Angeli e topi

Dove eravamo rimasti?

Il finale Ali (100%)

Ali

Pedro non aveva nemmeno voltato l’angolo che pensò di tornare subito da Susy.
La trovò che stava uscendo di casa per raggiungere il “Bar Ciclope”; e la sua attenzione, come pilotata da un’intuizione, andò alla mano che girava la chiave per chiudere la porta.
– Ciao, – disse – forse ho ritrovato Fred.
– Cosa? – si meravigliò lei – E dov’è?
– Credo che lo abbia preso tua sorella.
– Anna?
– Ma certo! Lei ha sicuramente conservato le chiavi di casa. E poi solo lei poteva aprire per prendere Fred e nient’altro.
– Oddio, forse hai ragione! Dunque è tornata a rubare di nuovo!
– Be’ non direi. Hai detto tu che Fred era suo… e poi questo dice pure che non ha mai rinunciato all’idea di tornare a casa sua, da te. Certo le manchi… e anche tu più o meno consapevolmente… lo stesso, visto che non hai mai cambiato la serratura… o sbaglio?
Susy si fermò a riflettere. Quell’uomo piccolo e gentile aveva ragione. Era davvero un grande. Ma perché da un giorno all’altro si prendeva cura di lei in quel modo? Non era come gli altri.

Intanto Pedro si andava convincendo che riportare a casa Anna fosse possibile. Le due ragazze si amavano, e potevano davvero ricominciare a vivere insieme, da vere sorelle; anche se la cosa rischiava di escluderlo.
Tornò alla sera prima, alla birra versata addosso, all’uomo nero di cui Susy aveva paura, al rapimento di Fred. Ripensò alla notte passata in casa sua, quando sentendola piangere nel suo letto aveva pensato di raggiungerla, e un paio di colpi di tosse provvidenziali lo avevano invece bloccato in corridoio impedendogli di farlo… certo era stato un segno. Non doveva approfittare di lei, né consolarla e basta, ma fare in modo che fosse davvero felice.
Susy adesso era rasserenata, quasi euforica mentre Pedro la prendeva sottobraccio, e insieme si incamminavano verso il Ciclope.
Il cielo, intanto, s’era fatto nero, e minaccava tempesta. Dal mare arrivavano lampi, poi subito più vicini.
D’un tratto sopra le loro teste un fulmine squassò l’aria. Pedro sentì le gambe molli. Fece pochi passi, e cadde…

*
…Il mal di testa sfumava, Pedro tornava in sé.
“Che è? Che c’è? Dove sono?”
Era pieno giorno. Lui stava sul marciapiede, dritto come una sentinella, davanti a casa sua.
– Che cavolo ci faccio qui? – chiese a uno che stava lì e lo guardava assorto; un uomo alto, vestito di nero, con la faccia da cammello; e che gli sembrava, pur nella confusione che aveva in testa, di conoscere.
– Stai partendo – disse quello con voce bassa, graffiante. – Lasci per sempre questa casa, con quello che contiene.
– Partire per dove? Non ho soldi, e nessuno mi aspetta. Sono un signor nessuno…
– E dai!, ancora con questa storia del “topo solitario” anzi invisibile. Quello, il topo, in questo momento è steso sul tuo letto, freddo come un ghiacciolo. Certo, è vero che sei tu, però tu sei anche qui con me; e sai perché? Perché sei fortunato.
Pedro in un barlume di lucidità, lo guardò perplesso. “Ci mancava solo il matto di turno stamattina” pensò, e azzardò un passo.
– Dove vai? – disse quello severo – non sono matto. – Poi conciliante, quasi paterno – Tu sei come me… noi, vedi, siamo uguali: siamo angeli. Angeli, capito? Come tutti gli innocenti morti per mano assassina, senza mandanti, e senza colpevoli.
– Ah, ecco, forse il fulmine ha toccato anche te.
– No, noi siamo immuni ai fulmini. Tu sei stato ammazzato l’altra sera, davanti a casa mia, in quel lurido cortile di via Goja; e a me invece è toccato molto tempo fa, fra le sante mura di un convento.
– Che stupidaggine! Dici davvero che c’è un morto, e che sono io?
– Certo! Adesso sei confuso, lo so, è normale. Però rilassati; tanto non puoi farci niente, e la cosa non ti riguarda più. Vedi, non devi più pensarti come un uomo che vive una vita terrena, ma cento, mille volte mille vite; tutte sospese tra cielo e terra. Consolati pensando a chi eri, e a cosa sei adesso.
Quando ti ho trovato, avevi un aspetto davvero curioso, con quel testone aperto in due! Eri morto, ok! E, però, era nato Pietrangiolo. Io ti ho riconosciuto subito: ti ho visto, e mi sono detto: “Ecco quello che aspettavo, quello giusto per la missione che ho in mente.” Ora però che con Susy e Anna è tutto sistemato, scordale. Si volta pagina, e verrai con me. Ci sono al mondo tanti altri casi da risolvere, e uomini da convertire.
– Non posso crederlo. Mi sento male – disse Pedro.
– Dimentichi che sono un medico! Fidati di me.
– Tu sei matto! Ti crederò quando mi spunteranno le ali.
– Oh, no, quella delle ali è una bufala. Noi lavoriamo in incognito, uomini tra gli uomini, e per volare non ne abbiamo bisogno.
– E dai! Senti: facciamo che ti credo. Posso tornare indietro, o almeno controllare il coso lì, il morto, e, nel caso, salutare qualcuno?
– No, non c’è bisogno. Seguimi!
Michelangiolo mosse, tirandolo per un gomito; e Pietrangiolo docile lo seguì.

Dritta davanti a loro la strada scompariva dietro un dosso, e poi cadeva lontano, nel mare, là dove la luce l’assorbiva al punto di sfumarla in un bagliore accecante.

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88 Commenti

  • Ciao, un finale davvero poetico, non mi sarei mai aspettata che Pedro fosse diventato un angelo, mi hai fregata alla grande!!! Che l’altro fosse un fantasma, però, l’avevo intuito!!! Ci sarò un seguito, prima o poi, o la storia finisce qui?
    Ah, divertente il refuso “minaccava”, è stato una sferzata di buonumore.
    Buon fine settimana e alla prossima storia.

    • Ciao Isabella, il termine “poetico” che cosi mal si sposa con “minacca”, mi fa riflettere sulla precarietà delle cose “umane” quelle che governano la nostra vita.
      Volevo scrivere la storia di un uomo umile e buono, uno che conosce la miseria dei poveri “topi”, la umana guerra dei sentimenti, che Susy incarna, e la santità sfiorata degli angeli.
      Tutto nato da una semplice emozione, quella che coglie un uomo quando si trova, solo e cieco, al cospetto con una realtà paurosa e corrotta.
      Grazie per averlo letto, come sempre, lettrice attenta e curiosa.
      Ciaooo
      🙋‍♂️🌻

    • Ciao Red. Fred è con Anna, tranquillo!
      In quanto a Pedro, quando nel primo capitolo lascia via Goja per il bar Ciclope, è già diventato Pietrangelo, e la sua in-volontaria missione comincia così, con un bagno di birra.
      Era un topo? Un angelo? Un uomo? Che differenza fa?
      Ciaoooo
      🙋‍♂️

  • Ciao, stavolta la vita ha fatto dei gran bei giri per poi tornare al punto di partenza!!! Sinceramente? Non so proprio che soluzione potranno trovare, dovrai usare una buona dose della tua solita fantasia!!!
    Ho votato per ali senza funerali, un po’ di rilassatezza per una volta!!! Buon weekend e al prossimo gran finale.

    • Ciao Melania, le storie che stanno dietro le persone comuni sono a volte davvero sorprendenti. Tutti abbiamo una volta nella vita persone con un bagaglio di umanità controversa degne di essere indagate e raccontate…
      E, in questo caso ci sono ancora sorprese in arrivo!
      Grazie, a predto!
      🌻🙋‍♂️

  • Ciao Fenderman 🙂
    Capitolo pieno zeppo d’azione, in cui a passo spedito abbiamo seguito Pedro e il suo pedinamento. Hai giocato bene sulla suspance e sul non rivelrci chi sia questa persona che Pedro e’ sicuro di avere visto, lasciandoci il dubbio che sia invero legata al nostro prete (dottore). Inoltre e lampante che Simona abbia le informazioni che ci occorrono , ma sara disposta a fornirle a Pedro?.
    Beh intanto abbiamo un nome e’ un tantino di backstory. Sarei propenso a far rincontrare Susy e Pedro , ma , da buon gatto b.astardo voto per “iniziativa pericolosa”, alziamo un po’ la posta in palio , e vediamo cosa ci combini 🙂
    A presto 🙂

  • Ciao, vedrai che presto tutto si chiarirà…
    Le rimpatriate sono un’otima occasione per rompere le regole, e poi col freddo che fa, castagne e vincotto! (Almeno quello ).😉🥴😳😇🙃
    Buona notte, e a presto. Grazieeee🙋‍♂️🌻

  • Ciao, sono appena tornata da una rimpatriata scout e ho il cervello un po’ obnubilato (e non ho bevuto nemmeno un goccio!!!), saranno stati i canti a squarciagola, eh eh eh!!! Qui la situazione è ancora confusa come me, ma il don sta facendo un po’ di luce, finalmente!!!
    Ho votato per l’iniziativa pericolosa, anche se sono andata in pari qualcuno dopo di me deciderà sul da farsi!!! Buon fine domenica e alla prossima.

    • Ciao, vedrai che presto tutto si chiarirà…
      Le rimpatriate sono un’otima occasione per rompere le regole, e poi col freddo che fa, castagne e vincotto! (Almeno quello ).😉🥴😳😇🙃
      Buona notte, e a presto. Grazieeee🙋‍♂️🌻

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