Il TOK.

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede alla storia? C’è un finale aperto (Marika, Kiki, voglio risentire parlare di voi!). (50%)

Epilogo (?)

Il viaggio di ritorno porta nuovamente con sé il freddo. Pietro rientra nel suo spazio-tempo coperto di ghiaccio e intirizzito, bombardato da mille domande e dubbi.

Osserva casa sua e improvvisamente la sente estranea, lontana, come l’appartamento delle vacanze appena ci entri.

Improvvisamente un TOK! fortissimo, quasi da diventare sordi. Poi un altro. 

Si sente svenire, un forte dolore alla testa gli sdoppia la vista. E’ come se un trapano gli trapassasse la scatola cranica mentre lui, con difficoltà, con una mano si regge al lavandino per non cadere a terra e con l’altra si stringe la fronte dolorante.

Il sangue passa tra le dita della sua mano e scende verso lo scarico; ghirigori di un rosso brillante disegnano macchie di rorschach sulla ceramica del lavandino.

Un ultimo suono: TOK! poi il dolore cessa. Tutto sembra essere ritornato normale.

Pietro si rialza e ciò che vede nello specchio gli fa gelare il sangue.

Un occhio marrone lo sta fissando dal centro della sua fronte. 

Pietro sviene.

Un suono molto forte proveniente dalla sua porta di ingresso ha il potere di risvegliarlo; qualcuno sta bussando con forza alla porta di casa sua.

“Pietro…Pietro, apri! Tutto bene?!” E’ la voce di Kiki, è preoccupata.

Pietro con fatica si trascina verso la porta; con uno sforzo incredibile riesce ad aprirla e fa appena in tempo a vedere Kiki, in canottiera e pantaloncini bianchi. Poi crolla.

Il risveglio è meraviglioso.

L’apertura degli occhi gli restituisce l’immagine di Kiki addormentata al suo fianco mentre lo abbraccia. Indossa una canottiera bianca e dei pantaloncini dello stesso colore.

Lentamente, cerca di allontanarsi dalla donna senza svegliarla, fallendo nello scopo.

“Ciao Pietro…” lo saluta lei, con la sua voce bassa.

“Ciao Mari…Kiki” dice lui.

“Mi hai fatto spaventare, sai?” lo sguardo di lei che indugia sul suo volto.

“Cos’è successo Kiki? Davvero, non ricordo più nulla.”

“Avevo appena finito di vestirmi quando ti ho sentito urlare, poi un rumore come di qualcosa che cade mi ha fatto spaventare. Ho pensato ti stesse capitando qualcosa e allora sono venuta alla tua porta. Non ricordo per quanto ho bussato, forse più di un quarto d’ora, poi finalmente sei venuto ad aprirmi. Eri tutto sporco di sangue, ma non mi sembravi ferito, solo che…”

“Solo che?” Pietro improvvisamente si ricorda di cosa è successo e si tocca istintivamente la fronte, percependola liscia e normale.

“Solo che nel lavandino del bagno c’è una cosa un po’ strana.”

“Una cosa un po’ strana? Ti riferisci al sangue?”

“No” Kiki è pensierosa “mi riferisco al disegno fatto con il sangue”.

Con quel pensiero in mente, Pietro si solleva a malincuore dal letto per dirigersi in bagno.

Un giramento di testa lo fa sbandare. Immediatamente qualcosa di morbido e tonico lo sostiene.

“Grazie Kiki”.

“Prego” dice lei.

Ha ragione la donna, nel lavandino c’è un disegno.

A un primo sguardo sembra una macchia indistinta generata dal sangue che ha gocciolato ma, a uno sguardo più attento, restituisce l’immagine di un dragone in volo, con il muso che fissa chi lo sta osservando.

“Anche a te sembra quello che sembra a me?” chiede la donna.

“Sono solo delle macchie di sangue” chiude il discorso Pietro.

“Davvero non hai bisogno di nulla?” chiede Kiki, sinceramente preoccupata.

“No, davvero, sto molto meglio adesso”. Pietro non sta per niente bene, ma il vedere la giovane donna così preoccupata gli provoca un forte desiderio di rassicurarla.

“Allora…io andrei…” ma Kiki non sembra avere il desiderio di andarsene.

“Senti, permettimi di metterti a letto, così almeno sono tranquilla” dice premurosa.

Nel tragitto verso la camera da letto, appoggiato a Kiki, Pietro nota qualcosa di strano nella posizione strategica in cui aveva posizionato il registratore. Solo che non è il registratore, o almeno così sembra.

E’ un occhio, sembra vero.

“Kiki, cosa ci fa questa cosa sul tavolino, l’hai messa tu?”

La donna sembra arrossire, poi in maniera risoluta risponde di no.

“Perché avrei dovuto mettere un registratore lì, scusa?”

Pietro posa lo strano artefatto e si dirige verso la camera da letto, con Kiki al suo fianco.

“Ecco, siediti, devi riposare” Kiki lo fa accomodare sul letto e lo fa sdraiare con delicatezza.

Gli toglie la maglietta, sporca di sangue, i pantaloni sporchi anch’essi e con una spugna imbevuta di acqua tiepida lo pulisce delicatamente.

“Mi hai fatto spaventare, sai?” e così dicendo si avvicina e bacia Pietro con un bacio delicato e dolce.

Sente la lingua di lei muoversi delicatamente attorno alla sua, cosa che gli procura l’immediata diminuzione del dolore e della tensione.

“Ti va di riposare con me?” chiede Pietro.

“Sì”.

Pietro si addormenta. Ma con gli occhi chiusi vede.

Vede Kiki, addormentata al suo fianco, che gli stringe la mano.

Si vede mentre dorme abbracciato a lei.

Poi, oltre la parete, vede Marika che li osserva e che batte ironicamente le mani. 

In perizoma e tacchi alti.

Poi vede l’occhio, che lo fissa.

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48 Commenti

  • Urca! Un finale molto promettente ma che non spiega niente!

    Ciao! Questa storia mi è piaciuta. Aspetterò un seguito per spiegare tutti i dubbi che sono rimasti ma trovo Pietro e Kiki molto dolci. Ora è comparso pure un occhio che non si sa cosa sia.

    Ci leggiamo comunque alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao RedD, in effetti è proprio così: non spiega niente.
      La chiusura del racconto mi ha messo un po’ di “ansia”, nel senso che sentivo che forse i personaggi avevano bisogno di ulteriore sviluppo.
      Comunque:
      – l’occhio rappresenta il guardare (altrove ma anche dentro di sé).
      – l’oggetto visto da Pietro sul tavolino al posto del registratore è un occhio davvero o è un registratore ma Pietro vede le cose in maniera “strana”?
      – E Kiki…davvero non vede l’occhio?
      Boh…lo scoprirò/emo.
      Grazie per il supporto.
      Alla prossima (?)
      4.

  • Io voto il TOK perché voglio sapere cos’è ma vorrei un finale aperto perché mi piacerebbe di nuovo vedere Kiki e Marika!

    Ciò detto, quindi Marika è un Erinni che “cancella” le persone che non ci devono essere. Ora la domanda è: perché Pietro è in grado di vederla oltre lo specchio? Perché è in grado di attraversarlo? E cosa c’entra Kiki in tutto questo? Non ci saranno tutte le risposte, quindi il finale aperto è d’obbligo 😛

    Ciao 🙂

  • Marika svela l’arcano! Perché il prossimo è il capitolo 9, così lasciamo il 10 per la conclusione 🙂

    Ciao! Devo dire che il capitolo mi ha colpito: non mi aspettavo che il passaggio lo assiderasse né che Marika si mettesse a salvarlo ed ad ascoltarlo. Bella la parte di lei quando si accorge di cosa sta guardando 😛

    Vediamo cosa ci rivela il pre-finale 🙂

    Ciao 🙂
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  • Volevo votare che andava a suonare a Kiki, ma il TOK manca da troppo tempo, quindi voto:Sente un TOK! fortissimo e sviene!

    Ciao! Insomma Marika si è presa una “sbandata” per Pietro e lui non è riuscito a tenerla a sé, ma in realtà forse è meglio così: nonostante Kiki sia bellissima e mi piaccia, credo che quello fosse il momento peggiore. Magari avrà un altro momento alla fine 🙂

    Negli ultimi tre capitoli mi sa che i nodi andranno al pettine (se non hai intenzione di fare seguiti) 🙂

    Ciao 🙂

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