Il TOK!
Il suono lo colpì nel tempo che intercorreva tra il caffelatte della colazione e il lavaggio dei denti.
TOK.
Dapprima, gli parve un miraggio sonoro; poi, al suo ripetersi, cominciò a cercare di capire da dove provenisse.
Escluse il salotto – il suono sembrava provenire da dietro di lui – quindi si girò e ritornò in cucina.
Dal centro tavola lo osservavano le “banane di colore”, riposte nel portafrutta e oramai indirizzate alla fine della propria esistenza come alimento, e diversi mandarini – anch’essi sulla via della perdizione alimentare.
Era solo in casa, pertanto quel suono non era stato generato da altre persone; la moglie era a lavoro, lontana chilometri.
Pietro decise allora di spegnere tutte le fonti di rumore e di girare per le stanze di casa, concentrato, l’orecchio teso.
Spense la tv, spense il condizionatore che sbuffava aria fresca per rendere vivibile la casa in quel caldo maggio.
Niente sembrava in grado di produrre quel suono, simile al rumore che si produce quando si bussa con un oggetto su una parete che contiene una cavità.
Il giro di perlustrazione era finito e non aveva trovato nulla; si decise allora a completare l’iter mattutino, lavandosi i denti.
Estrasse lo spazzolino dal basamento di ricarica, tolse il tappo al dentifricio e…
TOK!
Lo risentì.
Questa volta, ne era certo, proveniva dalla camera da letto.
Di corsa si fiondò al termine del corridoio e svoltò sulla destra, derapando come una Formula Uno degli anni ottanta.
Nulla, era ritornato il silenzio.
Improvvisamente, gli venne l’illuminazione: erano di certo i vicini, una coppia di trentenni, da lui spesso colti in orari non consoni impegnati in attività di coppia.
Prese una sorta di auricolare di legno – lascito di uno zio medico e da lui utilizzato per auscultare i polmoni degli ammalati – da Pietro conservato sapendo che prima poi gli sarebbe tornato utile e lo appoggiò, com’era solito fare da quando i trentenni erano diventati vicini di casa, alla parete che separava i due appartamenti.
Ascoltò attentamente ma non udì nulla.
Un po’ dispiaciuto – gli provocava piacere sentire i vicini impegnati – ripose lo strumento e si diresse in salotto.
Doveva uscire, ma il mistero del suono non lo lasciava in pace, lo tormentava.
Decise allora di riesumare un vecchio registratore digitale e di registrare i suoni della casa mentre lui era fuori.
Fece la doccia, si vestì per andare a lavoro e, prima di uscire, adagiò il registratore in una zona strategica della casa, o per lo meno quella zona che lui riteneva strategica.
Chiuse la porta, diede quattro mandate alla serratura e scese in garage a prendere l’auto.
Arrivato a lavoro, si dimenticò di tutto: oggi gli toccava un audit presso una scuola privata per conto della Regione e la giornata si preannunciava pesante.
Le otto ore passarono, lente ma inesorabili, Pietro si perse tra procedure, manuali sinottici e documenti per la sicurezza.
Alle 18, stanco, chiuse il Notebook e si diresse verso l’auto. Solamente in quell’istante gli tornò in mente lo strano evento del mattino e, senza rendersene conto, si senti via via sempre più preda di una curiosità che stentava a controllare.
Se il suono, durante la giornata, si fosse ripetuto il registratore lo avrebbe di certo registrato.
Guidò verso casa in maniera leggermente più sportiva del solito, arrivando all’imbocco dell’autostrada con un anticipo di 10 minuti.
Purtroppo, una volta entrato nella via a scorrimento veloce, rimase imbottigliato in una coda che gli rubò 20 minuti di tempo vita.
Grazie alla radio e all’aria condizionata l’attesa fu però gestibile e, grazie alla sua guida sportiva del primo tratto di strada, era in ritardo sul suo solito orario di soli 10 minuti.
Parcheggiò l’auto nel garage, notando come, stranamente, non vi fosse ancora l’auto della moglie e, come spinto da una forza magnetica, salì in casa.
La prima cosa che fece fu bloccare il registratore e settare il dispositivo per riascoltare il registrato dall’inizio.
Collegò il registratore ad una cassa bluetooth, si tolse i vestiti e si butto sotto la doccia.
Il collegamento tra i dispositivi era avvenuto, notò grazie al tipico suono della cassa.
Entrò nella doccia, aprì l’acqua e…
Cosa succede dopo che Pietro è entrato nella doccia ed ha aperto l'acqua?
- Si sentono diversi TOK a distanza costante l'uno dall'altro. (86%)
- Si sentono delle voci. (0%)
- Dalla cassa bt si sente una successione di rumori disparati, ma mai il famigerato TOK. (14%)

01/09/2025 at 23:05
Urca! Un finale molto promettente ma che non spiega niente!
Ciao! Questa storia mi è piaciuta. Aspetterò un seguito per spiegare tutti i dubbi che sono rimasti ma trovo Pietro e Kiki molto dolci. Ora è comparso pure un occhio che non si sa cosa sia.
Ci leggiamo comunque alla prossima storia 🙂
Ciao 🙂
02/09/2025 at 10:01
Ciao RedD, in effetti è proprio così: non spiega niente.
La chiusura del racconto mi ha messo un po’ di “ansia”, nel senso che sentivo che forse i personaggi avevano bisogno di ulteriore sviluppo.
Comunque:
– l’occhio rappresenta il guardare (altrove ma anche dentro di sé).
– l’oggetto visto da Pietro sul tavolino al posto del registratore è un occhio davvero o è un registratore ma Pietro vede le cose in maniera “strana”?
– E Kiki…davvero non vede l’occhio?
Boh…lo scoprirò/emo.
Grazie per il supporto.
Alla prossima (?)
4.
27/08/2025 at 12:04
Io voto il TOK perché voglio sapere cos’è ma vorrei un finale aperto perché mi piacerebbe di nuovo vedere Kiki e Marika!
Ciò detto, quindi Marika è un Erinni che “cancella” le persone che non ci devono essere. Ora la domanda è: perché Pietro è in grado di vederla oltre lo specchio? Perché è in grado di attraversarlo? E cosa c’entra Kiki in tutto questo? Non ci saranno tutte le risposte, quindi il finale aperto è d’obbligo 😛
Ciao 🙂
27/08/2025 at 17:47
Grazie 🙂
18/08/2025 at 20:10
Marika svela l’arcano! Perché il prossimo è il capitolo 9, così lasciamo il 10 per la conclusione 🙂
Ciao! Devo dire che il capitolo mi ha colpito: non mi aspettavo che il passaggio lo assiderasse né che Marika si mettesse a salvarlo ed ad ascoltarlo. Bella la parte di lei quando si accorge di cosa sta guardando 😛
Vediamo cosa ci rivela il pre-finale 🙂
Ciao 🙂
PS: Sto partecipando al concorso Storyteller 2025 di Amazon e vorrei che il mio libro avesse più visibilità. Se ti interessa la fantascienza soft, l’esplorazione planetaria, gli animali antropomorfi e, nonostante tutto, un’atmosfera un po’ fiabesca, eccoti il link: https://www.amazon.it/Cozurn-Nuovo-Pianeta-posto-chiamare-ebook/dp/B0FLVXBTZ2/
19/08/2025 at 10:26
Ciao Andrea (SPOILER!) ho visto il volume, ci farò un pensierino. Ma, dimmi, te lo sei autoprodotto sfruttando Amazon? Nel caso, sarei interessato a scoprire come hai fatto 🙂
Leggendo i tuoi interessi, ho scoperto che a parte la programmazione e le fiabe sul resto collimiamo 🙂
Grazie per le dritte, as usual.
4.
21/08/2025 at 11:38
Sì, usando Amazon. KDP Publishing. Ci sono tutte le guide. Se hai Windows, ci sono anche i modelli per la pubblicazione cartacea e Kindle Create per la pubblicazione ebook. Non ho provato il Creatore di Copertine, preferendo affidarmi a Canva perché mi sembra abbia più duttilità (ma un giorno lo proverò per vedere cosa mi tirerà fuori). Se non hai Windows si può fare comunque tutto, ma bisogna farsi tutto a mano (le linee guida spiegano tutto).
Ciao 🙂
28/08/2025 at 09:08
Ho provato a creare un libro con miei precedenti appunti in formato PDF ma è venuto un pasticcio (è un libro di appunti tecnici, con disegni), per caso sai indirizzarmi ad un tutorial che spieghi bene come utilizzare Kindle Create?).
29/08/2025 at 23:54
Io non so disegnare, quindi la parte sui disegni l’ho vista poco. Comunque KDP definisce:
– Libro ad impaginazione dinamica: il classico libro con tanto testo e poche immagini. Per le immagini, le linee guida sono qui: https://kdp.amazon.com/it_IT/help/topic/G75V4YX5X8GRGXWV#image_guidelines
– libri a impaginazione fissa con pop-up di testo: sono quelli che hanno tante immagini e poco testo o layout complicati che non permettono di cambiare la dimensione del testo. Tutte le linee guida sono qui: https://kdp.amazon.com/it_IT/help/topic/GFFHCXVPHRZW8SJ5
– il terzo è per i fumetti e non credo ti interessi.
Purtroppo Kindle Create è un po’ rigido quando si tratta di immagini…
Qui invece la guida ed il tutorial per Kindle Create: https://kdp.amazon.com/it_IT/help/topic/GUGQ4WDZ92F733GC
Ciao 🙂
29/08/2025 at 23:55
Avevo messo i link per le guide, ma il commento è finito in moderazione…
Ciao 🙂
23/09/2025 at 21:56
Ciao! Non so se leggerai ma il commento è uscito dalla moderazione 🙂
Ciao 🙂
11/08/2025 at 09:16
Voto per entrare nello specchio. Bel capitolo.
12/08/2025 at 16:30
Grazie yuppydow 🙂
09/08/2025 at 18:13
Volevo votare che andava a suonare a Kiki, ma il TOK manca da troppo tempo, quindi voto:Sente un TOK! fortissimo e sviene!
Ciao! Insomma Marika si è presa una “sbandata” per Pietro e lui non è riuscito a tenerla a sé, ma in realtà forse è meglio così: nonostante Kiki sia bellissima e mi piaccia, credo che quello fosse il momento peggiore. Magari avrà un altro momento alla fine 🙂
Negli ultimi tre capitoli mi sa che i nodi andranno al pettine (se non hai intenzione di fare seguiti) 🙂
Ciao 🙂
05/08/2025 at 23:10
Perché, sbirciando il seno della ragazza, nota il suo tattoo sul petto! Anche se il TOK fortissimo sarebbe stato ugualmente calzante!
Ciao! Mi dà sempre più l’impressione che Pietro stia vivendo in due mondi contemporaneamente ed a volte ne seguiamo uno ed a volte un altro!
Ciao 🙂
05/08/2025 at 23:49
Ciao Red, grazie per gli spunti…