Un’altra vita

Deflagrazione

– Tu in un passato lontano vivevi un’altra vita –

Era questa la frase che ciclicamente le tornava in mente, soprattutto in quelle sere dove, nel silenzio, cercava di collegare i suoi ricordi con la sua attuale quotidianità perché, a tratti, continuava a non riconoscersi e a non capire se lei era quella dei ricordi o quella dell’adesso.

La sola cosa che aveva conservato nel tempo, l’unica cosa che la faceva riconoscere a sé stessa davanti allo specchio, era il suo immancabile rossetto rosso. Quel guizzo colorato era molto più che un mero tratto distintivo, ben oltre un semplice cosmetico usato per vezzo, era potere allo stato puro.

Su quale potere fosse nello specifico se lo era chiesto diverse volte, forse era semplicemente iniziato tutto al tempo in cui frequentava le superiori ed era costretta a coprire le labbra con quel voluttuoso velo vermiglio solo una volta scesa in strada. Un profondo, almeno in quel periodo, atto di ribellione sapientemente tolto velocemente al ritorno in ascensore, tutto per andare contro quella stupida retorica del – poi cosa pensa la gente?-

In quella sua altra vita una volta aveva risposto scocciata -pensa che mi piace il rossetto rosso – senza cogliere la moltitudine di sottili allusioni che poteva avere quel colore sulle labbra.

E che successivamente anche lei avrebbe usato.

Tornando all’oggi, era l’ennesima giornata di lavoro, l’ennesimo tentativo di fare quadrare le cose, l’ennesima chiacchierata dove puntualmente si parlava di qualcosa e lei rispondeva – ah, un tempo facevo anche questo – e solitamente erano attività da lei ritenute banali ma he i suoi colleghi consideravano ben lontane dal suo essere o comunque così lontane da sembrare davvero un’altra vita.

Pensare che tante storie aveva scelto di tenerle per sé, nella paura e nella certezza che un giorno sarebbero venute fuori come all’apertura del vaso di pandora, si sarebbero affilate in una serie di eventi dove lei sarebbe stata costretta a ricordare, raccontare e forse scegliere.

O, più semplicemente, aveva deciso che per ora bastava quel rossetto rosso perenne per sconvolgere le piccole mente benpensanti che incontrava ogni giorno e che le appiccicavano insistentemente gli occhi soprattutto in autobus. Aveva scoperto che se quelle labbra rubino turbavano era anche peggio quando qualcuno assisteva a quella vestizione durante il viaggio, come se quell’atto di colorarle fosse ancora più poete e sensuale che svestire un corpo. E forse lo era nella misura in cui, senza darlo troppo a vedere (almeno così sperava), eccitava lei.

In ogni caso era sull’uscio del portone a concludere quella giornata con chiacchierare leggere, forse qualche vago lamento lavorativo. La pesantezza della giornata si poteva capire dalla rimanenza di rossetto e da quanto questa assenza la facesse sentire ancora meno lei.

Non aveva mai pensato di poter prestare tanta attenzione a qualcosa di così sfuggevole, soprattutto mentre era intenta in altro.

Eppure fu una deflagrazione.

Cosa ha catturato la sua attenzione?

  • Un lungo vestito (17%)
    17
  • Degli occhi (33%)
    33
  • Un palloncino, quelli che volano con dentro l'elio (50%)
    50
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3 Commenti

  • Ciao, molto vero e intenso il racconto della indubbia eccitazione, che è forte ma anche trattenuta in un gesto e un colore. Sembra, anzi certo è il motivo per cui il rossetto è stato inventato.
    Molto bene dunque, peccato che l’ultimo periodo ( da: In ogni caso…) sia un po’ confuso…
    Voto l’innocuo palloncino 😉
    Brava, ciaooo
    🙋‍♂️

  • Un incipt che sicuramente attrae il lettore.. un pò come l’immagine della protagonista che si da il rossetto … per altro quell’immagine la trovo geniale nel suo contesto “erotico”… esprime perfettamente quel bel concetto di erotico che piace a me…un’azione apparentemente banale che può diventare erotica per chi la compie o per chi la guarda …
    insomma.. una protagonista che affascina ed incuriosisce pur avendo svelato pochissimo di lei …solo le sue labbra rosse rubino .
    Ho votato per il palloncino d’elio…perchè le altre due scelte mi sembravano troppo “scontate” per il genere che hai scelto … e a me piace sorprendermi .
    complimenti

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