Il silenzio delle maschere

Dove eravamo rimasti?

Quale strada dovrebbe imboccare ora l'ispettore Valli? Valli rintraccia subito i cinque pazienti più controversi di Ravelli. (40%)

Voci sopite

L’odore acre di formalina permeava l’obitorio dell’ospedale di Borgo San Giulio. Il dottor Ettore Moretti, anatomo-patologo dal volto inciso da occhiaie croniche, sollevò lo sguardo dal microscopio non appena l’ispettore Valli entrò.

«Confermo la causa di morte: arresto cardiorespiratorio indotto da un composto farmacologico non autorizzato.»

Poggiò sul tavolo un referto sigillato. Al centro la sigla AX-13.

«Sedativo sperimentale ad azione bifasica: prima rallenta il sistema neuro-vegetativo, poi innesca un picco di adrenalina letale. Tracce uniche, rintracciate soltanto nel registro inventariale del laboratorio interno della Clinica Novalis. Cinque fiale risultano mancanti.»

Il sangue di Ravelli conteneva la dose esatta per un singolo impiego. Valli annotò in silenzio; l’ipotesi del suicidio svaniva, lasciando campo libero all’omicidio premeditato.

Rientrato in questura, l’ispettore ordinò al sistema anagrafico di estrarre i contatti dei “casi rossi” seguiti da Ravelli negli ultimi due anni. Ne emerse un quintetto:

Alma Ferri, 28 anni, ex ballerina classica, affetta da depressione catatonica e disturbi di conversione, ora vive isolata in un casolare sul Monte Mesma.

Riccardo Luti, 45, imprenditore turistico, diagnosticato con disturbo esplosivo intermittente; di recente una grave crisi lo ha portato sull’orlo del fallimento.

Suor Beatrice (all’anagrafe Elisa Brogi), 34, monaca di clausura; durante la terapia sosteneva di udire “voci angeliche” che Ravelli cercava di inquadrare come allucinazioni uditive.

Matteo Spezia, 19, talento informatico con personalità schizoide; segnalato per hacking a sistemi bancari.

Giulia Renzi, 51, ex magistrata, vittima di blackout mnemonici che cancellano intere giornate; la sua testimonianza contro un gruppo criminale fu sospesa proprio su consiglio di Ravelli.

Valli convocò la squadra operativa e suddivise i compiti: due agenti per Alma, due per Luti e così via. Lui stesso scelse di recarsi al convento di Santa Giustina per incontrare Suor Beatrice: le confessioni religiose, sapeva, talvolta celano ossessioni indicibili.

Prima partì però una richiesta urgente al laboratorio della Novalis: inventario completo, accessi di badge, registri di temperatura dei frigoriferi farmaceutici. Nel frattempo, un messaggio crittografato raggiunse il suo telefono: “AX-13 legato a Progetto Giano. Tieni gli occhi aperti.” Nessuna firma, solo la maschera bianca come icona del mittente.

La mattina successiva, nei corridoi spogli del convento, Suor Beatrice accolse Valli con uno sguardo placido, quasi estatica. Alla domanda sul dottor Ravelli, le pupille tremarono.

«Diceva che le mie voci erano varchi. Varchi verso una seconda me stessa…»

Consegnò all’ispettore un rosario di legno grezzo: fra i grani, un microchip. Gli esperti informatici scoprirono che conteneva registrazioni cifrate di sedute ipnotiche, tutte etichettate “AX-13 test”.

Contestualmente, gli agenti al casolare di Alma Ferri ritrovarono in soffitta una valigetta criogenica vuota con il logo Novalis; a casa di Luti emersero fatture gonfiate verso la clinica, probabilmente per acquistare campioni off-label; Matteo Spezia risultò irreperibile, computer spenti e connessioni azzerate; Giulia Renzi, infine, rifiutò l’intervista e richiese assistenza legale, citando “diritto al silenzio”.

Sul tavolo del comando investigativo, Valli dispose gli indizi come pezzi di un puzzle:

AX-13: presente in corpo vittima; cinque fiale mancanti.

Microchip: prove di test su pazienti.

Valigetta: catena del freddo violata.

Fatture: movente economico e ricatti.

Sparizione di Spezia: potenziale fuga o rapimento.

Mancava il tassello decisivo: chi aveva somministrato il farmaco a Ravelli? Uno dei pazienti, un complice del laboratorio oppure qualcuno dall’interno dell’élite che temeva lo scandalo?

Ripensando all’ora bloccata – 00:13 – Valli notò la perfetta coincidenza con l’avvio di un ciclo di refrigerazione registrato nel log del laboratorio. Se Ravelli avesse aperto personalmente il frigorifero a quell’ora, l’assassino avrebbe dovuto trovarsi già in villa, forse nascosto in attesa.

Valli ordinò l’analisi delle impronte termiche sulle maniglie. Al contempo sollecitò i tabulati GPS della barca di servizio della clinica: una breve deviazione tra le 23:40 e le 0:10 verso il pontile privato di Ravelli. Chi era a bordo? Il registro di navigazione risultava firmato da M. Spezia.

La sera stessa, rientrando in ufficio, Valli trovò sulla scrivania una busta anonima. Dentro, una fotografia scattata dal lago: la villa illuminata da una sola finestra, e sul vetro la silhouette di una maschera bianca. Sul retro, una frase:

 “Ogni terapia ha un prezzo. Chi lo pagherà stavolta?”

Il cerchio sembrava stringersi, ma in realtà si spalancava su un abisso di complicità e silenzi. Con il dossier dei cinque pazienti sottobraccio, Valli fissò la notte oltre i vetri.

Aveva una sola certezza: AX-13 era la chiave di un gioco psicologico in cui vittima e carnefice si alternavano dietro la stessa maschera.

Quale mossa dovrebbe compiere ora l'ispettore Valli?

  • Valli dovrebbe convocare i cinque pazienti insieme, rischiando un confronto collettivo che potrebbe esplodere. (67%)
    67
  • È il momento di irrompere di notte nel laboratorio Novalis per trovare le restanti fiale di AX-13. (33%)
    33
  • Valli insegue la barca di Matteo Spezia per scoprire dove si nasconde. (0%)
    0
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12 Commenti

  • Ciao Giorgio 🙂
    Te la sei cavata egregiamente anche con il pareggio dei voti che e’ una spina nel fianco 🙂 Ok quindi l’autopsia ha confermato l’omicidio e dei pazienti del Valli, tutti avrebbero un movente per l’omicidio ma ancora non abbiamo visto nessun alibi per nessuno di loro, interessante 🙂 il mistero si intensifica, secondo me, prima di cercare l’hacker, bisognerebbe mettere a confronto tutti i pazienti insieme per vedere se si trovano delle incongruenze o delle linee conduttrici tra i loro racconti 🙂 scopriamo insomma un po’ di piu’ del rapposrto tra queste “cavie” e il loro “medico”.
    Per il resto sottoscrivo al pieno quello che gia’ ti e’ stato detto da Lilitho sulla pubblicazione troppo repentina tra capitoli 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao Giorgio.
    Ho letto i due capitoli e mi sono piaciuti. Al momento abbiamo la “classica” dinamica del racconto giallo, in cui stiamo raccogliendo le prove iniziali che poi porteranno a qualcosa.
    AX-13 è la strada e quindi per mettere un po’ d’azione al tutto irromperei nel laboratorio per trovare le fiale rimanenti.
    Un consiglio generale che posso darti per la piattaforma è di aspettare un po’ prima di pubblicare un nuovo capitolo, per dare tempo a un po’ più di persone di leggerti e commentarti.
    Alla prossima.

    PS: da poco ho aperto un account Wattpad (che trovi nel sito sul mio profilo), dove pubblico storie complete e revisionate. Se ti va facci un salto, ci terrei molto a ricevere feedback in storie in cui posso esprimermi liberamente senza limitazioni di caratteri o capitoli. Grazie in anticipo se deciderai di lasciare un follow ed un commento.

  • Ciao Giorgio, benvenuto su Incipit 🙂
    Incipit intrigante e ben scritto, anche se non mi sarei aspettata niente di meno, visto che hai alle spalle delle pubblicazioni.
    Unica cosa che non mi è chiara, ma magari sono io che sono torda: qui: “Sentì affiorare, come un brivido, l’eco di antiche sedute di ipnosi a cui—giovane tirocinante—aveva assistito proprio alla Clinica Novalis” è il monologo interiore di Valli, giusto? Ma quindi era un tirocinante alla clinica della vittima? O ho capito male?
    Voto: Valli rintraccia subito i cinque pazienti più controversi di Ravelli.
    Ti seguo, alla prossima 🙂

  • Ciao Giorgio e benvenuto su The Incipit. Parlando appunto di Incipit, il tuo è molto interessante e scritto bene, ma soprattutto ha i toni giusti per un giallo. Questa storia della maschera mi da l’idea che dietro ci sia una qualche setta o congregazione.
    Sono curioso e ti seguo.
    Ho votato per il sedativo sperimentale

  • Ciao Giorgio 🙂
    Sei nuovo da queste parte e percio’ ci tengo a darti un caldo benvenuto 🙂
    Sono un amante dei gialli, e dei misteri in generale, sono curioso di sapere come si evolvera’ la storia di Valli attraverso i voti dei lettori 🙂
    Per il momento sembrerebbe il classico delitto della camera chiusa , ma ancora non abbiamo sufficenti indizi per capire cosa veramente sia successo. Andiamo per gradi e vediamo i risultati dell’autopsia prima di cominciare a fare domande , avremo piu’ prove in mano , spero 🙂

    Un umile consiglio che ci tengo a dare a tutti i nuovi autori di The Incipit per massimizzare al meglio la loro opera sul sito e’ di non limitarsi a scrivere ma leggere anche le storie degli altri autori sul sito, votare e commentare 🙂 Vedendo la tua presenza sotto le loro storie altri autori verranno a leggere la tua storia e votarla 🙂

    Per il resto che dire, scrivi molto bene, ti seguo e aspetto il prossimo capitolo 🙂
    A presto 🙂

    • Ciao, grazie per il benvenuto! Quindi anche tu sei appassionato dei misteri. Anch’io coltivo da tempo la passione per i gialli. Siamo proprio agli inizi di questa avventura e ti ringrazio per aver votato la tua opzione preferita, quella dell’autopsia. Naturalmente, come dici tu, leggerò anche le storie degli altri autori, oltre a votare e a commentare. Grazie per il tuo commento. A presto!

  • Ciwo, benvenuto.
    Ho votato “Giano”.
    Un giallo su the Incipit ha la strada difficile, ma qui si comincia bene. Si parte con il classico, il morto , la scena, il mistero sempre diverso che si spalanca davanti agli occhi del “visitatore”, un poliziotto acuto stavolta, che piega la nebbia e vede molte cose. Auguri a lui e a Te che con disinvoltura destreggi ogni dettaglio.
    Ti seguo, in bocca al lupo. Ciaoooo

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