L’eroe, la principessa e il tizio con le viti

Convocazione dalle Isole

Alwen, cavaliere dell’Ordine degli Espada Prescelti, si era ritagliata un raro momento di pace dopo l’allenamento del mattino. Si era lavata, aveva legato i capelli con una striscia di cuoio e ora se ne stava seduta sul letto, massaggiandosi i piedi indolenziti.

“Maleditte scarpe da cavaliere,” pensò, strofinandosi un’alluce arrossato.

I calzari standard erano rigidi come piastre da armatura e quelli su misura continuavano a farsi attendere da settimane. Nel frattempo, si arrangiava come poteva. Aveva appena posato il piede sul cuscino quando un rumore familiare si fece strada dal corridoio.

Gratt. Gratt. Clank. Gratt.

Metallo su pietra. Regolare, fastidioso, inesorabile.
Si fermò proprio davanti alla sua porta.

— Ti prego… ho anche un’unghia incarnita da sistemare — disse Alwen, chiudendo gli occhi. Dopo qualche secondo di attesa, in cui sperava di essersi sbagliata, sentì la solita voce gracchiante.

— Convocazione urgente. Urgente. Urgente. Urgente. —

Alwen sospirò, si tirò su con uno scatto e spalancò la porta.

— Servus! — sbottò.

Davanti a lei, come previsto, stava uno dei tanti Servus che ronzavano giorno e notte nella fortezza. Piccolo, tozzo, con la forma e la grazia di un bidone su cingoli, emetteva il solito ronzio da macchina arrugginita.

I Servus erano automi tecno-magici, programmati per consegnare messaggi, armi, vassoi e, a quanto si diceva, persino persone. Il loro interno — una sorta di pancia tridimensionale con uno strano gioco di spazi — poteva contenere molto più di quanto sembrasse. Anche esseri viventi.

“Mai e poi mai ci finisco dentro,” si disse Alwen. Quelle macchine la inquietavano.

La macchina la fissava — o almeno così pareva — con la sua gemma frontale lampeggiante.

— Quante volte devo dirlo che il primo pomeriggio è sacro? — sbuffò, afferrando il cilindro incastrato nella bocca a scatto del Servus. Alwen lo aprì con due dita, già immaginando la noia che l’attendeva. Una pergamena, sigillata con il marchio del Consiglio.

— Questa nuova missione me la danno proprio oggi, dopo che mi sono ammazzata con le reclute… — borbottò Alwen, srotolando la pergamena.

Il Servus era rimasto immobile, fermo come un sasso davanti alla porta. Il suo silenzio — inconsueto — aveva cambiato l’aria nella stanza. Era come se, per una volta, anche lui capisse la gravità di ciò che c’era scritto lì dentro.

Alwen sollevò gli occhi dal foglio, il sopracciglio piegato in una ruga preoccupata.

— Questo è un bel problema –

Rientrò nella stanza, scostò alcuni oggetti dal tavolo e prese la sua penna d’Oca Urlante, l’unico strumento abilitato alla firma ufficiale degli incarichi di grado tre o superiore. Non sapeva se l’oca urlasse davvero, ma da quando era stata ordinata cavaliere e aveva messo piede in quella fortezza, aveva smesso di farsi troppe domande su tutti gli aggeggi magici con cui i vecchi dell’Ordine si volevano divertire.

Firmò, arrotolò la pergamena, la infilò nel cilindro e tornò verso la porta.

— Okay, Servus. Mi serve un biglietto per le Isole Volanti. Prendi il mezzo più rapido. Massima priorità –

L’automa, che fino a quel momento sembrava scolpito nella pietra, emise un bzzzt sommesso. Le due gemme ai lati della bocca si accesero in un pulsare alternato.

— Ordine ricevuto. Ordine ricevuto. Ordine ricevuto-

— Sì, perfetto. Ora sparisci. Ciao-

Le richiuse la porta in faccia con soddisfazione.

Fece appena due passi verso l’armadio, già mentalmente impegnata a selezionare cosa mettere nello zaino, quando sentì la voce gracchiante ripartire, oltre la soglia.

— Ripetere ordine. Ripetere nuovo ordine-

— No, no, no. — Alwen riaprì di scatto. Il Servus era ancora lì, come se nulla fosse.

— Ti ho detto che devi prendermi i biglietti per le Isole Volanti e che devi sparire! —

— Ordine ricevuto. Nuovo ordine ricevuto.

Stava per richiudere, quando l’automa iniziò a vibrare leggermente, emettendo un suono diverso. Uno scrrr preoccupante.

— Ordine parzialmente impossibile. Ordine parzialmente impossibile. Comando “sparire” non riconosciuto.

Alwen si coprì il volto con una mano.

— Giuro che ti distruggo.

— Errore. Errore. Ordine parzialmente impossibile. Inserire istruzioni compatibili.

Respirò profondamente. Una. Due. Tre volte.

— Okay. Mi devi prendere i biglietti per andare sulle Isole Volanti. Poi devi portarmeli qui. Qui. In camera. Non nel vano delle offerte sacre. Non nella sala mensa. Qui.

Silenzio.

Poi, di nuovo, le luci.

— Ordine ricevuto. Ordine ricevuto.

Finalmente.

Alwen sospirò e tornò dentro. Doveva preparare la valigia, lucidare la spada, sistemare l’uniforme e riprogrammare le sessioni di addestramento con le reclute… ma tutto questo passava in secondo piano. Perché la missione appena ricevuta non era una delle solite. No, questa era diversa.

Stava per chiudere la porta, quando sentì un suono tremolante, come una pentola che si svuota:

— Errore. Impossibile eseguire ordine ricevuto. Batterie scariche. Batterie scariche. Servus entra in riposo. Sostituire batteria carica. 

Alwen non disse nulla. Richiuse la porta e imprecò.

Aelwen è appena arrivata alla stazione del treno che appare e scompare. Il treno non si vede ancora. Cosa dovrebbe fare?

  • Parlare con l'orso bruno con l’uniforme da capotreno (63%)
    63
  • Comprarsi uno snack in attesa di iniziare il viaggio (13%)
    13
  • Controllare il tabellone degli orari (25%)
    25
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70 Commenti

  • Quindi Kuro diverrà il prossimo cattivo?

    Ciao! Finale agoniato dopo non so quanto tempo. I personaggi sono sempre fantastici, la storia questa volta ha un po’ peccato, rispetto alle altre. Non so se sono state le lunghe pause o se invece è stata troppo corta 🙂

    In ogni caso, noi ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciaooo! mamma mia tra lavoro e questa storia, ci homesso una vita a scrivere il finale perchè nemmeno io ero convinta. Lo ho scritto non so quante volte però alla fine mi sono arresa al limite delle 5k battute. Ahime, avrei voluto dire altro, ma questo è… Mi ritrovo anche io in tutto quello che dici, qui la storia è stata trainata più dai personaggi che dalla trama stessa 🙂 diciamo che ho voluto riprendere un po’ in mano gli attrezzi della scrittura perchè ero ferma da un po’.
      Ho già pronta la prossima però la voglio un po’ più brillante a livello di trama. Ci ragiono ancora un po’ ma poi la partorisco perchè altrimenti non ne esco più. GRazie come sempre di essere arrivato fino a qui, alla prossima!

      ps. Buon anno in mega ritardooo

      Eris

  • Ciao Eris 🙂
    Poovera Arwen che non potra’ mai essere una maga 🙂 Ma e’ una forza della natura e a volte bisogna accontentarsi di cio’ che ci offre la natura 🙂
    Ho adorato anche la citazione di Violetta alla “piu’ brutta del reame” , quando dice che tutti dicono che lei e’ bella ma lei si vede brutta lo stesso 🙂 Brava.
    E cosi’ i Golem sono pietrificati, interessante , so che hai solo un capitolo a tua disposizione ma se decidessi di portare una seconda parte della storia io sarei piu’ che felice di leggere altri 10 , 20 , 30 capitoli di questo gruppetto di eroi improvisato 🙂
    Per il momento voto la magia ha pietrificato il golem (sa tanto di battaglia finale :D) e attendo il gran finale 🙂
    A presto 🙂

  • Il prossimo, a meno di seguiti, è l’ultimo capitolo, quindi: I golem anche se minacciosi sono semplicemente addormentanti in posizioni minacciose (tecnica di sopravvivenza della specie)

    Ciao! Continuo a pensare che questo gruppetto sia fantastico e meriterebbe una seconda storia ^_^

    I commenti finali dopo il capitolo finale 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Eris 🙂
    Un po’ in ritardo ma ci sono 🙂 Fan numero uno di Kuro , lo sapevo che niente e mai quello che sembra nelle tue storie , alla fine Kuro e’ un portento alla pari di Alwen (quasi).
    Io se fossi stato la avrei perso al primo indovinello XD , meno male che hai messo le soluzioni 🙂
    Comunque l’idea di cavalcare l’arpia , dieci piu’, a volte l’aiuto arriva da chi meno te lo aspetti ed e’ un idea molto originale.
    Ma continuiamo le nostre disavventure con : Trovano il lago asciutto.
    Vediamo cosa ci tiri fuori 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao eris 🙂
    Come sempre capitolo super simpatico, ahah e pensare che hanno fatto tutto quel c.asino e poi le radici ce le avevano gia’ 🙂
    Violetta e Corinne hanno salvato la giornata 🙂
    Ma da buon gatto b.astardo ora che e’ arrivata l’arpia voto che rapisca uno di loro 🙂
    Vediamo cosa ci tiri fuori 🙂
    P.S. a breve recupero tutti i capitoli di Meredia, non mi sono mica dimenticato 😉
    A presto 🙂

  • La cosa giusta è che mentre Alwen combatte, loro fuggono. Ma noi evitiamo le cose giuste e facciamo che Kuro la sfidi ad un indovinello ^_^

    Ciao! Fichissima Alwen con la sua tempestosa ed ottima Violetta che risolve le cose senza nemmeno saperlo ^_^

    Continuo ad adorare questa storia ogni capitolo che passa 🙂

    Ciao 🙂

  • Kuro sfida l’arpia ad un indovinello, ma solo perché mi ricorda molto l’enigma della sfinge 😜.
    Ribadisco quanto già espresso nel mio precedente commento: mi piace parecchio la tua capacità di farci entrare così nel vivo dei “mondi” in cui si svolgono le vicende.
    Continuo a seguirti con piacere.
    A presto!
    Ross

  • Kuro e Alwen si mettono a litigare su chi deve andare, mentre Violetta con la sua conchigliosa fa qualcosa di inaspettato.
    Ciao Eris!
    Ho recuperato con piacere i capitoli precedenti e sono rimasta colpita dalla tua capacità di dar vita a personaggi così vividi e ben caratterizzati, e di trasportarci in mondi che sembrano davvero usciti da una favola… in tutti i sensi!
    Tra tutti i personaggi, Alwen è quella che mi ha colpito di più: forte e determinata, ma mai stereotipata. Una figura complessa, lontana dal classico “cuore di ferro”, e proprio per questo ancora più interessante.
    Complimenti ancora per la tua scrittura, ti seguo con piacere.
    A presto!
    Ross.

    • Ciao Rossella,

      ti ringrazio tanto per essere passata. Si per me Alwen è un po’ complicato da scrivere, perchè la voglio rendere da un lato la girl boss della situazione, la responsabile della banda, ma dall’altro lato, non vorrei che si limitasse a questo, perchè ha una sua storia, un suo passato e una sua complessità, che vorrei pian piano emergesse. A tempo debito!! Nel frattempo, grazie per essere passata

      Eris

  • Ciao Eris 🙂
    Che belli questi luoghi che descrivi, ci trasporti in ciascuno di essi con una facilita’ davvero bella da leggere. Inoltre mi spacco dalle risate per le varie battute del trio sgangherato. Il traghettatore gli ha finalmente (dopo la ramanzina) condotti nel posto dove prenderanno (forse) le radici del fulmine 🙂
    Io direi di optare per “tra i due litiganti il terzo gode” e mentre Alwen e Kuro litigano sara’ proprio la nostra “turista” Violetta a fare qualcosa di inaspettato con la sua conchiglia- fotografica 🙂
    Vediamo cosa ci tiri fuori 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao Eris e bentornata 🙂
    Un bel capitolo ricco di azione , mi e’ piaciuto molto, e cosi’ nascosto dentro le nuvole c’era un regno incantato. 🙂 Sebbene l’arrivo di Alwen come un fulmine a ciel sereno presagisca un litigio, io opto per rimanere uniti e guardare il fiume , facciamo un po’ di esplorazione 🙂
    A presto 🙂

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