Angeli e topi

Pedro

Il primo ad arrivare all’appuntamento nel seminterrato di via Goja fu Pietro. La porta era aperta, le scale buie, l’aria fetida. Decise di essere prudente; scese strisciando il muro, cercò l’interruttore della luce. Lo trovò, ma essendo davanti a uno specchio gli venne quasi un colpo.
Pietro era magro, d’una magrezza segaligna. Il viso scavato, con due baffetti stampati aggrappati al naso sbagliato, corto e piatto, disegnava la macchietta di un messicano, (da cui l’appellativo “Pedro” che si portava addosso). Aveva le spalle strette calanti, da miserabile, e lo sguardo diffidente, vagamente astioso.
Non avrebbe voluto essere il primo della “gang” ad arrivare, e nemmeno l’ultima ruota del carro; visto che aveva quarantacinque anni e un “curriculum” non disprezzabile ma, a quanto pare gli toccava.
Si guardò intorno. L’ambiente vuoto di gente e spoglio di cose suggeriva una imprecazione, talmente scontata tuttavia da poter essere risparmiata.
Accese una cicca, e alzò lo sguardo, esalando una fuggente nuvola azzurrina verso la lurida lampada che pendeva dal soffitto, storta, come un impiccato fresco. C’era un paraluce, un disco smaltato; era scrostato e arrugginito, oltre che inutile in un posto come quello, dove nessuno si sarebbe mai fermato più dello stretto necessario.
L’uomo lo colpì, per farlo oscillare e vedere l’effetto che faceva, ma ottenne solo una cascata di polvere e una sequenza obliqua di ombre bluastre sulle pareti gialle di luce gialla. La vecchia lampadina tossì. Sorpresa da tanta vita e per un attimo sembrò cedere, ma Pedro saggiamente bloccò subito il gioco.
Sul tavolo al centro della stanza i resti di alcune mosche stecchite suggerivano qualche domanda: morte di fame? Di inedia? Da quanto erano lì, e chi aveva scelto un posto come quello per una riunione?
Pedro tossì, anche lui; sputò in un angolo, poi si fregò le mani come se le avesse sporcate, prese il fazzoletto dalla tasca e si soffiò il naso. Non era fatto per posti come quello, lui che in un’altra vita aveva fatto il barbiere, e amava l’ordine e la pulizia.
Intanto i minuti passavano, e non si vedeva nessuno. Cominciò a stufarsi. Chissà se da qualche parte, magari di sopra, c’era un bagno…
Risalì le scale. A metà della salita la lampadina con un rantolo secco si spense definitivamente, precipitandolo di nuovo nel buio più totale, peggio che fuori, poiché non v’erano finestre capaci di mediare il chiarore di una luna mezzana.
“Pedro, Pedro… avresti fatto meglio a startene a casa questa sera, a non rispondere all’invito di un amico-non-troppo-amico senza pensare, e senza fare domande.”
Cazzate; ormai era lì, e andava tutto bene. Il bagno però non c’era, e lui la maledetta vescica la doveva svuotare. Cercò ancora, e alla fine si accontentò di un piccolo lavabo aggrappato a una parete nera, in un angolo dove veramente non si vedeva nulla.
Si liberò con soddisfazione, almeno fino a quando non realizzò che aveva le scarpe bagnate perché lo scarico era staccato.
Decise che ne aveva abbastanza. Masticando rabbia e bestemmie tornò fuori. Evitò la strada, e restò nel cortile del piccolo condominio; un luogo ingombro di cose, soffocato da un odore solido di umido e marcio. Un cortile che sembrava una cantina, e faceva giusto il paio con l’ambiente da cui era appena uscito.
Il tempo da lì sembrava rallentare. Gli giungevano i rumori di grige vite quotidiane; voci; colpi di tosse; tv sintonizzate su canali discordi; qualche risata, l’immancabile sciacquone.
Una scarpa si era slacciata, pazienza: era così bagnata di orina che Pedro non aveva nessuna voglia di toccarla.
Era molto nervoso. Com’era diventato? Era una nullità. Non c’era una famiglia per lui, non c’era una donna, un lavoro, un rifugio. E adesso anche i suoi degni compagni di merende lo avevano a quanto pare scaricato. Come un topo si aggirava nella fogna. Solo. Era nessuno, era un topo invisibile.
“Ma i topi” pensò “non si arrendono. A volte sembrano invincibili…” E finalmente reagì allontandosi sempre più convinto da quel luogo malsano che lo aveva contagiato.
Decise di prendere la strada del bar Ciclope. Con una birra davanti e lo spettacolo della Susy che sfiorava veloce gli angoli di tutti i tavoli con le anche generose fasciate di viola, sarebbe stato bene, almeno fino al momento del conto da pagare senza avere una lira in tasca.
” Ciao Susy, come butta? ” avrebbe voluto dire, ma non lo fece. Si piazzò invece, seduto spalle al muro, a vederla sguazzare felice nel suo stagno, servire birra, vino e caffè, incassando sguardi, battute grasse e misere mance, senza dire grazie. Quella donna gli intossicava il cervello. Senza intenzione lo attraeva e lo respingeva. Non era il suo tipo ma con lei Pedro era su un’isola deserta…
Un’ora dopo, quando il bar s’era definitivamente riempito di assetati chiacchieroni in vena di confidenze, e lui ne aveva già scoraggiati un paio col suo mutismo, un tale che lo osservava da un po’ venne da lui dopo aver parlottato brevemente con la ragazza.

Parliamo di:

  • Dell'uomo sconosciuto (40%)
    40
  • Susy (40%)
    40
  • Pedro (20%)
    20
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88 Commenti

  • Ciao, un finale davvero poetico, non mi sarei mai aspettata che Pedro fosse diventato un angelo, mi hai fregata alla grande!!! Che l’altro fosse un fantasma, però, l’avevo intuito!!! Ci sarò un seguito, prima o poi, o la storia finisce qui?
    Ah, divertente il refuso “minaccava”, è stato una sferzata di buonumore.
    Buon fine settimana e alla prossima storia.

    • Ciao Isabella, il termine “poetico” che cosi mal si sposa con “minacca”, mi fa riflettere sulla precarietà delle cose “umane” quelle che governano la nostra vita.
      Volevo scrivere la storia di un uomo umile e buono, uno che conosce la miseria dei poveri “topi”, la umana guerra dei sentimenti, che Susy incarna, e la santità sfiorata degli angeli.
      Tutto nato da una semplice emozione, quella che coglie un uomo quando si trova, solo e cieco, al cospetto con una realtà paurosa e corrotta.
      Grazie per averlo letto, come sempre, lettrice attenta e curiosa.
      Ciaooo
      🙋‍♂️🌻

    • Ciao Red. Fred è con Anna, tranquillo!
      In quanto a Pedro, quando nel primo capitolo lascia via Goja per il bar Ciclope, è già diventato Pietrangelo, e la sua in-volontaria missione comincia così, con un bagno di birra.
      Era un topo? Un angelo? Un uomo? Che differenza fa?
      Ciaoooo
      🙋‍♂️

  • Ciao, stavolta la vita ha fatto dei gran bei giri per poi tornare al punto di partenza!!! Sinceramente? Non so proprio che soluzione potranno trovare, dovrai usare una buona dose della tua solita fantasia!!!
    Ho votato per ali senza funerali, un po’ di rilassatezza per una volta!!! Buon weekend e al prossimo gran finale.

    • Ciao Melania, le storie che stanno dietro le persone comuni sono a volte davvero sorprendenti. Tutti abbiamo una volta nella vita persone con un bagaglio di umanità controversa degne di essere indagate e raccontate…
      E, in questo caso ci sono ancora sorprese in arrivo!
      Grazie, a predto!
      🌻🙋‍♂️

  • Ciao Fenderman 🙂
    Capitolo pieno zeppo d’azione, in cui a passo spedito abbiamo seguito Pedro e il suo pedinamento. Hai giocato bene sulla suspance e sul non rivelrci chi sia questa persona che Pedro e’ sicuro di avere visto, lasciandoci il dubbio che sia invero legata al nostro prete (dottore). Inoltre e lampante che Simona abbia le informazioni che ci occorrono , ma sara disposta a fornirle a Pedro?.
    Beh intanto abbiamo un nome e’ un tantino di backstory. Sarei propenso a far rincontrare Susy e Pedro , ma , da buon gatto b.astardo voto per “iniziativa pericolosa”, alziamo un po’ la posta in palio , e vediamo cosa ci combini 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao, vedrai che presto tutto si chiarirà…
    Le rimpatriate sono un’otima occasione per rompere le regole, e poi col freddo che fa, castagne e vincotto! (Almeno quello ).😉🥴😳😇🙃
    Buona notte, e a presto. Grazieeee🙋‍♂️🌻

  • Ciao, sono appena tornata da una rimpatriata scout e ho il cervello un po’ obnubilato (e non ho bevuto nemmeno un goccio!!!), saranno stati i canti a squarciagola, eh eh eh!!! Qui la situazione è ancora confusa come me, ma il don sta facendo un po’ di luce, finalmente!!!
    Ho votato per l’iniziativa pericolosa, anche se sono andata in pari qualcuno dopo di me deciderà sul da farsi!!! Buon fine domenica e alla prossima.

    • Ciao, vedrai che presto tutto si chiarirà…
      Le rimpatriate sono un’otima occasione per rompere le regole, e poi col freddo che fa, castagne e vincotto! (Almeno quello ).😉🥴😳😇🙃
      Buona notte, e a presto. Grazieeee🙋‍♂️🌻

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