Il Notturno
Dopo una notte ne viene un’altra, e poi un’altra ancora, senza passare mai per il giorno.
Così vive il Notturno.
Appena il sole cala oltre l’orizzonte e lascia spazio alla sua seducente gemella, lui si butta in strada. E se per sbaglio esce di casa qualche minuto prima del buio, passa la mezz’ora successiva a strizzarsi gli occhi, come un vampiro spaventato da un fuoco fatuo scambiato per luce solare. Sbadiglia sempre, ma non dorme mai, tranne quando lo decide lui, quando può permetterselo. Non può perdersi anche solo un secondo del suo errare. Questo perché il Notturno ama il buio più di qualsiasi altra cosa. Lì nessuno si aspetta niente da lui. È libero. Può osservare come si muovono gli altri, indisturbato. Studiarli e invidiarli.
Il Notturno, come all’inizio di ogni buio, entra nel suo pub di fiducia, l’Olimpo Vuoto. Durante l’attesa di quel giorno, così chiama le ore diurne, il Notturno si è dimenticato di radersi, e ora si gratta la rapida ricrescita della barba, pruriginosa e spinosa, ad accentuare il suo aspetto già distrutto dall’insonnia. Fa caldo. È estate e la clientela ingolla alcool come fosse nel deserto. Nonostante ciò Poppes, il barista sardo proprietario del pub, indossa il suo solito completo. Lo porta da gennaio a dicembre, senza mai cambiarlo. Alterna solo ciò che vi indossa sotto. D’inverno ha un maglione a collo alto, mentre d’estate una semplice maglietta a maniche corte. È un uomo che tiene all’eleganza, o almeno così dice quando gli viene fatto notare che il suo look è atipico per gestire un mediocre e sporco pub.
Tuttavia il Notturno non mette mai in dubbio Poppes, e questo il barista lo apprezza. Qualche volta si sono persino confidati, come ad esempio sull’origine del suo soprannome. Difatti Poppes non è stato affogato in acqua benedetta con questo strano nome, bensì gli è stato affibbiato dai clienti abituali del pub, in primis perché di origine sarde, e in quanto un particolare estimatore di un lato umano dibattuto da tutti gli uomini: il seno femminile, argomento su cui ama dissertare quando si concede anche lui una birra. Ebbene oramai tutti lo chiamano così.
Ben pochi sanno la verità dietro quell’uomo in completo. Il Notturno è uno di questi pochi.
Gin tonic?, chiede Poppes non appena lo vede.
Acqua.
Oh. Un miracolo.
Oggi non bevo.
È ancora colazione per te.
Appunto. L’acqua dammela frizzante.
Poppes si abbassa verso un piccolo frigo sotto il bancone, prende una bottiglietta di plastica accartocciata e la porge al Notturno, che ringrazia con un cenno del capo simile ad un inchino.
Oggi dormo.
Poppes sospira. Era un po’ che il Notturno non sceglieva di dormire. Sai che non so cosa consigliarti in queste situazioni.
Non ti preoccupare. Cerco alla Conventicola.
Quel posto è una grande ammucchiata.
Ci vado proprio perché è così.
Fai come ti pare.
Il Notturno butta giù l’intera bottiglietta d’acqua in un solo sorso, irrigando la gola secca e disidratata. Poi lascia quella moneta e mezzo che serve a pagare ed esce dal pub. Poppes lo osserva, senza spiccicare parola. Ha smesso da parecchio di chiedersi le storie dietro i suoi clienti. Vive molto meglio nell’ignoranza.
Il Notturno si lascia il locale di Poppes alle spalle e passeggia per le strade limitrofe. C’è tanta gente che beve e schiamazza. Sarà weekend, pensa. È molto che non controlla più che giorno sia. Gli basta vivere la notte, non deve sapere altro.
Ad ogni modo, camminare è difficile: fiumi di persone sovreccitate battono i marciapiedi, mentre motorini e macchine in fila ai semafori attendono la luce verde per potersi andare a divertire. I tombini sbuffano vapore, come se il sottosuolo stesso ruttasse la propria indignazione di fronte a tutte queste anime caotiche.
Il Notturno arriva a fatica davanti l’ingresso della Conventicola. Una piccola porticina di legno, anonima e adatta all’altezza di un bambino, lo divide dal locale. Per alcuni è un semplice strip club, mentre per altri un luogo dove si fa arte. Al Notturno non interessa niente di tutto ciò. Anche lui ha notato come ogni volta che ci va il locale è in qualche modo diverso, ma se ne frega. Percorre delle piccole scale a scendere, spinose per chiunque porti più di un quaranta di piede, e si ritrova subito in mezzo ai fumi. È una serata a tema narghilè, e come solo la Conventicola sa fare, l’intero locale è mutato in funzione dell’evento. Il Notturno vaga per i divanetti dove i clienti fumano assuefatti. La proprietaria della Conventicola, Clara, in piedi affianco al bancone, lo nota subito e gli sorride, lanciandogli uno sguardo che macchierebbe i pantaloni di chiunque.
Sei qui per dormire?
Mhmh.
Questa sera le possibilità sono ben tre.
Mostramele.
La donna si gira e apre una tenda alle sue spalle, invitando il Notturno a seguirla.
Dietro la tenda solo un dedalo di corridoi vuoti, che percorrono entrambi in silenzio. Arrivata davanti una porta chiusa, Clara si ferma, e così anche il Notturno.
Scegli il colore, dice. Rosso, nero o giallo?
Che colore sceglie?
- Giallo (40%)
- Nero (40%)
- Rosso (20%)

02/07/2025 at 21:48
Scelgo il nero. Il Notturno viene dipinto come creatura del buio, che trova libertà e identità solo nell’oscurità. Il nero, fra i tre colori proposti, incarna perfettamente questa vocazione notturna, promette ombre dentro cui nascondersi, ma anche il rischio di confrontarsi con se stessi.
10/05/2025 at 16:58
Ciao Grodante e benvenuto su The Incipit 🙂
L’ incipit è interessante, la città e la gente che ama vivere la notte sembra una buona basa per un giallo degno di questo nome 🙂 vediamo cosa ci combini 🙂
Il capitolo è scritto bene e si legge facilmente, l’ unica cosa che non mi ha convinto è il modo in cui hai gestito i dialoghi, senza specificare chi dice cosa e con che intensità lo dice, ricordati che noi comuni lettori non abbiamo in testa la tua storia e perciò devi spuegarci tu tutte queste sfaccettature altrimenti il dialogo risulta solo una serie di battute messe una dietro l’ altra roboticamente. Esempio
Ciao
Come stai?
Tutto bene grazie
È solo una successione di battute mentre
“Ciao” mi salutò cordialmente
“Come stai?” Proseguì con un sorriso
“Tutto bene grazie” risposi io un po’ titubante
Ti descrive un po’ la scena che avviene tra due personaggi.
Spero i miei consigli possano esserti utili, per il resto rinnovo i complimenti e voto rosso ( come il sangue di un delitto, magari 😉 )
A presto 🙂
05/05/2025 at 08:44
Bell’incipit, mi ha intrigata! Scelgo il giallo, nonostante non sia uno dei miei colori preferiti, ma in mezzo a questi toni cupi mi intriga di più.
Alla prossima!
03/05/2025 at 00:51
Bell’incipit, mi ha intrigata! Scelgo il giallo, nonostante non sia uno dei miei colori preferiti, ma in mezzo a questi toni cupi mi intriga di più.
Alla prossima!
27/04/2025 at 20:58
Ciao e Benvenuto!
Un inizio molto interessante, con questa sorta di Dylan Dog postmoderno che vaga per locali e lotta (perdendo male) contro demoni interiori.
Ti seguo e voto Rosso, perché mi sembra adeguato a questa misteriosa Conventicola.
Alla prossima!
27/04/2025 at 18:34
Ciao Grodante 🤗
Benvenuto!
Sai che il tuo incipit mi piace 😊 l’insonne che chiami notturno, di cui non si sa il nome, come fosse una specie animale che vive solo di notte.
Intrigante anche Poppes, di cui non conosciamo ancora il segreto. E adesso Clara che, come una gotica Beatrice, sembra accompagnare il protagonista in un viaggio che forse è anche dentro di lui. Bravo! Seguirò la tua storia.
Voto nero, solo perché è il mio colore preferito. Si vedrà cosa rappresenterà per lui quel colore…
Alla prossima ♥️
27/04/2025 at 20:39
Ciao Laura!
Grazie mille davvero!
Sono contento ti abbia intrigato l’incipit.
Complimenti davvero per “La Casa del Tempo Sospeso”, attendo anche io il seguito della tua storia!
Alla prossima ⭐️