ci sono davvero gli “Street Angels”? Sono un corpo della polizia che patrolla le strade, quando succede qualcosa in un locale e chiami la plizia loro sono i primi ad arrivare, poi se la situazione e’ pesante si mettono in comunicazione con i Coppers e arrivano pure loro 🙂
    Ad ogni modo per farla breve 🙂 la storia e’ ben riuscita , complimenti 🙂
    e noi ci si vede dalle Tecnoriders 🙂
    A presto 🙂

  • Ecco a voi il finale!
    Dunque: ho dovuto tagliare alcune cose. La parte della televisione, pur avendo lasciato che la spegnesse di tanto in tanto per risparmiare caratteri, l’ho dovuta accorciare. Prima era un po’ più logico il suo accendi e spegni ma anche così non è male. Ho dovuto anche tagliare la descrizione del libro: gli operatori di strada sono professionisti che svolgono attività di prevenzione, assistenza e recupero sociale, lavorando a contatto diretto con persone in situazioni di disagio, degrado ed emarginazione. I Mediatori Culturali sono figure professionali che facilitano la comunicazione e la comprensione tra persone di diverse culture e/o lingue. Agli operatori di strada, purtroppo, può capitare di trovare a pestare i piedi a gente “poco raccomandabile” (che sia criminalità organizzata o meno); quindi ho inventato la figura delle Pantere Nere: una sezione che lavora in concerto con polizia, carabinieri e vigili del fuoco per supportare gli operatori di strada contro questi problemi.

    Ultimo ma non ultimo: gli Angeli della Strada sono una storpiatura di un vero corpo di operatori di strada e mediatori culturali esistente quando ero ragazzo (chissà che fine ha fatto) 🙂

    Ciò detto, qui finisce il mio esperimento fuori dalla confort zone: federman mi dirà se ci sono riuscito o se alla fine ho ceduto comunque troppo di fantasia 🙂

    Noi ci leggiamo alla prossima storia: torno dalle TecnoRaider: le ho lasciate un po’ troppo in attesa nel Progetto Garden 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao Red 🤗
    Adesso che abbiamo scoperto il gioco del papà dobbiamo sapere della mamma, come usa la multinazionale del papà per sapere ogni cosa se non è una spia (se ci fidiamo di papà)?
    Ero tentata di votare per svelare il segreto di mamma, o quasi, ma alla fine ho votato:Non lo so! Però capisco perché tutti mi considerano speciale…
    Così che sia svelato anche questo segreto … 🤗
    Siamo in dirittura d’arrivo, complimenti 😊
    Ci vediamo per il finale ♥️

  • Ciao, finalmente un segreto svelato, un’innocua industria di Giocattoli? Boh, non ci credo troppo!!! E la mamma? Vediamo di scoprire anche il suo segreto, sempre che non ci porti in una strada sbagliata!!!
    Ho votato per Ovvio che sì, ma conoscendoti non so fino a che punto!!! Al prossimo gran finale.

  • Ciao Red!
    Sai già cosa penso del tuo racconto quindi non aggiungo altro.
    È una banalità, ma mi è piaciuto il dettaglio di Sherlock che aspettava gli lanciassi la parla mentre Watson ha fatto tutto da solo, è proprio un comportamento che caratterizza alla perfezione cani e gatti.
    Un piccolo refuso che volevo farti notare, giusto per rompere un po’ le scatole: “non sono gente che parlano del loro lavoro”, gente è singolare nonostante si riferisca a un gruppo di persone, quindi “non è gente che parla del proprio lavoro” sarebbe stato più corretto.
    Ma tolto ciò: se mamma non è una spia (e se lo dice papà ci credo) come fa a sapere sempre tutto? Non vedo l’ora di scoprirlo quando avrai il tempo di scriverlo.
    A presto!

    • Beh, lo ha detto: usa una parte della sua multinazionale che lei chiama Intelligence… il che non significa un tubo, ma vediamo se lo scopriamo o meno 🙂

      Hai ragione sul refuso: ho cambiato la frase per accorciare: “mamma e papà non parlano” in “gente che” e mi è rimasto il plurale…
      Contento che ti sia piaciuto il comportamento di Sherlock Bau e Watson Miao 🙂

      Ciao 🙂

  • Ciao Red 🙂
    Un altro bel capitolo, finalmente siamo riusciti a vincere il gioco 🙂 E grazie a Watson e Sherlock ovviamente 🙂 Inizialmente avevo pensato a qualcosa come Macro , una fabbrica di giocatoli , quando hai iniziato a descrivere il contenuto della scatola, e ci sono andato vicino 🙂
    Ora non manca che rivelare il segreto di Mamma 🙂
    Divertiti all’anniversario e ci si vede al finale 🙂
    Ciao 🙂

  • Il nome della multinazionale è totalmente inventato, ovviamente.
    Il prossimo è l’ultimo capitolo ma purtroppo devo informarvi che arriverà con un po’ di ritardo: Sabato, Domenica e Lunedì sarò fuori per un anniversario di matrimonio e non potrò accedere al sito per controllare i voti e scrivere il capitolo. Martedì probabilmente lo dedicherò a mettermi in pari con i racconti che seguo e poi inizierò a scrivere il finale.
    Spero di farlo comunque in settimana ^_^

    Ciao 🙂

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