La storia di Mummino, la mummia più goffa del museo
In un antico museo pieno di tesori e reperti misteriosi viveva una mummia chiamata Mummino. A differenza delle altre mummie, che erano tutte composte, spaventose e silenziose, Mummino era una mummia davvero goffa. Camminava facendo rumori strani con le bende, inciampava nei suoi stessi piedi fasciati e spesso si bloccava in posizioni ridicole. Le altre mummie lo guardavano con un misto di compassione e divertimento, perché nessuno era mai stato così incapace a essere una mummia.
Mummino, però, voleva cambiare. Non gli piaceva essere quello che faceva ridere gli altri, voleva essere temuto e rispettato come una vera mummia terribile. Ogni notte, quando il museo chiudeva e le luci si spegnevano, lui provava a spaventare i visitatori notturni. Ma ogni volta succedeva qualcosa di buffo. Una volta, cercando di urlare un “Aaaaaaaargh!” pauroso, si fece venire un colpo di tosse che sembrava più un “Etciù!” e una nuvola di polvere lo avvolse tutto.
Un’altra volta, mentre cercava di muoversi silenziosamente tra i reperti, si incastrò in una statua e la fece cadere. Il rumore svegliò tutte le guardie, che accorsero correndo, ma trovarono solo Mummino a terra che cercava di liberarsi dai pezzi di statua con un’espressione imbarazzata.
Nonostante queste disavventure, Mummino non si arrese. Continuava a provare e allenarsi ogni notte. Un giorno, sentì parlare della grande festa delle mummie, un evento che si teneva solo una volta ogni cento anni, dove tutte le mummie del museo si riunivano per ballare, raccontare storie paurose e dimostrare chi era la mummia più spaventosa. Mummino decise che quella sarebbe stata la sua occasione per dimostrare il suo valore.
Passò settimane a prepararsi per la festa. Cercò di sistemare le sue bende, di imparare a camminare senza inciampare e di esercitarsi a fare urla terrificanti. Ma il destino sembrava divertirsi a farlo sbagliare: il giorno prima della festa, mentre si vestiva con cura, una delle sue bende si sfilacciò tutta e cadde a terra. Disperato, cercò di rattoppare tutto con pezzi di stoffa trovati nel museo, ma sembrava più un pupazzo rattoppato che una mummia.
Alla festa, le altre mummie lo guardarono e scoppiarono a ridere. Alcune facevano battute sulle sue bende strappate, altre imitavano i suoi inciampi. Mummino però non si sentì più imbarazzato come prima. Invece di arrabbiarsi, si mise a ridere con loro e iniziò a raccontare le sue disavventure. Presto, tutta la festa si trasformò in una grande risata collettiva.
Le altre mummie capirono che Mummino, anche se non era il più spaventoso, era di gran lunga il più simpatico e divertente. Da quel giorno, Mummino non cercò più di essere perfetto o pauroso, ma divenne il cuore della festa e il compagno di tutti nel museo.
Ancora oggi, di notte, quando il museo è chiuso, si può sentire il rumore buffo delle bende di Mummino che rotola felice tra le stanze, pronto a fare un’altra figuraccia, ma con un sorriso enorme.
Chi altro c'è al museo?
- Un Dinosauro (50%)
- Un Uomo antico (10%)
- Un Mammut (40%)

20/08/2025 at 11:35
Ciao Briar!. Ho letto i due capitoli e li ho trovati molto dolci e divertenti. Ho notato che sono articolati nello stesso modo e sarebbe bello vedere la Mummia e Dinozzo, assieme, in azione tra le righe di qualche capitolo. Intanto ho votato per il topo.
13/06/2025 at 08:14
Ciao Briar, un altro personaggio buffo e pasticcione, molto carino e piacevole anche questo episodio.
Scelgo il bambino, brava!
30/05/2025 at 11:24
Divrtnt e riflessivo. Devo dire che mi piace la scrittura che hai e fai ridere nell storie. Custod
29/05/2025 at 09:39
Acnhe questo capitolo è divertente e scritto bene. In ogni museo c’è un topo credo
29/05/2025 at 09:20
Storie da raccontare per la buona notte ai pargoli. Mi piacciono e visto che parlo di pargoli voto bambino