L’Associazione delle Creature Ridicole

Il Vampiro Emofobico

Nella cupa cittadina di Sfangilamorte, dove le notti erano perennemente avvolte da una nebbia misteriosa e i gatti neri attraversavano la strada in gruppo sindacalizzato, viveva uno dei vampiri meno temibili della storia: Vlad Tapus IV.

A differenza dei suoi illustri antenati, Vlad non amava le cripte, i pipistrelli o gli sguardi penetranti. Piuttosto preferiva passare il tempo in cucina, a sorseggiare tisane rilassanti e a leggere riviste di arredamento rustico.

Il motivo era semplice quanto tragico: Vlad era emofobico… e pure anemico.

Un solo schizzo di sangue, una goccia anche minima, e si accasciava al suolo come un sacchetto vuoto di patatine.

La sua carriera come predatore notturno era finita ancora prima di iniziare. Dopo il famoso incidente del “banchetto sanguigno” — durante il quale aveva morso il collo di una contessa e poi era svenuto sulle sue ginocchia — Vlad era diventato la barzelletta della comunità soprannaturale.

E così, in cerca di un nuovo scopo nella vita (o forse non-morte per meglio dire), Vlad aprì una gelateria.

Il negozio di chiamava “Ghiacci Sanguinari“, con un’insegna al neon rossa che lampeggiava a intermittenza, più per problemi elettrici che per effetto scenografico.

Il concept era semplice e geniale: gelati a tema “terrore”, per attirare clienti soprannaturali e umani eccentrici.

Sangue finto al gusto di fragola, cono a forma di bara, granite nere come la pece…

Vlad si era fatto un nome. Non come vampiro, certo. Ma come il miglior gelatai a tema horror della regione.

Tra i suoi clienti principali c’erano licantropi a dieta ipocalorica, fantasmi golosi di marshmallow, streghe in cerca di “snack maledetti” senza glutine e molti altri personaggi strani.

Era una vita tranquilla, tutto sommato.

Fino a quella sera.

 * * *

Accadde di mercoledì, come tutte le catastrofi minori della vita di Vlad.

Stava sistemando il frigorifero dei gelati quando la campanella sopra la porta trillò.

Entrò un cliente alto, magro, completamente avvolto in un cappotto nero di due/tre taglie in più. Una luce sinistra brillava nei suoi occhi minuscoli.

«Buonasera!» sussurrò l’uomo con voce cavernosa. «Cercavo… sangue autentico.»

Vlad deglutì.

Male.

«Mi dispiace, signore. Qui vendiamo solo prodotti simulati. Nessun vero… ehm… fluido corporeo.»

Aggiunse un sorriso nervoso, cercando di non pesare alla possibilità di un’aggressione.

«Ma io cerco… sangue autentico.» replicò avvicinandosi.

«Ti capisco bene. Ma… qui non abbiamo fluidi… ehm… reali. Solo prodotti simulati.»

Cerco di sorridere ancora di più, mentre l’uomo continuava ad avvicinarsi lentamente senza emettere alcun rumore.

Il cliente si chinò sul balcone, rivelando due canini affilati.

«Non scherzo, amico mio. O mi dai del sangue vero, o… o ti trasformo in un tappetino.»

Vlad fece un passo indietro, colpendo con il fianco il frigorifero. Sentì il familiare giramento di testa, quella leggera nausea che precedeva ogni suo mancamento.

«Le… consiglio… ehm… la granita ‘Sangue di Drago‘… gusto lampone», balbettò.

Il vampiro sconosciuto lo fissò. Un lungo, lunghissimo momento.

Poi, come se Vlad gli avesse proposto di succhiare da una cannuccia rotta, sbuffò e se ne andò, sbattendo la porta così forte da far traballare l’insegna, che perse un’altra delle sue lettere.

Ora lampeggiava tristemente: “Ghi…i Sanguinari“.

Vlad si lasciò scivolare dietro il bancone, ansimando. Era stato vicino allo svenimento. Di nuovo.

«Basta!» dichiarò, puntando un dito tremante verso il soffitto. «Devo fare qualcosa. Devo trovare il coraggio di affrontare la mia… condizione!»

Ripensò a quando, subito dopo il “banchetto sanguigno“, un gruppo in giacca e cravatta gli si avvicinò con fare sospetto.

«No… non compro niente!» aveva detto lui, ma loro si limitarono solo a sorridere e a consegnargli un volantino e un opuscolo circa un’associazione che avrebbe potuto aiutarlo.

Ma tra la vergogna del momento e l’impegno per cambiare vita, non aveva mai preso in considerazione la cosa.

Ma ora era giunto il momento di prendere finalmente in mano la sua vita.

E fu così che prese una decisione folle: partecipare alla riunione dell’Associazione delle Creature Ridicole, l’unico posto in cui, forse, avrebbe trovato comprensione… e magari anche una soluzione.

Quale stravagante, problematica creatura troveremo nella prossima storia?

  • Una Mummia Influencer (39%)
    39
  • Una Sirenetta Stonata (0%)
    0
  • Una Zombie Vegana (61%)
    61
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326 Commenti

  • Ciao Lilitho! Sono giunta anche io al termine della tua storia e ti devo fare davvero tanti complimenti: mi è piaciuto il tuo stile di scrittura, così fresco e pungente, mi ha fatto sia ridere che riflettere. Gli ultimi capitoli, meno divertenti ma più introspettivi, li ho trovati azzeccati come conclusione di questo cerchio. Nonostante ti sia cimentato in qualcosa di nuovo, se ho capito bene, sei caduto decisamente in piedi.
    Dunque grazie per aver condiviso questi teneri racconti e ci vediamo nella prossima storia! ^^

  • Ciao Lilitho 🙂
    Me lo aspettavo che l’ultimo capitolo sarebbe stato dedicato a Starg in un modo o nell’altro , in fin dei conti e’ la ragione per cui l’Organizzazione Esiste. 🙂 Come gia’ ti ho detto hai trovato il format perfetto per la piattaforma interattiva, non so quali siano i tuoi progetti per il prossimo racconto, ma come gia’ tu hai detto in passato questa storia (o queste storie , visto che sono facilmente leggibili anche separatamente) possono essere infinite, dipende dalla tua penna d’ossa. Per quanto mi riguarda io saro’ piu’ che contento di fare parte del Club Delle Creature Ridicole (in fondo lo siamo un po’ tutti 🙂 )
    Attendo con ansia la tua prossima storia 🙂
    Ci si legge presto 🙂

    • Ciao BlackCat0. Starg è il motore dell’Associazione e volevo creare un personaggio non classificabile nei classici “buono” o “cattivo”. Lui fa quello che fa per sé stesso, ma nel farlo aiuta anche gli altri.
      Il format permette di scrivere molto, funzionando molto bene, ma per ora preferisco concentrarmi su altri progetti in cui possa “sfogarmi” un po’.
      A leggerci presto.

  • E anche questa storia che ci ha fatto compagnia per un bel po è giunta al termine. Hai portato un livello alto e sei riuscito a mantenerlo, ovviamente ci sono state storie che ho preferito, come il mostro sotto al letto e la licantropa. Negli ultimi capitoli hai approfondito la storia generale dell’associazione e mi sono piaciuti

  • CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP!
    Ottimo finale per una storia che si è fatta leggere e rileggere! Il capitolo migliore per me è stato quello del mostro sotto il letto! Aglia era quello che mi era piaciuto di meno ma i capitoli successivi mi hanno fatto ricredere.
    Per il resto che dire? Magari un giorno farai un seguito per raccontarci di altre “creature ridicole” 🙂

    Alla prossima storia.

    Ciao 🙂
    PS: visto che le notifiche per ora non funzionano, eventualmente vieni a chiamarmi nella mia quando la scriverai o rischio di non accorgermene 🙂
    PPS: ne approfitto per farmi pubblicità: sto partecipando al concorso Storyteller 2025 di Amazon e vorrei che il mio libro avesse un po’ più di visibilità. Se ti piace la fantascienza, gli animali antropomorfi e l’esplorazione planetaria, nonché un tono un po’ fiabesco: https://www.amazon.it/Cozurn-Nuovo-Pianeta-posto-chiamare-ebook/dp/B0FLVXBTZ2/

  • Una favola surreale e brillante, dove ironia e malinconia si intrecciano con grazia. La chimera protagonista è irresistibile nel suo sarcasmo tenero, e l’idea di un rifugio per “mostri” dimenticati è tanto folle quanto poetica e assume ora un ruolo fondamentale e da spazio al perchè è stata creata.. Un inno stralunato all’essere diversi — e al prendersi poco sul serio.
    la mia scelta va all’avventuriero misterioso che incuriosisce tutti.

  • Io voto il Genio Rosa perché di lui sappiamo poco e niente!

    Ciao! La notifica non mi è arrivata ma eccomi qui uguale! Capitolo molto interessante e che continua a farmi rivalutare Aglia. Siamo agli inizi dell’associazione… ma quale sarà il finale della storia? 😉

    Commenti finali dopo il capitolo finale 🙂

    Ciao 🙂

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