Melody

Le castagne

– Ma dimmi un po’ – disse Alfio sputacchiando il culo masticato di una matita – non hai anche tu, a volte, una gran voglia di spaccare tutto?
Che domanda! Fatta a me poi… Era una provocazione, oppure un modo brusco e caritatevole per distogliermi dai miei pensieri?
Io avrei dovuto rispondere che sono così scoglionato dall’andare e tornare dei soliti sempre uguali miseri e fessi cazzi della vita… che darei tutto quello che ho in cambio di un palcoscenico nuovo e credibile: acqua fresca, di fonte; una risata sincera (da quanto non mi scappa di ridere?) Avrei dovuto dire: ” Datemi una vita vera, degna, non questa cosa che rassomiglia a un ultimatum! E un regalo inatteso, una carezza, un piccolo “sì”; o, anche, un maiuscolo addio, perché anche quello è sicuramente meglio di tutta questa merda.”
Risposi invece: – Eh?
– Ecco, al solito stai dormendo – disse lui. – Non hai capito un piffero. Ma non fa niente, non ti sforzare. Ti piacciono le caldarroste?
– Eh? Sì, no, che ne so. – Voltai la testa per guardalo. Lo feci in modo che dovette sembrargli doloroso – Che c’entrano le castagne adesso?
– Niente. È il sapore della grafite, sput, sput… che me le ricorda. Ne ho voglia… vieni?
Uscimmo. Camminammo un po’ senza parlare, fino a piazza di Spagna.
L’aria pungente e chiara di quella città ocra e bianca, così illogicamente bella, permeava ogni cosa, perfino me, che del magico sentire “de Roma quann’è ssera” di solito non percepivo nulla, se non il mieloso e stanco aggredire della notte.
– Stasera… – disse Alfio sbirciando l’orologio – ho voglia di andare… sai dove? Da quel figlio di buonadonna del portoghese. Mi ha promesso un invito al “Carola X” due mesi fa, e ancora non mi caga.
– Ah, sì?! – dissi – E chi sarebbe questo: un tuo nuovo amico?
– Eh, è un tale.., un traffichino: carne, farina, caramelle…
– …puttane, cocaina e farmaci. Chi vuoi prendere per il culo?
– Io? Nessuno! Certo non te, non oserei. Mai potrei privarmi del puntuale acido dissenzo che solo tu sai esprimere.
– Sì vabbe’, vai, vai dal tuo amico; ma non contare su di me. Io ho altri programmi. Segnati tutto, che poi me lo racconti.
– Ah sì?, e sia. Vaffanculo Jazz, goditi la tua serata.
Era offeso. Io mi scappellai, feci l’inchino e lo invitai a proseguire il suo viaggio verso il Babuino. Lui, scartando castagne, dinoccolato e storto nel voltarsi per vedere che fossi ancora lì, solo, e intenzionato a restarci, sembrava un burino venuto per vendere caciotte, e perso per strada.
Quando sparì, ormai lontano e confuso fra la gente, gettai il cartoccio di marroni già vuoto in un cestino, e mi lasciai catturare dalla mia millenaria sirena dai cieli complicati nell’acqua della barcaccia; mescolai i miei passi a quelli strascicati dei giovani sottobraccio nei vicoli, nelle piazze umide, luccicanti; feci un giro, e ritornai per scalare Trinità dei monti. Lassù col mondo prostrato ai miei piedi avrei saputo cosa fare.

Il primo segnale del nuovo giorno fu un involontario graffio della pantera che mi ero portato a letto. Una brava ragazza, pescata per caso mentre che piangeva calde lacrime affacciata in mezzo a tanti alla balconata del Pincio, così che il panorama di luci e cupole era per lei solo un caleidoscopio confuso, umido e salato.
Aveva delle unghie lunghe e affilate, fin troppo, che sapeva usare benissimo. Per mezza nottata, dopo un sì, e prima di dormirci sopra, mi aveva tracciato mappe disperate sulla pelle, tanto che pensai fosse una sadica, una sadica piangente, una medusa, una pianta carnivora.
Mi svegliò con un indice sotto il mento, che scansai subito prima di rimanerci secco. Presi quella mano e me la posai sul petto.
“Se proprio vuoi farmi fuori, bucami il cuore e facciamo presto!”.
Sorrise. Io invece no. Certo era strana, e pazza più di me…

Avvicinandola avevo detto:
– Che succede? Ha perso qualcosa? Qualcuno le ha fatto del male?
– Sì – aveva risposto con inaspettata grazia – Sei italiano?
Più tardi, a casa mia, uscendo nuda e bagnata dalla doccia aveva giurato:
– Non sono una puttana.
– Non ho nulla contro le puttane – avevo detto io – ma meglio per te.
– …E per te che non devi pagarmi.
– Ah, no? – mi meravigliai – non vorrai che ti sposi spero!
La battuta l’aveva fatta ridere. Aveva denti bianchissimi, e una bocca profumata di gelsomino: una cosa ubriacante, certo un trucco, e giuro che ci cascai.
Sopportai la sua tortura scarnificante senza un lamento; e anzi risposi dandomi da fare come un liceale bestia affamata. Ma non era per lei, non solo. Era per me, per quello che stavo vivendo, che credevo di non meritare; una cosa che aveva bisogno di essere lavata via col sangue.
La ragazza disse di chiamarsi Irina, ma era romana: tutta roba nostra.
C’era da aspettarselo. Qualcuno l’aveva messa lì per me, per fare il paio; e da come facemmo l’amore senza conoscerci, spezzandoci la schiena e stritolandoci di abbracci, sembrava aver indovinato.
Lei mi guardava incuriosita, io ero confuso.
L’amore e il dramma non sono tali finché ci si rifiuta di riconoscerli.

E ora

  • ...coppie... (40%)
    40
  • Chi è Irina? (20%)
    20
  • Chi è Jazz? (40%)
    40
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59 Commenti

  • CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! Continuare ad oltranza.

    Mi è piaciuto molto come hai deciso di rivelarci tutto quanto quello che è accaduto, mettendo insieme le molliche di pane lasciate in giro. A differenza di altre storie, dove rimanevano fili appesi, qui si rimette tutto al suo posto.
    Ti rinnovo i miei complimenti e ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, povero Jazz, venire trattato come un “problema” dalla regina madre!!! Quindi si tratta di un amore impossibile o una speranza anche se minima c’è ancora? Be’ c’è ancora un ultimo capitolo per saperlo!!!
    Ah, davvero bella la “copertina”, merita!!!
    Ho votato per nodi sciolti, voglio vedere di che tipo di nodi si tratta!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, grazie.
      La copertina è molto bella, centrata direi. Si vede la volontà di fare qualcosa per ridare ossigeno alla piattaforma. Ho visto nuovi autori arrivare tutti insieme, un po’ freddini e senz’anima… non so se siano veri… comunque noi ci siamo sempre, coltiviamo l’orticello della nostra passione con tenacia e sorridiamo, sempre! Ciaooo.
      Forza Jazz!🌻🙋‍♂️

  • L’amore è una luce, ma illumina o acceca? Mi piace il titolo 🙂

    L’hai capì chi era Irina ed in che razza di pasticcio si è inpasticciato il nostro protagonista? Mi hai totalmente sorpreso, tranne la presenza dei due tizi che fanno finta di niente e tutti sanno chi sono 😀
    Manca da capire chi è Callisto 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao, quindi… in base alla prospettiva da cui la guardi, o è una questione di noia o di vendetta!!! E il nostro Jazz ci è finito dritto in mezzo, ma l’stinto da giornalista (o da innamorato?) è prevalso su tutto e si è gettato dritto in pasto ai leoni. Succulento!!!
    Ho votato per l’amore, vediamo se il lumicino resisterà o si spegnerà!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, certo il nostro Jazz s’è stancato e non vede l’ora di rimettere in ordine la sua vita, e, magari perché no, anche quella della “sua” donna di una notte, quella che gli ha spappolato il cuore.🥴 ce la farà? Incrociamo le dita.
      Grazie, ciaooo
      🙋‍♂️🌻

    • Ciao grazie dei complimenti ( saprai anche tu quanto fanno piacere),🙏.
      Questa piattaforma è una vera sfida, un gioco in cui concorrono vari aspetti, tutti difficili da amalgamare. La sfida ogni volta è riuscire a dare continuità rispettando i voti, senza perdere il filo della storia, e soprattutto cercando di mettere insieme qualcosa di decente, e nei limiti dei caratteri concessi.
      Un buon allenamento dunque, vedrai che ti divertirai con noi. Grazie, ciaooo
      🙋‍♂️

  • Ciao, adesso ci si mettono di mezzo anche i sogni premonitori? Allora siamo nella m… marmellata fino al collo!!! Bellissima la macchietta del cane, dona un tocco di frivola leggerezza alla storia!!!
    Ho votato per cattivi, a questo punto della storia ci stanno come una ciliegina sulla torta!!! Buon fine settimana e alla prossima.

    • Ah, ah, ciao, sì, nei sogni si progetta ( o proietta? ) il futuro.
      Meglio ridere, qua mala tempura currunt e a noi non sta bene!
      Il povero Jazz questo amore se lo deve sudare ; speriamo solo che riesca almeno a rivedere la sua donna misteriosa, glielo auguro.
      Grazie Isabella, buon fine settimana.

      🙋‍♂️🌻

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