Il TOK (parte 2).

Incubo.

Kiki lo guarda, lo sguardo scintillante.

Sono sul bordo di una bellissima piscina. Sono soli.

Lei si toglie la parte superiore del costume e si tuffa in piscina. Lo sguardo innamorato di Pietro ne segue il percorso sott’acqua.

Kiki emerge dall’acqua dalla parte opposta della piscina e con fare voluttuoso richiama a sé Pietro, muovendo l’indice della mano destra verso di sè.

E’ il gesto più sensuale che Pietro abbia mai visto. Ma proprio mentre lui sta per cedere al richiamo vede un braccio afferrare la ragazza dai capelli e sollevarla come un fuscello dalla piscina, per poi gettarla tra l’erba verde.

“Mi hai proprio deluso, Pietro” dice una voce profonda di donna.

Pietro si rende conto che è la voce di Marika, che il braccio che ha sollevato Kiki e quello di Marika.

Marika in tacchi alti e scarpe nere, Marika in perizoma.

La donna si scaglia contro Kiki; le donne lottano mentre Pietro è paralizzato. Non riesce a muoversi. 

Vede Kiki che sta soccombendo sotto la forza della sua copia, mentre cerca disperatamente di liberarsi dalla presa della erinni.

Ma non ci riesce.

Vede il suo sguardo disperato, mentre l’aria comincia a mancarle.

Vede il braccio muscoloso di Marika che le blocca il respiro. Vede le mani di Kiki, strette attorno al braccio dell’assalitrice che perdono la presa.

Le vede cadere al suolo mentre Marika, resasi conto della vittoria, la solleva senza sforzo e getta la giovane donna nell’acqua della piscina, che si è trasformata in una distesa di lava.

Pietro urla disperato mentre vede gli occhi di Kiki rigati di lacrime.

Si risveglia di soprassalto.

Sente il corpo di Kiki contro il suo, la sente respirare. Si asciuga gli occhi, che grondano lacrime salate.

“Kiki…come stai?” chiede Pietro.

La ragazza apre gli occhi (“che occhi meravigliosi…ma sono viola?” si chiede Pietro mentre la osserva) e gli sorride.

“Ciao Pietro” dice lei con un filo di voce, quella voce dal timbro basso che lo innamora ogni volta “come stai? Sai, ho fatto un brutto sogno” lo sguardo un po’ annebbiato, la fronte corrugata.

“Anche io” ribatte lui.

Rimangono abbracciati a lungo poi lei, come vincendo la ritrosia, si siede sul letto (coprendosi pudicamente il seno con il lenzuolo bianco, operazione che riesce solo parzialmente) e inizia a parlare.

“Devo confessarti una cosa…” gli occhi di lei sono bassi, non lo guardano “non mi ricordo più cosa ho fatto ieri, dov’ero ieri, con chi ero ieri…”.

“Eri con me” sta per dirgli lui ma improvvisamente si rende conto che anche lui non ricorda nulla.

Dov’era lui, ieri? Cosa stava facendo?

Ha vaghi ricordi del TOK! che lo ha perseguitato; ricorda lo specchio e Marika; ricorda anche della sua copia con la quale ha parlato. 

Ma non riesce a posizionare cronologicamente tutti quegli eventi.

“E’ come se io fossi nata oggi” gli occhi di lei guizzano a destra e a sinistra, osservandolo “ma allo stesso tempo è come se io e te fossimo insieme da sempre”.

L’ultima frase gonfia di amore il cuore di Pietro; ma è un istante, subito l’emozione viene sostituita dall’angoscia.

Perché capisce che anche per lui è così.

“Devo confessarti che sono stata spinta a venire da te…dal mio PC.”

“Dal tuo PC?” Pietro strabuzza gli occhi.

“Sì. Improvvisamente, mentre giocavo, il PC ha cominciato a parlarmi. Sai, io gioco a lungo a giochi di ruolo ed ero online. Ho avuto anche problemi con il sonoro, infatti credo di averti disturbato. Ricordi quando mi hai detto che avevi sentito dei rumori? Ebbene, credo di essere stata io la colpevole”.

“Non credo di avere sentito rumori di giochi al PC” ribatte Pietro, un po’ confuso.

“Sì, ti dico che ero stata io. Avevo alzato a palla il volume perché sentivo come dei bisbiglii, credevo fosse l’audio del gioco non ottimizzato invece…”

“Invece?” Pietro strabuzza gli occhi.

“Invece era il PC che mi parlava. Mi diceva di venire da te…” il viso di Kiki è in fiamme.

“Cosa ti diceva esattamente il PC?” 

“Mi diceva…” Kiki distoglie lo sguardo da quello di Pietro “…che dovevo scopare con te, che dovevo eliminarti”. Mentre pronuncia quelle parole, alla ragazza scende una lacrima.

“Ma io non volevo farti del male…eppure, forse l’ho fatto” dice lei buttandosi a faccia in giù sul letto e coprendosi la testa con un cuscino.

Pietro la guarda. Una ragazza bellissima nel suo letto, nuda, con la testa sotto un cuscino e gli parte una sonora risata.

Kiki si gira e, immediatamente, comincia a ridere anche lei.

Ridono così tanto che sudano; gli occhi rossi dalle lacrime di lei adesso grondano lacrime di gioia mentre lui ride perso negli occhi della ragazza.

“Vieni qui” Pietro afferra Kiki e la stringe a sé. 

“Se proprio devo morire, vale la pena farlo con te.”

Come procede la storia?

  • Suonano alla porta. (0%)
    0
  • Un TOK! viene sentito da entrambi. (100%)
    100
  • Si rivestono e vanno a controllare il PC di Kiki. (0%)
    0
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4 Commenti

  • Sentono entrambi la voce di qualcuno che dice loro… “Era ora! È da allora che sto cercando di comunicare con entrambi ma sembra più difficile del previsto!” 😛

    Ciao! Capitolo molto carino, anche se succede poco ma è giusto che succeda poco, visto che prepara l’arrivo di ciò che metterà in moto la storia. Sempre ben fatto.

    Ciao 🙂

    • Ciao RD, grazie per il feedback. Hai proprio ragione: vediamo cos’ho in mente…lo scoprirete appena lo scoprirò anche io 🙂
      Ho una traccia labile in testa ma i personaggi hanno preso il comando e non so dove vogliano andare…e poi c’è Marika che incombe.
      4.

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